domenica 20 marzo 2011

TU SEI SPECIALE


Ti sei mai chiesto: "Cosa pensano gli altri di me?".Se ti sei sentito giudicato dal mondo, se hai pensato di cambiare solo per far piacere a qualcun altro, allora lascia che questa storia ti riveli una splendida verità: tu sei speciale, così come sei. Una favola per tutte le età che tocca il cuore di tutti quelli che l'ascoltano. Il popolo di legno degli Wemmicks passa il tempo ad appiccicare stelline agli altri come apprezzamento e bollini grigi come disprezzo. Il protagonista riceve solo bollini grigi fino a quando scopre la possibilità che i bollini non rimangano attaccati al suo corpo. Scoprirà il segreto in modo misterioso, incontrando qualcuno che gli dice: Tu sei speciale! Max Lucado è autore di libri di successo sia per bambini sia per adulti. Cosa più importante, Max è il papà di Jenna, di Andrea e di Sara ed è ministro della Oak Hills Church of Christ in San Antonio (Texas). In Italia ha pubblicato: Quando Dio sussurra il tuo nome (Gribaudi, 1996); Egli sposta ancora le pietre (Uomini Nuovi, 2001) E gli angeli rimasero in silenzio (Uomini Nuovi, 2004). Sergio Martinez, nato in Messico, ha studiato arte a Parigi e ha lavorato come art director e illustratore in tre continenti. Ha pubblicato illustrazioni con la Disney Press e altri grandi editori, e ha illustrato edizioni strenna internazionali di diversi importanti classici, fra cui Peter Pan e Pinocchio

All'interno un riassunto piu' preciso.


Gli Wemmicks sono un piccolo popolo di legno, scolpito da un falegname di nome Eli. Vivono in un piccolo paese a misura di minuscoli esserini, tutti diversi uno dall'altro. Una grande casa-officina su una collina che domina tutta la città, dove risiede il falegname, l'unico essere umano. Gli Wemmicks passano tutto il giorno ad attaccare adesivi gli uni agli altri. Ognuno di loro possiede una scatola con bollini grigi e un'altra scatola di stelle d'oro. Quelli belli, fatti di legno liscio e dipinti con maestria, ricevono sempre stelle. Alcuni però non sono del tutto belli, ma appaiono con legno invecchiato o ruvido o ancora peggio il colore si stacca e perde limpidezza. A quest'ultimi danno i pallini grigi. Non è solo l'aspetto che spinge alcuni ad attaccare stelle, anche il talento o particolari doti attraggono la meraviglia degli altri.
Mentre alcuni vengono ricoperti di stelle d'oro e camminano per le strade con fierezza ed orgoglio ad altri accade proprio il contrario, ottengono solo bollini grigi.
In particolare un piccolo Wemmick cammina solitario, tutto ricoperto di bollini grigi, affranto e confuso. Il suo nome è Pulcinello. Non gliene va bene una. Quando corre...cade. Quando cerca di spiegare come è cascato dalla sua bocca non escono che parole sciocche. E' così che gli altri impietosi Wemmicks gli attaccano solo e sempre pallini, e sempre di più. Così conciato perde l'entuasismo, l'energia e si vergogna persino ad uscire di casa. Un giorno però incontra Lucia. Ella non ha nè pallini nè stelle. E' di legno, come gli altri, ma su di lei semplicemente gli adesivi non rimangono attaccati. Pulcinello, dopo l'incontro con Lucia, mormora tra sè :
"E' così che voglio essere. Non voglio i voti di nessuno":
Così si fa coraggio e parla con la misteriosa Lucia, l'unica Wemmicks con addosso alcun adesivo. Vuole sapere il suo segreto.
"E' semplice, ogni giorno vado a trovare Eli" risponde Lucia "Eli lo scultore. Siedo in bottega con lui".
Pulcinello torna a casa e rimane seduto alla finestra a guardare tutta quella gente di legno indaffarata a darsi stelle e pallini, gli uni con gli altri.
"Non è giusto" si dice e decide di andare a trovare Eli.
Pulcinello imbocca il sentiero che dalla città porta alla collina dove risiede la grande bottega e alla fine ci entra.
Le dimensioni di tutte le cose sono incredibili : lo sgabello è alto quanto lui così per vedere il piano di lavoro si deve arrampicare così quasi tenta di fuggire. Troppa fatica. Ma qualcuno lo chiama:
"Pulcinello?"
E Pulcinello si ferma. Non capisce come quell'uomo in carne ed ossa possa conoscere il suo nome. Eli si china, lo prende e lo posa sul banco. E' uscito dalle sue mani quel piccolo essere di legno, non potrebbe mai dimenticarlo.
Pulcinello è tutto concentrato a spiegargli come mai tutti quei bollini. Ma Eli non vuole spiegazioni, non gli importa di ciò che pensano gli altri Wemmicks.
"Non dovrebbe importare nemmeno a te. Chi sono loro per dare stelle o pallini? Sono solo Wemmicks, come te. Quello che pensano non importa Pulcinello. Importa solo quello che penso io. E io penso tu sia davvero speciale".
"Speciale, io? Non so camminare veloce. Non so saltare. Mi si stacca la pittura. Perchè dovrebbe importarti di me?" esclama Pulcinello.
Eli posò le sue mani sulle piccole spalle si legno e parlò lentamente:
"Perchè tu sei mio. E' per questo che m'importa di te."
Lucia ha già parlato con Eli di Pulcinello e così ora gli spiega il mistero degli adesivi che non si attaccano:
"Gli adesivi si attaccano solo se per te vogliono dire qualcosa. Più sarai sicuro del mio amore e meno ti importerà dei loro adesivi. Torna tutti i giorni a trovarmi e ricordati quanto sei importante per me".
E così Eli rimise Pulcinello a terra.
"Ricordati tu sei speciale perchè ti ho fatto io. E io non faccio errori".
Pulcinello uscendo dentro si sè pensa che sia vero quello che dice il grande scultore.
E in quel momento il primo pallino cascò per terra.


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