Peccato non esservi accanto!!!
Un bacione ad Alessandro e ai suoi fratellini
Matteo il fonte battesimale ti nasconde ma la nonna ha intravisto la tua testolina
un bacione.
Con questo blog desidero dare la possibilita' a tutti di leggere articoli ,commenti ,interventi che mi aiutano a guardare la realta', a saperla leggere ed essere aiutati a vivere ogni circostanza positivamente. Mounier diceva "la vita e' arcigna con chi le mette il muso" (lettere sul dolore). E' importante saper abbracciare la realta' tutta per poter vivere la giornata con letizia.
.....Ma l’esperienza di quest’anno ha portato in primo piano anche il rischio di una superficialità, di una concezione ridotta, sentimentale, di ciò che significa «guardare al testimone». Si rischia di ridurre il testimone a un esempio positivo, qualcuno che mi fa provare un sentimento di esaltazione, o di consolazione precaria, un sentimento che però poi se ne va come è venuto, e perciò rimane una insoddisfazione, la sensazione di essere sempre al punto di partenza......
...La verità non è un pensiero, non è un concetto intellettuale. È una Presenza su cui posso stare piantato, su cui posso poggiare tutto il mio io. Una Presenza che mi permette di non sprofondare come dice il Salmo 40: «Mi ha tratto dal fango della palude, i miei piedi ha stabilito sulla roccia» (Sal 40,3). Il testimone è uno che vive tutto piantato sulla roccia. E per questo ti viene da attaccarti......
......Sapeva che non poteva aiutare nessuno se non metteva in moto l’io di quelle persone, che non bastava quello che lui diceva, non bastava nemmeno il suo essere testimone: era consapevole che poteva aiutare soltanto offrendo un metodo perché i suoi studenti potessero giudicare tutte le cose che diceva. Cioè, fin dall’inizio don Giussani sfida il cuore di quelli che il Signore gli mette davanti. È l’esaltazione della persona: tu sei in grado di giudicare perché c’è questo “pensiero dominante”, questa “torre” in mezzo al “naufragio universale” che ti consente di giudicare, di fare una strada per venire fuori dalla confusione. E aggiunge: «Il rispetto di questo metodo ha caratterizzato fin dall’inizio il nostro impegno educativo, indicandone con chiarezza lo scopo: mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita [cioè il desiderio di felicità].......
La settimana si conclude con una gara emozionante dove ogni bambino, con o senza istruttore secondo il livello di autonomia, effettua la discesa tra gli incoraggiamenti di un pubblico entusiasta. Alla fine tutti sono premiati, perchÈ tutti hanno vinto la loro sfida contro l’handicap”. Giulia sorride, ama la vita, vuole vivere a dispetto delle prognosi, dei dati scientifici, delle sentenze senza appello.
.....La presentazione di ''Qui e ora''.«La carità è la via maestra dell’azione sociale della Chiesa. Ma se la carità ha una forza di liberazione lo deve alla verità». Altrimenti anch’essa finisce per chiudersi in un’esperienza privata: «Senza la verità, c’è solo la mia verità; che, guarda caso, finisce per coincidere poi quasi sempre con il mio interesse».....
.....Ci affanniamo sempre per mille cause, obiettivi, ambizioni che ci sembrano così importanti da farci trascurare i figli. Ma oggi come appare tutto senza alcun valore al confronto dello sguardo di una figlia, alla sua giovinezza in piena fioritura…
Un gran dono ha fatto Dio agli uomini rendendoli padri e madri: così tutti possono sperimentare che significhi amare un’altra creatura più di se stessi. E così abbiamo una pallida idea del suo amore e della sua compassione per noi…
.....Lì, quando ti si spalanca davanti quell’abisso improvviso che ti fa urlare uno sconfinato “nooooo!!!”, cominci a capire: è la cosa meno scontata del mondo che in questo preciso istante il cuore dei tuoi bimbi, il mio cuore o il tuo, amico lettore, batta.
