lunedì 22 agosto 2011

POESIA E FEDE PER VINCERE DOMANI

......Il Meeting di Rimini quest’anno vuole ricordare a tutti questa verità, partendo non dal lamento, ma da quel desiderio, quella fede vissuta, quegli ideali popolari che aiutano a star di fronte alla realtà in tutti i suoi fattori, a educare e a costruire sfruttando ogni opportunità positiva.



Come ha detto di recente Enzo Jannacci in un’intervista su L’Unità, occorre mettersi “in quella condizione particolare che ti permette di assaporare ciò che di buono cova da sempre in Italia e tra gli italiani. E questo sapore batte il disgusto che ci affligge sovrano da troppo tempo”.....




di Giorgio Vittadini

Tratto da Il Sussidiario.net il 21 agosto 2011



Di fronte alla crisi, in un mondo globalizzato in rapido mutamento, se nel breve periodo è inevitabile e doveroso che il nostro Paese tagli la spesa pubblica per rimanere in Europa e, soprattutto, per mantenere un certo tenore di vita ed evitare l’ulteriore impoverimento dei più poveri, occorre che, a ogni livello della società, venga rimessa in atto una profonda disponibilità al cambiamento.



La mostra “150 anni di sussidiarietà”, che sarà inaugurata oggi al Meeting di Rimini alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intende documentare proprio la capacità di cambiamento dal basso, presente nel DNA del nostro Paese, che ha permesso a tante generazioni di affrontare difficoltà di ogni genere, di costruire i movimenti cattolico e operaio, di resistere come substrato popolare sotto il fascismo, di formulare una Costituzione come compromesso virtuoso tra diverse ispirazioni ideali, di sviluppare la grande quantità di piccole imprese che hanno dato vita al boom economico.

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MALIGNITA' MALAFEDE E DISINFRMAZIONE

.....Quelli che creano il 'mostro' verso cui indirizzare la rabbia popolare per poter governare il malcontento, come fanno tutte le dittature. Quelli che tante panzane messe in fila e ripetute ossessivamente diventano una verità. E infine quelli che, e siamo noi, troppe coincidenze non sono una coincidenza......




Quelli che l'Ici e la Chiesa cattolica



Malignità, malafede e disinformazione.

di Umberto Folena

Tratto da Avvenire del 21 agosto 2011



Quelli che. Quelli che la Chiesa cattolica torni a pagare l’Ici.



Quelli che non sanno che la Chiesa paga già l’Ici, per gli immobili dati in affitto e le strutture alberghiere. Quelli che lo sanno benissimo ma fingono di non saperlo.



Quelli che vorrebbero far pagare l’Ici a chi ancora non la paga, ossia alle mense Caritas, agli oratori, alle sacrestie, ai monasteri… perché sono soltanto loro che ancora non pagano.



Quelli che sul loro giornalone scrivono in 500mila copie che Chiaravalle, alle porte di Milano, è un resort cinque stelle a 300 euro a botta. Quelli che ci credono. Quelli che sanno bene che Chiaravalle è un normale monastero che per una celletta della foresteria e tre pasti frugali al dì chiede un’offerta di 30 euro, ma se uno non li ha, pazienza. Quelli che quando Avvenire smaschera la fandonia si guardano bene dal pubblicare una rettifica, così i loro lettori continuano a credere che Chiaravalle sia un resort, la Chiesa ci lucri e s’indignano.









sabato 20 agosto 2011

AUGURI MICHELE BUON COMPLEANNO



AUGURI!!! 9 ANNI
CIAO TESORONE!
UN BACIONE GROSSISSIMO!!!!!


Auguri al nostro cugino maggiore!

Speriamo di riuscire a vederti presto!

Tommaso Matteo Alessandro & Co

domenica 14 agosto 2011

LA BELLEZZA E' UNA FERITA





Ti fa accettare ed abbracciare dell’altro anche quello che non vorresti accettare.



