martedì 30 novembre 2010

AUGURI

Auguri , buon anniversario!!Tutti i giorni ringrazio il Signore che ci ha fatto incontrare. La vostra visita a casa nostra è stato un momento di letizia, di conferma che il cammino è indirizzato bene,occorre che ci aiutiamo a guardare sempre Lui.Un abbraccio a te, a Claudio, a Giovanni e a tutta la vostra splendida famiglia, opera di Dio.

Rita E Stefano Ostra

30 NOVEMBRE ANNIVERSARIO NOZZE 36 ANNI















Perchè il nulla ed il tutto sono la stessa cosa; nell’infinitamente piccolo come nell’infinitamente grande.
Ed entrambi hanno lo stesso nome: DIO

Non in modo casuale proprio oggi festeggiamo il nostro 36 anno di matrimonio.
Periodo nero!Tutto sembra che ci stia crollando addosso!Si fa fatica a trovare il senso del cammino!
Tanti cercano di farti cadere!Forse sono io piu' sensibile ad ascoltare i messaggi che ti portano al baratro e insensibile ai gesti affettuosi!
Quel Si detto 36 anni fa davanti a Dio ha sigillato con Lui un patto.
Cosi' dei fatti:la pazienza di Claudio,il suo desiderio di amarmi,(anche se in questo periodo sono cosi' scontrosa con lui),una telefonata,una visita inaspettata,l'incontro con gli amici a San Luca,la disponibilita' di Antonio e la sua pazienza,il sorriso di Giovanni,l'occhietto meno rosso e dolorante......
Tanti positivi che fino a qualche istante fa erano avvolti da una nebbia fittissima che non volevo vederli preferendo rimanere nel profondo buio a leccarmi sola le ferite.
Poi lo scritto di Francesco una sberla! Il Signore allora non mi ha dimenticata?Cosa sto facendo in questi giorni?Perche' e' possibile che mi senta cosi' sola!Piu' tardi voglio comunicare a Claudio che e' possibile ancora camminare!Lui che in tutti questi giorni mi costringeva a pregare con lui,quelle Ave Maria recitate da me male giusto per assecondarlo e per poter rimanere poi in pace con la mia solitudine.Mi dicevo:tanti figli,tanti nipoti ma io mi sento sola abbandonata e mi stavo lasciando imprigionare da una tristezza senza uscita.
....Perchè il nulla ed il tutto sono la stessa cosa; nell’infinitamente piccolo come nell’infinitamente grande.
Ed entrambi hanno lo stesso nome: DIO!.......

Ciao Mamma e Babbo,
se la vita fosse "una passeggiata", sarebbe difficile
apprezzare la vita di due persone che vivono insieme, continuano a camminare, a cadere, ma con sicurezza continuano ad avanzare e servono da esempio per tutti coloro che possono osservarli.

In questo momento piu' che in altri, e' chiaro che il vostro essere
insieme, il nostro essere insieme e' definito da un Altro.

Grazie per essere d'esempio per noi del fatto che non e' grazie alle
circostanze "positive" che due possono stare insieme, volersi bene, e camminare insieme, ma bensi' grazie alla voglia di entrambi di vivere la vita fino in fondo.
Un abbraccio
Francesco



Queste parole mi hanno schiaffeggiata e riportata sulla strada.
Oggi voglio festeggiare il nostro anniversario e desidero cominciare la festa andando a confessarmi e a domandare,mendicare l'aiuto.Il percorso e' duro e se non riesco a mettere il picchetto nella roccia forse poco piu' in la' c'e' una ferrata che mi puo' aiutare.!!Grazie Francesco cosi' lontani ma cosi' vicini!Fino ad un istante fa vedevo solo la lontananza!

domenica 28 novembre 2010

ANTONIO SOCCI

.....No, “autoritario” – secondo il comunista Cuperlo – sarebbe la dirigenza della Tv che invita far parlare anche i malati silenziati e soli (sono tremila famiglie che lottano per la vita), che chiedono una volta tanto di poter far sentire il proprio inno alla vita.

Il prepotente sarebbe l’agnello.......


.....Post scriptum: vorrei informare questi signori (e anche il Corriere della sera che recentemente ha usato la citazione in una campagna pubblicitaria) che quella frase, in realtà, Voltaire non l’ha mai pronunciata.

