Cari Amici,
al numero di Tracce di luglio/agosto, sarà allegata la Caritas in veritate, la nuova Enciclica di Benedetto XVI in uscita nei prossimi giorni
con a tema l’economia e il lavoro.
Come già detto all’ultimo Consiglio Nazionale, l’estate sarà un’occasione per una diffusione straordinaria del testo attraverso due modalità:
la vendita organizzata di Tracce durante le vacanze della comunità, ovunque sia possibile, ma soprattutto l’uso personale del giornale.
L’idea è che ogni persona vada in vacanza con una/due copie in più della rivista (e dell’Enciclica) da regalare e far conoscere
ad amici e conoscenti.
Le prenotazioni, quindi, vanno riviste e incrementate alla luce di questa indicazione.
Un caro saluto
La Segreteria Regionale
Con questo blog desidero dare la possibilita' a tutti di leggere articoli ,commenti ,interventi che mi aiutano a guardare la realta', a saperla leggere ed essere aiutati a vivere ogni circostanza positivamente. Mounier diceva "la vita e' arcigna con chi le mette il muso" (lettere sul dolore). E' importante saper abbracciare la realta' tutta per poter vivere la giornata con letizia.
lunedì 6 luglio 2009
domenica 5 luglio 2009
sabato 4 luglio 2009
I GENITORI DI ANDREA ACHILLI SCRIVONO
Amici,
inviamo la lettera che Felice Achilli, insieme ai suoi familiari, ha
pubblicato sul giornale di Lecco, per poter raggiungere tutti coloro che
gli sono stati vicini nell'occasione della morte di Andrea, suo figlio
di 10 anni, avvenuta come penso ognuno di voi sappia, per incidente.
Inaspettata e violenta.
Oltre alla commozione grande che questa lettera suscita anche in chi non
sia loro amico, essa testimonia come la possibilità umana di stare di
fronte a un fatto come questo - che non è diverso da ciò che avviene
frequentemente nelle nostre circostanze professionali - emerga proprio
da una conoscenza nuova, prima che da una posizione etica o religiosa,
che inizia dal riconoscimento del Mistero che è dentro ogni piega
dell'esistenza, fino a poterLo identificare con il volto (buono) di Cristo.
Giorgio e Marco
Egr. direttore,
La ringrazio per l’opportunità che offre a me e alla mia famiglia di ringraziare tutti coloro che ci hanno testimoniato umana vicinanza, in questo momento di dolore indicibile e ineliminabile, per la separazione dal nostro amatissimo ultimo figlio Andrea. E’ infatti per noi impossibile raggiungere ognuno personalmente, come desidereremmo. In questi giorni, misteriosamente segnati per noi non solo dal dolore, ma anche da un’infinita dolcezza, non siamo mai stati soli: né di giorno né di notte, in ospedale prima, a casa poi. Abbiamo percepito di appartenere a un popolo, che vive nel nostro Paese, che ancora riconosce il Mistero di cui è fatta la vita di ogni persona, che “sente” irragionevole considerare la morte come la fine di tutto e percepisce la decisività per la vita della presenza di Dio.
È stato così più facile, per noi, credere alle parole che don Julian Carron ci ha detto nell’omelia: “Non guarderemmo adesso veramente Andrea, se non guardassimo alla totalità della sua vita. E qual è la totalità della sua vita? Non c’è un Andrea che non sia Andrea battezzato e cresimato cioè, un Andrea che è stato legato, per sempre, a Cristo! Non c’è, non c’è un’altra modalità, non c’è un’altra realtà, non c’è un’altra storia, non c’è un altro mondo, non c’è un’altra cosa che può far fuori il fatto che Cristo è risorto. Possiamo sentirlo vicino o lontano, possiamo far prevalere adesso il dolore e lo sconforto, ma la nostra fede non è un sentimento, la nostra fede è una conoscenza nuova”.
In questi giorni stiamo scoprendo un Andrea sconosciuto, con un desiderio infinito, una passione per le cose e le persone, sorprendenti per un bambino della sua età. Sono arrivate persone che lo avevano conosciuto, magari per poche ore o giorni.
