giovedì 31 dicembre 2009

BUON ANNO



mercoledì 30 dicembre 2009

OBAMA COME BUSH?


Lorenzo Albacete mercoledì 30 dicembre 2009

Il primo decennio del terzo millennio sta finendo quasi esattamente come è cominciato, con attentati terroristici contro gli Stati Uniti sul suolo americano: il riuscito attacco dell’11 settembre 2001 e quello, quasi riuscito, del Natale 2009.

martedì 29 dicembre 2009

GIOVANNI


La visita in anestesia ha rilevato una pressione un po' alta e una sofferenza della cornea tuttavia la situazione sembra essere meno tragica di come era parsa .
Dovra' fare un intervento al San raffaele e poi rivaluteranno il tutto.
Speriamo che con l'intervento la pressione possa scendere e la cornea tornare limpida e che anche l'edema scompaia.
Non e' che si comprende molto ma ora Giovanni con le nuove cure antiinfiammatorie sembra meno dolorante e insofferente.
Noi ci affidiamo sempre a Colui che ci Ama e chiediamo a tutti voi di starci vicini con le preghiere.
Grazie

GIOVANNI


Oggi Giovanni fa una visita in anestesia.i suoi occhietti non vanno molto bene.
Chiedo a tutti i miei lettori di stargli vicino con le preghiere grazie
Tiziana

CRISTIANO GREGORI SCRIVE

Cristiano Gregori ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "IL NATALE DI MAURIZIO CORA":

Allora!!!Vorrei iniziare a scrivere qualcosa parchè dentro di me ho veramente tanto da tirar fuori, non sempre si riesce a dire tutto di fronte a certe esperienze di vita!!! Una cosa mi piacerebbe però; vorrei tanto che il papà di Alessandra e Antonella, leggesse queste righe.
Io da quanto è accaduto quel terribile terremoto mi sono sempre sentito emotivamente colpito, perché pur vivendo in un altra città, ho mia madre nativa de L'Aquila, parchè sin da bambino ho trascorso diversi bellissimi momenti in terra abruzzese, ho fatto le mie prime esperienze, sono sempre tornato in quella terra così bella!! Ho tanto da dire, da scrivere in un momento così triste, di fronte a una lettera di un padre che è rimasto solo, ha perso sua moglie, l'amore della sua vita, ha perso due bellissime figlie, che avevano una gran voglia di vivere e che mai e poi mai avrebbero immaginato di dover interrompere la propria vita terrena per un evento così tragico. Quando il papà descrive come erano soliti passare la vigilia del Santo Natale, mi vengono i brividi, emergono tanti valori, che un uomo orgoglioso di avere avuto la fortuna di assaporare la bellezza della famiglia, della vita familiare dove regna l'amore, talmente forte da tenerli ancora uniti. La fede in Dio, che ci aiuta a superare certi momenti, che ci da la forza di provare ad andare avanti anche se veramente dura. Emergono quei valori che ormai sono merce rara in una società così superficiale, dove l'amore spesso è talmente fragile....,e poi Alessandra con quella bellissima voce, con quel sorriso angelico, spero tanto che ci possa vedere dall'alto dei cieli, spero che che possa continuare a cantare vicina ad Antonella e la loro mamma! Il papà non si sente solo proprio perché sa che ha degli angeli che lo proteggono, e leggendo le su parole mi viene una grinta e forza, una gran voglia di concretezza! Mi piacerebbe un giorno parlare con il papà di Alessandra e Antonella!! Purtroppo certe emozioni talmente forti non si lasciano mai indietro al massimo si impara a convivere con una..... a volte piacevole malinconia, se mi concedete questa definizione, qualche volta capita anche di aver desiderio di parlare e raccontare i momenti più belli ormai passati!!! Auguri Avvocato Maurizio Cora. Cristiano Gregori.

lunedì 28 dicembre 2009

IL NATALE DI MAURIZIO CORA

Il Natale di Maurizio Cora
Da Il Sussidiario :Maurizio la vigilia di natale ha perso tutti i suoi cari ,durante il crollo della sua casa.A poche ore di distanza dal letto dell'ospedale scrive:

Caro direttore,

la vigilia di Natale la trascorrevamo nel tinello, che era il cuore della nostra casa di via 20 settembre 79. L’unica parte non travolta dal crollo. La sera del 24 Antonella ed Alessandra apparecchiavano la tavola e vi ponevano al centro rametti di pino ed agrifoglio illuminati dalla fiammella di una candelina rossa che ardeva per tutta la cena. In un angolo del tinello mia moglie Patrizia allestiva un grazioso presepe che a mezzanotte risplendeva per la presenza di Gesù bambino.

Oggi, in quella stanza dalle pareti squarciate dal sisma, regna vento e neve. Sulla tavola, se è rimasta, dovrebbe esserci ancora qualche piccola traccia dell’ultima nostra cena insieme: chissà, forse la tovaglia o forse qualche piatto e qualche posata. Sola testimonianza di una famiglia che si amava e si ama e che la notte di Natale si raccoglieva attorno al presepe come ad una cattedra di vita da cui costantemente apprendeva che, unita nell’amore per il Signore, la famiglia è al centro della vita e della società e costituisce un naturale attrattore dell’amicizia sia degli angeli che dei pastori. Nell’umiltà, nella letizia, nel disagio.

Scrivo da un ospedale, dopo un delicato intervento chirurgico. So di non essere solo.Trascorrerò questo Natale, così come quelli che ancora il Signore mi concederà, con Patrizia, Antonella ed Alessandra che sono ora nella vera vita. A mezzanotte mi sussurreranno, come sempre: buon Natale papà.
Cordiali, affettuosi auguri
Maurizio Cora
"AUGURI MAURIZIO SOLO ABBANDONANDOSI TOTALMENTE A LUI E' POSSIBILE SCRIVERE E RACCONTARE CIO' CHE TI E' ACCADUTO"

venerdì 25 dicembre 2009

AUGURI DA FACTUM

factum ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Dio è accolto da una donna, perché ogni uomo poss...":

Un vagito si è sentito quella notte e lo sguardo del mondo è cambiato:

«È questo l’augurio che faccio a tutti: che sentano un vagito di bontà nel loro cuore» A. Merini

Auguri anche a te e ai tuoi cari

AUGURI CATERINA

MARIA GRAZIA ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "ANTONIO SOCCI 3 DICEMBRE 2009":

CHE IL VOLTO DI DIO FATTO BAMBINO POSSA SORRIDERE FIN DA SUBITO A CATERINA E A TUTTI VOI.

giovedì 24 dicembre 2009

L'UOMO E LA FEDE

L’UOMO E LA FEDE
Quella nostalgia verso l’infinito
di Julian Carron
Corriere della Sera 24 dicembre 2009
Caro Direttore,

c’è una frase di Dostoevskij che mi accompagna in questi tempi, dovendo parlare del cristianesimo alle persone più diverse in Italia e all’estero: «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?».