In effetti risale alla scrittrice inglese Evelyn Beatrice Hall, che la scrisse nel 1906 in “The Friends of Voltaire”.

In compenso Voltaire ne disse un’altra: “écrasez l’infame!”. Che vuol dire “schiacciate l’infame”, laddove “infame” sarebbe il credente. Ecco, citino questa, che è davvero di Voltaire e che esprime decisamente meglio la cultura radical-chic....
Da “Libero” 28 novembre 2010
“Intolleranti!”. Così – testualmente – giovedì scorso il regime comunista cinese ha definito la Chiesa cattolica che protestava per l’ennesimo abuso di Pechino: il regime ha nominato vescovo un suo burocrate pretendendo di imporlo ai cattolici.

Avete capito bene: i persecutori definiscono “intolleranti” i perseguitati. Non solo. I carnefici comunisti addirittura aggiungono che la vittima, cioè la Chiesa, “limita la libertà religiosa”. Testuale. In queste surreali e sfacciate dichiarazioni c’è tutta l’assurdità del nostro tempo.

sabato 27 novembre 2010


“Facesti come colui che cammina di notte e che porta un lume dietro di sé che non giova a lui stesso, ma fa lume alle persone che stanno dietro di lui…” (Purgatorio - Canto 26)

Noi tutti cerchiamo, frugando disperatamente nel nostro più profondo IO. Cerchiamo, cerchiamo, cerchiamo…. cosa?

Non può esserci risposta definita. Nè forma, nè colore. Anche Nice e Leopardi cercavano. Hanno cercato una vita intera facendo della ricerca la loro ragione di vita.

Ci viene il dubbio che il bisogno atavico di ricerca sia alla base delle conquiste dell’umanità, dalla ruota alla luna e che proprio nella ricerca si annidi il meglio dell’essere umano.

Perchè il nulla ed il tutto sono la stessa cosa; nell’infinitamente piccolo come nell’infinitamente grande.

Ed entrambi hanno lo stesso nome: DIO!

DALL'INTERVENTO DI DON GIUSSANI AD ASSAGO

La politica è lo specchio della società.

Il problema non è del contenitore ma del contenuto.

Il partito cattolico è fallito con la DC che non è riuscita a dare la cosa che più era importante la libertà di educare, riproporre un altro partito cattolico non è possibile perchè non c’è la coscienza di un popolo cattolico. Il problema non è la politica ma che i cattolici riescano ad esprimere uomini che vivano veramente una unità con la Chiesa e non una religiosità confessionale e dogmatica. Cosa si deve dunque fare, cosa possiamo fare noi cattolici? Per rispondere a questo propongo un brano del Signore degli Anelli: “Non vi darò consigli, dicendo fate questo o quello. Non è col fare qualcosa o col contribuire , o con lo scegliere tra l’una o l’altra via che vi potrò essere utile ; solo la mia conoscenza di ciò che fù ed è, ed anche in parte di ciò che sarà, vi può esser d’aiuto” Questo vi dico “La vostra missione è sulla lama di un coltello” Una piccola deviazione ed essa fallirà trascinando tutti in rovina. Ma vi è ancora speranza fin quando la Compagnia sarà tutta fedele”

Una cultura della responsabilità deve mantenere vivo quel desiderio originale dell’uomo da cui scaturiscono desideri e valori, il rapporto con l’infinito che rende la persona soggetto vero e attivo della storia. Una cultura della responsabilità non può non partire dal senso religioso. Tale partenza porta gli uomini a mettersi insieme.

È impossibile che la partenza dal senso religioso non spinga gli uomini a mettersi insieme.


QUELLA NOSTALGIA VERSO L'INFINITO

Julián Carrón
L’editoriale di questo numero è l’articolo di Julián Carrón pubblicato dal Corriere della Sera il 24 dicembre 2009.
Caro Direttore,
c’è una frase di Dostoevskij che mi accompagna in questi tempi, dovendo parlare del cristianesimo alle persone più diverse in Italia e all’estero: «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?». Questa domanda suona come una sfida a ciascuno di noi. È precisamente dalla risposta ad essa che dipende la possibilità di successo della fede oggi. In un discorso del 1996, l’allora cardinale Ratzinger rispose che la fede può sperare questo «perché essa trova corrispondenza nella natura dell’uomo. Nell’uomo vi è un’inestinguibile aspirazione nostalgica verso l’infinito». E con ciò indicava anche la condizione necessaria: che il cristianesimo ha bisogno di trovare l’uomo che vibra in ciascuno di noi per mostrare tutta la portata della sua pretesa.


