giovedì 30 dicembre 2010

LA PAROLA CHIAVE E' SACRIFICIO

Pezzo tratto dall'articolo "La parola chiave è “sacrificio”
di Lorenzo Albacete mercoledì 29 dicembre 2010

.....Quindi, la parola chiave è “sacrificio”. Ogni americano è chiamato al sacrificio. Senza questo sacrificio, il Paese andrà certamente al collasso. Anche Papa Benedetto XVI, nel suo messaggio natalizio della scorsa settimana, ha messo in guardia sulla possibilità di un crollo: “Se ciascuno guarda solo ai propri interessi, il nostro mondo si avvierà sicuramente al collasso”.

Smettere di guardare ai propri personali interessi è senza dubbio un sacrificio! Secondo il Papa: “Dove un sempre più incerto futuro viene considerato con preoccupazione, perfino in nazioni ricche possa la Luce del Natale continuare a risplendere e a incoraggiare le persone a fare la loro parte in uno spirito di autentica solidarietà”......

Il sacrificio cui ci chiama la Luce del Natale è l’origine di una “autentica solidarietà” tra i popoli del mondo. È questo il sacrificio che ha in mente il senatore Coburn? E Obama? I Repubblicani? I Democratici? E i cattolici saranno capaci di testimoniare la solidarietà creata da Uno che è la Luce del Natale? Altrimenti, la bufera politica ritornerà e paralizzerà il Paese, come la bufera di neve ha paralizzato il nord-est......

AUTORITA' E' SERVIRE GLI ALTRI










.....è una persona che non vuole essere qualcuno o qualcosa; non vuole apparire; non vuole governare. Vuole servire, fare la volontà di Dio, essere al servizio degli altri. E proprio per questo Caterina era credibile nell'autorità, perché si poteva vedere che per lei l'autorità era esattamente servire gli altri. Chiediamo a Dio, per l'intercessione della nostra Santa il dono di realizzare il progetto che Egli ha su di noi, con coraggio e generosità, perché solo Lui sia la salda roccia su cui si edifica la nostra vita. Grazie.......

Per essere credibile l'autorità va esercitata come servizio agli altri. Lo ha ricordato il Papa all'udienza generale di mercoledì 29 dicembre, nell'Aula Paolo vi, parlando di santa Caterina da Bologna.

Cari fratelli e sorelle,
in una recente catechesi ho parlato di santa Caterina da Siena. Oggi vorrei presentarvi un'altra Santa, meno conosciuta, che porta lo stesso nome:

NUOVE E VECCHIE MAZZATE DI DON MAZZI

....Ogni prete sa, o dovrebbe sapere, che non esiste niente, ma proprio niente, nell’universo intero, di più “caritatevole” della santa Messa. Che non esiste niente di più importante del sacrificio eucaristico, attraverso il quale ci viene elargita la più alta delle opere caritatevoli: quella della redenzione, della salvezza delle anime. È una verità, questa, che si può accogliere solo con gli occhi della fede. Per questo, non si può pretendere che sia condivisa da tutti, ma da un prete sì. Anche se il prete è don Mazzi, la cui “missione televisiva” sembra, talvolta, quella di dare mazzate a quella Chiesa che l’ha fatto sacerdote......


di Gianpaolo Barra
Tratto da La Bussola Quotidiana il 28 dicembre 2010

Sabato 25 dicembre, Natale: di buon'ora, sul primo canale della Rai, va in onda la trasmissione Mattina in famiglia.

Quando accendo il televisore, cinque ospiti stanno rispondendo alle domande di due conduttori. Che, a un certo punto, richiamandosi a una recente inchiesta dell’Economist sulla felicità, chiedono ai presenti: «A che cosa associate la felicità?».

Una delle intervistate, Cristina, risponde: «Alla gioia, che per me è la fede. Cioè la consapevolezza di essere sempre accompagnata e di non essere mai sola: questo mi rende felice». Sobbalzo, rallegrandomi, perché pensieri di tal fatta non si sentono spesso in tivù. Davvero un bel modo di cominciare la giornata, mi sono detto, accingendomi a sentire che cosa avrebbe detto un altro dei presenti, un sacerdote noto, onnipresente in televisione, don Antonio Mazzi.

LA DISOCCUPAZIONE? COLPA DEI GENITORI

.....È stata sistematicamente distrutta la cultura del lavoro; è stato umiliato il lavoro dell’artigiano, quasi fosse un’attività per deficienti e, di conseguenza, è stata costruita un’impalcatura scolastica con cui si è azzerato il valore dello studio che preparava alla professione dell’artigiano. Politica e sindacato hanno meticolosamente costruito l’idea che il diritto allo studio fosse il diritto a laurearsi. Ottima la convinzione che la laurea diventasse un obiettivo per chiunque, ma deleteria la comunicazione sottostante a quella convinzione, e cioè che soltanto i laureati avrebbero potuto avere un lavoro dignitoso......


....Va cambiata una mentalità; solo una cultura politica che restituisca significato e valore sociale al lavoro artigianale può modificare quella mentalità. I genitori, a cui sta a cuore la sorte dei propri figli, devono essere aiutati a capire, attraverso iniziative politiche e sindacali nel mondo della scuola e del lavoro, che il «pezzo di carta» è oggi, sempre più spesso, un qualunque pezzo di carta......

Sacconi contro chi pretende per i figli la laurea a tutti i costi. Risultato di una visione culturale inculcata da una politica di sinistra che puntava a uno sviluppo egualitario della società.
di Stefano Zecchi
Tratto da Il Giornale del 28 dicembre 2010

TRE GIORNI IN FAMIGLIA SUL LAGO GHIACCIATO



Ciao bellissimi!

E' bello vedervi felici poter trascorrere qualche giorno di vacanza con mamma e babbo i nonni gli zii e tutti i cugini condividono con voi la gioia.

domenica 26 dicembre 2010

BABBO NATALE HA UCCISO GESU' BAMBINO?

.....Il problema non è nemmeno l’operazione consumistica della Coca Cola che negli anni ‘30 si è impossessata di Babbo Natale cambiandogli la casacca da verde a rossa. Il punto è, per noi cristiani, la perdita dell’origine fattuale e storica della nostra fede. Di fronte ai mali del mondo e nostri, di fronte alla «“crisi dell’umano”, che si documenta come stanchezza e disinteresse verso la realtà e che coinvolge tutti gli ambiti che hanno a che fare con la vita della gente», come dice Julián Carrón nell’articolo sull’Osservatore Romano del 23 dicembre, riconoscendo il Natale come fatto storico potremmo cogliere l’affascinante sfida del Dio che si fa uomo: «Guarda un po’ se, vivendo a contatto con me, trovi qualcosa di interessante che rende la tua vita più piena, più grande, più felice. Quello che tu non sei capace di ottenere con i tuoi sforzi, lo puoi ottenere se mi segui»......


.....ma non è che anch’io sto vivendo il Natale 2010, segno e memoria di un fatto che riaccade oggi, come il simbolo di un’ “isola che non c’è”? Anche perché solo ricommuovendosi come i pastori e i magi 2000 anni fa, come San Francesco nel 1223 a Greggio di fronte al presepe, come i semplici di tutte le epoche di fronte al vangelo di Luca, posso sperare che altri, vedendo il mio stupore, il mio desiderio rinato, possano riaccorgersi che Gesù Bambino è tornato anche quest’anno e abita realmente in mezzo a noi.......

Vittadini
Qualche settimana fa un bambino all’asilo ha osato dire alla maestra che Babbo Natale non esiste. La maestra, preoccupata che con le sue esternazioni il piccolo turbasse gli altri bambini, ha subito convocato la mamma. Nulla di grave, se non il fatto che questo può essere considerato un esempio del clima culturale in cui viviamo


AUGURI

Grazie di avercio mandato l'articolo di Carron!Lo abbiamo appena letto! Buon natale a voi!
Siamo al lago e stiamo bene .I bambini sono contentissimi di
giocare e pescare nella neve e tutti al caldo grazie alle tute e
guanti e stivali della nonna!

Il telefono non prende dalla casa
proviamo a chiamare domani quando ci spostiamo.
Buon Natale!

Simona Marco con Tommaso Matteo e Alessandro

AUGURI

Carissimi Tiziana e Claudio e tutto il resto del Clan Caggioniuna volta don Giussani disse al suo amico Manfredini "il fatto che Dio si sia fatto uomo è una roba dell'altro mondo in questo mondo".E' un'affermazione che ci ha sempre riempito di stupore e gratitudine.Il nostro augurio è che la consapevolezza di questo avvenimeno investa ognuno di voi, e noi compresi, passando anche attraverso la nostra amicizia.
Shalom aleichem
Paolo e Barbara

AUGURI


E tu, Maria, Vergine dell'attesa e del compimento, che custodisci il segreto
del Natale, rendici capaci di riconoscere nel Bambino, che stringi fra le braccia, il Salvatore annunciato, che reca a tutti la speranza e la pace. Insieme a te lo adoriamo e fiduciosi diciamo:
abbiamo bisogno di Te, Redentore dell'uomo, che conosci le attese e le ansie del nostro cuore. Vieni e resta con noi, Signore!
La gioia del tuo Natale giunga fino agli estremi confini dell'universo!

Giovanni Paolo II

Auguri di Buon Natale e di Buon Anno da
Leonardo Annunziata Elena Sebastiano Emanuele Sara e la piccola Ester Angelella

sabato 25 dicembre 2010

DA FRANCESCO GRAZIE MA SEI ESAGERATO!

