sabato 31 gennaio 2009

DALL'ISLAM A OBAMA UN MESE DI PASSIONE PER IL PAPA

Il Giornale, 26 gennaio 2009
di Andrea Tornielli

Roma
Quello dell’anno scorso fu caratterizzato dalle polemiche roventi e dalle porte chiuse alla Sapienza. Quello del 2009 è un gennaio altrettanto «caldo» per Papa Ratzinger. Innanzitutto per il moltiplicarsi dei segnali negativi dal mondo ebraico, ancor più dolorosi per Benedetto XVI, che ha riflettuto e scritto sullo speciale legame che unisce ebrei e cristiani. Prima c’è stata la decisione dei rabbini italiani di non partecipare alla giornata dell’ebraismo promossa dalla Chiesa italiana, a motivo della preghiera del Venerdì santo presente nel rito antico della Messa, che il Pontefice ha liberalizzato con il motu proprio nel 2007.

SIMONA DA CINCINNATI CI SCRIVE

QUELLO CHE I GIORNALI NON RIESCONO A DIRE":

"Grazie a Mattia Ferraresi giornalista di vivace talento e caro amico per l'aiuto, prezioso e necessario, ci da' a giudicare quel che respiriamo - sempre troppo di fretta- in questa parte del mondo! davvero un bell'articolo."

Simona

PADRE ALDO

PADRE ALDO TRENTO mail 30 gennaio 2009


Cari amici,

Alcuni mi hanno giustamente fatto osservare se era il caso o no di mostrare quel breve “video” sull’agonia del mio figlio Antonio, morto giovane di AIDS, dicendo fino all’ultimo respiro: Gesú, Giuseppe, Maria.

Prima di tutto la cosa interessante è che colui che ha fatto tutto questo è un altro mio figlio, Giorgio, compagno di malattia di Antonio. Giorgio, un ingegnere informatico malato da anni e che era sulla strada.Prima di essere qui con noi.

Allora, perchè tutto questo?



1- la realtá é la realtá e si impone per ció che é attraverso le diverse circostanze della vita: il nascere, il crescere, lo studiare, il mangiare, l’andare al bagno, pulirsi, tenere in ordine l’armadio, innamorarsi, sposarsi, fare dei figli, essere prete o consacrato, soffrire e infine morire.

BANCO BUILDING

all'interno troverete anche una descrizione del banco.....Per chi non si ricorda di noi, ecco una breve sintesi della ns. attività.
Banco BUILDING - da un lato - raccoglie le richieste di opere di carità e missionarie e - dall’altro - ricerca aziende disposte a donare i beni di cui le opere hanno bisogno......


BANCO BUILDING Milano, 29\01\2009

Cari amici,
abbiamo ricevuto la proposta di ritirare a titolo gratuito circa 15000(quindicimila) metri quadrati di piastrelle e rivestimenti da un curatore fallimentare che deve liberare immediatamente il capannone sito alla periferia ovest di Milano.
Le tipologie, pezzature, misure, ecc. sono le più varie (comunque trattasi di lotti di piccola entità).

giovedì 29 gennaio 2009

GIOVANNI

LA situazione visiva di Giovanni va sempre peggiorando.
Chiedo a tutti i miei lettori di unirsi a noi nelle preghiere.
All'interno ho messo la preghiera al sacro manto di San Giuseppe .
Chi vuole dovrebbe recitarla per un mese intero tutti i giorni .
Ringrazio anticipatamente tutti quelli che si uniscono nella preghiera.

BENEDETTO XVI MAI PIU' LA VIOLENZA MAI PIU' LA SHOA

mercoledì, 28 gennaio 2009

Oggi, nell'aula Paolo VI, il Papa ha rinnovato la sua condanna della Shoah con queste parole:

In questi giorni nei quali ricordiamo la Shoah, mi ritornano alla memoria le immagini raccolte nelle ripetute visite ad Auschwitz, uno dei lager nei quali si è consumato l'eccidio efferato di milioni di ebrei, vittime innocenti di un cieco odio razziale e religioso. Mentre rinnovo con affetto lespressione della mia piena e indiscutibile solidarietà con i nostri Fratelli destinatari della Prima Alleanza, auspico che la memoria della Shoah induca l'umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore delluomo. La Shoah sia per tutti monito contro loblio, la negazione o il riduzionismo, perché la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti.







LA BAMBINA CHE NON VOLLE UCCIDERE IL COMANDANTE


Liliana: la bambina che non volle uccidere

Nel racconto, - divenuto un libro - ‘Sopravvissuta ad Auschwitz’, (scritto con Emanuela Zuccalà, edizioni Paoline 2005) Liliana Segre rivive molti aspetti di quella drammatica esperienza. …fino alla liberazione….
Sopravvissuta a diverse selezioni, nel gennaio 1945 Liliana fa parte di quel corteo di fantasmi che i nazisti hanno fatto camminare di notte, di lager in lager, - la marcia della morte - nel patetico tentativo di nasconderli agli occhi del mondo… Liberata nel circondario di Ravensbrück il 1° maggio, quattro mesi dopo torna a Milano. Ma nulla sarà facile nemmeno qui: è durissima, dopo l’infezione, la convalescenza del corpo e dell’anima…
Colpisce davvero il modo pacato con cui Liliana riesce a parlare di argomenti così tremendi. Colpisce l’assenza di odio, l’amore per la vita, … la sua capacità di cogliere segni di speranza, bagliori di vita, anche nei luoghi in cui la morte si fa più assurda e selvaggia…
«Scelsi una piccola stella nel cielo, e mi identificai con lei. Io non ero ad Auschwitz: mi ero fusa con quella stellina e pensavo: io sono quella stellina. Finché brillerà nel cielo io non morirò, e finché resterò viva, lei continuerà a brillare».
Ma il momento in cui questa ragazzina attua davvero la sua resistenza al male è quando sceglie di non essere una bestia, ma una persona umana. È il momento in cui Liliana decide di dare un senso a quel numero 75.190 che le è stato tatuato, e che mai si cancellerà perché ormai è parte di lei.

«Il comandante dell’ultimo campo, crudele assassino, camminava vicino a me (…), si spogliò, rimase in mutande, si rivestì da civile. Tornava a casa dai suoi bambini e da sua moglie. Certamente non si accorgeva della mia presenza perché io ero ancora uno Stück, un pezzo. Quando buttò la pistola ai miei piedi, con tutto l’odio che avevo dentro di me e la violenza subita che mi invadeva il corpo, io pensai per un istante: ‘Adesso mi chino, prendo la pistola e, in questa confusione assoluta, lo ammazzo’. Mi ero nutrita a lungo solo di malvagità e di vendetta. Pensai che sparargli fosse l’azione giusta, nel momento giusto; il giusto finale di quella storia di cui ero stata protagonista e testimone. Ma fu un attimo. Un attimo importantissimo, definitivo nella mia vita, che mi fece capire (…) come, nella debolezza estrema che mi vinceva, la mia etica e l’amore che avevo ricevuto da bambina mi impedivano di diventare uguale a quell’uomo. Non avrei mai potuto raccogliere la pistola e sparare al comandante di Malchow. Io avevo sempre scelto la vita. Quando si fa questa scelta non si può togliere la vita a nessuno, e da allora fui libera».