Quante volte ho sentito don Giussani stupirci con questa evidenza: che nessuno fa battere volontariamente il proprio cuore. E’ come un dono che si riceve di continuo, senza accorgersi. Istante per istante dipendiamo da Qualcun Altro che ci dà vita…
....Lui sorride: «“In interiore homine habitat Deus”, ha detto Agostino».
Ma, come si scava, con quali trivelle, come si arriva all’acqua del pozzo?, insisti. Borgna: «La preghiera, in cosa consiste se non in parole riempite di silenzio, che ci immettono in un dialogo infinito?». Il pozzo è in noi, colmo di acqua sorgiva. Ma «bisogna sapere ascoltare le parole della grazia – aggiunge il professore – perché tutto è grazia infine, come diceva Bernanos».
E, insisti ancora, capendo e non capendo: la gioia, quella gioia inesplicabile di cui parla Etty Hillesum nel lager, incalzata dalla morte eppure felice di «uno spicchio di cielo», quella cos’è, che roba è? «Quella gioia, è speranza già in atto. La speranza è qualcosa che ancora non c’è, pure già illuminando il futuro. La gioia di Etty Hillesum nel lager è invece speranza incarnata».......
.....Proprio perché la paternità non è un tenere per sé le persone, ma la passione affinché il figlio si incammini sulla strada che il padre per primo segue. Questa è l’autorità di cui tutti noi abbiamo bisogno: uno che ci testimonia ciò che è in grado di riempire il cuore e così ci educa a riconoscere Cristo, «ciò che dovrebbe tremare nei nostri occhi tutti i giorni» (don Giussani). Questo riconoscimento è avvenuto in don Giancarlo a prezzo di una
fedeltà più forte del limite e delle incoerenze che tutti ci portiamo addosso a causa del peccato originale e che Gesù ha vinto con la Sua resurrezione.....
.....E Veronica ogni volta mi ripete: "allora tu mi vuoi veramente bene perchè porti sempre con te il dado che ti ho regalato"Amici che bello: Veronica con questo domanda continua a Jazmin ci fa capire che ognuno di noi scopre se stesso quando è amato, abbracciato. Un semplice dado che Jazmin porta con se è per Veronica il segno dell'abbraccio del "Tu che la fa ci fa" ed ogni istante......
“O tu che sei immerso nelle vicissitudini della vita e, più che camminare sulla solida terra, hai l’impressione di essere sballottato fra tempeste e uragani: se non vuoi finire travolto dall’infuriare dei flutti, non distogliere Io sguardo dal chiarore di questa stella!
Se insorgono i venti delle tentazioni, se t’imbatti negli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria!
Se vieni assalito dalle onde della superbia, dell’ambizione, della calunnia, dell’invidia, della gelosia: guarda la stella, invoca Maria. Se l’ira, l’avarizia o le lusinghe della carne scuotono la navicella della tua anima: guarda la stella, invoca Maria.
Se turbato dall’enormità dei tuoi peccati, confuso per le brutture della tua coscienza, atterrito dal rigore del giudizio stai per venire
risucchiato dal baratro della tristezza e dall’abisso della disperazione, guarda la stella, invoca Maria.
Nei pericoli, nelle difficoltà e nei momenti di incertezza, guarda la stella, invoca Maria. Abbi il suo nome sempre sulle labbra, abbila sempre nel cuore e se vuoi ottenere l’aiuto della sua preghiera, non tralasciare di imitarne gli esempi.
Seguendo lei non andrai fuori strada, pregandola non dispererai, pensando a lei non sbaglierai.
Se ella ti sostiene non cadrai, se ella ti protegge non avrai nulla da temere, se ella ti guida non ti affaticherai, se ti sarà favorevole giungerai alla mèta e così potrai sperimentare tu stesso quanto giustamente sia stato detto: ‘e il nome della vergine era Maria’ “.
...Mi è tornato in mente quanto diceva santa Bernardette, nella sua semplicità: “la Madonna ama farsi pregare”. Perché la Madonna ama farsi pregare? La ragione è profonda: penso che sia perché pregare, aprendo il cuore a Lei, serve a noi, perché così può cambiarci e stringerci a sé, ottenerci grandi grazie e soprattutto convertirci. Farci ritrovare noi stessi....