Carissimi Tiziana e Claudio,

Vi amo, vi ho creati dal nulla per condividere con
voi il regno dei cieli. Vi ho dato la liberta’, cosi’ non posso
forzarvi ad amarmi. Sono un Dio geloso e non avrei potuto
accettare di condividere il mio Regno con voi se non fosse per
vostra scelta.
So che vi ho messo sotto la croce ad aiutarmi, e a
volte sembra pesante, ma da solo non ce la potevo fare.
Capisco che la pesantezza della croce si trasforma
talvolta nella pesantezza delle giornate, e che a il volto
dell’altro a volte ricorda a tutt’altro che me. Vi ho messo in
cammino insieme per aiutarvi , continuate a pregare nei
momenti diff icili perche’ possiate essere d’aiuto l’un l’altro.
L’unico regalo che vi chiedo per questo Natale e’ di
continuare ad amarMi. Un abbraccio anche a Giovanni.
Con Affetto,
Gesu’ Bambino

BUON NATALE


Massimo,Simona,Matteo,Alessia e Davide Mastrorilli

FACTUM SCRIVE

Come ci ricordava A.Socci:Il papa san Leone Magno, nella sua celebre omelia natalizia, secoli fa, annunciava e quasi gridava: “Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne”.

venerdì 24 dicembre 2010


Ti mandiamo i nostri più cari auguri a te e a tutta la tua famiglia un
bacio a Giovannino
brunella e company



AUGURI

Carissimi,
vi inviamo i più cari auguri di un SANTO NATALE,

padre Scalfi e gli amici di "RUSSIA CRISTIANA"

DALL'AMERICA

Ciao! Auguri a tutti! Noi stiamo mandando nostra newsletter via email. Spero che tutti stanno bene! La famiglia Zignego

VITTORINO SCRIVE

Cara Tiziana
grazie per il tuo lavoro sul sito che seguo molto .Visto che purtroppo non ho potuto partecipare agli incontri degli amici di giovanni.Faccio tanti auguri a te e famiglia vittorino
Santo Natale 2010

Alzarsi al mattino è una fatica, il lavoro manca o ci sono difficoltà,
anche in famiglia non sempre la vita è facile,
le notizie del mondo a volte ci scoraggiano.
Eppure un avvenimento porta la luce:
Dio è presente in un bambino appena nato.
Gesù non viene dopo il buio, ma dentro il buio e lo squarcia.
Non c'è mio figlio Emanuele, disabile e le sue fatiche, e poi viene Gesù:
Gesù è presente in Emanuele.
Gesù è presente lì, in ogni problema che ti pesa nel fondo del cuore
e ti porta la letizia e la speranza,
perchè tutti i giorni è il Natale della Sua Presenza.
Buon Natale!
Vittorino
Grazie Vittorino auguri a te e a tutta la tua famiglia !veniteci a trovare !vi aspettiamo

NEL MISTERO DELL'INCARNAZIONE L'UOMO E LA STORIA IL PRODIGIO CHE TUTTI ASPETTIAMO


....«Egli non perse i suoi anni a gemere e interpellare la cattiveria dei tempi. Egli tagliò corto… Facendo il cristianesimo». Cristo ha introdotto nella storia una presenza umana così affascinante che chiunque vi si imbatteva doveva prenderla in considerazione. Per rifiutarla o per accettarla. Non ha lasciato indifferente nessuno......


.....Quando Benedetto XVI ci chiama alla conversione ci sta dicendo che per testimoniare Cristo, per farci «trasparenza di Cristo per il mondo», dobbiamo percorrere un cammino umano fino a scoprire la pertinenza della fede alle esigenze della nostra vita. Non so se qualche cattolico si può sentire escluso dalla chiamata del Papa. Io no........


L’Osservatore Romano, 23 dicembre 2010
di Julián Carrón

«Tutta la mia vita è sempre stata attraversata da un filo conduttore, questo: il Cristianesimo dà gioia, allarga gli orizzonti. In definitiva un’esistenza vissuta sempre e soltanto “contro” sarebbe insopportabile» (Luce del mondo, p. 27).

mercoledì 22 dicembre 2010

DESIDERIO E CERTEZZA DI DIO

....“Ci sono esperienze in atto di persone – ha concluso la Presidente del Meeting – che non si accontentano di concepire la propria esistenza come destinata al nulla. Investire su questa scintilla di diversità è la strada perché la vita diventi un’immensa certezza”......

...Per questo, ha affermato la Guarnieri, il tema del Meeting 2011 è: “E l’esistenza diventa una immensa certezza”. La Presidente della Fondazione Meeting ha poi riflettuto sull’incertezza “di tipo antropologico” che caratterizza il mondo moderno, ed ha assicurato che “il Meeting proverà a raccogliere questa sfida del nostro tempo, riaprendo una partita da molti dichiarata ormai chiusa”......


Presentato a Roma il Meeting per l’amicizia fra i popoli 2011
di Antonio Gaspari

È stata presentata ieri sera, 16 dicembre, a Roma la XXXII edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, in programma a Rimini dal 21 al 27 agosto 2011, sul tema: “E l'esistenza diventa una immensa certezza”.

DA ZERO A UNO

.....Ma educare é piuttosto aiutare una persona a diventare veramente uomo, qualsisi persona puó generare dei figli ma sono pochi coloro che educano veramente i propri figli, questo vuol dire che li educano ad affrontare la vita, le circostanze in un modo adeguato e ragionevole.Se vogliamo educare , dobbiamo rispettare e usare la ragione e la libertá dei nostri figli, coscienti che loro sono persone diverse da noi; il loro futuro non ci appartiene....


dal blog di Rosa
Cari amici:
Nel quotidiano locale “Ultima hora” é apparso questo articolo a firma del giornalista Cristian Cantero. Auguri a tutti di Buon Natale !!!

“Tra tutta la posta elettronica e gli auguri di Natale e tanti altri saluti, ho trovato uno che mi ha chiamato l´attenzione per il suo titolo: “Da zero a uno”.

Leggendo il contenuto , trovo che si parla di un´associazione senza fine di lucro, fondata dagli amici di P. Aldo Trento, per aiutare tutte le opere che si svolgono nella parrocchia S. Rafael, in questo caso in particolare La casetta di Betlemme. Per raccontare l´origine di questa denominazione don Aldo ,un giorno disse che avendo ricevuto la pagella della scuola dei suoi “figli” della casetta di Betlemme, si rese conto che quasi tutti erano stati bocciati-, pensó che invece di riprenderli o rimproverarli, come farebbe qualsiasi padre di familia, organizzó una festa .

Secodo racconta lo stesso don Aldo, disse loro in quel momento: “Figli miei, vi faccio i miei complimenti, perché la cosa piú importante nella vita non é avere dei voti da 1 a 5; ma l'opportunita' che avete avuto di passare da una condizione in cui eravate considerati “nessuno” ad essere protagonisti della vostra vita!

Per capire questo é necessario ricordare chi sono questi bambini, raccolti da don Aldo, sono con lui perché sono stati abbandonati dalle loro famiglie e dimenticati dalla societá. Alcuni sono figli rimasti orfani da quelli malati di AIDS, morti nella sua clínica Divina Providenza “S. Riccardo Pampuri”.

PADRE ALDO

....Che bello essere presi, dominati da quel “TU” ai cui occhi sono prezioso e degno di stima perchè sono Suo, come ci ricorda il profeta Isaia. Come vorrei che le tante persone depresse, stanche di vivere, vittime di mille fantasie e di cui conosco personalmente cosa significa, riconoscessero, anche quando la angoscia sembra soffocarle che, comunque il Mistero è un Fatto presente, è un abbraccio che non permettera mai che ci perdiamo. Il problema non è il dolore, la depressione, la malattia ma la libertà di riconoscere in quel “Tu che mi fai” la propria consistenza. Ci sono dei momenti in cui non vedo niente, ma il giudizio è chiaro e me lo ripeto continuamente “Tu oh Cristo mio” e sempre ritrovo l’energia per camminare.......


Padre Aldo Trento, mail 19 dicembre 2010
Cari amici, buon natale, in particolare ai moltissimi amici che con le loro e-mail mi hanno confidato i loro dolori, difficoltá, le loro sofferenze e spesso la loro non voglia di vivere. Per me è stata una grazia perchè chiunque soffre lo sento parte con me e con il mare di dolore che mi circonda, del dolore di Cristo, di ciò che manca alla passione di Cristo per il suo corpo che è la Chiesa. Vi ringrazio di cuore perchè le vostre ferite non solo mi impediscono di essere un borghese, cioè un uomo senza domanda, senza drammaticità, bensi di vivere dentro le circostanze della vita con gli occhi fissi sul Mistero. È como se il vostro, il nostro dolore mi renda sempre più cosciente di cosa significa essere sospeso su un pieno, su une certezza.

S.S.BENEDETTO XVI

....Tanto più siamo stati sconvolti quando, proprio in quest’anno e in una dimensione per noi inimmaginabile, siamo venuti a conoscenza di abusi contro i minori commessi da sacerdoti, che stravolgono il Sacramento nel suo contrario: sotto il manto del sacro feriscono profondamente la persona umana nella sua infanzia e le recano un danno per tutta la vita.

In questo contesto, mi è venuta in mente una visione di sant’Ildegarda di Bingen che descrive in modo sconvolgente ciò che abbiamo vissuto in quest’anno. “Nell’anno 1170 dopo la nascita di Cristo ero per un lungo tempo malata a letto. Allora, fisicamente e mentalmente sveglia, vidi una donna di una bellezza tale che la mente umana non è in grado di comprendere. La sua figura si ergeva dalla terra fino al cielo. Il suo volto brillava di uno splendore sublime. Il suo occhio era rivolto al cielo. Era vestita di una veste luminosa e raggiante di seta bianca e di un mantello guarnito di pietre preziose. Ai piedi calzava scarpe di onice. Ma il suo volto era cosparso di polvere, il suo vestito, dal lato destro, era strappato. Anche il mantello aveva perso la sua bellezza singolare e le sue scarpe erano insudiciate dal di sopra. Con voce alta e lamentosa, la donna gridò verso il cielo: ‘Ascolta, o cielo: il mio volto è imbrattato! Affliggiti, o terra: il mio vestito è strappato! Trema, o abisso: le mie scarpe sono insudiciate!....’



discorso alla Curia Romana 20 dicembre 2010
Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato,
cari fratelli e sorelle!