(Giulia Galeotti, La bambina che non volle uccidere il comandante di Auschwitz, L’Osservatore Romano, 27 gennaio 2009)


mercoledì 28 gennaio 2009

SABINA HA MANDATO UN COMMENTO ALL'ARTICOLO LA PAROLA ALL'ESPERIENZA

Bellissimo questo articolo. Fa riflettere molto, scardina i nostri argomenti di benpensanti. Io personalmente mi sento chiamata a riaffermare non solo a parole che la vita val la pena di essere vissuta sempre, "sperando contro ogni speranza". Sono cresciuta in una famiglia cattolica che mi ha trasmesso la fede, ho una sorella portatrice della sindrome di Down, eppure leggendo queste parole mi sono sentita meschina per la superficialità con cui tratto la vita, le persone e il mondo che mi circonda. Perchè noi cosiddetti "normali" crediamo di sapere, di poter giudicare, di essere nel giusto. E invece dovremmo essere un po' più umilie profondi, attenti ai segni che ci sono dati, coscienti che tutto ciò che c'è è un dono gratuito e, per questo, attenti a non sprecarlo. E non c'è bisogno di uccidere per essere contro la vita. Mi rendo conto che anche quando non accolgo mio figlio con i suoi pianti, con i suoi bisogni, quando discuto con mio marito o credo di conoscerlo, qunado non sono disponibile con chi mi chiede una mano, anche allora rifiuto la vita e rifiuto addirittura, il mio compimento, la mia felicità.

OGGI 4 MESI


AUGURI A GIACOMO

28 GENNAIO SAN TOMMASO



Ciao Tommaso!
auguri buon onomastico!

i nonni Claudio e Tiziana Angela e Bruno
gli zii Giovanni, Antonio, Lorenzo con Sabina ,Francesco con Alessandra, Simona con chi? boh!
i cuginetti Habib Michele Anna Giacomo

e dal tuo fratellino Matteo
speriamo di poterti abbracciare presto!!!

DA UN INTERVENTO DI DON CARRON

......Lo stesso don Giussani, negli anni caldi del Movimento Popolare, a scanso di sbandamenti aveva richiamato più volte i suoi all' «esperienza della fede» come radice del movimento. E così è il discorso di don Carrón a dare la famosa «linea», la radicalità della fede, la stessa rotta tenuta ferma dal «Gius», anche e soprattutto negli ultimi anni. Il tema è la libertà, «oggi un bene tanto prezioso quanto scarso», perché al di là della «soddisfazione dei desideri» la libertà autentica è quella «filiale» della parabola evangelica del Figliol prodigo. «È questa apertura alla totalità che mi fa essere libero, capace di scegliere tra diverse cose, di non essere ridotto a parte dell' ingranaggio delle circostanze, del potere». Come Giussani, l' argomentazione è sostenuta dalle inquietudini del pensiero laico, da Hannah Arendt («Solo perché non mi sono fatto da me posso essere libero; se mi fossi fatto da solo, avrei potuto prevedermi e, così, avrei perso la libertà») al Cesare Pavese de Il mestiere di vivere («ciò che uno cerca nei piaceri è un infinito, e nessuno rinuncerebbe mai alla speranza di conseguire questa infinità»), fino al poeta più amato dal fondatore, Leopardi: «Il desiderio nostro sarebbe più grande che sì fatto universo». Così «l' unica possibilità» di essere davvero liberi è che «il cristianesimo continui ad accadere come avvenimento», e questo avviene «nella Chiesa», ma «solo se essa mi educa al riconoscimento del Mistero». Come fece don Giussani, ricorda commosso: «Possiamo fare esperienza della libertà perché abbiamo conosciuto un uomo libero». Il che significa non chiudersi, «non rimanere incastrati nell' ingranaggio delle circostanze». E stare attenti alle imitazioni: «Il cristianesimo non può proporsi all' uomo in nessuna delle versioni riduttive, come moralismo o spiritualismo, ma attraverso la testimonianza di una esperienza: il cristianesimo deve mettere sul palcoscenico del mondo "uomini liberi"»......

QUELLO CHE I GIORNALI NON RIESCONO A DIRE

......Tutto è ridotto ai “valori”
Dietro una scrivania troppo ingombrante, Marshall spiega a Tempi che la patologia che affligge una influente rappresentazione del mondo è «la profonda divisione fra fede e ragione, un fenomeno che in Europa riguarda la gente normale, mentre in America si trova soprattutto nelle università, negli ambienti della borghesia influente e secolarizzata e, ovviamente, nell’informazione». Significa che l’Europa ha abbandonato completamente la religione? «Non proprio, semplicemente significa che se un negoziante di Dallas mette un cartello sulla vetrina con scritto: “Chiuso perché sono andato a Messa”, la cosa è accettata. Se uno fa lo stesso in Europa è considerato un idiota». Il rapporto fra fede e ragione rimane il nodo cruciale, in un certo senso il rimosso della cultura occidentale: «La fede non è più considerata una forma di conoscenza. ......

Notizia per notizia, così la separazione forzata tra fede e ragione ha nascosto ai media la metà del mondo

di Mattia Ferraresi
Washington
I media, specie quelli americani, hanno un problema con la religione. Prendiamo ad esempio una frase celebre pronunciata da Osama bin Laden nel novembre del 2001: «Questa guerra è fondamentalmente religiosa. Chi cerca di nascondere questo fatto chiarissimo sta ingannando la nazione i-slamica. Per nessuna circostanza dobbiamo dimenticare l’inimicizia fra noi e gli infedeli, perché l’inimicizia è basata sul credo». L’inequivocabile trama religiosa dello scontro è stata masticata per anni dai mezzi di informazione di tutto il mondo e risputata ossessivamente attraverso vaghi termini di lotta all’imperialismo americano, invocando ora l’oppressione economica di un Occidente indistinto, ora l’occupazione militare, fino allo sfruttamento dei paesi poveri e al disegno satanico delle multinazionali. Che fine ha fatto la «guerra fondamentalmente religiosa»? Semplicemente è rimasta incastrata fra un editoriale del New York Times e un reportage dell’Ap orfano di qualche parola chiave, oppure amorevolmente ricondotta dalla Cnn a categorie comprensibili dai giornalisti che la raccontavano: fattori economici, sociologici, strategici, persino psicologici, ma religiosi no, quello mai. L’iper-secolarizzato mondo dell’informazione ha messo alla berlina la religione, ma senza cattiveria, non si è lasciato prendere la mano dai mangiapreti (o mangiaimam o mangiarabbini e così via), semplicemente si è ritrovata in preda a un’ignoranza di ritorno che l’ha reso avulso dai termini elementari del problema religioso. Eppure la religione è ancora una categoria fondamentale per spiegare la realtà.

