2 dicembre 2010 Isaia 43, 1-5
“Cosi dice il Signore, che ti ha creato: Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio!
Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato; perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo salvatore;
Perché tu sei prezioso ai miei occhi perché sei degno di stima e io ti amo.
Non temere, perché io sono con te.”
Come non piangere di commozione leggendo questa parole di Isaia. È Dio che parla a me e a te e ai miei bambini, belli più del sole e delle stelle e delle mie Dolomiti.
Guardate i miei due figli che, approfittando dell’assenza momentaneo della infermiera sono riusciti a unire le loro due camera e guardate come “giocano” fra loro.
Sono gravemente handicappati, eppure fra loro c’è un linguaggio, una comunicazione che nasce dell’evidenza che per loro quanto dice il profeta Isaia è un’esperienza.
Come la è per il mio piccolo Victor che non può stare senza Mario e Aldo. Sembra un bambolotto di cera, tutto rotto ed invece è Gesù sulla croce che da due anni geme e soffre per i miei e i tuoi peccati.
Vivere ciò che dice Giussani parlando del sacrificio (punto 1 paragrafo “c”: “quando il sacrificio diventa un valore per la vita dell’uomo” e guardare questi miei figlioletti mi fa percepire ogni giorno di più la grazia, il valore oggettivo, il dono che è il “mostro” “il ripugnanti” (sono parole che usa Giussani) sacrificio, dolore, che solo nelle croce di Gesù a cui i miei bambini innocenti sono inchiodati, trova il suo unico e vero significato
Ciao
P. Aldo
Con questo blog desidero dare la possibilita' a tutti di leggere articoli ,commenti ,interventi che mi aiutano a guardare la realta', a saperla leggere ed essere aiutati a vivere ogni circostanza positivamente. Mounier diceva "la vita e' arcigna con chi le mette il muso" (lettere sul dolore). E' importante saper abbracciare la realta' tutta per poter vivere la giornata con letizia.
domenica 5 dicembre 2010
PARLANO I CRISTIANI SOPRAVVISSUTI
.......A un certo punto, solo una signora di mezz’età gravemente ferita può permettersi di parlare con loro senza essere falciata all’istante: «Per favore, uccidetemi», implora la donna. «Sto soffrendo troppo, datemi il colpo di grazia!». «No, sporca cristiana!», le risponde il capo del commando. «Devi soffrire fino alla fine in questa vita e poi dopo, quando ti ritroverai all’inferno!». A un certo punto su ordine del loro capo i terroristi cominciano ad accanirsi sulla croce, per distruggerla e svellerla dalla parete dove è incastonata dietro all’altare. Le croci delle chiese caldee e siriache non portano il corpo di Gesù inchiodato al legno. Sono croci vuote, a simboleggiare la resurrezione di Cristo dopo il suo sacrificio. La donna morente protesta con le forze che le sono rimaste: «No, cosa fate!», dice con voce soffocata. «Non distruggete la Croce della nostra salvezza, è la Croce che ci salva tutti!». «Taci, donna! Tu devi soffrire e morire!». «Lasciate stare la croce!». «Bada, faccio esplodere la mia cintura», minaccia Hussein. «Fallo», lo sfida la signora. Poco dopo smetterà di parlare.......
di Rodolfo Casadei
tempi 30 novembre 2010
I terroristi che irrompono in chiesa, massacrano donne e bambini prima di farsi esplodere. I racconti dall’inferno degli scampati alla strage di Baghdad, ora in cura in Italia. «Non torneranno in Iraq»
venerdì 3 dicembre 2010
VIVERE IL SACRIFICIO DELLA TENSIONE A CRISTO FINO IN FONDO

Ma provate a pensare alle suore del Cottolengo: (..) sono cinquant’anni che sono là, cinquant’anni con gli ‘scemi’. Una ne conosco che ha fatto cinquant’anni solo nel lavare cose sporche giù in lavanderia. Portare una cosa del genere per amore: questa si chiama santità, perché non è necessario che ci sia l’aureola, è una cosa grande.