Questa domanda suona come una sfida a ciascuno di noi. È precisamente dalla risposta ad essa che dipende la possibilità di successo della fede oggi. In un discorso del 1996, l’allora cardinale Ratzinger rispose che la fede può sperare questo «perché essa trova corrispondenza nella natura dell’uomo. Nell’uomo vi è un’inestinguibile aspirazione nostalgica verso l’infinito». E con ciò indicava anche la condizione necessaria: che il cristianesimo ha bisogno di trovare l’uomo che vibra in ciascuno di noi per mostrare tutta la portata della sua pretesa.

Eppure in quante occasioni siamo tentati di guardare l’umanità concreta che ci troviamo addosso - per esempio, il disagio, l’insoddisfazione, la tristezza, la noia - come un ostacolo, una complicazione, un intralcio alla realizzazione di ciò che desideriamo. E così ci arrabbiamo con noi stessi e con la realtà, soccombendo sotto il peso delle circostanze, nell’illusione di andare avanti tagliando via qualche pezzo di noi.

Ma disagio, insoddisfazione, tristezza, noia non sono sintomi di una malattia su cui intervenire coi farmaci, come accade sempre più spesso in una società che confonde l’inquietudine del cuore col panico e con l’ansia. Sono piuttosto segni di quale sia la natura dell’io. Il nostro desiderio è più grande di tutto l’universo. La percezione del vuoto in noi e attorno a noi di cui parla Leopardi («mancamento e voto») e la noia di cui parla Heidegger sono la prova dell’inesorabilità del nostro cuore, del carattere smisurato del nostro desiderio - niente è in grado di darci soddisfazione e pace -; possiamo dimenticarlo, tradirlo, ingannarlo, ma non possiamo togliercelo di dosso.

Per questo il vero ostacolo al cammino non è la nostra concreta umanità, ma la trascuratezza di essa. Tutto in noi grida l’esigenza di qualcosa che riempia il vuoto. Lo intuiva perfino Nietzsche, che non poté evitare di rivolgersi al “dio ignoto” che fa tutte le cose: «Rimasto solo, levo le mie mani/ (…) “Al dio ignoto”:/ (…) Conoscerti io voglio - te, l’Ignoto,/ Che a fondo mi penetri nell’anima,/ Come tempesta squassi la mia vita,/ Inafferrabile eppure a me affine!» (1864).

Il Natale è l’annuncio che questo ignoto Mistero è diventato una presenza familiare, senza la quale nessuno di noi potrebbe rimanere uomo a lungo, finirebbe travolto dalla confusione, vedendo decomporsi il proprio volto, perché «solo il divino può “salvare” l’uomo, cioè le dimensioni vere ed essenziali dell’umana figura e del suo destino» (don Giussani).

Il segno più persuasivo che Cristo è Dio, il miracolo più grande da cui tutti rimanevano colpiti - più ancora che le gambe raddrizzate e la cecità guarita - era uno sguardo senza paragoni. Il segno che Cristo non è una teoria o un insieme di regole è quello sguardo, di cui è pieno il Vangelo: il Suo modo di trattare l’umano, di entrare in rapporto con coloro che trovava sulla sua strada.

Pensiamo a Zaccheo e alla Maddalena: non ha chiesto loro di cambiare, li ha abbracciati così com’erano, nella loro umanità ferita, sanguinante, bisognosa in tutto. E la loro vita, abbracciata, si ridestava in quel momento in tutta la sua profondità originale.

Chi non desidererebbe essere raggiunto da un simile sguardo ora? Infatti «non si può rimanere nell’amore a se stessi senza che Cristo sia una presenza come è una presenza una madre per il bambino. Senza che Cristo sia presenza ora - ora! -, io non posso amarmi ora e non posso amare te ora» (don Giussani). Sarebbe l’unica modalità per rispondere da uomini del nostro tempo, ragionevolmente e criticamente, alla domanda di Dostoevskij.

Ma come sappiamo che Cristo è vivo ora? Perché il Suo sguardo non è un fatto del passato. Continua nel mondo tale e quale: dal giorno della Sua resurrezione la Chiesa esiste solo per rendere esperienza l’affezione di Dio, attraverso persone che sono il Suo corpo misterioso, testimoni nell’oggi della storia di quello sguardo capace di abbracciare tutto l’umano.

fFACTUM SCRIVE

factum ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Dio è accolto da una donna, perché ogni uomo poss...":

Un vagito si è sentito quella notte e lo sguardo del mondo è cambiato:

«È questo l’augurio che faccio a tutti: che sentano un vagito di bontà nel loro cuore» A. Merini

Auguri anche a te e ai tuoi cari

Dio è accolto da una donna, perché ogni uomo possa accoglierLo in volto d'uomo

Dio è accolto da una donna, perché ogni uomo possa accoglierLo in volto d'uomo
"In Gesù, non c’era "solamente" Dio, che è l’oggetto supremo di tutti i nostri desideri, ma anche l’umanità che ogni essere umano desidera per sé, come pienezza di sé, come compimento di sé" (Padre Mauro Lepori, Abbazia di Hauterive)


Gesù è veramente uomo così come è veramente Dio. È un mistero che non possiamo comprendere, ma nessun uomo ha potuto e non potrà mai vivere la sua umanità come Cristo l’ha vissuta incarnandosi nel ventre della Vergine Maria, nascendo, vivendo una vita umana, morendo e risuscitando. È evidente del resto che se Colui che ha pensato e creato l’uomo – e per di più "a sua immagine e somiglianza" (Gn 1,26) – si fa Egli stesso uomo, nessun uomo potrà essere così perfettamente uomo come Lui.
Il fascino che Gesù esercitava su tutti quelli che Lo incontravano, perfino sui suoi nemici, non doveva derivare "solamente" dal fatto che era Dio, ma anche, e allo stesso tempo, dal fatto che era uomo in un modo perfetto, in tutta la bellezza del disegno originario di Dio sull’uomo. Per tutti, l’incontro con Gesù era l’incontro con un’umanità totalmente corrispondente al desiderio di pienezza, di felicità, di bontà, di bellezza e di verità che è iscritto, che rimane iscritto in ogni essere umano per il fatto stesso che è uomo. L’incontro con l’umanità di Gesù era l’incontro con tutto ciò che l’uomo desidera per sé e in sé.