FEDE E RAGIONE IL CASO BRESSO

Mercedes non sa di che parla”Eutanasia - ven 23 gen
Fede e Regione - Il caso Bresso
“L’accoglienza” di Eluana fa infuriare i cattolici del Pd piemontese
Tratto da Il Foglio del 22 gennaio 2009

La dichiarazione è arrivata in piena sessione del consiglio regionale del Piemonte. Nessuno all’interno dello stesso Pd se l’aspettava. “Il Piemonte è disposto ad accogliere Eluana Englaro in una struttura sanitaria pubblica per interrompere l’alimentazione”.

martedì 27 gennaio 2009

LA PAROLA ALL'ESPERIENZA

[..] Oggi ho quasi 43 anni, sono stato vittima di uno spaventoso incidente stradale (come Eluana Englaro Glasgow Coma scale di 3-4 grado) avvenuto a Catania l’11 settembre del 2003, riportando danni assonali diffusi che interessavano anche la ragione ponto-mesencefalica entrando in coma, e successivamente in stato vegetativo permanente. Ho vissuto nell'incubo per quasi due anni; incredibilmente nel 2005, mi risveglio e riesco a raccontare che io sentivo e capivo tutto. Durante il mio stato vegetativo io avvertivo e sentivo di avere fame e sete, non avvertivo solamente il sapore del cibo. Finalmente oggi riesco a sentire il sapore del cibo perchè riesco ad essere nutrito dalla bocca (fino ad oggi sono stato portatore di PEG). Io sentivo ma nessuno lo capiva. Capivo cosa mi succedeva intorno, ma non potevo parlare, non riuscivo a muovere le gambe, le braccia e qualsiasi cosa volevo fare, ero
imprigionato nel mio stesso corpo proprio come lo sono oggi.Provavo con tutta la mia disperazione, con il pianto, con gli occhi, ma niente, i medici troncavano ogni speranza, per loro ero un "vegetale" e i miei movimenti oculari erano solo casuali, insomma non ero cosciente. Sentivo i medici dire che la mia morte era solo questione di tempo: così iniziavo ad aprire e chiudere gli occhi per attirare l'attenzione di chi mi stava attorno. I medici parlavano sempre di stato vegetativo permanente ed irreversibile, lo ribadivano e lo scrivevano. Io ora riesco a comunicare tramite un computer, selezionando con gli occhi le lettere sullo schermo.








BOOM SU YOU TUBE PER IL VIDEO DEL FETO CHE DIVENTA BARACK



Tratto da Avvenire del 25 gennaio 2009
Quaranta secondi per raccontare la storia di un feto che va incontro a una vita difficile, ma alla fine diventa il primo presidente nero degli Stati Uniti.

Un’organizzazione cattolica ha scelto un messaggio ad effetto per chiedere a Barack Obama di considerare il «potenziale» di un feto che viene lasciato vivere: un video diffuso su YouTube che in meno di una settimana è stato visto 460mila volte e ha già scatenato 1.400 commenti sul popolare sito web.

Il filmato, presentato dall’organizzazione antiabortista CatholicVote.org, mostra un lento zoom su un feto che appare nel grembo materno durante un’ecografia. «Il futuro di questo bambino – è la scritta che appare sullo schermo – è una casa a pezzi. Sarà abbandonato da suo padre. La sua mamma single avrà vita dura a crescerlo» L’immagine del feto lentamente scompare per lasciare spazio a una foto di Obama in trionfo dopo le elezioni.

DAL BLOG DI SIMONE


In onore dello scienziato inglese Charles Darwin (nato 200 anni fa nel 1809) i suoi fedeli (atei incalliti) hanno sponsorizzato una pubblicità sugli autobus uscita in questi giorni in Inghilterra. Dice: "Probabilmente Dio non esiste.Quindi smettete di preoccuparvi. Divertitevi." Personalmente, trovo quello slogannon solo deprimente ma terrificante. Non sono né credente né ateo ma agnostico ma non mi fa divertire per niente l'idea che Dio non esista. Anzi. Ho,ho,ho! Brindiamo! Dio non c'è. Ci siamo solo noi e il nulla! Che bella cosa! Che altro vogliamo dalla vita? Vi chiedo: se Dio non c'è, c'è solo l'abisso,no? Quindi, non c'è Paradiso né Inferno, figuriamoci Limbo. Solo il nulla.Sei nato, fai il cretino, muori. Poi basta.Vieni dal nulla e finisci nel nulla. Mi ricordo bene il preciso momento in cui, con pensieri simili in testa, sono diventato un depresso maniacale a tempo indeterminato. Insomma, quel momento in cui mi ha beccato, e per la prima volta nella mia vita, quell'afflizione chiamata da Churchill il "black dog", il cane nero. Era l'estate del 1979. Mi trovavo sulla piccola e bella isola greca di Paros.


Avevo 19 anni. Davanti a me avevo un anno di studio a Cambridge prima di laurearmi in storia e filosofia. E quella sera davanti a me c'era quel panorama magico sull'isola greca. Ero in cima a una collina e guardavo il tramonto (il sole, il mare, i tetti bianchi) con accanto a me il mio carissimo amico Neil. In silenzio totale. Avevamo pochi soldi ma eravamo felici perché giovani e immortali. La bellezza della scena era micidiale. Come lo era il silenzio. E così, improvvisamente, mi ha colpito un senso di malessere. Stavo male, molto male. Non fisicamente, anzi. All'epoca ero molto sportivo con un fisico eccezionale. Mentalmente neanche. Ero molto intelligente. Uno dei più bravi in tutto il regno di sua Maestà. Ma no...Mi ha infestato, in quel momento davanti a quella bellezza strepitosa e silenziosa, qualcosa di molto peggio,qualcosa insomma al di là della noia e della disperazione. Prima di quel momento ero un ragazzo felice; dopo un ragazzo fottuto. Mi sono reso conto della mia mortalità. Cioè: visto che Dio non c'é quando muoio neanche io ci sono. Poi, guardavo incantato le stelle sopra Paros e lo spazio infinito e pensavo:dove inizia lo spazio e dove finisce? Stavo malissimo: niente è valido, pensavo, niente. Niente ha un senso. E da quel momento, ogni secondo della vita quotidiana è diventato un incubo. Facevo fatica a lavarmi i denti o farmi la barba. La laurea? Appunto. Il lavoro? Chi se ne frega. Poi - un anno dopo - mi sono innamorato e l'amore mi ha salvato. Il mio amore per quella ragazza (barese) era più forte della mia depressione esistenziale. Sono stato ferito proprio dentro, dove conta, però.La cicatrice rimane.Non sono mai andato da uno psichiatra o un prete per chiedere aiuto. E non ho mai preso le pastiglie. Ho affrontato l'abisso spazio-temporale e la mia crisi esistenziale da solo, con in mano un bicchiere di sangiovese e nell'altra una sigaretta. Ma se guardo i miei quattro bambini (dai 5 anni in giù) piango dentro. Guardo, ad esempio, la mia Caterina (5 anni) birichina,bellissima, monella,strapiena di vita e di passione. E penso: sai Caterina, un giorno toccherà anche a te vedere e sentire quello che ho visto e sentito quel giorno su quell'isola greca nell'estate del 1979.E mi sento in colpa. Mi castigo. Soffro. Tanto. Come mi sono permesso di creare dei bambini costretti a vivere in questo mondo del cazzo?Un mondo dove,come insistono i fedeli di Darwin:" Probabilmente Dio non esiste.Quindi smettete di preoccuparvi. Divertitevi." Che mi sembra un nonsenso. Se Dio c'é, un senso c'é. Se Dio non c'é, no. C'è solo l'abisso, la noia, e il nulla.Non capisco però questo conflitto fra Chiesa e Scienza. La scienza non ha mai scoperto niente che smentisce l'esistenza di Dio. Neanche Galileo,neanche Darwin,neanche Einstein...Quindi non capisco questa mossa degli eredi non credenti di Darwin di mettere sugli autobus inglesi una pubblicità che dice:"Dio non c'é,quindi divertitevi". Perché ce l'hanno con Dio? Se Lui non esiste, come dicono loro, non c'é niente da ridere. Anzi. Nicholas Farrell