Così anche noi abbiamo dovuto riconoscere (ri-conoscere) il fatto: Cristo l’ha afferrato per compiere il desiderio più segreto, più nascosto del suo cuore, il misterioso cuore del nostro amatissimo Andrea, che certamente riabbracceremo, anche se non sappiamo quando.
Non è vero che “Dio dà e Dio toglie”, Dio ci ha donato Andrea e ha poi compiuto il suo desiderio più vero, ciò che abbiamo visto e udito in questi giorni ce lo dimostra.
Per questo vogliamo ringraziare tutti.
Felice e Daniela, Federica, Chiara e Pietro Achilli
inviamo la lettera che Felice Achilli, insieme ai suoi familiari, ha
pubblicato sul giornale di Lecco, per poter raggiungere tutti coloro che
gli sono stati vicini nell'occasione della morte di Andrea, suo figlio
di 10 anni, avvenuta come penso ognuno di voi sappia, per incidente.
Inaspettata e violenta.
Oltre alla commozione grande che questa lettera suscita anche in chi non
sia loro amico, essa testimonia come la possibilità umana di stare di
fronte a un fatto come questo - che non è diverso da ciò che avviene
frequentemente nelle nostre circostanze professionali - emerga proprio
da una conoscenza nuova, prima che da una posizione etica o religiosa,
che inizia dal riconoscimento del Mistero che è dentro ogni piega
dell'esistenza, fino a poterLo identificare con il volto (buono) di Cristo.
Giorgio e Marco
Egr. direttore,
La ringrazio per l’opportunità che offre a me e alla mia famiglia di ringraziare tutti coloro che ci hanno testimoniato umana vicinanza, in questo momento di dolore indicibile e ineliminabile, per la separazione dal nostro amatissimo ultimo figlio Andrea. E’ infatti per noi impossibile raggiungere ognuno personalmente, come desidereremmo. In questi giorni, misteriosamente segnati per noi non solo dal dolore, ma anche da un’infinita dolcezza, non siamo mai stati soli: né di giorno né di notte, in ospedale prima, a casa poi. Abbiamo percepito di appartenere a un popolo, che vive nel nostro Paese, che ancora riconosce il Mistero di cui è fatta la vita di ogni persona, che “sente” irragionevole considerare la morte come la fine di tutto e percepisce la decisività per la vita della presenza di Dio.
È stato così più facile, per noi, credere alle parole che don Julian Carron ci ha detto nell’omelia: “Non guarderemmo adesso veramente Andrea, se non guardassimo alla totalità della sua vita. E qual è la totalità della sua vita? Non c’è un Andrea che non sia Andrea battezzato e cresimato cioè, un Andrea che è stato legato, per sempre, a Cristo! Non c’è, non c’è un’altra modalità, non c’è un’altra realtà, non c’è un’altra storia, non c’è un altro mondo, non c’è un’altra cosa che può far fuori il fatto che Cristo è risorto. Possiamo sentirlo vicino o lontano, possiamo far prevalere adesso il dolore e lo sconforto, ma la nostra fede non è un sentimento, la nostra fede è una conoscenza nuova”.
In questi giorni stiamo scoprendo un Andrea sconosciuto, con un desiderio infinito, una passione per le cose e le persone, sorprendenti per un bambino della sua età. Sono arrivate persone che lo avevano conosciuto, magari per poche ore o giorni.
Così anche noi abbiamo dovuto riconoscere (ri-conoscere) il fatto: Cristo l’ha afferrato per compiere il desiderio più segreto, più nascosto del suo cuore, il misterioso cuore del nostro amatissimo Andrea, che certamente riabbracceremo, anche se non sappiamo quando.
Non è vero che “Dio dà e Dio toglie”, Dio ci ha donato Andrea e ha poi compiuto il suo desiderio più vero, ciò che abbiamo visto e udito in questi giorni ce lo dimostra.
Per questo vogliamo ringraziare tutti.
Felice e Daniela, Federica, Chiara e Pietro Achilli
venerdì 3 luglio 2009
CARRON LA FAMIGLIA BELLEZZA DA CONQUISTARE DI NUOVO
Da Il Sussidiario:
La ricchezza della famiglia non si trasmette meccanicamente; al contrario, essendo una decisione morale che sfida la libertà, si tratta sempre di un nuovo inizio da riguadagnare. Lo ha detto don Julian Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, intervenendo mercoledì sera al Centro Culturale di Milano sul tema «L’esperienza della famiglia. Una bellezza da conquistare di nuovo». L’incontro, introdotto da monsignor Giovanni Balconi, responsabile diocesano dei centri culturali cattolici, si è svolto nell`ambito della Settimana della Cultura organizzata dalla diocesi di Milano e al termine di un anno in cui i diversi centri culturali hanno promosso incontri e dibattiti sul tema della famiglia.