In Gesù, non c’era "solamente" Dio, che è l’oggetto supremo di tutti i nostri desideri, ma anche l’umanità che ogni essere umano desidera per sé, come pienezza di sé, come compimento di sé. In Gesù si incontra tutto ciò che si desidera possedere e tutto ciò che si desidera essere, e questo in un’unica Persona (Padre Mauro Lepori, Abbazia di Hauterive).


Che il Signore mostri il suo Volto misericordioso
nei volti resi amici dall'accoglienza
e nel cuore delle cose stesse
Auguri a tutti voi
da Famiglie per l'Accoglienza

GRAZIE PER GLI AUGURI CHE GIRO A TUTTI I LETTORI


Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo,
ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.


AUGURI
Anna Stefano Matteo Michele

mercoledì 23 dicembre 2009

AVETE LETTO L'ARTICOLO SOTTO RIPORTATO?"LO SAPEVATE? PER"SCIENCE" E' MEGLIO SACRIFICARE GLI UOMINI ANZICHE' GLI ANIMALI

OBAMA HA APPENA RICEVUTO IL PREMIO NOBEL PER LA PACE.
DESIDERA LA PACE COSI' HA COMPRESO CHE E' MEGLIO SACRIFICARE L'UOMO PIUTTOSTO CHE GLI ANIMALI.
GLI ANIMALISTI COSI' SONO CONTENTI E TUTTI GLI ALTRI UOMINI CONTINUANO A VIVERE SENZA NEMMENO RENDERSI CONTO DI CIO' CHE STA AVVENENDO!!!!!




......Due pagine dopo, con un non celato senso di sollievo, si dà la notizia che finalmente, dopo gli otto anni della presidenza Bush, l’Istituto Nazionale della Salute ha individuato 13 linee di cellule staminali embrionali umane ammissibili al finanziamento federale e che altre 27 linee sono prossime ad essere approvate.
Il commento è immediato: quello che, fatto sugli animali, è considerato pericoloso per le possibili reazioni del pubblico, viene entusiasticamente approvato, tra il consenso generale, se fatto sugli esseri umani......

MARIO MAURO IL MIO INCONTRO CON TARTAGLIA IN CARCERE

.....In quelle parole di Tartaglia si racchiude questo grido: voglio essere me stesso! Il Natale è il dono di speranza di un Dio che si incarna ed entra nella storia dell'uomo. L’avvenimento della nascita di Gesù Cristo è l’unico baluardo per la libertà del nostro cuore, per un avvenire di pace e di giustizia. Un avvenire in cui si cerchi la verità appunto nel cuore dell’uomo, un avvenire in cui dialogare significhi, come ha detto il Santo Padre “assumersi la sofferenza che comporta la rinuncia al proprio aver ragione” e in cui si consideri l’avversario come un protagonista indispensabile della propria storia e non come un nemico da soggiogare.....

...Trovo in questo senso illuminante la frase di Sant’Agostino contenuta ne “La città di Dio” nella quale dice “Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati? È pur sempre un gruppo di individui che è retto dal comando di un capo, è vincolato da un patto sociale e il bottino si divide secondo la legge della convenzione......


Mario Mauro mercoledì 23 dicembre 2009

Come spesso mi accade, lo scorso fine settimana ho fatto visita ai detenuti del carcere milanese di San Vittore. Tra questi c’era anche Massimo Tartaglia, l’uomo che il 13 dicembre ha aggredito il Presidente del Consiglio Berlusconi. Nessun cenno all’aggressione, a quei momenti concitati e lunghissimi in cui chi, come me, era in piazza Duomo, ha temuto un epilogo decisamente peggiore.

LO SAPEVATE? PER"SCIENCE" E' MEGLIO SACRIFICARE GLI UOMINI ANZICHE' GLI ANIMALI

.....Due pagine dopo, con un non celato senso di sollievo, si dà la notizia che finalmente, dopo gli otto anni della presidenza Bush, l’Istituto Nazionale della Salute ha individuato 13 linee di cellule staminali embrionali umane ammissibili al finanziamento federale e che altre 27 linee sono prossime ad essere approvate.
Il commento è immediato: quello che, fatto sugli animali, è considerato pericoloso per le possibili reazioni del pubblico, viene entusiasticamente approvato, tra il consenso generale, se fatto sugli esseri umani.....


Emanuele Ortoleva martedì 22 dicembre 2009

A volte eventi assolutamente indipendenti si trovano casualmente accostati di modo da indurre un osservatore a considerazioni che trascendono il senso dei singoli eventi.

La rivista Science è il pendant statunitense della britannica Nature, mostro sacro dell’informazione scientifica, che anche il cosiddetto uomo della strada - chissà perché quello della strada e non quello di casa - è obbligato a venerare: è scritto su Nature.

NE' SPIRITUALISMO NE' PARTIGIANI

Benedetto XVI spiega la politica ai vescovi
Massimo Camisasca martedì 22 dicembre 2009

Per certi suoi tratti il pontificato di Benedetto XVI sembra sempre più assomigliare a quello di alcuni papi della tarda romanità, come Leone Magno e Gregorio Magno.