PER SEMPRE GIOVANE


-Forever Young- Per sempre giovane
Che Dio ti benedica e custodisca sempre, possano i tuoi desideri tutti avverarsi, possa tu sempre aiutare gli altri e lasciare gli altri aiutare te. Possa tu costruire una scala fino alle stelle e salirvi gradino per gradino, possa tu rimanere per sempre giovane. Sempre giovane, sempre giovane, possa tu rimanere per sempre giovane. Possa tu crescere e diventare onesto, possa tu crescere e diventar sincero, possa tu sempre conoscere la verità e vedere la luce intorno a te. Possa tu sempre essere coraggioso e stare ben dritto in piedi con la testa alta, possa tu rimanere per sempre giovane. Sempre giovane, sempre giovane, possa tu rimanere per sempre giovane. Possano le tue mani sempre essere impegnate, possano i tuoi piedi sempre essere veloci, possa tu avere una base solida quando il vento dei cambiamenti soffia. Possa il tuo cuore sempre essere gioioso, possa la tua canzone sempre essere cantata, possa tu rimanere per sempre giovane. Sempre giovane, sempre giovane, possa tu rimanere per sempre giovane.

CHIAVARI GLI AMICI DI SIMONE E DI GIOVANNI

Chiavari. La casa si allarga
Tracce

Gli "amici di Simone": un’amicizia dentro un luogo

Molte nostre famiglie aprono la loro casa a bambini o persone in difficoltà imparando così ad accogliere anche i propri familiari ed amici. Per accrescere e condividere questa esperienza così umana e vera da tempo si favoriscono momenti di convivenza amicale che educano a cogliere la bellezza e l’unicità di ogni persona e contribuiscono alla costruzione di un ambito sociale umano accogliente, non emarginante soprattutto per chi vive il disagio, l’handicap o la povertà. A Chiavari, gli "Amici di Giovanni" e l’Associazione "Simone Tanturli" hanno voluto dare a questa esperienza spontanea di amicizia una forma stabile, perché possa essere approfondita nel significato e condivisa da tutti.

RINGRAZIO SIMONA PER LA SEGNALAZIONE

mi e' sembrato bello, soprattutto per il blog.

FORLI' , via Roma.
tratto da clandestinozoom

Davide Rondoni
Alice attraversava via Roma tutte le mattine. A undici anni si può cominciare a farlo. La fermata dell'autobus per la scuola è proprio di là dalla strada trafficata, anche in una città dolce e sperduta come Forlì, senza grande movimenti. I militari della caserma che ha su via Roma la facciata l'hanno vista tante volte. Ma stavolta l'hanno vista presa da un auto, e poi da un'altra in un feroce improvviso uno-due di quel pugile suonato e pericoloso che è la morte. La morte stupida come il muso di un auto. Morte cofano. Fanale cieco. Che colpisce a vanvera e non riconosce i buoni e i cattivi, i piccoli e i grandi. Morte impazzita perché ha perso il suo pungiglione, l'ha lasciato e perduto nel petto di Gesù Cristo. E ha preso la piccola Alice di Forlì. Io via Roma la conosco, l'ho fatta mille mille volte. Vi assicuro che ci sono pure le fermate invisibili dell'autobus che va diritto in Paradiso. Dove Alice arriverà puntuale a scuola tutti i giorni in aule fatte di felicità. Qualcuno lo dica ai suoi genitori, a chi l'amava. Non possono non venirlo a sapere.


lunedì 26 gennaio 2009

MARTINO SCRIVE

Martino ha detto...
Dopo la pubblicazione di questo articolo non so proprio con che coraggio potete dichiararvi paladini del rispetto della diversità. Se solo applicaste agli omosessuali lo stesso profondo rispetto che giustamente provate verso persone diversamente abili, poveri, indigenti, ecc sareste molto più coerenti, e dimostrereste molta più apertura.
E anche se suonerò pedante vi ricordo che l'omosessualità non è più considerata disturbo psicologico dal 1994.
Grazie per l'attenzione


Grazie per aver scritto ma non capisco per quale motivo non dar spazio a Luca che ci racconta del suo cambiamento.
Luca non cancella nulla del suo passato non censura nulla ci racconta quello che ora gli e' capitato.
Perche' vogliamo a tutti i costi non ascoltare l'esperienza di ogni persona proprio perche' persona unica e irripetibile.
Massificare creare degli insiemi mi sembra che diminuisca il rispetto dell'individuo.
Mio figlio e' Giovanni e' unico non appartiene come molti dicono al popolo down non e' un loro,ha le sue passioni i suoi desideri le sue aspirazioni e' mio figlio come Francesco Marco Lorenzo Simona Antonio non lo ritengo diverso ma unico come tutti gli altri .

ciao


BUON COMPLEANNO PADRE ALDO 62 ANNI


PADRE ALDO CI SCRIVE

Cari amici, ieri é morto Antonio, 41 anni, con AIDs. La realtá si impone ed é bello guardala e imparare. La veritá sta nella realtá. A discrezione per i pusillanimi sta nella realtá ed avere il coraggio per guardarla... e poi scoprire cosa vuol dire vivere il morire.
Vi mando un piccolo "video" per chi desidera vedere la bellezza della morte, di come si muore nel mio ospedale. Ripeto: solo per chi desidera conoscere cosa vuol dire "Vivere il morire", di come muoiono i miei figli.

Potete anche ascoltare come il moribondo prega, saluta e accoglie P. Aldo che gli chiede di salutargli Gesú, la Maddona e S. Giuseppe dicendo loro che mi tangano sempre le mani sulla testa. Per piú di mezz'ora Antonio, con l'ossigeno supplicava: Gesù, Giuseppe, Maria, senz un attimo di pausa.

Io non ci stavo dietro e poi é morto. E prima di morire ha ringraziato tutti e poi é andato in paradiso abbiate il coraggio di vedere Antonio che sta morendo é come Gesù sulla croce.

LUCA ERA GAY

....“Luca, quel che sei stato non è più. Importa quel che sei ora”. Dopo un anno di fidanzamento ci siamo sposati. Oggi siamo alla guida del Gruppo Lot: aiutiamo gli omosessuali a rifiorire. Non siamo psicologi, non è il nostro lavoro. Per quel che è stata la mia esperienza posso dire solo che il lavoro psicologico e questi gruppi di preghiera hanno avuto per me pari importanza. Ma sono due binari paralleli, possono non intersecarsi. Vivo in affitto, non ho più le belle automobili di un tempo, non mi interessa farmi pubblicità. Chiedo solo di poter affermare quello che credo. Io stesso ne sono la prova vivente. Il problema dell’omosessualità non riguarda il sesso, riguarda la propria umanità. Ero schiavo dei sorrisetti e delle mistificazioni. Oggi sono un uomo vero, un uomo libero»....

....Luca Di Tolve che dichiara di esser un ex gay guarito grazie alle teorie riparative di Joseph Nicolosi, cattolico integralista americano, le cui tesi sono state ampiamente confutate dalla comunità scientifica mondiale. Se Bonolis e il suo direttore musicale intendono mandare in scena uno spottone clerical reazionario contro la dignità delle persone omosessuali, sappiano fin d’ora che la nostra reazione sarà durissima, rumorosa e organizzata»....

