martedì 15 gennaio 2013

“Quale pace infinita deve provare oggi guardandoci insieme con il suo papà”



L’altro sì che ci ha chiesto Dio
07/01/2013 – Giacomo Cornara, diciottenne dell’hinterland milanese, è morto pochi giorni fa sulle nevi di Macugnaga, in Piemonte. A settembre era morto suo padre. Ecco le parole della sua mamma, Monica
  • Giacomo Cornara.Giacomo Cornara.
Il 29 dicembre Giacomo, 18 anni, primo di sei figli, studente al liceo scientifico Leonardo da Vinci a Milano, mentre faceva snowboard ha perso la vita sulle montagne di Macugnaga. A settembre era morto il padre, Gianni Cornara, per infarto. Pubblichiamo la lettera della mamma Monica, letta da don Beppe durante i funerali a cui hanno partecipato centinaia di ragazzi. 
Il giorno del nostro matrimonio, avevo scritto questa preghiera dei fedeli: «Maria, aiutaci a riconoscere e accogliere il Mistero del tuo Figlio per abbracciare ogni giorno con passione le circostanze della nostra vita. Per riconoscere e amare il destino buono che il Signore ci ha preparato, e aiutaci al dire, ogni momento, accada di me secondo la tua parola».
Ingenuamente pensavo a gioie e dolori di tutti i matrimoni, il dono dei figli, il rammarico per qualche incomprensione, lo stupore di una notizia inaspettata, Il disagio di fronte a ciò che non corrisponde.Puntualmente tutti questi piccoli sì hanno accompagnato i nostri 19 anni di matrimonio, costruendo la vita nostra e dei nostri figli.
Tre mesi fa il Signore ha chiamato a sé Gianni: il mistero della morte si è fatto presente, vivo, lacerante. Ho chiesto alla Madonna ogni giorno di sostenere la mia giornata, di offrire a Dio la mia stanchezza e il mio disorientamento, per continuare a comunicare ai miei figli che tutto è dono, che il bene a cui è chiamato Gianni è infinitamente più grande di quello di cui avrebbe goduto stando con noi. E la certezza della Sua grazia si è fatta carne in noi, lo abbiamo sperimentato attraverso tutte le persone che ci hanno sostenuto ed accompagnato in ogni istante.
Poi, o Dio, ci hai chiesto un altro sì. La ferita aperta nel mio cuore si è fatta una voragine, perché hai voluto chiamare a te anche Giacomo, hai donato anche a lui la felicità piena, quella che nell’inquietudine del suo cuore di 18 anni cercava ad ogni costo, in casa, a scuola con gli amici, nello studio e nel divertimento. Quale pace infinita deve provare oggi guardandoci insieme con il suo papà.
Grazie, o Dio, perché hai fatto a Giacomo questo grande dono e ti offro tutto il mio dolore umano, rinnovando “il mio accada di me secondo la tua parola”.
Sia la nostra ferita aperta, sempre sanguinante perché possiamo vivere ogni istante della nostra vita, con la coscienza che siamo fatti per il bene, per la felicità che Giacomo e Gianni stanno già contemplando.
Monica

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