Che sia più vero si capisce dal fatto che ti fa accettare e abbracciare dell’altro anche quello che non vorresti accettare. Mi viene in mente una cosa che forse non ho mai raccontato… l’ho raccontato sì, qualche volta. Appena detto Messa sono stato ammalato tre anni. Il primo anno sono stato all’ospedale di Desio per tre mesi e a un certo punto, nella camera vicino, han portato una bellissima bambina con il croup. Sono riusciti a salvarla, e allora c’erano ancora metodi non evoluti. Poi ho conosciuto il papà e la mamma. Nella mamma si intravedeva ancora la permanenza di un certo volto che aveva avuto, perché era una bellissima donna, bellissima. Poi le era venuta una malattia, per cui era ripugnante a vedersi. Il marito, dopo, parlando insieme, diceva tutta la delusione che aveva avuto, dapprima la ripugnanza… ma era riuscito a superarla ed era rimasto fedele: non per tutta la consapevolezza che a noi è stata data, e che perciò ci rende più responsabili, ma – caso eccezionale – per una lealtà naturale, per una religiosità naturale. Per una religiosità naturale che esprimeva come poteva, quell’uomo lì è stato fedele, ha accettato l’altro secondo un possesso così totale che l’ha accettato anche con quella malattia. Mentre se il rapporto fosse stato dettato come tutti i rapporti sono dettati, non sarebbe potuto sussistere.



Infatti, non esiste rapporto che non si crepi. Perché ad un certo punto qualcosa dell’altro non si porta, il che vuol dire che uno non possiede tutto l’altro.




Luigi Giussani, “Tu” o dell’amicizia, BUR 1997







SIAMO FATTI PER IL CIELO



VATICANISTA DE LA STAMPA

«La destinazione gloriosa e definitiva di Maria, nostra madre e sorella, può essere anche la nostra», ricorda oggi l'Osservatore Romano che dedica ampio spazio alla festa dell'Assunta che sarà celebrata il 15 agosto da Benedetto XVI con una messa solenne nella parrocchia salesiana di San Tommaso di Villanova a Castelgandolfo. Il giornale della Santa Sede riafferma in un articolo del teologo Inos Biffi che la Vergine è stata preservata dal peccato con l'Immacolata Concezione e dalla morte con l'Assunzione spiegando che Maria rappresenta «un'eccezione» rispetto all'intero genere umano, in quanto tutti dobbiamo invece morire. Ma rileva al contempo - in un breve saggio firmato da Salvatore Perrella - che proprio l'Assunzione al Cielo di Maria rappresenta una «speranza affidabile», nel senso che tutti dopo la vita terrena potremo raggiungerla, così come lei ha raggiunto il Figlio. «Nessuno - scrive in proposito monsignor Biffi - è pensato per un destino che sia diverso da quello di Gesù, cioè un destino di gloria, partecipato non solo dall'anima, ma anche dal corpo dell'uomo».

mercoledì 10 agosto 2011

OGGI SAN LORENZO

AUGURI!!!




giovedì 4 agosto 2011

LA PROVINCIA DI VARESE CAMBIA


VARESE Le due ragazze varesine con alcune delle loro creazioni (Foto by VARESE)
BEATRICE(a sinistra della foto e' una mia nipote)
La Provincia di Varese cambia
E diventa una borsetta elegante
3 agosto 2011
VARESE A dire la verità le due intraprendenti ragazze varesine realizzano oggetti di tutti i tipi e rigorosamente con materiale di riciclo. «L'idea ci è venuta un anno fa - raccontano - Volevamo trasformare i giornali in qualcosa di spendibile quotidianamente come del resto è nella loro natura. La borsa è l'accessorio che più rispecchia questi canoni, ogni donna la porta sempre con sé».

Giocoleria terapeutica: il Niguarda fa scuola

(L'ingresso del Cps di via Mario Bianco a Milano (Foto ©www.circo.it)
Al civico 13/1 di via Mario Bianco, su un ingresso che sembra quello di una normale palazzina residenziale, solo una sbiadita targa grigia segnala qualcosa di diverso. Una scritta azzurra: Ospedale Niguarda Ca’ Granda, U.O.P. 50, C.P.S Centro Psicosociale, zona 12. Nel caldo asfissiante della Milano estiva, l’ingresso esterno di via Mario Bianco si trasforma in una sala d’attesa. Sono persone con patologie psichiatriche, con seri problemi a relazionarsi, con se stessi anzitutto, e anche con gli altri.
E’ qui che nel 2008 è arrivato uno studente per svolgere il suo tirocinio. Iscritto alla facoltà di medicina e chirurgia per conseguire la laurea in Tecnica della riabilitazione psichiatrica, Antonio Caggioni è approdato al Niguarda portando quello che da tempo la sua creatività di artista di strada aveva maturato: la giocoleria.