Luca era gay
Il padre assente, il primo innamoramento, l’Arcigay e il business delle crociere. Poi l’Aids, il buio, le mele buddiste e l’icona della Madonna. Ad agosto si è sposato. Con Teresa

di Emanuele Boffi
A tredici anni Luca si innamorò del suo compagno di banco. L’estate scorsa Luca si è sposato con Teresa, una bella ragazza, che quando dice qualcosa di importante ha il vezzo femminile di guardare all’insù. Luca è “quel” Luca, quello della canzone di Povia, quello del brano che il cantante dei bambini che fanno ooh porterà al prossimo festival di Sanremo.

UN VENTENNE DI FRONTE ALLA MORTE E QUELLA COSA DELL’ALTRO MONDO CHE SONO…I CRISTIANI

E' UN ARTICOLO DI ANTONIO SOCCI:
CONTIENE UNA LETTERA CHE IO RITENGO STRAORDINARIA E CHE DEBBA ESSERE DIVULGATA IL PIU' POSSIBILE



....Non è una cosa dell’altro mondo? Don Giussani diceva che il cristianesimo “è letteralmente una cosa dell’altro mondo in questo mondo”. In effetti il Paradiso inizia già qui, come il sorriso che si apre nelle lacrime e alla fine prende il sopravvento. Come il sole quando spalanca le nuvole e illumina le ultime gocce di pioggia portando finalmente l’azzurro.

L'ARCIVESCOVO FISICHELLA

....«Chiunque abbia delle responsabilità, quando inizia un cammino, dev'essere capace di valutare non solo le esigenze del proprio Paese ma anche le conseguenze che ne derivano altrove. Quanto avviene negli Usa ricade in altre parti del mondo. Per questo si dev'essere capaci di ascolto, di umiltà, e magari di chiedere aiuto agli altri».....

Il presidente della Pontificia Accademia per la vita e la svolta di OBAMA
«È l'arroganza di chi si crede nel giusto»
L'arcivescovo Fisichella: «Se proibisce la tortura non dica no alla vita nascente»
Corriere della sera, 24 gennaio 2009
Gian Guido Vecchi CITTÀ DEL VATICANO


«Apriamo gli occhi, mi sembra ci sia in giro molta polvere di stelle. Sa cos'è?».
No, eccellenza, cos'è?

«Succede quando ci sono tanti problemi urgenti, seri, e insieme delle difficoltà oggettive, mancanza di risorse eccetera. Allora si vanno a prendere altre cose che luccicano e soddisfano forse chi vive di ideologia. Solo che in concreto non portano ad alcun risultato, se non a nascondere i problemi veri».

mercoledì 21 gennaio 2009

LA VITA E' ARCIGNA CON CHI LE METTE IL MUSO

Povero Beppino Englaro!
Immagino l'inferno che sta vivendo.
Sta vivendo?forse no nemmeno lui vive e spera che seppellendo la sua cara Eluana possa riprendere a vivere.
Una lotta una rabbia che negli anni si e'sempre piu' ingigantita!
Non si conosce nulla di lui se non che e' il padre di Eluana.
Senza Eluana chi sara' cosa diventera'?Ora e' circondato da persone che lo manipolano e lui da questi si sente sostenuto.
Le suore?Quelle grandi donne che in questi anni hanno vissuto accanto a sua figlia hanno goduto della sua compagnia,sono liete di continuare ad accudirla non lo fanno per un eroismo ma perche' vivendo si accorgono che Eluana non e' un corpo inutile ma una persona che riempie il loro cuore.
Lui le ascolta? Si rende conto della fortuna che Eluana ha avuto in questi anni? Amata di un amore gratuito,anni di esperienza di un amore che va al di la' di ogni aspettativa.
Eluana vorra' veramente morire?non vorra' continuare a godere di tanta tenerezza?

L'ARCIVESCOVO DI BOLOGNA DIFENDE LA VITA DI ELUANA

Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 19 gennaio 2009

In merito all’eventualità che una clinica o ospedale dell’Emilia Romagna sia disponibile a far morire di sete e di fame Eluana Englaro, il Cardinale Carlo Caffarra ha ribadito che in nessun luogo d’Italia è possibile praticare l’eutanasia.

In un comunicato recapitato a ZENIT, l’Arcivescovo di Bologna ha precisato che “l’ipotizzato ricovero di Eluana Englaro in una struttura sanitaria della nostra Regione sarebbe non per la vita ma per la soppressione della vita”.

TERRA SANTA

Il realismo di Benedetto XVI
di Stefano Alberto
19/01/2009 - Il Papa ha chiesto più volte la fine delle ostilità nella Striscia di Gaza. In un articolo sul Riformista, don Stefano Alberto spiega perché quello del Pontefice è «un giudizio storico carico di ragionevolezza»

martedì 20 gennaio 2009

GIANNI RIOTTA

martedì 20 gennaio 2009

Dopo due mesi e mezzo di interregno, risultati quanto mai lunghi, arriva finalmente oggi l’appuntamento tanto atteso del passaggio di testimone: dopo la passeggiata con George W. Bush dalla Casa Bianca a Capitol Hill, Barack Obama giurerà come 44esimo presidente degli Stati Uniti d’America. A questo appuntamento Obama arriva fresco o già appesantito dagli eventi che hanno segnato le vicende americane e mondiali dal 4 novembre scorso ad oggi? Riuscirà a far dire agli americani con lo stesso vigore di allora il suo motto “yes we can”?

Gianni Riotta, direttore del Tg1 e attento osservatore delle vicende americane, ne è convinto: Obama è ancora l’uomo nuovo in grado di dare una svolta alla politica americana.

INCONTRO FAMIGLIE ACCOGLIENZA MILANO

Milano, 29 gennaio 2009. Marco Mazzi: "Il compito del padre nell’accoglienza"
Marco Mazzi è presidente nazionale di "Famiglie per l’Accoglienza". L'incontro si terà alle ore 21,00 presso l'Auditorium Sant'Ignazio, p.zza Borotti 2/via Pisani Dossi, Milano (q.re Feltre)



OMELIA DELLA FESTA DEL BATTESIMO DEL SIGNORE CON SANTA MESSA E BATTESIMO DEI BAMBINI

Benedetto XVI: "Il bambino non è proprietà dei genitori"Sito Vaticano

"Solo se i genitori maturano tale consapevolezza riescono a trovare il giusto equilibrio tra la pretesa di poter disporre dei propri figli come se fossero un privato possesso (...), e l’atteggiamento libertario che si esprime nel lasciarli crescere in piena autonomia soddisfacendo ogni loro desiderio e aspirazione"
Domenica, 11 gennaio 2009
Cari fratelli e sorelle!

(…) Il Creatore ha assunto in Gesù le dimensioni di un bambino, di un essere umano come noi, per potersi far vedere e toccare. Al tempo stesso, con questo suo farsi piccolo, Iddio ha fatto risplendere la luce della sua grandezza. Perché, proprio abbassandosi fino all'impotenza inerme dell'amore, Egli dimostra che cosa sia la vera grandezza, anzi, che cosa voglia dire essere Dio. (…)

LA RISCOPERTA DEL PADRE

......Anche in Italia l’associazionismo si sta muovendo. Realtà come 'Padri separati' oppure come le aggregazioni promosse da Claudio Risé, lo studioso che più di altri ha in questi ultimi anni analizzato la figura del padre, riscuotono interesse e consensi crescenti. Certo, il livello organizzativo delle associazioni dell’America latina è ancora lontano. Ieri tra gli stand dell’'Expo-familia' venivano offerto il nuovo numero di 'Cumbre', rivista bimestrale a colori dell’Unione nazionale dei padri di famiglia, giunta al diciottesimo anno di vita.......