LA BALLATA DEL POTERE

Ballata Del Potere
Parole e musica di Claudio Chieffo

Lo dicevo tutto il giorno: questo mondo non è giusto!
E pensavo anche di notte: questa vita non dà gusto!
E dicevo: è colpa vostra o borghesi maledetti,
tutta colpa dei padroni e noialtri poveretti...
e noialtri a lavorare sempre lì nell’officina,
senza tempo per pensare dalla sera alla mattina...

Forza compagni, rovesciamo tutto e costruiamo un mondo meno brutto!

Per un mondo meno brutto quanti giorni e quanti mesi,
per cacciare alla malora le carogne dei borghesi,
ma i compagni furon forti e si presero il potere
e i miei amici furon morti e li vidi io cadere...

Ora tu dimmi come può sperare un uomo che ha in mano tutto,
ma non ha il perdono!

Come può sperare un uomo quando il sangue è già versato,
quando l’odio in tutto il mondo nuovamente ha trionfato:
c’è bisogno di Qualcuno che ci liberi dal male
perchè il mondo tutto intero è rimasto tale e quale...

I NIPOTINI DI CINCINNATI FESTEGGIANO thanks giving 2010


Ciao bellissimi spero di potervi riabbracciarvi presto!

LETTERA APERTA DI FABIO CAVALLARI

.....Ho scritto un libro, uscito in queste settimane per le Edizioni Lindau, Vivi. Storie di uomini e donne più forti della malattia, dove cerco di sostenere i malati e le famiglie coinvolte nella loro battaglia che si combatte tutti i giorni su più fronti, dai problemi legati alla salute e all’assistenza domiciliare dei propri cari, alla questione etica più generale, ma soprattutto, e tristemente, ai problemi inerenti alla burocrazia, per tutti un incubo disumano senza attenuanti......

Lettera aperta di Fabio Cavallari, autore di Vivi - Storie di uomini e donne più forti della malattia
Dopo la puntata di «Vieni via con me» di Fazio e Saviano su “fine vita” ed “eutanasia” si potrebbe aprire uno spazio serio di discussione. Purtroppo finirà come al solito, in una bagarre polemica, dove tutto sarà giocato dentro le solite dinamiche astratte, nelle profusioni d’accusa degli uni, e nella pretesa di correttezza degli altri. Il tutto verrà iscritto nell’eterna lotta (falsa) tra cattolici e laici, tra destra e sinistra. L’assunto della trasmissione fondava in un presupposto chiarissimo, ovvero la necessità di intervenire da un punto di vista legislativo sui temi eticamente sensibili e che tale vulnus rappresenta un vuoto del diritto. Non voglio entrare nel merito della questione per non cadere nella reiterazione della vis polemica ma ritengo invece opportuno allargare l’orizzonte possibile, offrendo una narrazione altra, non certo in contraddizione bensì complementare a quanto testimoniato. Oggi, nel nostro Paese, esiste un altro diritto non ...

... garantito: quello di vivere pur se ammalati e in condizioni limite. Sono migliaia i cittadini italiani che ogni giorno, nonostante malattie rare, patologie sconosciute, chiedono attenzione dalle istituzioni e dalla società civile.

venerdì 26 novembre 2010

GIOVANNI


Ciao sono a casa l'occhietto operato va ok e' quello che non e' stato operato che mi crea fastidio.
Ieri sono tornato in ospedale mi hanno detto che il dolore e' causato da un'abrasione alla cornea.
Mi hanno messo una lentina a contatto speriamo che il dolore possa passarmi e che riesca a non prendere piu' antidolorifici.Ricordatevi di me nelle vostre preghiere!