È con vivo piacere che vi incontro, cari Membri del Collegio Cardinalizio, Rappresentanti della Curia Romana e del Governatorato, per questo appuntamento tradizionale. Rivolgo a ciascuno un cordiale saluto, ad iniziare dal Cardinale Angelo Sodano, che ringrazio per le espressioni di devozione e di comunione, e per i fervidi auguri che mi ha rivolto a nome di tutti.
Prope est jam Dominus, venite, adoremus! Contempliamo come un’unica famiglia il mistero dell’Emmanuele, del Dio-con-noi, come ha detto il Cardinale Decano. Ricambio volentieri i voti augurali

ABORTO



L’aborto

è il più grande nemico della pace
perché se una madre può uccidere il figlio,
ciò significa che gli esseri umani
hanno perso totalmente il rispetto per la vita
e più facilmente possono uccidersi a vicenda».
Madre Teresa di Calcutta

ELOGIO CRISTIANO DEL NATALE CONSUMISTICO

......se proprio vogliamo essere evangelici, dobbiamo riconoscere che il primo Natale dei regali è stato precisamente quello di duemila anni fa: sono stati i pastori e i Magi a viverlo così.
E il Vangelo li esalta per questa spontanea gratuità. Del resto era un’umile risposta a un immenso dono.
Perché in realtà è Dio stesso che inaugura il “Natale dei regali”. Il “Grande Consumista” è Colui che ci ha regalato il cielo e la terra, l’universo intero, con tutto quello che contiene.
Nessuno ha dissipato e regalato così tanto i suoi beni come quel Dio che ha voluto letteralmente svenarsi per noi.

Natale non è altro che questo: la follia di Dio.

E’ la sua irraggiungibile umiltà, avendo voluto spogliarsi della sua maestà e della sua gloria per abbassarsi fino a farsi un piccolo bambino povero e potersi donare a noi senza umiliarci, ma anzi mendicando il nostro amore.

Si può immaginare una follia d’amore pari a questa?.....

ANTONIO SOCCI

Da “Libero”, 21 dicembre 2010

Natale è alle porte. E ci toccherà sorbirci le solite lagnose recriminazioni moralistiche contro il “Natale consumistico”.

E’ un uggioso “refrain” in cui si sono specializzati molti ecclesiastici, ma anche tanti laici, non credenti, che – per esempio dalle pagine di Repubblica, del Corriere della sera o della Stampa – biasimano il presunto paganesimo della “corsa ai regali” (e lo fanno, ovviamente, mentre i loro stessi giornali vivono di pubblicità e i loro editori prosperano sui consumi).


NEI PICCOLI MALATI IL VOLTO DEL SIGNORE CHE NASCE

"...... Anche in questo Natale 2010, nasce Gesù "e - ha ricordato ancora - continua ad avere bisogno di amore materno, di un calore che lo custodisca, lo protegga e lo difenda. Chi accoglie Cristo deve accoglierlo così. Non permettiamo alla nostra società, che è folgorata dalle luci nelle case e nelle piazze, ma non riesce a contemplare Cristo, luce del mondo, di toglierci la gioia che viene dalla celebrazione del vero Natale di Cristo"......


.....Anche il nome dell'ospedale rievoca la dolce figura del Dio fatto Bambino ed allora diviene più spontaneo celebrare qui un Natale autentico, infatti nel sorriso dei bimbi ed anche nei volti segnati dalla sofferenza, è più facile intravedere il volto luminoso del Bambino di Betlemme, venuto per alleviare le sofferenze dell'umanità e portare a tutti il dono della salvezza e della pace".......
Il cardinale Tarcisio Bertone in visita all'ospedale pediatrico romano "Bambino Gesù"
Consueta visita natalizia del cardinale Tarcisio Bertone alla comunità dell'ospedale pediatrico "Bambino Gesù". Il segretario di Stato ha incontrato il personale medico, infermieristico e amministrativo e i piccoli ospiti del nosocomio romano nella tarda mattinata di martedì 21 dicembre.

lunedì 20 dicembre 2010

SCUOLA DI COMUNITA DI CARRON

Milano, 15 dicembre 2010
Testo di riferimento: L. Giussani, Si può vivere così?, Rizzoli, Milano 2007, pp. 394-415.
• La Traccia
• Give Me Jesus
Continuiamo il nostro lavoro sul testo: perché il sacrificio diventa interessante?

Mio figlio, che frequenta il liceo classico, in questo mese è stato coinvolto nelle elezioni studentesche, e già mi aveva sorpreso all’inizio la sua decisione impetuosa di presentarsi alle
elezioni perché come temperamento è uno che tendenzialmente non si mette in prima linea. Quindi questo è un sacrificio che gli era chiesto. La mattina in cui presenta la lista decidono con tutta la
comunità di fare un gesto bello, di preparare una colazione per tutta la scuola, ma nel bel mezzo della festa viene srotolato dietro ai ragazzi uno striscione preparato da quelli del collettivo

domenica 19 dicembre 2010

NARNIA LE CRONACHE DELLA CONVERSIONE


......Dietro l’apparenza del racconto per ragazzi si cela un ciclo epico in cui si fondono grandi temi: un mosaico di miti e di simboli, che correttamente decifrati svelano al lettore più accorto come ogni elemento narrativo sia funzionale alla rappresentazione grandiosa e terribile dell’eterna lotta tra il Bene e il Male, tra Dio e il Nemico. Nell’opera di Lewis l’intento non è affatto equivocabile: prendere profondamente sul serio questa evidenza, prendere cioè sul serio il Cristianesimo stesso.

di Paolo Gulisano
Tratto da La Bussola Quotidiana il 17 dicembre 2010

Esce oggi sugli schermi il film Il viaggio del veliero, terzo episodio della saga cinematografica de Le Cronache di Narnia, tratta dall’omonimo capolavoro dello scrittore anglo-irlandese C. S. Lewis, ed è subito polemica.




COME VIVONO I "MATTI" IN FRIULI

....«Ognuno ha la sua storia – chiarisce – perciò i percorsi non sono standardizzati. Chiaro, sarebbe più comodo chiuderli tutti in una comunità, ma se lo facessi non sarei fedele alla storia che ha fatto crescere la mia personalità: io stesso sono stato salvato da qualcuno che ha scommesso su di me tenendo conto della mia storia». Bertoli ricorda don Luigi Giussani, il sacerdote lombardo fondatore di Comunione e liberazione. «Mi ha cambiato la vita perché mi ha fatto sentire perdonato»......


.....«È possibile sostenere tutto questo solo se non si è soli, perciò non c’è paziente o progetto che io segua da me». «E poi insieme ci si diverte pure»,.......
.....I matti sono persone, e in quanto tali hanno bisogno delle stesse cose di cui hanno bisogno tutti. In primo luogo, appunto, di essere trattati da uomini......
È uno degli otto coltivatori “normali” che seguono l’attività dei diciassette “speciali”. Braccia possenti, barba e capelli bianchi, due occhi mansueti d’un azzurro chiarissimo. Per lui lavorare qui «è come stare tutto il giorno di fronte a uno specchio che ti rinfaccia quel che sei. I miei dolori, il mio disagio, i miei bisogni qui li posso guardare. Magari in me si manifestano in modo diverso, ma in fondo sono gli stessi di questi malati, e il fatto che loro non li censurino rende possibile condividerli con gran libertà. Per il resto è un lavoro come un altro».
Da Tempi del 13 aprile 2010

di Benedetta Frigerio
«La… la follia, eh c’è quella lì. Io, io sono… preso, stato preso in tempo». Vittorio ha 56 anni, è affetto da schizofrenia da un tempo incalcolabile. Pare un gigante forzuto dallo sguardo che viene e va, come a intermittenza, nascosto dietro lunghi baffi e barba scura. La sua vita la racconta per flash disordinati, quel che gli è accaduto si può solo tentare di ricostruirlo a grandi linee. «In manicomio, manicomio. Lì terribile era. Adesso ho una casa. Come i militari viviamo. Lavare. Poi preghiera faccio. Preghi per me ché quello che non è possibile agli uomini, a Dio, a quello sì che è possibile». Folli li chiamano quelli come Vittorio.

ESSERE SCELTI VUOL DIRE APPARTENERE

Essere scelti significa appartenere. Il che vuol dire che non è che tu ci sei e fra 34 sei scelto, ma «essere scelto» vuol dire «essere fatto»: sei fatto di questa scelta, perciò appartieni. Essere scelto vuol dire appartenere. Così la vera preferenza non significa che ci sono 50 persone e tu scegli una persona che preferisci alle altre. La preferenza è qualcosa di originale come l’essere: preferisci qualcosa che è fatto per te «più di». Questo lo si vede per esempio nell’arte: perché preferisci questo quadro? Perché quel quadro è fatto di… meglio, tu sei fatta dell’armonia, della bellezza, della fattura di quel quadro. Non è che tu lo scegli il quadro: è fatto di te quel quadro e tu sei fatta della bellezza di quel quadro! Paradossalmente, quindi, non si può scegliere: è soltanto Dio che può veramente scegliere, perché crea ciò che sceglie, dà l’essere a ciò che sceglie. La preferenza nell’uomo invece è proprio ex natura rei: è una vicinanza naturale, come se fossi fatto della stessa carne e dello stesso legno.

Luigi Giussani, “Tu” o dell’amicizia, BUR 1997

LA BELLEZZA E' UNA FERITA

Tutti gli altri temi si comprendono anche umanamente – la fede, la speranza, l’amore –, ma questo tema, umanamente, innanzitutto ripugna e, in secondo luogo, appare ingiusto, appare come uno sputar sangue. E un padre e una madre, pensando a questo, direbbero: «Come vorrei io sputar sangue per te!». No, quel che tocca a ognuno tocca, cioè quello che Dio vuole da te, devi farlo tu.
Però è impossibile non collaborare, non aiutare, a qualunque costo.
Watershed
Il tema di oggi, infatti, è quello che appare il meno umano fra tutti i temi svolti, e invece è il watershed: il punto dove confluiscono le acque, dove tutto confluisce, è il punto di confluenza di tutto, di tutto… non esiste né fede, né speranza, né amore; non esiste bellezza, né bontà, né giustizia, non esiste niente senza di questo: si chiama sacrificio.Allora il sacrificio è il watershed di tutti i temi fatti, è il punto di confluenza di acque che scorrono vorticosamente: diventa un terremoto, è fragoroso e pericoloso come una grande cascata. Il sacrificio nella nostra vita è un momento fragoroso e pericoloso come una grande cascata, in cui il flusso di fiumi diversi si scontrano.

