Rose ha spiegato che la forza per opporsi a tanto male l’ha trovata nel “valore infinito delle persone” che possono vincere “l’orrore delle guerre e delle malattie”.
“E’ il riconoscimento dell’altro – ha continuato Rose – che crea la realtà, e resta presente nella compagnia della Chiesa”.
“Ciò che può dare valore a tutta la nostra libertà – ha sottolineato l’infermiera ugandese – è qualcosa di più grande, è un rapporto”.
Secondo Rose, “un io che appartiene, diviene protagonista perché ha un volto” ed è questo che “rende la vita danzante”.
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