VI DICO LA VERITA'

......E di quanto sarà più moderna se nelle materie “eticamente sensibili” cosiddette nemmeno uno iota della Humanae vitae viene abolito da Ratzinger?
Celibato, sacerdozio femminile, omosessualità. Sono le questioni ricorrenti, «il canone», osserva Seewald, che da decenni anima la discussione «nei mezzi di comunicazione». Benedetto XVI ne discute apertamente. Liberamente. Tanto per cominciare: sia congenita o no, «non per questo l’omosessualità diviene moralmente giusta, bensì rimane qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto». Quanto al celibato, il Papa ribadisce come «ci guadagni nel suo essere segno grande e significativo e soprattutto diventa più vivibile se si costituiscono comunità di sacerdoti». Parla dei cattolici divorziati e conferma la disponibilità della Chiesa ad approfondire il problema dei risposati che non possono ricevere la comunione. Parla del vecchio mondo, papa Ratzinger, quello in cui il matrimonio cristiano «contraddice gli stili di vita oggi dominanti». E del Terzo Mondo, quello dove il matrimonio monogamico sembra «il più difficile di tutti i sacramenti». «Ma rinunciare al matrimonio monogamico oppure interrompere la battaglia per questa forma di unione, significherebbe contraddire il Vangelo»......





Non un’organizzazione, ma un organismo vivente. Non un sistema morale, ma Cristo. La Chiesa e la fede secondo Benedetto XVI, il papa che parla di Dio, di sapienza e di verginità a una top model brasiliana come a un vescovo disorientato. Pillole dall’intervista di Peter Seewald al Santo Padre

di Luigi Amicone
Oggigiorno abbiamo un po’ tutti sentimenti complicati e siamo un po’ tutti persone sensibili. Ma per tornare a vedere e a gustare la vita, occorre verità, cioè semplicità.


giovedì 25 novembre 2010


Religiosa investita: il cordoglio di Comunione e Liberazione
Don Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, invia un messaggio di cordoglio per la morte di Manuela Camagni, investita in via Nomenatana
di Redazione - 24/11/2010Foto tratte da Tracce - rivista
internazionaledi Comunione e LiberazioneDopo aver saputo della morte improvvisa, a causa dell'incidente stradale in via Nomentana, di Manuela Camagni, Memores Domini che prestava il proprio servizio nell’appartamento papale, don Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, ha inviato un messaggio di Cordoglio. Ecco il testo.
«Cari amici, la morte improvvisa della nostra amica Manuela Camagni è la modalità misteriosa con la quale il Signore ci costringe a pensare a Lui, rinnovando la certezza che “neanche un capello del vostro capo andrà perduto”, come ci ha detto la Liturgia di oggi. Stringiamoci ancora più intensamente nell’abbraccio del Santo Padre, come figli che vogliono condividere in tutto la sua umanità ferita.


“Nessuno ha un amore più grande di colui che dà la vita per i suoi amici”. Il suo dare la vita si è manifestato in modo evidente e sorprendente sia attraverso la disponibilità di Manuela alla missione, nell’esperienza di Tunisi, sia nel servizio al Santo Padre. Il suo sacrificio rinnovi in tutti noi la verità del nostro “sì”, perché la vittoria di Cristo si affermi sempre di più nei nostri cuori.

GIOVANNI


Giovanni e' stato operato.
E' sempre una sorpresa e contemporaneamente ci lascia sempre brancolanti nel buoio.
Hanno operato l'occhio sinistro non quello di destra (era in questione l'occhio destro).
L'anestesia non ha retto tutto il tempo cosi' si e' svegliato in sala ed e' uscito spaventatissimo.
40 minuti di panico nessuno riusciva a tenerlo era arrabbiatissimo con me che non gli avevo spiegato cio' che nemmeno io sapevo che sarebbe successo.
Gli faceva male l'occhio non operato!
Forte come un bisonte abbiamo dovuto lasciarlo sul pavimento cercando solo di contenerlo per non fargli prendere colpi.
Con gli antidolorifici poi si e' tranquillizzato,ma non e' piu' tornato a letto.
Ieri sera poi l'abbiamo portato a casa cosi' nel suo letto si e' addormentato.
Cosi' anche Giovanni come il suo fratello Antonio ha fatto spettacolo e ha avuto il suo pubblico!

ANTONIO SI E' LAUREATO


CONGRATULAZIONI ANTONIO!!!
SEI STATO VERAMENTE BRAVO!
HAI STUPITO TUTTI!
LAUREATO A PIENI VOTI E SOPRATTUTTO HAI INTERESSATO TUTTO IL PUBBLICO

DOPO LA PROCLAMAZIONE



A RICHIESTA DI TUTTI ANTONIO SI E' ANCHE ESIBITO UNA LAUREA UN PO' ATIPICA PER L'OSPEDALE SACCO!!