Papa Ratzinger è innanzitutto un grande liturgo. La liturgia è stato il campo dei suoi interessi di teologo. È ora il campo del suo ministero petrino. Egli vuole salvare la celebrazione dei sacramenti e il sacerdozio ad essa connesso da ogni riduzione possibile. Sia da quella che fa della celebrazione un rito astorico, magico, sciolto dalla concreta vicenda ebraico-cristiana, sia da quella che appiattisce l’evento sulla sua dimensione politica. Qui la politica visualizzata è quella dei partiti e delle ideologie. Il sacerdote non può essere uomo di una sola parte, proprio perché rappresenta l’universale volontà di salvezza di Dio nei confronti dell’umanità.
Il tema è sempre d’attualità. Di recente un vescovo ha chiesto alla Santa Sede se gli era possibile entrare nella Camera dei Lords in Gran Bretagna. Permesso negato. Nei decenni passati abbiamo avuto preti impegnati ai vertici di due stati, Haiti e Congo Brazzaville. Ben più grave il caso di un vescovo paraguaiano diventato di recente presidente della repubblica, naturalmente sospeso a divinis.


NATALE A BOSTON

VITTORINO MI HA MANDATO UNA PREGHIERA

Gesù ti offriamo il dolore innocente dei nostri figli disabili , rendici capaci di accogliere questo mistero e attraverso di esso sostieni le persone che vivono la difficoltà della vita e chi è disperato.

Gesù ti offriamo anche il nostro dolore e la nostra fatica di genitori

e sostieni tutti gli altri genitori nel difficile compito di educare i figli

Gesù ti offriamo la gioia che i nostri figli ci danno, te ne ringraziamo

e spargila a tutti coloro che donano gratuitamente il tempo per gli altri.

Gesù ti offriamo la compagnia che i nostri figli ci fanno

e fa che tutti possano imparare dalla loro presenza ad apprezzare la vita e tutti i doni che riceviamo.

Gesù grazie per tutti: parenti, amici ,volontari e benefattori , vivi e defunti, che ci accompagnano nel nostro cammino e riempili delle tue benedizioni.



Vittorino Bocchi

lunedì 21 dicembre 2009

VITTORINO SCRIVE

Cara Tiziana
voglio ricambiare i tuoi splendidi auguri .
buon natale

Il nostro desiderio più profondo è salvare il mondo,
o , almeno, i propri cari e se stessi.
Ma poi la vita ci fa capire che non ce la faremo mai a salvare gli altri
e forse nemmeno noi stessi.

Viene il Natale e Gesù salva il mondo cioè ciascuno di noi,

Ci salva Gesù ma non cambia la nostra realtà come vorremmo noi.

E' dentro la realtà che ciascuno vive, pensionato o astronauta,
'single ' o madre di famiglia, figlio o genitore,
che Gesù ci chiede il nostro sì
e ci fa incontrare le persone adeguate per il cammino della nostra vita


Buon Natale


Vittorino

IL SIGNORE E' NATO PER DARE RAGIONE AD OGNI ISTANTE DELLA VITA DI CIASCUN UOMO

Auguri a tutti buon natale!
Un natale non solo di lucine e addobbi ma pieno di certezza
Quel bimbo nella mangiatoia cambia la vita a ciascuno di noi vuole solo il nostro si.
Un si che puo' essere pieno di: entusiasmo,tristezza,stanchezza,dolore e letizia,un si pronunciato all'interno di una grande gioia ,di un grande dolore,di un costante dramma.
Il Signore ci ama e ci conosce vuole solo la nostra adesione.
Il Signore riempie di gioia tutti i cuori anche quello delle vecchie mamme che vivono dei ricordi sole dentro negli ospizi,dei malati,dei bimbi sofferenti,per questo e' possibile dire a tutti BUON NATALE perche' la letizia e' ora possibile sperimentarla dentro ogni circostanza.Nulla e' contro l'uomo se abbraccia la strada che i pastori hanno percorso prima di lui.

Le due grazie che il Signore dona sono:
la tristezza e la stanchezza.
La tristezza perchè mi obbliga alla memoria
e la stanchezza perchè mi obbliga alle ragioni per cui faccio le cose.

Fà, o Dio
che una positività totale guidi il mio animo,
in qualsiasi condizione mi trovi,
qualunque rimorso abbia,
qualunque ingiustizia senta pesare su di me,
qualunque oscurità mi circondi,
qualunque inimicizia, qualunque morte mi assalga,
perché Tu, che hai fatto tutti gli esseri,
sei per il bene.
Tu sei l'ipotesi positiva su tutto ciò che io vivo.

Luigi Giussani

GIOVANNI


...... Oggi, come ai tempi di Gesù, il Natale non è una favola per bambini, ma la risposta di Dio al dramma dell’umanità in cerca della vera pace. "Egli stesso sarà la pace!" – dice il profeta riferendosi al Messia. A noi spetta aprire, spalancare le porte per accoglierlo. Impariamo da Maria e Giuseppe: mettiamoci con fede al servizio del disegno di Dio. Anche se non lo comprendiamo pienamente, affidiamoci alla sua sapienza e bontà. Cerchiamo prima di tutto il Regno di Dio, e la Provvidenza ci aiuterà. Buon Natale a tutti!......

La pressione dell'occhio di Giovanni sta nuovamente salendo e anche la cornea incomincia ad avere danni.
Dovranno vederlo meglio in anestesia per decidere come intervenire.
In questi giorni ricordatelo nelle vostre preghiere.Grazie

ANGELUS 20 DICEMBRE 2009

...... Oggi, come ai tempi di Gesù, il Natale non è una favola per bambini, ma la risposta di Dio al dramma dell’umanità in cerca della vera pace. "Egli stesso sarà la pace!" – dice il profeta riferendosi al Messia. A noi spetta aprire, spalancare le porte per accoglierlo. Impariamo da Maria e Giuseppe: mettiamoci con fede al servizio del disegno di Dio. Anche se non lo comprendiamo pienamente, affidiamoci alla sua sapienza e bontà. Cerchiamo prima di tutto il Regno di Dio, e la Provvidenza ci aiuterà. Buon Natale a tutti!......


Cari fratelli e sorelle!
Con la IV Domenica di Avvento, il Natale del Signore è ormai dinanzi a noi. La liturgia, con le parole del profeta Michea, invita a guardare a Betlemme, la piccola città della Giudea testimone del grande evento: "E tu, Betlemme di Efrata, / così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, / da te uscirà per me / colui che deve essere il dominatore in Israele; / le sue origini sono dall’antichità, / dai giorni più remoti" (Mi 5,1). Mille anni prima di Cristo, Betlemme aveva dato i natali al grande re Davide, che le Scritture concordano nel presentare come antenato del Messia. Il Vangelo di Luca narra che Gesù nacque a Betlemme perché Giuseppe, lo sposo di Maria, essendo della "casa di Davide", dovette recarsi in quella cittadina per il censimento, e proprio in quei giorni Maria diede alla luce Gesù (cfr Lc 2,1-7). In effetti, la stessa profezia di Michea prosegue accennando proprio ad una misteriosa nascita: "Dio li metterà in potere altrui – dice – / fino a quando partorirà colei che deve partorire; / e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele" (Mi 5,2).