Allora, se uno vuol bene a un’altra persona, dovrebbe, con questa persona, essere appassionato e chiedere a Dio appassionatamente di vivere con questa persona -proprio perché le vuol bene- come viveva quella suora lì: di vivere cioè il sacrificio della tensione a Cristo fino in fondo. Quanto più ci si vuol bene, tanto più bisogna chiedere a Cristo la capacità di sacrificarsi fino in fondo per l’altro.
Perciò il fatto della compagnia comune, Anna, genera una prossimità da cui si origina la difficoltà più grande che ci sia: d’altra parte è il motivo più acuto che c’è per fare il sacrificio.
Luigi Giussani, “Tu” o dell’amicizia, BUR
Allora, se uno vuol bene a un’altra persona, dovrebbe, con questa persona, essere appassionato e chiedere a Dio appassionatamente di vivere con questa persona -proprio perché le vuol bene- come viveva quella suora lì: di vivere cioè il sacrificio della tensione a Cristo fino in fondo. Quanto più ci si vuol bene, tanto più bisogna chiedere a Cristo la capacità di sacrificarsi fino in fondo per l’altro.
Perciò il fatto della compagnia comune, Anna, genera una prossimità da cui si origina la difficoltà più grande che ci sia: d’altra parte è il motivo più acuto che c’è per fare il sacrificio.
Luigi Giussani, “Tu” o dell’amicizia, BUR
E' GRAZIA IL TEMPO DELL'AVVENTO

(..) così è grazia il tempo dell’Avvento; come è grazia l’inizio di un nuovo anno. Ma quanto completamente assuma il valore di grazia si rivela nella sua pienezza quando la sofferenza, la croce, soprattutto la morte, toccano la nostra vita. Allora significa che il Signore vuole che la nostra terra dia il suo frutto; se ci ha elargito questo bene, questo bene di croce, vuol dire che urge, che è venuto il tempo in cui la nostra terra dia il suo frutto. Allora dobbiamo erigerci, uscire dal nostro sonno, levarci dalla posizione stanca, dissipata, distratta in cui, per durezza di cuore, noi resistiamo; erigerci come fiore di questo seme che è morto sotto la terra, e, come il fiore è l’inizio dell’esperienza del frutto e pegno di questa promessa profonda(..).
Luigi Giussani, Cosa è l’uomo perché te ne curi?, San Paolo
SACRIFICIO

Quando uno capisce il valore del sacrificio in positivo?
Quando capisce che senza sacrificio nonc’è bellezza, cioè le cose non corrispondono.
La bellezza è la corrispondenza ultima con un’attesa che abbiamo, con un’attesa del cuore: lo splendore della verità. Bellezza, splendore della verità.
Luigi Giussani, Affezione e dimora,
Luigi Giussani, Affezione e dimora,
giovedì 2 dicembre 2010
LA DOMANDA DELL'UOMO VECCHIO
La tristezza che c'è in me, l'amore che non c'è hanno mille secoli... Il dolore che ti dò, la fede che non ho hanno mille secoli.Sono vecchio ormai, sono vecchio, sì... Questo Tu lo sai, ma resti qui. Io vorrei vedere Dio, vorrei vedere Dio ma non è possibile.Ha la faccia che tu hai, il volto che tu hai e per me è terribile.Sono vecchio ormai, sono vecchio, sì... Questo Tu lo sai, ma resti qui.Ascoltami! Rimani ancora qui! Ripeti ancora a me la Tua parola! Ripetimi quella parola che un giorno hai detto a me e che mi liberò.lo vorrei vedere Dio, vorrei vedere Dio ma non è possibile. Ha la faccia che tu hai, il volto che tu hai e per me è terribile.La paura che c'è in me, l'amore che non c'è hanno mille secoli... Tutto il male che io so, la fede che non ho hanno mille secoli.Sono vecchio ormai, sono vecchio, sì, ma se Tu vorrai mi salverai.Ascoltami, rimani ancora qui! ripeti ancora a me la Tua parola! Ripetimi quella parola che un giorno hai detto a me e che mi liberò
ALESSANDRA SCRIVE
grazie mille per gli auguri. La cosa piu bella e' che ci e' donata la Grazia di poter dire di amarci oggi piu del primo giorno.