Luigi Giussani, Si può vivere così? Rizzoli

venerdì 17 dicembre 2010

OGGI COMPLEANNO DI HABIB 7 ANNI

Auguri Habib!
Oggi abbiamo festeggiato con i suoi compagni la mamma Simona poi e' arrivato il papa' Karim
Ha ricevuto molti doni poi e' ritornato nella sua nuova casa.

giovedì 16 dicembre 2010

GIOVANNI


Ciao piu' tardi vado a fare la visita di controllo dalla mia cara dott.Piozzi
vado al Niguarda speriamo mi trovi bene!!
L'occhietto destro mi fa meno male e al posto della lentina metto un gel per tenerlo lubruficato.
La ma cornea fa sempre capricci!!!
La Santa Lucia mi ha fatto un parco in casa ed io sono proprio felice!

PER GUARIRE IL DESIDERIO ANDIAMO A CACCIA DI PERSONE FELICI

...Il nuovo si trova solo in ciò che sa dare sempre più di sé stesso ad ogni incontro, ciò che ha profondità. Dante è sempre nuovo, Shakespeare è nuovo, un panorama, un amico, un amore sono nuovi. Dio è il nuovo per eccellenza. Chesterton diceva che Dio è giovane, siamo noi ad essere vecchi. Sarà per questo che il Figlio dell’uomo nell’Apocalisse promette la grande soluzione: “Ecco io faccio nuove tutte le cose”»....



....... Se la verità è amore che si manifesta, la bellezza è amore che si realizza. Quando Dante entra in Paradiso, sente e vede cose che provocano questa reazione: “La novità del suono e ‘l grande lume / di lor cagion m’accesero un disio / mai non sentito di cotanto acume”. Sperimenta un desiderio mai provato prima di allora, causato da cosa? La novità della bellezza percepita. Senza bellezza spariscono il bene e la verità. Il bene perde desiderabilità e la verità non ha più forza persuasiva. Già lo diceva Leopardi: “Ma con l’esperienza, (il giovane) trovandosi sempre in mezzo ad eccessive piccolezze, malvagità, sciocchezze, bruttezze ecc. A poco a poco si abitua a stimare quei piccoli pregi che prima disprezzava, a contentarsi del poco, a rinunziare alla speranza dell’ottimo o del buono, e a lasciar l’abitudine di misurar gli uomini e le cose con se stesso”. La sfida è trovare la bellezza nascosta nel quotidiano, trasformando in versi la prosa dell’ordinario»........


D’Avenia:«Ho conosciuto persone nobili che hanno perduto la loro speranza più elevata. E da allora calunniano tutte le speranze elevate». Comincia citando Nietzsche l’intervista del sussidiario con lo scrittore Alessandro D’Avenia a proposito dell'ultimo volantino di Cl. No, non è il desiderio ad essere in crisi, dice D’Avenia, ma il nostro senso per il bene capace di suscitarlo. Un senso che si è smarrito nell’indistinto dei tanti vizi che riempiono la nostra pancia. La sfida? «Trovare la bellezza nascosta nel quotidiano, trasformando in versi la prosa dell’ordinario», dice l’autore di Bianca come il latte, rossa come il sangue. «Occorre andare a caccia di persone felici».


martedì 14 dicembre 2010

SANTA LUCIA


Quest'anno Santa Lucia mi ha portato il parco giochi in casa!!!!

L'ATTESA DI NATALE




Il mio augurio per questo tempo di Avvento e per il vicino Natale è in un pensiero di sant’Agostino: «Se abbiamo un piccolo sacchetto potrà entrarvi poca cosa; se abbiamo un grande sacchetto potrà entrarvi molto». Dobbiamo dilatare gli spazi del nostro desiderio, in modo che possa entrarvi Cristo stesso e, con lui, tutto ciò che ha preparato per noi.



Trattandosi della storia di una nascita, il riferimento al passato è fondamentale. Non possiamo, infatti, pensare a Gesù che viene e che verrà, se non partendo dalla considerazione del fatto che è già venuto. Colui che invochiamo e che attendiamo è già presente. La venuta di Cristo non è un mito o un sogno, ma un evento accaduto e giunto fino a noi nella sua storicità. Per questo la prima dimensione fondamentale che l’Avvento ci invita a vivere è la memoria, la storia passata che si rende presente.

Massimo Camisasca martedì 14 dicembre 2010
Stiamo vivendo il tempo di Avvento che ci porta al Natale. L’Avvento è anzitutto un tempo liturgico, ma per sua natura investe tre diverse dimensioni temporali: il presente, il passato e il futuro. Questo tempo tra passato, presente e futuro, che San Bernardo chiama «il triplice Avvento», può avere ancora molto da dire a ciascuno di noi oggi, anche a chi distrattamente si affanna nella frenesia delle luci di Natale.

lunedì 13 dicembre 2010

RISCOPRIRE VALORE DI COSTANZA E PAZIENZA



Roma, 12 dic.

Bisogna trovare il modo di conciliare fede e ragione. Lo ha detto il papa Benedetto XVI nell'omelia pronunciata prima dell'angelus di oggi a piazza San Pietro. Il papa propone l'esempio dell'agricoltore che "non è fatalista, ma è modello di una mentalità che unisce in modo equilibrato la fede e la ragione, perché, da una parte, conosce le leggi della natura e compie bene il suo lavoro e, dall'altra, confida nella Provvidenza, perché alcune cose fondamentali non sono nelle sue mani, ma nelle mani di Dio". "La pazienza e la costanza - continua - sono proprio sintesi tra l'impegno umano e l'affidamento a Dio. Mi sembra quanto mai importante, ai nostri giorni sottolineare il valore della costanza e della pazienza, una virtù che appartenevano al bagaglio normale dei nostri padri, ma che oggi sono meno popolari, in un mondo che esalta, piuttosto, il cambiamento e la capacità di adattarsi a sempre nuove e diverse situazioni. Senza nulla togliere a questi aspetti, che pure sono qualità dell'essere umano, l'Avvento ci chiama a potenziare quella tenacia interiore, quella resistenza dell'animo che ci permettono di non disperare nell'attesa di un bene che tarda a venire, ma di aspettarlo, anzi, di prepararne la venuta con fiducia operosa".

venerdì 10 dicembre 2010

LE FORZE CHE CAMBIANO LA STORIA SONO LE STESSE CHE CAMBIANO IL CUORE DELL’UOMO

.....«Nell’appiattimento del desiderio ha origine lo smarrimento dei giovani e il cinismo degli adulti; e nella astenia generale l’alternativa qual è? Un volontarismo senza respiro e senza orizzonte, senza genialità e senza spazio, e un moralismo d’appoggio allo Stato come ultima fonte di consistenza per il flusso
umano»,

come disse don Giussani ad Assago nel 1987.
Venticinque anni dopo vediamo che entrambe queste risposte
− volontarismo individualista e speranza statalista
− non sono state in grado di darci la consistenza auspicata
e ci troviamo ad affrontare la crisi più disarmati, più
fragili che in passato. Paradossalmente,i nostri nonni e genitori erano umanamente meglio attrezzati per affrontare simili sfide.
Il Censis centra di nuovo il bersaglio quando identifica la
vera urgenza di questo momento storico: «Tornare a desiderare
è la virtù civile necessaria per riattivare una societa' troppo appagata e appiattita».....

Crisi sociale, economica e politica. Alla fine di questo 2010 tutti siamo presi dallo sconcerto. Come ha detto di recente il cardinale Bagnasco,«siamo angustiati per l’Italia che scorgiamo come inceppata
nei suoi meccanismi decisionali,mentre il Paese appare attonito e guarda disorientato».Perché questa crisi ci trova così disarmati, al punto che non riusciamo neanche a metterci d’accordo per affrontarla, pur sentendone l’urgenza come non mai?

VIVI

giovedì 9 dicembre 2010

IMMACOLATA UNA SFIDA ALL'UOMO DI OGGI

Il cuore del Signore, che diventa ogni giorno meno estraneo a noi, ci fa sperimentare quell’ethos della carità che è la vera, viva, grande contestazione della meschinità dell’egoismo e della possessività, ma soprattutto la missione, cioè la collaborazione quotidiana alla potenza di Cristo che salva il mondo oggi, dà ad ogni istante della nostra vita umana la sua dimensione autentica e definitiva: come mi ha insegnato don Giussani, quella dell’eternità.


Mons.Luigi Negri*:
Vescovo di San Marino e Montefeltro
Il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima, proclamato da Pio IX nel 1854, insegna che «La beatissima vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio Onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale».

IL DIRETTORE DI AVVENIRE RISPONDE

Risponde il direttore Marco Tarquinio

Per noi di Avvenire, caro Cavallari, non c’è un 'prima' e un 'dopo'. Nel senso che non staccheremo di certo l’attenzione. Ma so bene che non è qui il cuore della sua preoccupazione, che si concentra, piuttosto, sullo sguardo della tv oggi dominante. Entrambi, infatti, sappiamo che questo sguardo, che sa anche essere oltremodo insistente, quando è invece rivolto su impegnative storie di lotta per la vita e sui veri e più delicati diritti (come quello di cura) diventa spesso fulmineo ed è sempre volubile. Ma io confido, da inguaribile ammalato di ragionevole speranza, che in questo strano novembre 2010 sia finalmente scattato qualcosa in chi pensa e costruisce programmi radiotelevisivi e coltiva, ovunque lavori, una vocazione di servizio pubblico. Colgo anche qualche bel segnale in tal senso. Del resto, incontrare le storie di vita e di lotta, che lei racconta nel suo prezioso libro e che noi di Avvenire proponiamo con rispetto e urgenza da cronisti, cambia gli occhi e tocca il cuore di chiunque. Spinge a chiedere più amicizia e più giustizia, a lavorare e premere per una medicina davvero umana, a rifiutare ogni abbandono e ogni rassegnazione. Ci si riempie tanto la bocca di diritti vagheggiati e di libertà affermate, ma questo dovere di solidarietà e di riconoscimento della piena dignità di chi è malato o disabile – che non è dovere dei soli credenti e che nessuna coscienza può eludere – è un 'prima' che non può più conoscere 'dopo' di assenza e di distrazione, di rimozione e di censura. Lei e noi ne siamo consapevoli, caro amico. E non per polemica, ma per amore e per civiltà. Questo è tempo di saper guardare.