S.S.BENEDETTO XVI: CELEBRAZIONE DEI VESPRI, CON LA PARTECIPAZIONE DEGLI UNIVERSITARI ROMANI, 17.12.2009 OMELIA DEL SANTO PADRE

....Il paradosso cristiano consiste proprio nell’identificazione della Sapienza divina, cioè il Logos eterno, con l’uomo Gesù di Nazaret e con la sua storia. Non c’è soluzione a questo paradosso se non nella parola "Amore", che in questo caso va scritta naturalmente con la "A" maiuscola, trattandosi di un Amore che supera infinitamente le dimensioni umane e storiche.....


Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell’Episcopato,
illustri Signori e Signore,
cari fratelli e sorelle!

Quale sapienza nasce a Betlemme? Questa domanda vorrei porre a me e a voi in questo tradizionale incontro pre-natalizio con il mondo universitario romano. Oggi, invece della Santa Messa, celebriamo i Vespri, e la felice coincidenza con l’inizio della novena di Natale ci farà cantare tra poco la prima delle Antifone dette Maggiori:

RISPOSTA ALLE LETTERE DI UN PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA

Può una donna dimenticare suo figlio? Anche se fosse, Dio non ti dimenticherà

di Aldo Trento

L’esperienza quotidiana di quell’abbraccio, l’abbraccio di un uomo con un’umanità densa della tenerezza di Cristo, non solo ha cambiato la mia vita vent’anni fa ma mi ha anche aperto un orizzonte pieno di compassione per ogni uomo il cui destino incrocia la mia vita. Quell’uomo che mi ha abbracciato senza chiedermi niente, senza chiedere nulla su ciò che avevo passato, si chiamava Luigi Giussani. Ricordo come, vedendomi piangere, si avvicinò a me e mi abbracciò mostrandomi un sorriso pieno di misericordia. Era come se mi fossi accorto per la prima volta nella vita dell’esperienza umana di Zaccheo, di Matteo, dell’adultera, della samaritana, del buon ladrone, del padre del figliol prodigo. Da quel giorno non è passato un istante senza che nella mia vita non prendessi su di me il dolore di ogni essere umano che soffre. Tutti i miei malati di cancro, di Aids, le prostitute, gli omosessuali, le lesbiche, i travestiti, i miei bambini violati, i violentatori con cui devo trattare, tutti i miei poveri raccolti dalla strada pieni di escrementi dalle unghie dei piedi fino ai capelli, tutta questa “spazzatura umana” la sento ontologicamente mia. Vivo con loro quello che Cristo mi testimonia ogni giorno, avendo pietà di me. Quanto dolore mi hanno portato le lettere di un sacerdote, che non conosco ma che è parte di me perché parte del Corpo di Cristo.

I VECCHI SCARICATI COME RIFIUTI PER LE STRADE DI ASSUNCION

....Il sorriso nasce dal ricevere un abbraccio, dal fatto che qualcuno ci ha sorriso per primo. Ecco cosa mi hanno insegnato queste persone la cui vita è cambiata perché sono stati accolti con l’abbraccio di Cristo in ognuno di quelli che stanno accanto a loro tutti i giorni. Serbo tutte queste cose dentro di me: quale migliore modello potrei avere se non questa allegria, questa tenerezza? Quanto è importante sentire che qualcuno ti accoglie con affetto, per potermi sentire abbracciata......




Perfino loro possono cambiare quando trovano un abbraccio vero
Asilo de Dios, il dvd di padre Aldo Trento in edicola con Tempi da giovedì 17 dicembre
di Aldo Trento

Non esiste condizione umana o inumana che resista alla verità di un’esperienza carica della coscienza che l’uomo è relazione con l’Infinito, e che alla luce di questa consapevolezza non possa cambiare e trasformarsi in positività e gioia di vivere.

domenica 20 dicembre 2009

LA VITA DI KAROL CELA ANCORA FATTI SORPRENDENTI

di DAVIDE RONDONI

In una sua bella pagina il poeta francese Charles Péguy dice che Gesù, incarnandosi, ha assunto anche la "discutibilità" come caratteristica storica in cui abitare. Ovvero, dice con forza poetica quel testo, essendosi incarnato, Dio accetta anche il rischio del fraintendimento, della messa in discussione, della diatriba tra testimoni e storici. Insomma, tutte le cose che capitano ai fatti storici. L'incarnazione, dolcissima e paziente, è tale fino a questo punto, fino in fondo. Lo si vede continuamente nel Vangelo. Il dibattito, diciamo così, intorno a Gesù era vivace e la sua domanda agli apostoli ("e voi chi dite che io sia?") è il segno drammatico e supremo di questo metodo. Con il Natale, Dio si è messo nelle mani dell'uomo. Straordinario rovesciamento, dice ancora Péguy.

DA BOSTON GLI AUGURI DI MICHELE ANNA E PAOLO


AUGURI ANCHE A VOI UN BACIONE DALLA NONNA

GRAZIE SIMONA PER GLI AUGURI


BUON NATALE ANCHE A TUTTI VOI

sabato 19 dicembre 2009

APPUNTI DI SDC DI CARRON 16 DICEMBRE

....Come mi scriveva uno oggi, riferendosi all’episodio in cui Gesù dice di dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio: «Il Vangelo riferisce che tutti, soprattutto i farisei, erano stupiti e se ne andarono zitti. Erano stupiti: non è che quelli che se ne andavano, cioè che non aderivano a Gesù, non erano
stupiti. Ma non basta lo stupore, occorre desiderare di rimanere e seguire, non è meccanico; e quando uno Lo vede all’opera, come è possibile che non si fissi lo sguardo non su quello che manca, ma su quello che c’è? Come non spostare sempre di più lo sguardo in qualsiasi situazione a Lui? “E la Sua presenza mi riempie di silenzio”». Questo è quello che cambia la vita, e allora niente
è un ostacolo, neanche il male; perché è una festa, è sempre una festa, come dice la Scuola di comunità: «Così che se uno fosse triste e avvilito, la fiducia è l’ottimismo di ogni risveglio, ogni risveglio diventa festa». E io mi sentivo così travolto soltanto a rileggerlo che mi è venuta una gratitudine immensa per don Giussani, perché il Signore ci ha donato uno che si è travolto così e
continua a travolgerci così. Questa è la grandezza, l’utilità di questo lavoro che riempie la vita di letizia e genera un popolo per poterlo testimoniare. È questo che auguro a tutti per il Natale e lo riassumo in questa frase: che sia un Tu che domini questi giorni......