Un abbraccio ale
Un abbraccio ale
ANNIVERSARIO 21 ZIA LELLA E ZIO MAURIZIO
AUGURI! AUGURI! AUGURI!
BUON ANNIVERSARIO
Tiziana Claudio con tutta la famiglia
BUON ANNIVERSARIO
Tiziana Claudio con tutta la famiglia
ANNIVERSARIO 10 DI ALESSANDRA E FRANCESCO
Cosa impariamo dall’esperienza del matrimonio?
L’amore durevole tra l’uomo e la donna è l’esperienza umana primaria per eccellenza, il segno più eloquente che l’uomo si realizza pienamente attraverso un legame con l’altro, che l’io è costitutivamente aperto all’incontro con un tu, che l’io si esprime in una relazione. Oggi va di moda la parola autorealizzazione: ebbene, il matrimonio ricorda che l’uomo non si fa da sé, ma realizza la sua identità entro una relazione privilegiata, un legame amoroso con un altro profondamente diverso da sé (un altro genere) eppure a sé simile. Questo legame non è un fatto privato tra due persone. Tutte le culture hanno dato un riconoscimento pubblico all’amore tra l’uomo e la donna: la presenza dei testimoni alle nozze sta a sottolineare che c’è un “terzo” che riconosce questo legame. E l’unione tra uomo e donna in una prospettiva generativa è essenziale per la sopravvivenza della società.
ci dispiace essere cosi' lontani fisicamente ma e'bello e' commovente vedervi essere testimoni reale che"l’uomo non si fa da sé, ma realizza la sua identità entro una relazione privilegiata, un legame amoroso con un altro profondamente diverso da sé (un altro genere) eppure a sé simile......
Babbo Mamma e tutta la vostra grande famiglia
DON MAURO INZOLI FONDATORE DEL BANCO ALIMENTARE DICE
.....La Colletta Alimentare è la stessa, ma noi no. Abbiamo partecipato, commossi, allo spettacolo della condivisione gratuita del destino dei nostri fratelli uomini - ha spiegato Mons. Mauro Inzoli, presidente della Fondazione Banco Alimentare - Il cuore di milioni di persone, piccoli e grandi, lavoratori e pensionati, imprenditori e carcerati - molti dei quali provati dalla crisi economica, e da calamità naturali - è stato mosso dalla carità a una nuova responsabilità personale e sociale, desiderosa di costruire un bene per tutti".......

E' stato un risultato che è andato al di là delle più rosee aspettative quello della XIV edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, svoltasi ieri in più di 8000 supermercati. Grazie all'aiuto di più di 110.000 volontari sono state raccolte 9.400 tonnellate di prodotti alimentari, il 9% in più rispetto a quanto raccolto nel 2009, che saranno distribuiti agli oltre 8.000 enti convenzionati con la Rete Banco Alimentare che assistono 1,5 milioni di persone ogni giorno.
"Siamo cambiati noi...
mercoledì 1 dicembre 2010
30 NOVEMBRE ANNIVERSARIO NOZZE 36 ANNI
Grazie Betti la torta era buona e gli angioletti bellissimi!!!
pensiero mandato da Betti
"IO NON AMO LA GENTE PERFETTA QUELLI CHE NON SONO MAI CADUTI,NON HANNO MAI INCIAMPATO.
A LORO NON SI E' SVELATA LA BELLEZZA DELLA VITA"
(Pasterwak)
DA CINCINNATI
Auguri!
Penso sempre al vostro anniversario (forse piu' che al nostro!!)
il primo anno che vi ho conosciuto 5 anni fa,proprio oggi, ero a dar l'esame che ha iniziato questa avventura americana che il Signore ha voluto prima e piu' di noi.