ARCIDIOCESI DI PALERMO CENTRO PASTORALE DISABILI

......E’ importante diffondere una cultura dell’integrazione e il delegare l’attenzione alle persone diversabili solo a un gruppo, significa ignorare che la persona prima di essere in situazione di handicap è appunto una persona e come tale, ad esempio, se è giovane ha bisogno di gruppi non a parte. Purtroppo non è raro che alcune famiglie si ritrovino improvvisamente a sperimentare il dramma dell’handicap, in questo caso diventa importante l’avere incontrato delle persone che nonostante la disabilità continuino ad avere una vita di buona qualità.......

Un'amica di Palermo ,incontrata alla "lega del filo d'oro"ad Osimo ,mi ha fatto pervenire questo documento che credo possa essere interessante leggere e diffondere.

Una azione pastorale con le persone disabili non può non avere la famiglia al suo centro. Chi vive una situazione di deficit ha, nella maggior parte dei casi, una limitazione nell’autonomia e più questa limitazione è grave più i familiari si trovano, spesso da soli, a dovere sostenere quotidiani disagi. La loro presenza rischia di diventare iperprotettiva e “sostitutiva” quando l’ambiente all’esterno è inadeguato. La Chiesa madre, consapevole di essere chiamata a testimoniare l’amore misericordioso di Dio in ogni circostanza, non può non mettere in atto ogni strategia per favorire in ciascun uomo la sua piena appartenenza. In essa la parrocchia “famiglia di famiglie” e non “maschera di comunione” ha un ruolo insostituibile.

mercoledì 8 dicembre 2010

....Dio si è fatto uomo ed è attraverso il nostro amore che si piega sulle creature sofferenti e se le carica teneramente sulle spalle. Aiutiamolo.....


SOCCI: aiutiamo i ragazzi della “casa dei risvegli” !!! Cari amici,

nei giorni scorsi, mentre imperversavano le polemiche sulla trasmissione “Vieni via con me” mi è capitato di scrivere una lettera aperta a Saviano (che potete trovare su questo blog) chiedendogli di aiutarmi a sostenere i missionari che si occupano di bambini lebbrosi dell’Africa.
Ma non ho avuto alcuna risposta.
Poi mi è capitato di discutere con qualche collega laico che era d’accordo con Fazio e Saviano nel no all’intervento dei malati. Costui sosteneva quella decisione pur elogiando – a parole –iniziative come la “Casa dei risvegli” di Bologna.

E quando, prendendo la palla al balzo, gli ho proposto di sostenere con me un’iniziativa appena lanciata proprio dall’associazione “Amici di Luca”, che è la promotrice della “Casa dei risvegli”, anche lui mi ha detto di no.

LO PERDONO LUI LO AVREBBE FATTO

.....Ma non è buonismo, quello di Teresa, attenzione. “Adesso mi aspetto che la giustizia faccia il suo corso, naturalmente, perché io credo nella legge e credo che vada sempre rispettata” – conclude la professoressa. Petrò quello che m’importa veramente non è tanto che il ragazzo marocchino venga punito, quanto piuttosto che egli capisca, che si renda conto, che impari qualcosa da tutto il mazle che ha fatto. Non conta la pena. Conta l’educazione......

Corriere della Sera 7 Dicembre 2010 ·
Fabrizio Caccia.
C’è una donna che tutt’Italia, adesso, dovrebbe conoscere. E ringraziare. Per l’esempio di civiltà, di amore e sovrumana testimonianza che ha scelto di dare. Si chiama Teresina Natalino, è la vedova di Fortunato Bernardi, il Professore, l’insegnante di educazione fisica della scuola media “Nicotera” falciato domenica mattina sulla statale 18 insieme ai suoi amici del Cicloclub Lamezia.

QUESTO E' IL TEMPO DI SAPER GUARDARE



Avvenire giovedì 2 dicembre 2010
di Fabio Cavallari
Caro direttore, in questi giorni lo stiamo (fortunatamente) ripetendo in molti: bisogna garantire agli ammalati e alle famiglie il diritto di far sentire la loro voce, ma ancor prima è necessario far rispettare quel dovere dello Stato, spesso negato, di garantire il pieno diritto di cittadinanza alle cure, all’assistenza domiciliare, all’accesso a tutti gli ausili disponibili. Si tratta di un diritto costituzionale. Dopo il diniego di Fazio a dare visibilità a coloro che tutti i giorni lottano strenuamente per vivere, grazie all’appello di Avvenire si sono aperti spazi di riflessione all’interno di molte trasmissione Tv (pubbliche e private). Bene! È un ottimo viatico. Confesso però che coltivo una preoccupazione. Ho scritto un libro ('Vivi – storie di uomini e donne più forti della malattia' (Lindau)), pubblicato 'fuor di polemica' e nelle librerie dal 21 ottobre; ebbene so quanto sia difficile far passare il messaggio, offrire una narrazione differente sui temi eticamente sensibili.

martedì 7 dicembre 2010

NON E' "SCATTO DI VOLONTA'"

....Lo sappiamo bene, la nostra storia e la nostra tradizione ce lo ricordano con quotidiana precisione: la libertà non è assenza di legami, né, tanto meno, assoluta affermazione di sé: quando Nietzsche affermava che l’essere è «volontà di potenza», e che quindi tutto stava nell’assoluto libero arbitrio, dimenticava quello che poi la realtà gli ha fatto toccare con mano, cioè che siamo creature, e che «e’n la sua voluntade è nostra pace», così che nella sua assoluta solitudine ha concluso la sua vita nella follia. C’è bisogno di testimoniare l’assoluta bellezza dell’essere creature, che è il rispecchiarsi nel volto di Cristo......



di Don Gabriele Mangiarotti
Tratto dal sito Cultura Cattolica.it il 4 dicembre 2010
«E io vengo, carissimi fratelli e sorelle, per mostrarvi il significato di questa vicinanza; per dirvi che siamo vicino a voi per darvi un segno di quella speranza, che per l’uomo deve essere l’altro uomo. Per l’uomo sofferente, l’uomo sano; per un ferito, un medico, un assistente, un infermiere; per un cristiano, un sacerdote. Così un uomo per un altro uomo. E quando soffrono tanti uomini ci vogliono tanti uomini, molti uomini, per essere accanto a quelli che soffrono.

SIAMO FATTI PER DONARE

...... Da un lato, infatti, il gesto del donare qual­cosa sfugge a qualsiasi calcolo. È bello fa­re doni anche se si ha poco. Anche se le ri­sorse diminuiscono. Donare è un atto non superfluo. Si può rinunciare a parecchie cose, ma non a donare. Perché fa parte della nostra natura umana. Un uomo che non dona è diventato meno uomo. Nella gratuità 'assurda' di fare un regalo anche quando sono aumentati i nostri bisogni, nella gratuità che va contro ogni logica di tornaconto pur in un momento in cui si devono più attentamente fare i conti, ri­siede un barlume di vero intorno alla no­stra natura: l’uomo è fatto per donare, per donarsi. C’è un impeto positivo che fa par­te della nostra natura, prima e sopra ogni altro. Questo barlume di verità – così pic­colo ma evidente e tenace – può illumi­nare non solo il piccolo e breve episodio del periodo dei regali di Natale, ma po­trebbe indicare qualcosa di importante a riguardo della vita sociale.....


Natale, la crisi, un’inquietudine
di Davide Rondoni
Tratto da Avvenire del 5 dicembre 2010
C’è qualcosa di nuovo nell’aria, anzi di antico. Un fenomeno consueto ma che ha connotati nuovi, a cui bisogna trovare un nome nuovo. Intendo quella u­suale eccitazione che sale piano in questi giorni e riguarda: i regali di Natale. Ma for­se bisognerà trovare dei nomi nuovi. Per­ché le cose cambiano.

domenica 5 dicembre 2010


In tutto questa confusione sorge Benedetto XVI a proporci obiettivi difficili, ma degni dell'uomo che è destinato a cose grandi e belle e quindi non facili, e ci ricorda in uno dei suoi numerosi pronunciamenti che

“Ciascuno di voi nella vita di pubblico servizio deve essere impegnato a servire il bene degli altri nella società, a livello locale, nazionale ed internazionale. Si tratta di una nobile vocazione, stimata dalla Chiesa. Quando adempiuto con fedeltà, il servizio pubblico ci permette di crescere in sapienza, integralmente e con realizzazione personale. Platone, Aristotele e gli stoici diedero grande importanza a tale realizzazione personale – eudemonia – quale scopo per ogni essere umano, e videro nel carattere morale la via per raggiungerlo. Per loro, e per i grandi filosofi islamici e cristiani che hanno seguito i loro passi, la pratica della virtù consisteva nell’agire secondo la retta ragione, nel perseguimento di tutto ciò che è vero, buono e bello. In una prospettiva religiosa – ha proseguito - siamo membri di un’unica famiglia umana creata da Dio, e siamo chiamati a promuovere l’unità e a costruire un mondo più giusto e fraterno fondato su valori durevoli.

PADRE ALDO

2 dicembre 2010 Isaia 43, 1-5

“Cosi dice il Signore, che ti ha creato: Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio!

Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato; perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo salvatore;

Perché tu sei prezioso ai miei occhi perché sei degno di stima e io ti amo.

Non temere, perché io sono con te.”

Come non piangere di commozione leggendo questa parole di Isaia. È Dio che parla a me e a te e ai miei bambini, belli più del sole e delle stelle e delle mie Dolomiti.

Guardate i miei due figli che, approfittando dell’assenza momentaneo della infermiera sono riusciti a unire le loro due camera e guardate come “giocano” fra loro.