Testo di riferimento: L. Giussani, Si può vivere così?, Rizzoli, Milano 2007, pp. 278-289
• Canto “I Wonder”
• Canto “Aria di neve”
Io faccio l’infermiera e questa settimana c’era un mio paziente in reparto con cui io ero arrabbiata perché mi aveva preso in giro e davanti a lui, al di là dell’arrabbiatura, mi sono resa conto che mi ripugnava (non lo toccavo neanche) perché era un tossicodipendente, perché era alcolizzato.

venerdì 18 dicembre 2009

A Natale regalati un divorzio

Corriere 18 Dicembre 2009



Critiche inevitabili alla signora Lloyd Platt sono arrivate soprattutto dalla
Chiesa, la quale sottolinea la sfrontatezza di un’iniziativa del genere proprio
in concomitanza del Santo Natale.


Per le festività uno studio legale di Londra offre buoni per consulenze di divorzio a prezzi scontatissimi


MILANO –È Natale, siamo tutti più buoni, anche gli avvocati. E allora perché non approfittare di un’offerta-divorzio a prezzi stracciati. Divorziare per divorziare tanto vale risparmiare: è quanto proposto da uno studio londinese, che offre consulenze legali scontate sotto l’albero di Natale.
BUONI PER DIVORZIARE - Pacchetti-divorzio al prezzo stracciato di 140 euro (anziché 365 euro) per una consulenza di diritto di famiglia di un’ora: è l’idea originale, forse un po’ cinica, di Vanessa Lloyd Platt dello studio Lloyd Platt & Company, che esercita la professione di divorzista nel Paese dove c’è il più alto tasso di fallimenti matrimoniali. Per il momento ne sono stati acquistati una sessantina e non solo dai coniugi interessati a fare un omaggio alla propria dolce metà, ma anche da amici e parenti (forse anche amanti), evidentemente convinti che un’intermediazione legale negli affari della coppia amica sia ormai necessaria.

PERCHÈ A NATALE? – Critiche inevitabili alla signora Lloyd Platt sono arrivate soprattutto dalla Chiesa, la quale sottolinea la sfrontatezza di un’iniziativa del genere proprio in concomitanza del Santo Natale. Ma la scelta della ricorrenza cattolica non è casuale. Pare infatti che in corrispondenza della nascita di Gesù bambino la gente sia particolarmente stressata, risucchiata dalla macchina consumista pagana e per nulla cristiana, dalle cene con parenti non sempre amati, dal traffico pre-natalizio, e via dicendo. Motivo per cui le coppie scoppiano, anche e soprattutto a Natale. Tanto che a gennaio le code davanti all’avvocato si allungano.

Emanuela Di Pasqua

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA CELEBRAZIONE DELLA XLIII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

Dal Vaticano, 8 dicembre 2009
BENEDICTUS PP. XVI

SE VUOI COLTIVARE LA PACE, CUSTODISCI IL CREATO

1. In occasione dell’inizio del Nuovo Anno, desidero rivolgere i più fervidi auguri di pace a tutte le comunità cristiane, ai responsabili delle Nazioni, agli uomini e alle donne di buona volontà del mondo intero. Per questa XLIII Giornata Mondiale della Pace ho scelto il tema: Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato. Il rispetto del creato riveste grande rilevanza, anche perché «la creazione è l’inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio» [1] e la sua salvaguardia diventa oggi essenziale per la pacifica convivenza dell’umanità. Se, infatti, a causa della crudeltà dell’uomo sull’uomo, numerose sono le minacce che incombono sulla pace e sull’autentico sviluppo umano integrale – guerre, conflitti internazionali e regionali, atti terroristici e violazioni dei diritti umani –, non meno preoccupanti sono le minacce originate dalla noncuranza – se non addirittura dall’abuso – nei confronti della terra e dei beni naturali che Dio ha elargito. Per tale motivo è indispensabile che l’umanità rinnovi e rafforzi «quell’alleanza tra essere umano e ambiente, che deve essere specchio dell’amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino» [2].



17 DICEMBRE HABIB HA COMPIUTO 6 ANNI


AUGURI!!!

PAOLO ALLE PRESE CON LA SUA PRIMA PAPPA OGGI COMPIE 6 MESI

AUGURI PAOLO!
BUON PRANZO!
IMMAGINO CHE LA MAMMA SIA FACILITATA DALLA TUA VORACITA'!!!!!
UN BACIONE DALLA NONNA




ASILO DE DIOS

Un Dvd per sostenere l’opera di don Aldo Trento in Paraguay. Il Dvd Asilo de Dios sarà in vendita con Tempi a partire da giovedì 17 dicembre*.

di Tempi
Asilo de Dios.
Un DVD per sostenere l’opera di don Aldo Trento in Paraguay

«Se quello che ho visto è Dio, anch’io posso credere in Lui». Il viaggio di un giornalista ateo nella clinica Divina Providencia

Cari amici,
in questo Dvd realizzato da Telefuturo, la più importante tivù del Paraguay, protagonisti della trasmissione sono i malati terminali di Aids e di altre malattie. Tutti “figli di Dio”, che hanno vissuto nella strada e che grazie a tanti amici abbiamo recuperato e seguiamo tenendo presente che il nostro compito è che muoiano come persone umane.
Il giornalista è Humberto Rubin, il più importante giornalista del Paraguay, ateo, che dopo aver realizzato questa trasmissione ha detto: «Se quello che ho visto è Dio, anch’io posso credere in Lui».
Proporre a una persona di comprare il Dvd significa risvegliare la coscienza della propria responsabilità di fronte alla realtà e al destino. Quanto più un uomo è appassionato alla realtà e al proprio destino, tanto più vive il lavoro con gusto, vibrando nella solidarietà verso tutti. Guardare questo Dvd permette di prendere coscienza del perché dell’esistenza, del suo valore, qualunque sia la condizione in cui si svolge, e nel medesimo tempo essere protagonisti di quello che uno fa.
Inoltre comprando questo Dvd si aiuta a portare avanti un’iniziativa della Divina Provvidenza, la grande protagonista di tutto. È un modo per far sì che migliaia di bambini, anziani, malati terminali possano essere assistiti ogni giorno (mese o anno) presso le nostre strutture.