All’Incontro mondiale a Città del Messico le analisi preoccupate degli studiosi e le esperienze di «ricostruzione» delle associazioni

La riscoperta del padre
di Luciano Moia, "Avvenire", venerdì 16 gennaio 2009

La trasmissione dei valori esige il recupero di una figura che invece è sempre più latitante. Ma in molti Paesi arrivano segnali di una ripresa di protagonismo. E si moltiplicano iniziative che puntano sulla «rieducazione» degli adulti. Francesco Belletti: "Anche in Europa un’opera di rieducazione alla paternità è quanto mai necessaria"

lunedì 19 gennaio 2009

Carissimi amici, come sapete la Regione Emilia-Romagna sta diventando sempre più la possibile unica candidata a gestire la morte programmata per interruzione della nutrizione di Eluana Englaro. Allego una Lettera Aperta al Governatore Errani, che entro pochi giorni verrà recapitata. E’ possibile sottoscrivere l'appello per Eluana, inviando a medicierpereluana@gmail.com nome e cognome, qualifica professionale e luogo di lavoro.
Dott.Marco Maltoni

All'interno la lettera da spedire

domenica 18 gennaio 2009

SARA' BEATO DON GNOCCHI IL PAPA HA FIRMATO IL DECRETO

Sarà beato don Carlo Gnocchi, il sacerdote dei mutilatini, considerato anche un benemerito dei trapianti perché nel 1956 al momento della morte offrì tra i primi le proprie cornee. Benedetto XVI ha firmato oggi il decreto che approva un miracolo a lui attribuito, decisione che completa la precedente che lo dichiarava venerabile e ne approvava le virtu' eroiche.

Fu l'aiuto ai bambini orfani e alle vittime della guerra il senso della missione di don Carlo Gnocchi, al quale sono tuttora intitolati 26 centri distribuiti in nove regioni italiane e una ong attiva anche nei Paesi in via di sviluppo a sostegno di disabili, anziani e malati terminali.

sabato 17 gennaio 2009

INTELLETTUALE CURA TE STESSO

Società - ven 16 gen
di Giorgio Israel
Tratto da Tempi del 12 gennaio 2009

Chi minimizza quanto è accaduto davanti al Duomo di Milano e alla cattedrale di Bologna e crede che tutto possa essere sbrigato con quattro scuse e con lo slogan che una preghiera non può far mai male, dovrebbe comportarsi da persona responsabile.
In primo luogo, non è vero che una preghiera è di per sé un fatto “buono”. Nel Medioevo si pregava prima di accingersi a sventrare il nemico. Altrettanto fanno i kamikaze islamici quando si apprestano a fare strage con un carico esplosivo. La preghiera davanti al Duomo di Milano è avvenuta dopo un sordido corteo in cui sono state bruciate bandiere israeliane, pronunciati slogan efferati alternati al grido di “Allah u Akhbar”. Inoltre, la polizia aveva assegnato come punto d’arrivo della manifestazione Piazza San Babila: i cordoni sono stati rotti per raggiungere Piazza del Duomo e qui mettere in scena lo spettacolo clamoroso del sagrato del Duomo invaso da uno stuolo di musulmani preganti in ginocchio. Tutto questo è stato un caso? Raggiungere il Duomo non era un preciso obiettivo simbolico?

DA TEMPI GAZA GUERRA O DIALOGO?

Uno scambio di lettere civile e istruttivo tra l’ebreo Giorgio Israel e il cattolico Mario Mauro, vicepresidente del Parlamento europeo

Per gentile concessione degli autori, pubblichiamo lo scambio di lettere avvenuto nei giorni scorsi tra Giorgio Israel e Mario Mauro a proposito dell’appello, firmato dal vicepresidente del Parlamento europeo insieme ad altri politici italiani di entrambi gli schieramenti, affinché israeliani e palestinesi rinuncino alla soluzione armata del conflitto come chiede papa Benedetto XVI

LA RICONQUISTA EDUCATIVA








........Occorre che i nuovi immigrati imparino il rispetto per la democrazia. E questo può essere insegnato sui banchi di scuola. Gli islamici devono imparare a essere minoranza e ad accettare le conseguenze di questo loro status. Non va chiesto loro di rinunciare alla loro fede o alla loro identità religiosa, ma certamente devono imparare le regole della democrazia e sintonizzare la loro identità con esse»....



DA TEMPI


Un “patto educativo”. è questa l’idea lanciata da Khaled Fouad Allam in un’intervista al Corriere della Sera per rispondere al problema dell’integrazione musulmana. Il docente di Sociologia del mondo musulmano all’Università di Trieste e di Islamistica all’Università di Urbino, ex parlamentare del Pd, oggi lontano dalle istanze del partito veltroniano, è rimasto assai colpito dalle immagini dei musulmani oranti davanti al Duomo a Milano e a San Petronio a Bologna. «La politica può fare poco. Ci vuole un nuovo patto educativo – ripete a Tempi Fouad Allam –,

giovedì 15 gennaio 2009






QUALCHE FOTO




GIOVANI EMERGENZA SESSO E DROGA

...Persino l’amore rischia di ridursi ad "una semplice cosa che si può comprare e vendere" e "anzi l’uomo stesso diventa merce" (Deus caritas est, 5). Davanti al nichilismo che pervade in maniera crescente il mondo giovanile, la Chiesa invita tutti a dedicarsi seriamente ai giovani, a non lasciarli in balìa di se stessi ed esposti alla scuola di "cattivi maestri", ma ad impegnarli in iniziative serie, che permettano loro di comprendere il valore della vita in una stabile famiglia fondata sul matrimonio. Solo così si dà loro la possibilità di progettare con fiducia il loro futuro......


Il Papa parla dei riti del week end.di Marco Tosatti
Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina gli amministratori della Regione Lazio, e della Provincia e del Comune di Roma.

Ha parlato di varie situazioni di crisi, e soprattutto dei giovani: "Come non pensare specialmente ai ragazzi e ai giovani, che sono il nostro avvenire? Ogni volta che la cronaca riferisce episodi di violenza giovanile, ogni volta che la stampa riporta incidenti stradali dove muoiono tanti giovani, mi torna alla mente l’argomento dell’emergenza educativa, che richiede oggi la più ampia collaborazione possibile. Si affievoliscono, specie tra le giovani generazioni, i valori naturali e cristiani che danno significato al vivere quotidiano e formano ad una visione della vita aperta alla speranza; emergono invece desideri effimeri e attese non durature, che alla fine generano noia e fallimenti.

ANGELUS 11 GENNAIO

ANGELUS 11 gennaio 2009
Cari fratelli e sorelle!
Nell'odierna Domenica che segue la solennità dell'Epifania, celebriamo il Battesimo del Signore. Fu questo il primo atto della sua vita pubblica, narrato in tutti e quattro i Vangeli. Giunto all'età di circa trent'anni, Gesù lasciò Nazaret, si recò al fiume Giordano e, in mezzo a tanta gente, si fece battezzare da Giovanni. Scrive l'evangelista Marco: "Uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento" (Mc 1,10-11).