Sono gravemente handicappati, eppure fra loro c’è un linguaggio, una comunicazione che nasce dell’evidenza che per loro quanto dice il profeta Isaia è un’esperienza.

Come la è per il mio piccolo Victor che non può stare senza Mario e Aldo. Sembra un bambolotto di cera, tutto rotto ed invece è Gesù sulla croce che da due anni geme e soffre per i miei e i tuoi peccati.

Vivere ciò che dice Giussani parlando del sacrificio (punto 1 paragrafo “c”: “quando il sacrificio diventa un valore per la vita dell’uomo” e guardare questi miei figlioletti mi fa percepire ogni giorno di più la grazia, il valore oggettivo, il dono che è il “mostro” “il ripugnanti” (sono parole che usa Giussani) sacrificio, dolore, che solo nelle croce di Gesù a cui i miei bambini innocenti sono inchiodati, trova il suo unico e vero significato
Ciao
P. Aldo

PARLANO I CRISTIANI SOPRAVVISSUTI

.......A un certo punto, solo una signora di mezz’età gravemente ferita può permettersi di parlare con loro senza essere falciata all’istante: «Per favore, uccidetemi», implora la donna. «Sto soffrendo troppo, datemi il colpo di grazia!». «No, sporca cristiana!», le risponde il capo del commando. «Devi soffrire fino alla fine in questa vita e poi dopo, quando ti ritroverai all’inferno!». A un certo punto su ordine del loro capo i terroristi cominciano ad accanirsi sulla croce, per distruggerla e svellerla dalla parete dove è incastonata dietro all’altare. Le croci delle chiese caldee e siriache non portano il corpo di Gesù inchiodato al legno. Sono croci vuote, a simboleggiare la resurrezione di Cristo dopo il suo sacrificio. La donna morente protesta con le forze che le sono rimaste: «No, cosa fate!», dice con voce soffocata. «Non distruggete la Croce della nostra salvezza, è la Croce che ci salva tutti!». «Taci, donna! Tu devi soffrire e morire!». «Lasciate stare la croce!». «Bada, faccio esplodere la mia cintura», minaccia Hussein. «Fallo», lo sfida la signora. Poco dopo smetterà di parlare.......


di Rodolfo Casadei
tempi 30 novembre 2010
I terroristi che irrompono in chiesa, massacrano donne e bambini prima di farsi esplodere. I racconti dall’inferno degli scampati alla strage di Baghdad, ora in cura in Italia. «Non torneranno in Iraq»


venerdì 3 dicembre 2010

VIVERE IL SACRIFICIO DELLA TENSIONE A CRISTO FINO IN FONDO


Ma provate a pensare alle suore del Cottolengo: (..) sono cinquant’anni che sono là, cinquant’anni con gli ‘scemi’. Una ne conosco che ha fatto cinquant’anni solo nel lavare cose sporche giù in lavanderia. Portare una cosa del genere per amore: questa si chiama santità, perché non è necessario che ci sia l’aureola, è una cosa grande.
Allora, se uno vuol bene a un’altra persona, dovrebbe, con questa persona, essere appassionato e chiedere a Dio appassionatamente di vivere con questa persona -proprio perché le vuol bene- come viveva quella suora lì: di vivere cioè il sacrificio della tensione a Cristo fino in fondo. Quanto più ci si vuol bene, tanto più bisogna chiedere a Cristo la capacità di sacrificarsi fino in fondo per l’altro.
Perciò il fatto della compagnia comune, Anna, genera una prossimità da cui si origina la difficoltà più grande che ci sia: d’altra parte è il motivo più acuto che c’è per fare il sacrificio.
Luigi Giussani, “Tu” o dell’amicizia,
BUR

E' GRAZIA IL TEMPO DELL'AVVENTO



(..) così è grazia il tempo dell’Avvento; come è grazia l’inizio di un nuovo anno. Ma quanto completamente assuma il valore di grazia si rivela nella sua pienezza quando la sofferenza, la croce, soprattutto la morte, toccano la nostra vita. Allora significa che il Signore vuole che la nostra terra dia il suo frutto; se ci ha elargito questo bene, questo bene di croce, vuol dire che urge, che è venuto il tempo in cui la nostra terra dia il suo frutto. Allora dobbiamo erigerci, uscire dal nostro sonno, levarci dalla posizione stanca, dissipata, distratta in cui, per durezza di cuore, noi resistiamo; erigerci come fiore di questo seme che è morto sotto la terra, e, come il fiore è l’inizio dell’esperienza del frutto e pegno di questa promessa profonda(..).
Luigi Giussani, Cosa è l’uomo perché te ne curi?, San Paolo

SACRIFICIO


Quando uno capisce il valore del sacrificio in positivo?
Quando capisce che senza sacrificio nonc’è bellezza, cioè le cose non corrispondono.
La bellezza è la corrispondenza ultima con un’attesa che abbiamo, con un’attesa del cuore: lo splendore della verità. Bellezza, splendore della verità.
Luigi Giussani, Affezione e dimora,

giovedì 2 dicembre 2010

LA DOMANDA DELL'UOMO VECCHIO

La tristezza che c'è in me, l'amore che non c'è hanno mille secoli... Il dolore che ti dò, la fede che non ho hanno mille secoli.Sono vecchio ormai, sono vecchio, sì... Questo Tu lo sai, ma resti qui. Io vorrei vedere Dio, vorrei vedere Dio ma non è possibile.Ha la faccia che tu hai, il volto che tu hai e per me è terribile.Sono vecchio ormai, sono vecchio, sì... Questo Tu lo sai, ma resti qui.Ascoltami! Rimani ancora qui! Ripeti ancora a me la Tua parola! Ripetimi quella parola che un giorno hai detto a me e che mi liberò.lo vorrei vedere Dio, vorrei vedere Dio ma non è possibile. Ha la faccia che tu hai, il volto che tu hai e per me è terribile.La paura che c'è in me, l'amore che non c'è hanno mille secoli... Tutto il male che io so, la fede che non ho hanno mille secoli.Sono vecchio ormai, sono vecchio, sì, ma se Tu vorrai mi salverai.Ascoltami, rimani ancora qui! ripeti ancora a me la Tua parola! Ripetimi quella parola che un giorno hai detto a me e che mi liberò

ALESSANDRA SCRIVE

grazie mille per gli auguri. La cosa piu bella e' che ci e' donata la Grazia di poter dire di amarci oggi piu del primo giorno.
Un abbraccio ale

ANNIVERSARIO 21 ZIA LELLA E ZIO MAURIZIO

AUGURI! AUGURI! AUGURI!
BUON ANNIVERSARIO
Tiziana Claudio con tutta la famiglia

ANNIVERSARIO 10 DI ALESSANDRA E FRANCESCO


Cosa impariamo dall’esperienza del matrimonio?
L’amore durevole tra l’uomo e la donna è l’esperienza umana primaria per eccellenza, il segno più eloquente che l’uomo si realizza pienamente attraverso un legame con l’altro, che l’io è costitutivamente aperto all’incontro con un tu, che l’io si esprime in una relazione. Oggi va di moda la parola autorealizzazione: ebbene, il matrimonio ricorda che l’uomo non si fa da sé, ma realizza la sua identità entro una relazione privilegiata, un legame amoroso con un altro profondamente diverso da sé (un altro genere) eppure a sé simile. Questo legame non è un fatto privato tra due persone. Tutte le culture hanno dato un riconoscimento pubblico all’amore tra l’uomo e la donna: la presenza dei testimoni alle nozze sta a sottolineare che c’è un “terzo” che riconosce questo legame. E l’unione tra uomo e donna in una prospettiva generativa è essenziale per la sopravvivenza della società.

AUGURI CARISSIMI
ci dispiace essere cosi' lontani fisicamente ma e'bello e' commovente vedervi essere testimoni reale che"l’uomo non si fa da sé, ma realizza la sua identità entro una relazione privilegiata, un legame amoroso con un altro profondamente diverso da sé (un altro genere) eppure a sé simile......

Babbo Mamma e tutta la vostra grande famiglia

DON MAURO INZOLI FONDATORE DEL BANCO ALIMENTARE DICE

.....La Colletta Alimentare è la stessa, ma noi no. Abbiamo partecipato, commossi, allo spettacolo della condivisione gratuita del destino dei nostri fratelli uomini - ha spiegato Mons. Mauro Inzoli, presidente della Fondazione Banco Alimentare - Il cuore di milioni di persone, piccoli e grandi, lavoratori e pensionati, imprenditori e carcerati - molti dei quali provati dalla crisi economica, e da calamità naturali - è stato mosso dalla carità a una nuova responsabilità personale e sociale, desiderosa di costruire un bene per tutti".......