martedì 15 dicembre 2009

COMUNICATO STAMPA COMUNIONE LIBERAZIONE

Aggressione a Berlusconi in piazza Duomo a Milano:
nota di Comunione e Liberazione

All’origine dell’aggressione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al quale siamo vicini e auguriamo una pronta guarigione, c’è un clima di ostilità ideologica che sta demolendo la possibilità di una convivenza pacifica e ordinata: è il frutto di una lunga storia che ha reso mentalità normale l’atteggiamento dell’homo homini lupus, che giunge a utilizzare la violenza - verbale e fisica - come modalità dei rapporti, in famiglia, a scuola e al lavoro, fino alla politica.

La radice di questa violenza è in ciascuno di noi e si esprime come menzogna, odio e strumentalizzazione dell’altro per affermare la propria opinione e i propri interessi. La Chiesa chiama “peccato originale” questa presunzione.
L’esito è la grande confusione in cui siamo immersi e che semina dubbio e incertezza a riguardo di ciò che è vero, giusto e buono, riducendo ogni comportamento a reattività istintiva, come abbiamo visto in piazza Duomo a Milano domenica.

Il cristianesimo è nato precisamente per offrire una risposta a questa situazione da cui l’uomo non sa uscire con le sue forze, come ci ricorda il Natale che stiamo apprestandoci a vivere: una esaltazione del valore dell’io di ciascuno in quanto “mistero” che eccede ogni possibilità di strumentalizzazione; un riconoscimento che la propria vita implica l’esistenza dell’altro uomo, chiunque sia. Questo è il fondamento del rispetto verso tutti - cioè della democrazia e del dialogo -, senza del quale cresce la confusione e domina la violenza.

l’ufficio stampa di CL
Milano, 14 dicembre 2009.

lunedì 14 dicembre 2009

ANGELUS

......La madre Chiesa, mentre ci accompagna verso il santo Natale, ci aiuta a riscoprire il senso e il gusto della gioia cristiana, così diversa da quella del mondo. In questa domenica, secondo una bella tradizione, i bambini di Roma vengono a far benedire dal Papa le statuine di Gesù Bambino, che porranno nei loro presepi. E, infatti, vedo qui in Piazza San Pietro tanti bambini e ragazzi, insieme con i genitori, gli insegnanti e i catechisti. Carissimi, vi saluto tutti con grande affetto e vi ringrazio di essere venuti. È per me motivo di gioia sapere che nelle vostre famiglie si conserva l’usanza di fare il presepe. Però non basta ripetere un gesto tradizionale, per quanto importante. Bisogna cercare di vivere nella realtà di tutti i giorni quello che il presepe rappresenta, cioè l’amore di Cristo, la sua umiltà, la sua povertà. È ciò che fece san Francesco a Greccio: rappresentò dal vivo la scena della Natività, per poterla contemplare e adorare, ma soprattutto per saper meglio mettere in pratica il messaggio del Figlio di Dio, che per amore nostro si è spogliato di tutto e si è fatto piccolo bambino.....


.....E i pastori? Che motivo avrebbero di rallegrarsi? Quel Neonato non cambierà certo la loro condizione di povertà e di emarginazione. Ma la fede li aiuta a riconoscere nel "bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia", il "segno" del compiersi delle promesse di Dio per tutti gli uomini "che egli ama" (Lc 2,12.14), anche per loro!.....


CITTA' DEL VATICANO, domenica, 13 dicembre 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo il discorso che Benedetto XVI ha pronunciato questa domenica in occasione della preghiera mariana dell'Angelus, recitata insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti in piazza San Pietro.

'' VERA GIOIA NON VIENE DA COSE MA DA AMORE E VERITA' ''

BENEDETTO XVI:
- ROMA, 13 DIC - "La vera gioia è il sentire che la nostra esistenza personale e comunitaria viene visitata e riempita da un mistero grande, il mistero dell'amore di Dio".
Sono le parole dell'Angelus che il Papa ha letto ai 50 mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro per la benedizione dei "Bambinelli" dei presepi delle famiglie romane.
"Per gioire - ha continuato - abbiamo bisogno non solo di cose, ma di amore e di verità".
Benedetto XVI ha poi parlato della tradizione natalizia del presepe: "Il presepio è una scuola di vita, dove possiamo imparare il segreto della vera gioia che non consiste nell'avere tante cose, ma nel sentirsi amati dal Signore, nel farsi dono per gli altri e nel volersi bene".
"Non basta ripetere un gesto tradizionale, per quanto importante. Bisogna cercare di vivere nella realtà di tutti i giorni quello che rappresenta", ha concluso il Santo Padre.


Autore: VaFo

BENEDETTO XVI VISITA I MALATI TERMINALI;NON SIETE PESO SOCIALE

Il Pontefice a centro cure palliative Roma:vi servono gesti amoreCittà del Vaticano, 13 dic - "Oggi la prevalente mentalità efficientistica tende spesso ad emarginare queste persone, ritenendole un peso ed un problema per la società. Chi ha il senso della dignità umana sa, invece, che esse vanno rispettate e sostenute mentre affrontano le difficoltà e la sofferenza legate alle loro condizioni di salute". Lo ha detto Papa Benedetto XVI al termine della visita all'Hospice Fondazione Roma, meglio noto come Hospice del Sacro Cuore, che, al quartiere Gianicolo nei pressi del Vaticano, ospita gratuitamente malati terminali.

