sabato 30 luglio 2011

CIMITERO DEI FETI VIOLENZA SULLE DONNE O PIETA' UMANA?

....Perché se si dice che la donna quando abortisce fa una scelta decisa, sicura e autonoma e poi quando si tratta di vedere effettivamente quello che ha fatto, quindi guardare in faccia la realtà, questa donna che prima era autonoma adesso improvvisamente diventa pavida e incapace di accettare la realtà, c'è qualcosa che non va. O la donna è libera e autonoma sempre, oppure non aveva chiaro cosa sta veramente facendo quando abortisce......




INTERVISTA A Carlo Bellieni venerdì 29 luglio 2011

"Una violenza psicologica sulle donne". E ancora: "Scelta ideologica di natura religiosa a danno della salute della donna". Sono le critiche mosse da esponenti del sindacato Fp-Cgil Medici dopo la notizia del protocollo di intesa approvato con delibera del 22 luglio scorso tra l'Azienda Ospedaliera S. Anna e San Sebastiano di Caserta e l'Associazione Difendere la vita con Maria, con sede a Novara. In che cosa consiste questo protocollo? Il fine è quello di garantire la sepoltura di tutti i "bambini non nati", in pratica i feti abortiti. Nei fatti, a Caserta, verrà disposto nel cimitero comunale uno spazio apposito dove seppellire i bambini non nati. Sulla polemica è intervenuto anche il sottosegretario Roccella, che parla "scelta di civiltà e umanità". Di fatto, in Italia esistono già regolamentazioni analoghe, ad esempio quella della Regione Lombardia che risale al 2007 che chiede alle direzioni sanitarie di informare i genitori della possibilità di seppellire i feti di età inferiore alle 20 settimane. In caso di mancanza di richiesta da parte dei genitori, si provvede ugualmente alla sepoltura in un'area riservata dei cimiteri. IlSussidiario.net ha raggiunto il neonatologo Carlo Bellieni per un commento.


giovedì 28 luglio 2011

INCOTRARE QUALCOSA CHE CORRISPODA ALLA NOSTRA ATTESA

Il Mistero, tuttavia, non ci ha lanciato nell’avventura della vita senza fornirci di una bussola con cui potessimo orientarci. Questa bussola è il cuore. Nella nostra epoca il cuore è stato ridotto a un sentimento, a uno stato d’animo. Ma tutti noi possiamo riconoscere nella nostra esperienza che il cuore non si lascia ridurre, non si conforma a nessuna cosa. “L’uomo è veramente creato per ciò che è grande, per l’infinito. Qualsiasi altra cosa è insufficiente”, dice il Papa nel suo Messaggio. E noi lo sappiamo bene.

Julián Carrón*
Alfa y Omega, 28 luglio 2011

Quando penso a un giovane di oggi che si sta aprendo alla vita, sono invaso da una tenerezza infinita: come si orienterà in questa babele piena di opportunità e di sfide in cui gli tocca vivere? Basta vedere la televisione, o accostarsi a un’edicola o a una libreria per vedere la varietà di opzioni che si trova davanti. Scegliere quella giusta è un’impresa ardua.

mercoledì 27 luglio 2011

PADRE ALDO TRENTO

lettera al direttore del Foglio



Se argini la sete di felicità umana, nasce la follia
Il missionario in Paraguay p. Aldo Trento si chiede come sia potuta avvenire una tragedia come quella di Oslo, dove un folle ha ucciso 76 persone, in "uno dei paesi più 'perfetti' del mondo, dove l'onestà e l'organizzazione sociale sono additate come esempio". Ad essersi inceppato è l'uomo, il cui cuore è fatto per "volare. Perciò o questa esigenza incontra la sua libertà o si trasforma in follia". Solo l'incontro con Cristo può rispondere
Di Redazione
inEsteri
26 Lug 2011