Ci penso con gratitudine perche' il vostro si ha permesso e permette il nostro
Quando la situazione di Giovanni si tranquillizza ed e' bene per lui, ci farebbe piacere avervi qui!
Simona & Marco e bimbi
Penso sempre al vostro anniversario (forse piu' che al nostro!!)
il primo anno che vi ho conosciuto 5 anni fa,proprio oggi, ero a dar l'esame che ha iniziato questa avventura americana che il Signore ha voluto prima e piu' di noi.
Ci penso con gratitudine perche' il vostro si ha permesso e permette il nostro
Quando la situazione di Giovanni si tranquillizza ed e' bene per lui, ci farebbe piacere avervi qui!
Simona & Marco e bimbi
JULIAN CARRON A MOSCA
.....«L’idea genericamente diffusa è che i cristiani debbano osservare un’immensità di comandamenti, divieti, principi e simili, e che quindi il cristianesimo sia qualcosa di faticoso e oppressivo da vivere, e che si è più liberi senza tutti questi fardelli. Io invece vorrei mettere in chiaro che essere sostenuti da un grande Amore e da una rivelazione non è un fardello, ma sono ali».
se il cristianesimo non è vita rimane un mito Giovanna Parravicini martedì 30 novembre 2010
Mosca, la Cattedrale di Cristo Salvatore Non c’è genio senza popolo: così rinasce una civiltà cristiana di G. Parravicini
In un’intervista di quasi vent’anni fa, don Giussani aveva indicato fra le responsabilità dei cristiani d’Occidente quella di aiutare la Russia a ritrovare la propria grande tradizione cristiana, calpestata e soffocata nei decenni del regime sovietico. Una responsabilità che nasceva per lui innanzitutto dalla gratitudine per il dono della testimonianza di una grande tradizione ecclesiale, una testimonianza irriducibile nonostante prove e ferite, simboleggiata dalle parole dello starec Giovanni, nella Leggenda dell’Anticristo di Solov’ëv: «Quello che noi abbiamo di più caro nel cristianesimo è Cristo stesso. Lui Stesso e tutto ciò che viene da Lui, giacché noi sappiamo che in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità».
Un cristianesimo – quello russo – che don Giussani vedeva mantenere intatta la propria dimensione di avvenimento, senza lasciarsi ridurre a ciò che denunciava Giovanni Paolo I: «Il vero dramma della Chiesa che ama definirsi moderna è il tentativo di correggere lo stupore dell’evento di Cristo con delle regole».
MANUELA CAMAGNI MESSAGGIO SANTO PADRE
....Ovunque possiamo cadere, cadiamo nelle sue mani. Proprio là, dove nessuno può accompagnarci, ci aspetta Dio: la nostra Vita. Cari fratelli e sorelle, in questa fede piena di speranza, che è la fede di Maria presso la croce di Gesù, ho celebrato la santa Messa di suffragio per Manuela la mattina stessa della sua morte. E mentre accompagno con la preghiera il rito cristiano della sua sepoltura, imparto con affetto ai familiari, alle consorelle e a tutti voi la mia Benedizione.
Il sito ufficiale di Comunione e Liberazione ha pubblicato il Messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato per le Esequie della Memor Domini, Manuela Camagni, della Famiglia Pontificia, deceduta mercoledì scorso, di cui ha dato lettura Mons. Georg Gänswein ieri nel corso della Liturgia Esequiale a San Piero in Bagno di Romagna.
Cari fratelli e sorelle, volentieri avrei presieduto le Esequie della cara Manuela Camagni, ma – come potete immaginare – non mi è stato possibile. Tuttavia, la comunione in Cristo permette a noi cristiani una reale vicinanza spirituale, in cui condividiamo la preghiera e l’affetto dell’anima. In questo vincolo profondo saluto tutti voi, in modo particolare i familiari di Manuela, il Vescovo diocesano, i sacerdoti, i Memores Domini, gli amici. Vorrei qui offrire molto brevemente la mia testimonianza su questa nostra Sorella, che è partita per il Cielo.
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