PADRE ALDO CI SCRIVE

.......Per questo dico sempre è molto piú difficile obbedire alla realtá che ai superiori. In questo caso la realtá mi chiede una cosa che i superiori non mi chiederebbero e un borghese direbbe “sono a posto...ho fatto quanto richiesto ed essendo estate ho il diritto alla vacanza”. La realtá non lasciandomi “riposare” mi fa riposare perchè per iniziare con questo caldo ogni mattino con i bambini che sono un terremoto devo mettermi in ginocchio. E questo è il riposo.......


Cari amici,
La realtá si impone e obbedirle é la cosa piú drammatica, difficile e bella. Difficile, ma semplice: basta guardarla. Difficile: perchè partiamo dagli stati d’animo, dall’umore, dai pregiudizi, da quanto respiriamo ogni giorno vittime piú o meno coscienti del sistema dominante. Allora ecco alcuni fatti che mi commuovono, perchè la realtá è proprio bella e drammatica.

martedì 13 gennaio 2009

SEMPRE PER LA RICHIESTA SPAGNOLA

per concentrare il contenuto del sito, forse sarebbe opportuno che non sia un'altro sito, ma che il tuo sito (con lo stesso indirizzo) abbia anche la versione spagnola

Mio figlio mi consigliava di dirti quanto qui sopra.
Se puoi essere interessato contattami via mail possiamo metterci d accordo e puoi fare anche tu il collaboratore.
Potrebbe essere interessante!cosi' i collaboratori oltre che dall'america ci sono anche dalla Spagna


domenica 11 gennaio 2009

RICHIESTA

Ciao Amici!
Soy un profesor de Filosofía, miembro de Comunión y Liberación, de España. Quisiera pediros permiso para hacer un blog en el que se tradujesen al español vuestras entradas.
Es posible?
Gracias

NON SO SE HO CAPITO BENE VORRESTI TRADURRE GLI ARTICOLI IN SPAGNOLO?SE E' COSI' VA BENE FAMMI SAPERE QUANDO APRI IL BLOG
CIAO TIZIANA

DELITTO CASTIGO E CONVERSIONE

«Cosa c’è di nuovo nella mia vita? La consapevolezza di aver fatto del male. E un’umanità incredibile che mi ha aperto un mondo davanti: la fede». Intervista a Rosario Giugliano, camorrista redento

di Luigi Amicone

Lettera di Rosario Giugliano

sabato 10 gennaio 2009

IL PERDONO STRUMENTO DI CONVIVENZA MA LA POLITICA FACCIA LA SUA PARTE

INT. Pierbattista Pizzaballa venerdì 9 gennaio 2009

Invocare il dialogo sembra sempre più difficile, mentre i giorni di guerra in Terra Santa si protraggono, e addirittura si aprono nuovi fronti di battaglia, come accaduto ieri al nord di Israele. Ma c’è chi, dall’interno, continua a operare perché le armi possano tacere e perché si possano costruire soluzioni durature. Padre Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa, è uno di questi, e spiega a ilsussidiario.net quali sono le speranze e le prospettive per la pace tra israeliani e palestinesi, e quale può essere il ruolo dei cristiani in questo.

mercoledì 7 gennaio 2009

ELUANA

.....Lei è padre, come Beppino Engla­ro...

...Non c’è giorno che io non mi metta nei suoi panni. Guardo mia figlia e provo a pensare che cosa farei se fos­si in lui. Vorrei parlargli, dirgli che a­veva la soluzione in casa, quelle be­nedette suore di Lecco che la ama­no e che dicono «noi da Eluana ri­ceviamo tanto». Parole incredibili: quale soddisfazione più grande di tua figlia che ancora può dare, che ancora dona amore? Io gli auguro di cuore che un giorno lo capisca, pri­ma che sia tardi


A giorni la decisione dei vertici della casa di cura che s'è offerta di far morire la giovane donna Appello dei camici bianchi: «Fermiamoci». • Dell'operazione avevano saputo dai giornali
di Lucia Bellaspiga
Tratto da Avvenire del 6 gennaio 2009

venerdì 2 gennaio 2009

S.O.S

In questo periodo non certo facile per le nostre famiglie ci e'chiesto di aiutare una nostra amica.
Abbiamo necessita' di raccogliere 1300 euro.
Mi dispiace non poter dare ulteriori informazioni .
Fa parte sempre della raccolta dell'anno scorso.
Vi mettero' le coordinate bancarie del conto dedicato .
Potrete richiedere i documenti per la sottrazzione dalle tasse.
A molti di voi sara' mandata una mail personale ma se i lettori si fidano possono contribuire e noi ne siamo veramente grati.
Per delicatezza non posso dare maggiori informazioni grazie

QUALITA' E SIGNIFICATO: IL SIGNIFICATO DELLA QUALITA' E' UNA PRESENZA














......Nella nostra esperienza quotidiana di assistenza al paziente ci rendiamo conto che la domanda di significato è altrettanto importante che quella di salute. Se non è possibile misurare il significato della vita così come si misura la glicemia, è tuttavia sperimentabile in un rapporto umano di condivisione. Questo è tanto più attuale in questo periodo dell’anno in cui il Significato si è fatto presente come realtà umana visibile, toccabile: si è fatto spazio nella vita di molti di noi.....


Tratto dal sito di medicina e persona

In un recente articolo del Journal of Medicine and the Person (Vol. 6, settembre 2008) Carolyn Ellis asserisce che “Il paradigma dominante della scienza medica è un orientamento metodologico empiricista che cerca predizione e controllo basandosi su osservazioni cliniche, analisi e interviste. Questa strategia di ricerca produce informazioni utili, ma induce a organizzare l’esperienza clinica in sistemi che minimizzano il significato di quegli aspetti dell’esperienza che non possono essere facilmente ridotti a concetti o a conoscenza astratta

DUE ESTREMI GIUDIZI DI REALISMO E DI COMPASSIONE SULLA CRUDELE GUERRA DI GAZA

1 gennaio 2009
IL FOGLIO
Al direttore - Gli estremisti di Hamas lanciano dodicimila missili sul territorio israeliano. La comunità internazionale non dice nulla. Israele, legittimamente reagisce, e metà mondo grida al massacro. Fanno ridere i finti indignati che in questi giorni invitano le autorità israeliane a sedersi al tavolo delle trattative con le dirigenze terroristiche palestinesi. I tontoloni che predicano il dialogo devono ficcarsi in testa che chi vorrebbe cancellare Israele dalla faccia della terra e chi ama i missili e gli autobus fatti saltare in aria capisce unicamente il linguaggio del piombo fuso. Chi odia il nemico fino alla morte, altro non merita che essere risarcito della stessa moneta. Se l’ha capito persino il “silenzioso” presidente Obama che non ha proferito una sola parola di condanna, che aspettano a fare altrettanto i suoi numerosi fans pacifisti italioti? Gianni Toffali, Verona


Al direttore - Vedi in TV un bambino massacrato da una bomba, che sfida la morte col sorriso della sua innocenza , un’immagine che ti strappa il cuore e ti riempie gli occhi di lacrime, e trovi sempre qualcuno che la butta in politica, che fa il conto economico delle ragioni e dei torti su quanto si è verificato. Come si fa a contrapporre ad un’emozione così forte una riflessione ideologica? Sono questi atteggiamenti che allontanano qualsiasi prospettiva di pace.
Delio Lomaglio, Napoli

Le due lettere sembrano rispondersi. Spietato realismo contro compassione. Sono condizioni estreme del giudizio sulla guerra, specie su una guerra territoriale ravvicinata, in un alveare di follia per gli uni, sotto minaccia di estinzione prenucleare per gli altri. Anche Israele subisce la condanna a far paura.