GRAZIE ALLA MAMMA DI ANDREA CHE CI HA PERMESSO DI CONDIVIDERE LA SUA ESPERIENZA

Ho letto con grande attenzione l’articolo di«Bologna Sette» che riporta questo titolo:«Miracolo Agata 2. Quando vince la vita», edanche il commento di Stefano Andrini. Mi sonorispecchiata tantissimo nella storia di Agata 2 (lamamma Giovanna che racconta), perché anche io ho vissuta questa esperienza quando è nato Andrea il
23/11/2008 al Sant’Orsola. Andrea è un bimbo down che dopo la nascita ha presentato un problema all’intestino (aganglia rettale-megacolon) e grazie a Dio abbiamo incontrato il professor Mario Lima, il professor Cocchi e tutto lo staff del reparto di chirurgia neonatale. Andrea è stato operato ed oggi è un bambino bellissimo, dolce e molto vivace . La degenza in ospedale è stata dura, ma grazie a mio marito e tutti gli amici che ci hanno sostenuto tantissimo e hanno pregato tanto per noi abbiamo
superato questa tappa/prova della vita. Con questa lettera voglio salutare
tantissimo le due mamme (sia Maria Grazia che Giovanna) e far sapere loro
che mi piacerebbe incontrarle con il mio Andrea per potere testimoniare che la verifica della fede è qui ogni giorno affrontando quello che il Signore ci manda, con la gioia della fede che Giovanni Paolo II ci ha sempre testimoniato. Infine, quello che vorrei comunicare è che in quei tre mesi di ospedale mio marito e io siamo stati alle circostanze che si presentavano con un desiderio di abbracciare tutta la
realtà per come si è rivelata. Da circa venti anni io ho incontrato Comunione e liberazione, ma solo in questa circostanza, in questo fatto, mi si è svelato il
mistero della grande Presenza. Egli c’è, è un fatto, come è un fatto mio figlio. Da questa nostra posizione sono nati tanti bellissimi incontri, rapporti, si è svelata
l’unità con i nostri amici. Per questo mi ha colpito quando don Giussani dice: «Stare dentro la realtà chiedendoci chi ce la dà,standoci fino in fondo e
chiedendo,domandando fino in fondo da che cosa sono costituita, desiderando,
attendendo Colui che mi fa».

Elisabetta

sabato 23 luglio 2011

CIAO HABIB CI RITROVEREMO A BERGAMO


E' termiata ache per Habib la vacanza con i nonni
e' stata ua bella esperienza diversa da quella degli altri anni
quest'anno lui ha vissuto giori da nipote e anche Giovanni si e' dimostrato un bravo zio.
Per la prima volta abbiamo potuto vedere quato si vogliono bene grazie al fatto di non
dover competere fra loro.


venerdì 22 luglio 2011

CON GLI AMICI DI ANCONA

Quando fantasticavo di stare in piedi da me solo, mi trovavo in questa ridicola posizione: che mi appoggiavo, senza saperlo, a tutto il Cristianesimo. Può darsi, il Cielo mi perdoni, che abbia tentato di essere originale; ma non sono riuscito a inventare, da me, che una copia peggiorata delle tradizioni già esistenti della civiltà religiosa.(Gilbert Keith Chesterton, "Ortodossia" p.17)

mercoledì 20 luglio 2011

LE GIORNATE TRASCORRONO SERENAMENTE

Marcellino ne faceva di tutti i colori, ma l'ultimo pensiero era guardare a quel che faceva! Guardava Cristo. Allora questo, col tempo, si matura a sentire gli errori, a percepire le direzioni falsi, a scegliere le cose vere, gli aspetti veri, le posizioni vere.... L'accanimento del guardare Cristo vince sull'accanimento del fare quel che si vuole. (Luigi Giussani, pag.299ss "Dal temperamento un metodo" BUR 2002)

ORA CON IL NIPOTINO HABIB



La felicità non va ricercata nel cielo sempre sereno, ma nelle piccole cose con le quali costruiamo la vita. (Carmen Sylva)