Antonio Caggioni, artista di strada e Tecnico della riabilitazione psichiatrica

“Conoscevo un’esperienza simile fatta in Giappone e che aveva coinvolto una ventina di donne con disturbi post traumatici da stress, anche se molto diversa da ciò che avevo in mente io”, spiega Antonio Caggioni. Che al Niguarda incontra una tutor speciale: la dottoressa Laura Pezzenati, un nome noto negli ambienti dell’arteterapia. Laureata in Filosofia, è tecnico della riabilitazione psichiatrica e “Danzamovimentoterapeuta”. Da anni lavora al Niguarda e con la danzaterapia ha costruito progetti e percorsi individuali e di gruppo che hanno coinvolto pazienti psichiatrici, tossico e alcoldipendenti, adulti.

mercoledì 3 agosto 2011

LORENZO E SABINA ASPETTANO LA FEMMIUCCIA

AUGURI!

MARCO E SIMONA IN ATTESA DEL QUARTO

AUGURI!
ma che belli! siete stupendi!
sabina

CERCATORI DEL GRAL

........Cercatori del Graal, Cavalieri di Sobieski, Barca di Pietro, Cavalieri di San Gennaro, Rematori di Lepanto… Nomi che evocano epoche, avvenimenti e personaggi della storia cristiana. Nomi importanti e non poteva essere diversamente per chi ha deciso di prendere sul serio la proposta cristiana… anche a undici, dodici e tredici anni. Questa, infatti, è l’esperienza che negli ultimi quindici anni è fiorita in tutta Italia - e anche all’estero - tra i ragazzini delle medie inferiori. A volte si ritrovano negli oratori, a volte a scuola, a volte… in uno scantinato messo a disposizione. Attraverso gesti concreti come lo studio, la lettura di un libro, il gioco, le gite, le vacanze, insieme ad adulti - insegnanti, preti, ma anche mamme e papà -, che con loro si implicano fino in fondo, scoprono che l’avventura cristiana è il modo più affascinante per vivere la vita....

.....la proposta non poteva essere ridotta a un discorso, ma avvenisse dentro un’amicizia in cui potessero “venire e vedere” quest’esperienza affascinante. I ragazzi si accorgono della bellezza che noi viviamo, solo se abbiamo l’attenzione di “fare con” loro. Per questo lo studio insieme, le uscite, che non hanno niente a che vedere con le gite scolastiche, le vacanze»......


Medie inferiori
L'avventura dell'ideale
Paola Bergamini
Una proposta per i ragazzi delle medie, nata quindici anni fa per creare un ambito dove vivere l’esperienza cristiana. Oggi i gruppi sono tanti, sparsi in tutta Italia e all’estero. Per gli adulti che si coinvolgono un’occasione di crescita e consapevolezza dell’incontro fatto


OSCAR E LA DAMA IN ROSA


.....Gli adulti di cui parla Oscar sono, in primis, i suoi genitori che lui considera dei vigliacchi, perché non hanno il coraggio di dirgli che presto morirà. Per fortuna c’è Nonna Rosa. Così Oscar chiama, a causa dell’età avanzata, la dama di carità che come molte sue colleghe francesi, col tipico camice rosa, assiste volontariamente i malati terminali. Nonna Rosa è per Oscar la Verità. Alla solita, spiazzante, domanda di Oscar Nonna Rosa risponde, col suo modo brusco che tanto fascino le procura: “perché vuoi che te lo dicono se lo sai già, Oscar?”. Felice di questo rapporto schietto, Oscar glielo spiega: “Ho l’impressione, Nonna Rosa, che abbiano inventato un ospedale diverso da quello che esiste veramente. Fanno come se si venisse all’ospedale solo per guarire. Mentre ci si viene anche per morire.” “Hai ragione, Oscar. E credo che si commetta lo stesso errore per la vita. Dimentichiamo che la vita è fragile, friabile, effimera. Facciamo tutti finta di essere immortali.....