DA CINCINNATI

Ciao carissimi
e' bello vedervi uniti sereni dentro la fatica quotidiana.
Cristo ,in questi giorni piccolo nella capanna circondato dai suoi cari
ha riempito e riempe la parola sacrificio.
Non e' una parola da cancellare dal vocabolario ma da riprendere.
Ogni gesto ogni azione e' resa sacra .
SACRIFICIO FARE SACRO.
Dentro questa consapevolezza scompare ogni fatica o meglio la fatica rimane ma si trasforma in letizia.
Questa consapevolezza poi ci aiuta a vivere meglio ogni istante del nostro quotidiano senza censurare nulla.
La nonna ,la mamma ,la suocera cioe' io vi mando un grosso abbraccio






IL SEGRETO DEL NATALE IN QUEI CANTI POPOLARI

......: “difendi i paletti di gelso, di ontano, muori di amore per le vigne. Per i fichi negli orti. I ceppi, gli stecchi. Difendi i campi tra il paese e la campagna, con le loro pannocchie, le vasche del letame abbandonate. Difendi il prato tra l’ultima casa del paese e la roggia. I casali assomigliano a Chiese: godi di questa idea, tienila nel cuore. La confidenza col sole e con la pioggia, lo sai, è sapienza santa. Difendi, conserva, prega!”. E infine: “Dentro il nostro mondo, dì di non essere borghese, ma un santo o un soldato: un santo senza ignoranza, un soldato senza violenza. Porta con mani di santo o soldato l’intimità col Re, Destra divina che è dentro di noi, nel sonno”. .......

Da Libero 24 dicembre 2008
27.12.2008


Chi ha fatto l’unità d’Italia, o meglio l’unità culturale e spirituale del popolo italiano?
Cavour? Vittorio Emanuele II? La televisione? No. E’ stata fatta ben prima di loro. Per esempio da sant’Alfonso Maria de’ Liguori, autore della prima canzone popolare italiana che è “Tu scendi dalle stelle”. E’ una delle succose “rivelazioni” che riserva quello straordinario, esplosivo geniaccio che risponde al nome di Ambrogio Sparagna fondatore e direttore dell’Orchestra popolare italiana dell’Auditorium di Roma e grande esperto di musica popolare italiana.

A TU PER TU CON LA TENEREZZA DI DIO

......Fu colpita dalla loro umanità e dalla bontà di un vero cristiano, «uomo dal cuore d’oro» che era parente di colui che sarebbe diventato papa san Pio X e che le regalò un crocifisso: «Nel darmelo», ricorda la ragazza, «lo baciò con devozione, poi mi spiegò che Gesù Cristo, Figlio di Dio, era morto per noi». Bakhita restò abbagliata. Era morto per lei? Possibile che qualcuno l’amasse? Sì.....

A tu per tu con la tenerezza di Dio 31.12.2008

Sant’Agostino, Bakhita, i santi del passato. Ma anche Andrea, Cilla, le testimonianze dell’ultimo Meeting. In modo inaspettato, nelle situazioni più drammatiche, è solo Cristo che può rispondere al cuore dell’uomo. E se diciamo di sì...

di Antonio Socci

La padrona quel giorno si annoiava, così decise di far seviziare le tre ragazzine nere che aveva comprato come schiave: avevano circa 10 o 11 anni. Bakhita fu bloccata a terra e con un rasoio le fecero 114 tagli nella carne.

FACTUN CI MANDA GLI AUGURI E DAL SUO BLOG PRENDO UN PEZZO MOLTO BELLO

......Un alunno mi ha scritto in un tema: ‘ogni speranza nasce dal vedere una cosa bella’.
Cosa può ricostituire in noi uno sguardo così sulla realtà, uno sguardo che non arretra di fronte all’apparente negatività di tante cose, ma vi si immerge per una curiosità speranzosa del bene che la ragione ed il cuore, pur feriti, non possono negare o escludere?
Gesù nasce per aiutarci a ritrovare questo modo di guardare, semplice e profondo come quello dei nostri bambini, ma rinvigorito dalla consapevolezza dell’adulto che abbraccia la certezza di un Fatto reso evidente alla ragione dalla operosità affascinante di tanti Testimoni e dagli infiniti segni diffusi nella nostra storia personale e nella nostra Tradizione
.


Attesa
mercoledì, 17 dicembre 2008 | in : natale, bello
Mia figlia ha finito il liceo e ancora ci arrivano gli auguri dalla sua Ex-Scuola, li uso anche per il Blog.
“Si squarciassero i cieli e Tu scendessi!” è il grido del profeta Isaia che descrive il cuore dell’uomo in attesa.Ogni uomo attende: cos’è il nostro quotidiano mettere mano alla fatica, alla durezza del vivere, tra lampi di bene e d’allegria, se non l’attesa che nella realtà si compia la nostra umanità, nelle persone e nelle cose che amiamo, nei progetti che coltiviamo, nei figli a volte guardati come lo sperabile approdo della nostra sete di felicità?

giovedì 1 gennaio 2009

GIULIANO FERRARA RISPONDE A VITTORIO POSSENTI

"Questo articolo è una svolta radicale"

Giuliano Ferrara

Intellettualmente onesto, il filosofo politico cattolico in questo articolo afferma a sorpresa tre cose. La prima è che, sotto il profilo razionale, diverso e in questo caso opposto a quello della fede, la vita non è un bene indisponibile, a patto naturalmente che sia la propria vita e non quella degli altri. La seconda è che la Tecnica, che pretende di offrirci immortalità corporea e saggezza, che si comporta come la nostra guida totale, vince sulla Persona quando appronta per l’essere umano una vita artificiale, compresi quel nutrimento e quell’idratazione che negli hospice vengono sospesi ai malati terminali per evitare un inutile accanimento. La terza è che non esiste il diritto di morire, se inteso come suicidio assistito o eutanasia, ma deve essere riconosciuto il diritto di accettare la morte secondo la propria idea della dignità del vivere e del limite naturale della vita.

VITTORIO POSSENTI ESPRIME IL SUO LIBERO PENSIERO

Vittorio Possenti

Vittorio Possenti, filosofo cattolico, esprime il suo libero pensiero

In questo intervento affronto tre problemi: 1) quale fondamento possiede l’assunto che la propria vita è assolutamente indisponibile? 2) nel rapporto tra Persona e Tecnica (medica e biologica) non stiamo entrando in una zona di rischio e confusione? 3) esiste un obbligo assoluto di curare e di curarsi a qualsiasi costo? Basta aver articolato le domande per coglierne l’onnipresenza nei dilemmi biopolitici dell’ora, concernenti la futura legge sulla fine della vita, la portata delle indicazioni anticipate di trattamento, il rapporto medico-paziente, il dettato della nostra Costituzione in merito.