E' stato un risultato che è andato al di là delle più rosee aspettative quello della XIV edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, svoltasi ieri in più di 8000 supermercati. Grazie all'aiuto di più di 110.000 volontari sono state raccolte 9.400 tonnellate di prodotti alimentari, il 9% in più rispetto a quanto raccolto nel 2009, che saranno distribuiti agli oltre 8.000 enti convenzionati con la Rete Banco Alimentare che assistono 1,5 milioni di persone ogni giorno.
"Siamo cambiati noi...

mercoledì 1 dicembre 2010

ANNIVERSARIO

ciao tiziana e claudio, auguroni per il vostro anniversario!!!!brunella e company

30 NOVEMBRE ANNIVERSARIO NOZZE 36 ANNI

Grazie a tutti voi!Oggi abbiamo trascorso una giornata lieta e siamo andati anche al cinema "Benvenuti al sud"Mi e' venuta un po' di nostalgia per il centro italia !!!!
Grazie Betti la torta era buona e gli angioletti bellissimi!!!
pensiero mandato da Betti
"IO NON AMO LA GENTE PERFETTA QUELLI CHE NON SONO MAI CADUTI,NON HANNO MAI INCIAMPATO.
A LORO NON SI E' SVELATA LA BELLEZZA DELLA VITA"
(Pasterwak)

DA CINCINNATI

Auguri!
Penso sempre al vostro anniversario (forse piu' che al nostro!!)
il primo anno che vi ho conosciuto 5 anni fa,proprio oggi, ero a dar l'esame che ha iniziato questa avventura americana che il Signore ha voluto prima e piu' di noi.
Ci penso con gratitudine perche' il vostro si ha permesso e permette il nostro

Quando la situazione di Giovanni si tranquillizza ed e' bene per lui, ci farebbe piacere avervi qui!
Simona & Marco e bimbi

JULIAN CARRON A MOSCA

.....«L’idea genericamente diffusa è che i cristiani debbano osservare un’immensità di comandamenti, divieti, principi e simili, e che quindi il cristianesimo sia qualcosa di faticoso e oppressivo da vivere, e che si è più liberi senza tutti questi fardelli. Io invece vorrei mettere in chiaro che essere sostenuti da un grande Amore e da una rivelazione non è un fardello, ma sono ali».

se il cristianesimo non è vita rimane un mito Giovanna Parravicini martedì 30 novembre 2010

Mosca, la Cattedrale di Cristo Salvatore Non c’è genio senza popolo: così rinasce una civiltà cristiana di G. Parravicini
In un’intervista di quasi vent’anni fa, don Giussani aveva indicato fra le responsabilità dei cristiani d’Occidente quella di aiutare la Russia a ritrovare la propria grande tradizione cristiana, calpestata e soffocata nei decenni del regime sovietico. Una responsabilità che nasceva per lui innanzitutto dalla gratitudine per il dono della testimonianza di una grande tradizione ecclesiale, una testimonianza irriducibile nonostante prove e ferite, simboleggiata dalle parole dello starec Giovanni, nella Leggenda dell’Anticristo di Solov’ëv: «Quello che noi abbiamo di più caro nel cristianesimo è Cristo stesso. Lui Stesso e tutto ciò che viene da Lui, giacché noi sappiamo che in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità».
Un cristianesimo – quello russo – che don Giussani vedeva mantenere intatta la propria dimensione di avvenimento, senza lasciarsi ridurre a ciò che denunciava Giovanni Paolo I: «Il vero dramma della Chiesa che ama definirsi moderna è il tentativo di correggere lo stupore dell’evento di Cristo con delle regole».

MANUELA CAMAGNI MESSAGGIO SANTO PADRE

....Ovunque possiamo cadere, cadiamo nelle sue mani. Proprio là, dove nessuno può accompagnarci, ci aspetta Dio: la nostra Vita. Cari fratelli e sorelle, in questa fede piena di speranza, che è la fede di Maria presso la croce di Gesù, ho celebrato la santa Messa di suffragio per Manuela la mattina stessa della sua morte. E mentre accompagno con la preghiera il rito cristiano della sua sepoltura, imparto con affetto ai familiari, alle consorelle e a tutti voi la mia Benedizione.


Il sito ufficiale di Comunione e Liberazione ha pubblicato il Messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato per le Esequie della Memor Domini, Manuela Camagni, della Famiglia Pontificia, deceduta mercoledì scorso, di cui ha dato lettura Mons. Georg Gänswein ieri nel corso della Liturgia Esequiale a San Piero in Bagno di Romagna.

Cari fratelli e sorelle, volentieri avrei presieduto le Esequie della cara Manuela Camagni, ma – come potete immaginare – non mi è stato possibile. Tuttavia, la comunione in Cristo permette a noi cristiani una reale vicinanza spirituale, in cui condividiamo la preghiera e l’affetto dell’anima. In questo vincolo profondo saluto tutti voi, in modo particolare i familiari di Manuela, il Vescovo diocesano, i sacerdoti, i Memores Domini, gli amici. Vorrei qui offrire molto brevemente la mia testimonianza su questa nostra Sorella, che è partita per il Cielo.

martedì 30 novembre 2010

AUGURI

Auguri , buon anniversario!!Tutti i giorni ringrazio il Signore che ci ha fatto incontrare. La vostra visita a casa nostra è stato un momento di letizia, di conferma che il cammino è indirizzato bene,occorre che ci aiutiamo a guardare sempre Lui.Un abbraccio a te, a Claudio, a Giovanni e a tutta la vostra splendida famiglia, opera di Dio.

Rita E Stefano Ostra

30 NOVEMBRE ANNIVERSARIO NOZZE 36 ANNI















Perchè il nulla ed il tutto sono la stessa cosa; nell’infinitamente piccolo come nell’infinitamente grande.
Ed entrambi hanno lo stesso nome: DIO

Non in modo casuale proprio oggi festeggiamo il nostro 36 anno di matrimonio.
Periodo nero!Tutto sembra che ci stia crollando addosso!Si fa fatica a trovare il senso del cammino!
Tanti cercano di farti cadere!Forse sono io piu' sensibile ad ascoltare i messaggi che ti portano al baratro e insensibile ai gesti affettuosi!
Quel Si detto 36 anni fa davanti a Dio ha sigillato con Lui un patto.
Cosi' dei fatti:la pazienza di Claudio,il suo desiderio di amarmi,(anche se in questo periodo sono cosi' scontrosa con lui),una telefonata,una visita inaspettata,l'incontro con gli amici a San Luca,la disponibilita' di Antonio e la sua pazienza,il sorriso di Giovanni,l'occhietto meno rosso e dolorante......
Tanti positivi che fino a qualche istante fa erano avvolti da una nebbia fittissima che non volevo vederli preferendo rimanere nel profondo buio a leccarmi sola le ferite.
Poi lo scritto di Francesco una sberla! Il Signore allora non mi ha dimenticata?Cosa sto facendo in questi giorni?Perche' e' possibile che mi senta cosi' sola!Piu' tardi voglio comunicare a Claudio che e' possibile ancora camminare!Lui che in tutti questi giorni mi costringeva a pregare con lui,quelle Ave Maria recitate da me male giusto per assecondarlo e per poter rimanere poi in pace con la mia solitudine.Mi dicevo:tanti figli,tanti nipoti ma io mi sento sola abbandonata e mi stavo lasciando imprigionare da una tristezza senza uscita.
....Perchè il nulla ed il tutto sono la stessa cosa; nell’infinitamente piccolo come nell’infinitamente grande.
Ed entrambi hanno lo stesso nome: DIO!.......

Ciao Mamma e Babbo,
se la vita fosse "una passeggiata", sarebbe difficile
apprezzare la vita di due persone che vivono insieme, continuano a camminare, a cadere, ma con sicurezza continuano ad avanzare e servono da esempio per tutti coloro che possono osservarli.

In questo momento piu' che in altri, e' chiaro che il vostro essere
insieme, il nostro essere insieme e' definito da un Altro.

Grazie per essere d'esempio per noi del fatto che non e' grazie alle
circostanze "positive" che due possono stare insieme, volersi bene, e camminare insieme, ma bensi' grazie alla voglia di entrambi di vivere la vita fino in fondo.
Un abbraccio
Francesco



Queste parole mi hanno schiaffeggiata e riportata sulla strada.
Oggi voglio festeggiare il nostro anniversario e desidero cominciare la festa andando a confessarmi e a domandare,mendicare l'aiuto.Il percorso e' duro e se non riesco a mettere il picchetto nella roccia forse poco piu' in la' c'e' una ferrata che mi puo' aiutare.!!Grazie Francesco cosi' lontani ma cosi' vicini!Fino ad un istante fa vedevo solo la lontananza!

domenica 28 novembre 2010

ANTONIO SOCCI

.....No, “autoritario” – secondo il comunista Cuperlo – sarebbe la dirigenza della Tv che invita far parlare anche i malati silenziati e soli (sono tremila famiglie che lottano per la vita), che chiedono una volta tanto di poter far sentire il proprio inno alla vita.

Il prepotente sarebbe l’agnello.......


.....Post scriptum: vorrei informare questi signori (e anche il Corriere della sera che recentemente ha usato la citazione in una campagna pubblicitaria) che quella frase, in realtà, Voltaire non l’ha mai pronunciata.

In effetti risale alla scrittrice inglese Evelyn Beatrice Hall, che la scrisse nel 1906 in “The Friends of Voltaire”.

In compenso Voltaire ne disse un’altra: “écrasez l’infame!”. Che vuol dire “schiacciate l’infame”, laddove “infame” sarebbe il credente. Ecco, citino questa, che è davvero di Voltaire e che esprime decisamente meglio la cultura radical-chic....
Da “Libero” 28 novembre 2010
“Intolleranti!”. Così – testualmente – giovedì scorso il regime comunista cinese ha definito la Chiesa cattolica che protestava per l’ennesimo abuso di Pechino: il regime ha nominato vescovo un suo burocrate pretendendo di imporlo ai cattolici.

Avete capito bene: i persecutori definiscono “intolleranti” i perseguitati. Non solo. I carnefici comunisti addirittura aggiungono che la vittima, cioè la Chiesa, “limita la libertà religiosa”. Testuale. In queste surreali e sfacciate dichiarazioni c’è tutta l’assurdità del nostro tempo.

sabato 27 novembre 2010


“Facesti come colui che cammina di notte e che porta un lume dietro di sé che non giova a lui stesso, ma fa lume alle persone che stanno dietro di lui…” (Purgatorio - Canto 26)

Noi tutti cerchiamo, frugando disperatamente nel nostro più profondo IO. Cerchiamo, cerchiamo, cerchiamo…. cosa?

Non può esserci risposta definita. Nè forma, nè colore. Anche Nice e Leopardi cercavano. Hanno cercato una vita intera facendo della ricerca la loro ragione di vita.

Ci viene il dubbio che il bisogno atavico di ricerca sia alla base delle conquiste dell’umanità, dalla ruota alla luna e che proprio nella ricerca si annidi il meglio dell’essere umano.

Perchè il nulla ed il tutto sono la stessa cosa; nell’infinitamente piccolo come nell’infinitamente grande.

Ed entrambi hanno lo stesso nome: DIO!

DALL'INTERVENTO DI DON GIUSSANI AD ASSAGO

La politica è lo specchio della società.

Il problema non è del contenitore ma del contenuto.