Uno può essere calcolatore proprio all'infinitesimo grado di un suo equilibrio, di una sua sanità e di un suo gusto, ma non può impedire che, presto o tardi, in qualche modo, un fattore non previsto scompagini tutto il suo ordine e lo rovini. Per questo l'unica cosa di cui siamo sicuri è la domanda a Cristo; e, in secondo ordine, ciò che è in funzione diretta di questo, vale a dire l'amicizia, l'amicizia cristiana. (Luigi Giussani, pag.333 "Dal temperamento un metodo" BUR 2002)
Chi vive senza follie, non è così saggio come crede. (François De La Rochefoucauld)

lunedì 18 luglio 2011

TOMMASO MATTEO ALESSANDRO LONTANI MA VICINI

.......Non si può stabilire rapporto con niente…se non con un distacco dentro….se tu fissassi una stella senza un distacco, non capiresti che è una stella dentro l'infinità stellare: è il sacrificio che permette lo svelarsi della verità della "cosa" o "persona" presente......

domenica 17 luglio 2011

La croce è folle; da ciò la sua gloria

Victor Hugo

L'ULTIMO SALUTO POI LA PARTENZA

Tempo

Giorno per giorno, anno per anno, il tempo nostro cammina! L'ora ch'è sì lenta al desiderio, tu la tocchi infine con le tue mani; e quasi a te non credi,tanta è la gioia: l'ora che giammai affrontare vorresti, a cauto passoti s'accosta e t'afferra - e nulla al mondo da lei ti salva. Non è sorta l'alba che piombata è la notte; e già la notte cede al sol che ritorna, e via ne porta la ruota insonne. Ma non v'è momento che non gravi su noi con la potenza dei secoli; e la vita ha in ogni battito
la tremenda misura dell'eterno.



È soltanto un cristianesimo come bellezza, come attrattiva, l’unico in grado di rispondere alla sfida del cuore, l’unico in grado di fare fronte, di affrontare questa esigenza di totalità che il cuore ha, l’unico in grado di vincere la lontananza, se il cuore cede alla sua attrattiva. Senza Cristo non c’è pienezza, e perciò non c’è verginità, che consente un rapporto vero con tutto: con le cose, con le persone, con tua moglie, con i figli, con quelli che lavorano con te, senza che il potere decida tutto.

Un rapporto gratuito, un rapporto di una persona affettivamente compiuta, che non usa gli altri per riempire il vuoto che ancora resta. Senza questo è inutile tutto il moralismo, perché prima o poi soccombiamo. Per questo il Papa usa in tante occasioni la parola «attrae»: «Il Dio incarnato ci attrae» e ripete in continuazione il verbo «attrarre», il verbo«attirare». Sant’Agostino dice: «Se il poeta ha potuto dire [cita Virgilio, Ecl. 2 ]:“Ciascuno è attratto dal suo piacere”, non dalla necessità ma dal piacere, non dalla costrizione ma dal diletto; a maggior ragione possiamo dire che si sente attratto da Cristo l’uomo che trova il suo diletto nella verità, nella beatitudine, nella giustizia, nella vita eterna, in tutto ciò, insomma, che è Cristo».

Julian Carròn

IL RISUONATORE DI QUINCKE


“La lealtà dell’uomo originale, la sincerità del bambino, è come il risuonatore di Quincke. Sapete cos’è?
No.
Prima liceo classico, fisica. Avete lì sette tolle ed avete un diapason. Per sapere di che nota è questo diapason, lo mettete davanti a quelle tolle e, quando arriva al si, sentite un boato: è un diapason fissato sul si.
Il risuonatore di Quincke è tutta la natura di quel poeta che, a quello che prova, all’invidia che prova, alla nostalgia che prova, fa delle domande.”
Don Luigi Giussani, Si può (veramente!?) vivere così?, BUR, Rizzoli 1996

DA BOSTON ALLA RISACCA



ULTIMO GIORNO PER PAOLO MICHELE ED ANNA

venerdì 15 luglio 2011

MEETING RIMINI

PROMEMORIA

.....Liberal, favorevole all’aborto legalizzato, Bèrubè ha rotto con la cultura progressista da quando ha deciso di non uccidere suo figlio, ma di accoglierlo e amarlo e aggiunge “Sono arrivato alla conclusione che la nostra paura del ritardo mentale è del tutto sproporzionata e che milioni di persone mentalmente ritardate possono vivere felicemente, forse di più di coloro che vivono una esistenza normale”.........