Eric-Emmanuel Schmitt

Un best seller in Francia e in Germania appena pubblicato in Italia che, una volta tanto, è veramente un piccolo capolavoro.
di Andrea Monda

“Non c’è un giorno, neppure di carcere o d’ospedale, che non porti una sorpresa, che non sia, controluce, una rete di minime sorprese”. Così Borges nel suo racconto, L’attesa, ma la frase potrebbe essere presa come morale del nuovo romanzo di Eric-Emmanuel Schmitt, fortunato autore del recente Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano. Il nuovo romanzo, Oscar e la dama in rosa, dopo aver “sbancato” in Francia e in Germania esce finalmente in Italia dove avrà probabilmente lo stesso successo. Si tratta di un libro infatti lieve e profondo, per lettori di ogni età, un libro che, a partire dalla fiorita copertina, richiama l’atmosfera delle fiabe.

VERSO IL MEETING

......Perciò, quando si vedono cose come il Meeting, questa insistenza nell’unire, connettere, costruire, guardare oltre il capriccio individualistico e l’interesse di bottega, fa bene al cuore. E fa bene all’Italia. Una mostra di Madonne abruzzesi ricorda con nitida maestosità che il cristianesimo non è una moneta di valori kantiani, ma è un figlio che ha cominciato in una pancia, che ha succhiato latte da sua madre e poi, più in là, ha investito il mondo con la sola forza del fascino di una personalità che non si trova da nessuna parte. E, appunto, qui comincia l’educazione e tutto il resto.......


di Luigi Amicone
Tratto da Tempi dell'1 agosto 2011

Mai come quest'anno l'evento Meeting viene suo malgrado sfidato a rappresentarsi in tutta la sua estensione, scomoda per i comunicati stampa, ma quanto mai apprezzabile in quest’ora confusa. Meeting di Rimini per l’Amicizia tra i Popoli. E sono passati trentadue anni dal suo primo palcoscenico allestito da gente indigena con il bernoccolo di Dio e il piacere della buona vita. Il titolo di quest’anno vuole indicare che una certa storia è arrivata al dunque? «E l’esistenza diventa un’immensa certezza». Chissà. Resta che l’affermazione è piuttosto impegnativa. Almeno davanti a quel che passa l’attualità.

martedì 2 agosto 2011

PER FAVORE ANDATE AL MARE



....Provo a spiegare con due numeri il concetto: due imprese americane, Google e Apple, insieme capitalizzano il 94, 1 per cento del valore totale dei titoli azionari quotati sul mercato italiano. Ai prezzi correnti la Borsa si può acquistare con circa 400 miliardi di euro, i due giganti tecnologici americani valgono insieme circa 380 miliardi di euro. Google e Apple non sono il frutto di una scampagnata tra governo e parti sociali, ma l’avventura di imprenditori geniali e tenaci......



L’idea tutta italiana che basta riunirsi intorno a un tavolo governativo per far crescere il Prodotto interno lordo e possibilmente creare occupazione è semplicemente ridicola. La vera ricetta per l’Italia, la cura per un malato di grandi dimensioni, è una sola: meno Stato e più mercato
di Mario Sechi
Tratto da Il Tempo dell'1 agosto 2011


lunedì 1 agosto 2011

UN TRAGICO IGANNO


.....Anche se la mortalità da aborto farmacologico è maggiore di quella chirurgica, se gli effetti collaterali e le complicanze con la Ru486 sono più numerosi e pesanti di quelli con le procedure usuali – e per questo si consiglia il ricovero ordinario –, c’è chi ostinatamente vuole comunque introdurre il day hospital, perché il vero obiettivo politico è l’aborto a domicilio, il tragico fai-da-te nel bagno di casa, che si trasforma da piaga sociale a personalissimo atto medico e che toglie agli ospedali la "fastidiosa" incombenza di impiegare medici per interrompere gravidanze....


29 Luglio 2011 Da Avvenire

di Assuntina Morresi

Cercando di approfittare del periodo vacanziero estivo, la giunta regionale dell’Umbria ha adottato per l’aborto farmacologico con la pillola Ru486 linee guida difformi da quelle del Ministero della Salute. Secondo il Comitato tecnico-scientifico locale che le ha predisposte, in Umbria di norma si adotterà il regime di day hospital, anziché il ricovero ospedaliero ordinario indicato sulla base di tre pareri del Consiglio superiore di sanità (Css), la massima istituzione scientifica italiana in ambito medico.