Il partito cattolico è fallito con la DC che non è riuscita a dare la cosa che più era importante la libertà di educare, riproporre un altro partito cattolico non è possibile perchè non c’è la coscienza di un popolo cattolico. Il problema non è la politica ma che i cattolici riescano ad esprimere uomini che vivano veramente una unità con la Chiesa e non una religiosità confessionale e dogmatica. Cosa si deve dunque fare, cosa possiamo fare noi cattolici? Per rispondere a questo propongo un brano del Signore degli Anelli: “Non vi darò consigli, dicendo fate questo o quello. Non è col fare qualcosa o col contribuire , o con lo scegliere tra l’una o l’altra via che vi potrò essere utile ; solo la mia conoscenza di ciò che fù ed è, ed anche in parte di ciò che sarà, vi può esser d’aiuto” Questo vi dico “La vostra missione è sulla lama di un coltello” Una piccola deviazione ed essa fallirà trascinando tutti in rovina. Ma vi è ancora speranza fin quando la Compagnia sarà tutta fedele”

Una cultura della responsabilità deve mantenere vivo quel desiderio originale dell’uomo da cui scaturiscono desideri e valori, il rapporto con l’infinito che rende la persona soggetto vero e attivo della storia. Una cultura della responsabilità non può non partire dal senso religioso. Tale partenza porta gli uomini a mettersi insieme.

È impossibile che la partenza dal senso religioso non spinga gli uomini a mettersi insieme.


QUELLA NOSTALGIA VERSO L'INFINITO

Julián Carrón
L’editoriale di questo numero è l’articolo di Julián Carrón pubblicato dal Corriere della Sera il 24 dicembre 2009.
Caro Direttore,
c’è una frase di Dostoevskij che mi accompagna in questi tempi, dovendo parlare del cristianesimo alle persone più diverse in Italia e all’estero: «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?». Questa domanda suona come una sfida a ciascuno di noi. È precisamente dalla risposta ad essa che dipende la possibilità di successo della fede oggi. In un discorso del 1996, l’allora cardinale Ratzinger rispose che la fede può sperare questo «perché essa trova corrispondenza nella natura dell’uomo. Nell’uomo vi è un’inestinguibile aspirazione nostalgica verso l’infinito». E con ciò indicava anche la condizione necessaria: che il cristianesimo ha bisogno di trovare l’uomo che vibra in ciascuno di noi per mostrare tutta la portata della sua pretesa.


LA BALLATA DEL POTERE

Ballata Del Potere
Parole e musica di Claudio Chieffo

Lo dicevo tutto il giorno: questo mondo non è giusto!
E pensavo anche di notte: questa vita non dà gusto!
E dicevo: è colpa vostra o borghesi maledetti,
tutta colpa dei padroni e noialtri poveretti...
e noialtri a lavorare sempre lì nell’officina,
senza tempo per pensare dalla sera alla mattina...

Forza compagni, rovesciamo tutto e costruiamo un mondo meno brutto!

Per un mondo meno brutto quanti giorni e quanti mesi,
per cacciare alla malora le carogne dei borghesi,
ma i compagni furon forti e si presero il potere
e i miei amici furon morti e li vidi io cadere...

Ora tu dimmi come può sperare un uomo che ha in mano tutto,
ma non ha il perdono!

Come può sperare un uomo quando il sangue è già versato,
quando l’odio in tutto il mondo nuovamente ha trionfato:
c’è bisogno di Qualcuno che ci liberi dal male
perchè il mondo tutto intero è rimasto tale e quale...

I NIPOTINI DI CINCINNATI FESTEGGIANO thanks giving 2010


Ciao bellissimi spero di potervi riabbracciarvi presto!

LETTERA APERTA DI FABIO CAVALLARI

.....Ho scritto un libro, uscito in queste settimane per le Edizioni Lindau, Vivi. Storie di uomini e donne più forti della malattia, dove cerco di sostenere i malati e le famiglie coinvolte nella loro battaglia che si combatte tutti i giorni su più fronti, dai problemi legati alla salute e all’assistenza domiciliare dei propri cari, alla questione etica più generale, ma soprattutto, e tristemente, ai problemi inerenti alla burocrazia, per tutti un incubo disumano senza attenuanti......

Lettera aperta di Fabio Cavallari, autore di Vivi - Storie di uomini e donne più forti della malattia
Dopo la puntata di «Vieni via con me» di Fazio e Saviano su “fine vita” ed “eutanasia” si potrebbe aprire uno spazio serio di discussione. Purtroppo finirà come al solito, in una bagarre polemica, dove tutto sarà giocato dentro le solite dinamiche astratte, nelle profusioni d’accusa degli uni, e nella pretesa di correttezza degli altri. Il tutto verrà iscritto nell’eterna lotta (falsa) tra cattolici e laici, tra destra e sinistra. L’assunto della trasmissione fondava in un presupposto chiarissimo, ovvero la necessità di intervenire da un punto di vista legislativo sui temi eticamente sensibili e che tale vulnus rappresenta un vuoto del diritto. Non voglio entrare nel merito della questione per non cadere nella reiterazione della vis polemica ma ritengo invece opportuno allargare l’orizzonte possibile, offrendo una narrazione altra, non certo in contraddizione bensì complementare a quanto testimoniato. Oggi, nel nostro Paese, esiste un altro diritto non ...

... garantito: quello di vivere pur se ammalati e in condizioni limite. Sono migliaia i cittadini italiani che ogni giorno, nonostante malattie rare, patologie sconosciute, chiedono attenzione dalle istituzioni e dalla società civile.

venerdì 26 novembre 2010

GIOVANNI


Ciao sono a casa l'occhietto operato va ok e' quello che non e' stato operato che mi crea fastidio.
Ieri sono tornato in ospedale mi hanno detto che il dolore e' causato da un'abrasione alla cornea.
Mi hanno messo una lentina a contatto speriamo che il dolore possa passarmi e che riesca a non prendere piu' antidolorifici.Ricordatevi di me nelle vostre preghiere!

VI DICO LA VERITA'

......E di quanto sarà più moderna se nelle materie “eticamente sensibili” cosiddette nemmeno uno iota della Humanae vitae viene abolito da Ratzinger?
Celibato, sacerdozio femminile, omosessualità. Sono le questioni ricorrenti, «il canone», osserva Seewald, che da decenni anima la discussione «nei mezzi di comunicazione». Benedetto XVI ne discute apertamente. Liberamente. Tanto per cominciare: sia congenita o no, «non per questo l’omosessualità diviene moralmente giusta, bensì rimane qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto». Quanto al celibato, il Papa ribadisce come «ci guadagni nel suo essere segno grande e significativo e soprattutto diventa più vivibile se si costituiscono comunità di sacerdoti». Parla dei cattolici divorziati e conferma la disponibilità della Chiesa ad approfondire il problema dei risposati che non possono ricevere la comunione. Parla del vecchio mondo, papa Ratzinger, quello in cui il matrimonio cristiano «contraddice gli stili di vita oggi dominanti». E del Terzo Mondo, quello dove il matrimonio monogamico sembra «il più difficile di tutti i sacramenti». «Ma rinunciare al matrimonio monogamico oppure interrompere la battaglia per questa forma di unione, significherebbe contraddire il Vangelo»......





Non un’organizzazione, ma un organismo vivente. Non un sistema morale, ma Cristo. La Chiesa e la fede secondo Benedetto XVI, il papa che parla di Dio, di sapienza e di verginità a una top model brasiliana come a un vescovo disorientato. Pillole dall’intervista di Peter Seewald al Santo Padre

di Luigi Amicone
Oggigiorno abbiamo un po’ tutti sentimenti complicati e siamo un po’ tutti persone sensibili. Ma per tornare a vedere e a gustare la vita, occorre verità, cioè semplicità.


giovedì 25 novembre 2010


Religiosa investita: il cordoglio di Comunione e Liberazione
Don Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, invia un messaggio di cordoglio per la morte di Manuela Camagni, investita in via Nomenatana
di Redazione - 24/11/2010Foto tratte da Tracce - rivista
internazionaledi Comunione e LiberazioneDopo aver saputo della morte improvvisa, a causa dell'incidente stradale in via Nomentana, di Manuela Camagni, Memores Domini che prestava il proprio servizio nell’appartamento papale, don Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, ha inviato un messaggio di Cordoglio. Ecco il testo.
«Cari amici, la morte improvvisa della nostra amica Manuela Camagni è la modalità misteriosa con la quale il Signore ci costringe a pensare a Lui, rinnovando la certezza che “neanche un capello del vostro capo andrà perduto”, come ci ha detto la Liturgia di oggi. Stringiamoci ancora più intensamente nell’abbraccio del Santo Padre, come figli che vogliono condividere in tutto la sua umanità ferita.


“Nessuno ha un amore più grande di colui che dà la vita per i suoi amici”. Il suo dare la vita si è manifestato in modo evidente e sorprendente sia attraverso la disponibilità di Manuela alla missione, nell’esperienza di Tunisi, sia nel servizio al Santo Padre. Il suo sacrificio rinnovi in tutti noi la verità del nostro “sì”, perché la vittoria di Cristo si affermi sempre di più nei nostri cuori.

GIOVANNI


Giovanni e' stato operato.
E' sempre una sorpresa e contemporaneamente ci lascia sempre brancolanti nel buoio.
Hanno operato l'occhio sinistro non quello di destra (era in questione l'occhio destro).
L'anestesia non ha retto tutto il tempo cosi' si e' svegliato in sala ed e' uscito spaventatissimo.
40 minuti di panico nessuno riusciva a tenerlo era arrabbiatissimo con me che non gli avevo spiegato cio' che nemmeno io sapevo che sarebbe successo.
Gli faceva male l'occhio non operato!
Forte come un bisonte abbiamo dovuto lasciarlo sul pavimento cercando solo di contenerlo per non fargli prendere colpi.
Con gli antidolorifici poi si e' tranquillizzato,ma non e' piu' tornato a letto.
Ieri sera poi l'abbiamo portato a casa cosi' nel suo letto si e' addormentato.
Cosi' anche Giovanni come il suo fratello Antonio ha fatto spettacolo e ha avuto il suo pubblico!