La ricchezza della famiglia non si trasmette meccanicamente; al contrario, essendo una decisione morale che sfida la libertà, si tratta sempre di un nuovo inizio da riguadagnare. Lo ha detto don Julian Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, intervenendo mercoledì sera al Centro Culturale di Milano sul tema «L’esperienza della famiglia. Una bellezza da conquistare di nuovo». L’incontro, introdotto da monsignor Giovanni Balconi, responsabile diocesano dei centri culturali cattolici, si è svolto nell`ambito della Settimana della Cultura organizzata dalla diocesi di Milano e al termine di un anno in cui i diversi centri culturali hanno promosso incontri e dibattiti sul tema della famiglia.
COSA VOGLIONO DIRE I VALORI ETICI E MORALI PER UN POLITICO?
«Essere sobri e attuare ciò che è possibile, e non reclamare con il cuore in fiamme l'impossibile, è sempre stato difficile; la voce della ragione non è mai così forte come il grido irrazionale. Il grido che reclama le grandi cose», spiega Ratzinger, «ha la vibrazione del moralismo; limitarsi al possibile sembra invece una rinuncia alla passione morale, sembra il pragmatismo dei meschini. Ma la verità è che la morale politica consiste precisamente nella resistenza alla seduzione delle grandi parole con cui ci si fa gioco dell'umanità dell'uomo e delle sue possibilità. Non è morale il moralismo dell'avventura, che intende realizzare da sé le cose di Dio. Lo è invece la lealtà che accetta le misure dell'uomo e compie, entro queste misure, l'opera dell'uomo. Non l'assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso è la vera morale dell'attività politica».

Renato Farina giovedì 2 luglio 2009
Ieri il Papa ha detto cose importantissime sulla fede, la grazia,
GIUS CONTRO IL" GULAG"DELLA MODERNITA'
DA AVVENIRE
DON CARRON
«Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?». Forse nessuno più di Dostoevskij ne I fratelli Karamazov ha posto in modo sintetico e perentorio la sfida davanti alla quale si trova il cristianesimo nella modernità. Don Giussani ha avuto il coraggio di misurarsi con questa sfida storica, radicalizzandola, se possibile. Infatti, scommette tutto sulla capacità della sua proposta educativa di generare un tipo di soggetto cristiano per cui «anche se andassero via tutti – tutti! –, chi ha questa dimensione di coscienza personale (che la fede genera) non può fare altro che ricominciare le cose da solo».
DON CARRON
«Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?». Forse nessuno più di Dostoevskij ne I fratelli Karamazov ha posto in modo sintetico e perentorio la sfida davanti alla quale si trova il cristianesimo nella modernità. Don Giussani ha avuto il coraggio di misurarsi con questa sfida storica, radicalizzandola, se possibile. Infatti, scommette tutto sulla capacità della sua proposta educativa di generare un tipo di soggetto cristiano per cui «anche se andassero via tutti – tutti! –, chi ha questa dimensione di coscienza personale (che la fede genera) non può fare altro che ricominciare le cose da solo».
giovedì 2 luglio 2009
BUON COMPLEANNO MATTEO
mercoledì 1 luglio 2009
PADRE ALDO
E’ tranquillo come l’acqua cristallina, è tenero come un uccello con la sua cucciolata nella sua nidiata, è sagace come un bimbo.
Dio mi ha messo nel mondo il giorno più bello dell’anno, 20 settembre, è per quello che nel mio cuore soltando c’é primavera
MarzianaSi può vivere così? dal Paraguay ci testimonia di sì:
P. Aldo
Cari amici,
La vita è un miracolo continuo da queste parti.
Ancora una volta è Marziana la protagonista. E’ ormai alla fine e nella sua poca capacità di intendere e ancora meno di parlare, ha manifestato il desiderio che domenica 5 di luglio possiamo organizzare davanti alla chiesa con 40 dei suoi quadri dipinti in questi ultimi mesi, due dei quali fatti la settimana passata, una mostra per i nostri amici. Dio voglia che sia ancora viva, perché come mostra la foto che vi mando di questa mattina è ormai vicina al suo Gesù. Dio mio, quanto lo ama.
Questa mattina dandole la comunione (un pezzettino piccolo d’ostia) le ho chiesto «Marziana, come stai?» e lei «molto bene Padre».
Ho guardato le sue mani ormai pelle ed ossa, la bellezza delle unghie smaltate di colore uva, i capelli ben raccolti, tutto il suo corpo già uno scheletro, indicano la coscienza della sua femminilità, curata in tutti dettagli, pronta per incontrare Gesù. Anche le unghie dei piedi sono perfette e ben smaltate.
Dio mi ha messo nel mondo il giorno più bello dell’anno, 20 settembre, è per quello che nel mio cuore soltando c’é primavera MarzianaSi può vivere così? dal Paraguay ci testimonia di sì:
P. Aldo
Cari amici,
La vita è un miracolo continuo da queste parti.
Ancora una volta è Marziana la protagonista. E’ ormai alla fine e nella sua poca capacità di intendere e ancora meno di parlare, ha manifestato il desiderio che domenica 5 di luglio possiamo organizzare davanti alla chiesa con 40 dei suoi quadri dipinti in questi ultimi mesi, due dei quali fatti la settimana passata, una mostra per i nostri amici. Dio voglia che sia ancora viva, perché come mostra la foto che vi mando di questa mattina è ormai vicina al suo Gesù. Dio mio, quanto lo ama.
Questa mattina dandole la comunione (un pezzettino piccolo d’ostia) le ho chiesto «Marziana, come stai?» e lei «molto bene Padre».

Ho guardato le sue mani ormai pelle ed ossa, la bellezza delle unghie smaltate di colore uva, i capelli ben raccolti, tutto il suo corpo già uno scheletro, indicano la coscienza della sua femminilità, curata in tutti dettagli, pronta per incontrare Gesù. Anche le unghie dei piedi sono perfette e ben smaltate.
IL PARADOSSO DI MICHAEL JACKSON
Michael Jackson era una superstar globale e lo dimostrano le reazioni in tutto il mondo alla sua morte. Tuttavia, penso che le reazioni qui in America siano state diverse da quelle negli altri paesi. Secondo Newsweek Magazine, «Jackson ha scelto- anche con calcolo - di rifare se stesso come un sogno americano di innocenza e desiderio di essere amati». In realtà, Jackson «era essenzialmente uno di quei “puri prodotti americani” che, come scriveva nel 1923 William Carlos Williams “finiscono per diventare matti”».
tratto da il sussidiario
Lorenzo Albacete mercoledì 1 luglio 2009
La scorsa settimana ho iniziato il mio editoriale su Twitter confessando di non saper quasi nulla su come funziona. Ne ho dovuto scrivere perché ha completamente riempito i media americani per giorni e giorni. Questa settimana mi succede la stessa cosa, anche se non ha niente a che vedere con Twitter: questa volta l’argomento che ha dominato in modo assoluto i media negli Stati Uniti è Michael Jackson. Sfortunatamente ne so di Michael Jackson quanto ne so di Twitter (mi chiedo se forse i due soggetti non siano alla fine collegati, entrambi tesi a sfuggire i limiti della biologia, entrambi tentativi di fuggire da una realtà sentita come ostile alla coscienza di se stessi
GIORGIA BEATRICE NIPOTINA DI BETTY e ANDREW
MARINA SCRIVE
Notizia straziante!
Gesù dice" vegliate dunque, perché non conoscete né il giorno, né l'ora in cui il Signore vi chiamerà". Queste parlole di Gesù devono portarci a riflettere sulla precarietà della vita di cui non disponiamo neanche di un secondo.
Preghiamo per le vittime di questa strage!!!
Gesù dice" vegliate dunque, perché non conoscete né il giorno, né l'ora in cui il Signore vi chiamerà". Queste parlole di Gesù devono portarci a riflettere sulla precarietà della vita di cui non disponiamo neanche di un secondo.
Preghiamo per le vittime di questa strage!!!
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