"Cari malati e cari familiari - ha detto il Pontefice incontrando i degenti - ho visto nei vostri occhi la fede e la forza che vi sostengono nelle difficoltà.

venerdì 11 dicembre 2009

CL GRATITUDINE ALL'ARCIVESCOVO DI MILANO

09/12/2009 - Il comunicato stampa di Comunione e Liberazione in occasione della Festività di sant'Ambrogio celebrata dal cardinale Dionigi Tettamanzi a Milano

Il cardinale Tettamanzi.Milano, 9 dicembre 2009
Il movimento di Comunione e Liberazione è grato al cardinale Tettamanzi per le parole pronunciate durante l’omelia di Sant’Ambrogio, quando - commentando la parabola del buon pastore - ha ricordato la passione della Chiesa per la vita di ogni uomo, poiché «il rapporto tra Gesù e noi non è un rapporto generico, indistinto, di massa - siamo il suo “gregge” -, ma un rapporto personale, personalissimo: tocca a ciascuno di noi nella propria unicità e irrepetibilità». È proprio in questo sguardo di Cristo che noi ritroviamo noi stessi, noi che non ci sentiamo a posto, ma siamo come la centesima pecora del Vangelo.
Questa è la ragione che riconosciamo all’origine della sensibilità dell’Arcivescovo per ogni persona della diocesi ambrosiana, in particolare quell’impeto di carità per coloro che più vivono in una condizione sociale disagiata. E questo è il motivo della responsabilità di un vescovo nella Chiesa, come ha detto l’Arcivescovo ancora nell’omelia: «Nell’interpretazione di Ambrogio il vigilare del pastore sul gregge è un aspetto della sua missione evangelizzatrice, del suo compito di far risplendere - nella notte del mondo non credente - la luce di Cristo».
Questo non è un generico umanitarismo o la rinuncia all’identità cristiana, dal momento che «di fronte alla propria coscienza e all’intero popolo di Dio il ministro è chiamato a mostrare sul proprio volto i lineamenti di amore e di santità che splendono sul volto di Cristo Signore, il buon pastore che offre la vita per noi».
Noi vogliamo continuare a collaborare offrendo quella testimonianza a cui il cardinale Tettamanzi ci richiama, la sola che consente di fare arrivare «la premura del buon pastore» a qualunque uomo, chiunque egli sia.
L’ufficio stampa di CL

BENEDETTO XVI UDIENZA MERCOLEDI'9 DICEMBRE

...Ruperto ci insegna che quando sorgono controversie nella Chiesa, il riferimento al ministero petrino garantisce fedeltà alla sana dottrina e dona serenità e libertà interiore....


....affermò con decisione la continuità tra il Corpo del Verbo incarnato di Cristo e quello presente nelle Specie eucaristiche del pane e del vino. Cari fratelli e sorelle, mi sembra che a questo punto dobbiamo anche pensare al nostro tempo; anche oggi esiste il pericolo di ridimensionare il realismo eucaristico, considerare, cioè, l’Eucaristia quasi come solo un rito di comunione, di socializzazione, dimenticando troppo facilmente che nell’Eucaristia è presente realmente Cristo risorto ....-


.....Egli parte dalla bontà di Dio, dalla verità che Dio è sommamente buono e non può che volere il bene. Così egli individua l’origine del male nell’uomo stesso e nell’uso sbagliato della libertà umana. Quando Ruperto affronta questo argomento, scrive delle pagine piene di afflato religioso per lodare la misericordia infinita del Padre, la pazienza e la benevolenza di Dio verso l’uomo peccatore......


.....l’Incarnazione, evento centrale di tutta la storia, era stata prevista sin dall’eternità, anche indipendentemente dal peccato dell’uomo, affinché tutta la creazione potesse dare lode a Dio Padre e amarlo come un’unica famiglia radunata attorno a Cristo, il Figlio di Dio. Egli vede allora nella donna incinta dell’Apocalisse l’intera storia dell’umanità, che è orientata a Cristo, così come il concepimento è orientato al parto, una prospettiva che sarà sviluppata da altri pensatori e valorizzata anche dalla teologia contemporanea, la quale afferma che tutta la storia del mondo e dell’umanità è concepimento orientato al parto di Cristo......


Aula Paolo VI
Ruperto di Deutz
Cari fratelli e sorelle,

oggi facciamo conoscenza di un altro monaco benedettino del dodicesimo secolo. Il suo nome è Ruperto di Deutz, una città vicina a Colonia, sede di un famoso monastero.

mercoledì 9 dicembre 2009

IL BISOGNO NON E' UN LIMITE

Il bisogno non è un limite
Chi ha cibo ha il problema di togliere il gusto, il desiderio, o vuole avere il desiderio per gustare il cibo? Qualcuno vuole che questo sia una tappa da superare o gli piacerebbe avere sempre a posto tutta la sua umanità per godere di un buon vino o di un buon cibo? Questo indica fino a che punto noi ci stacchiamo dalla nostra esperienza, perché nell’esperienza quello che emerge, se uno lo osserva, è che il bisogno, in questo caso la fame, è al servizio di un’altra cosa, perché senza fame io non potrei godere di un buon cibo o di un buon vino.

Lo stesso vale per il bisogno di essere amati. Chi ha il problema di superare la tappa di essere amato, di aver bisogno di essere amato? Chi non ha ancora incontrato la persona amata. Chi ha incontrato la persona amata, non sente l’urgenza di superare questa tappa: ha il desideriocostantemente desto di rivederla ancora, di andarla a cercare. Non pensa affatto: «Adesso superiamo questa tappa, in modo tale che non mi interessi assolutamente più che ci sia o non ci sia». È un’astrazione, pura e dura.

Julian Carròn

UP L'ULTIMO CAPOLAVORO DELLA PIXAR E' IN EFFETTI UN CAPOLAVORO

Inizialmente ho guardato una parte del film con Giovanni,stiravo e sbirciavo e mi sono detta"quanto e' triste!"
Poi Sabina e Yoyo mi hanno detto che dovevo superare la prima parte,cosi' ho riprovato.
L'attenzione forse era bassa e non sono riuscita a terminarlo.
Antonio mi ha poi detto che Francesco voleva regalarci questo film per il 35 anniversario di matrimonio.
La mia attenzione allora e' aumentata volevo capire il motivo per cui tutti i miei figli mi incitavano a guardarlo.E' in effetti una storia solida, avvincente, emozionante, che parla di persone, di promesse, di responsabilità e di scelte.
E' la storia di ciascuno di noi che rimanendo attaccati alla realta'e' costantemente richiamato al cambiamento.
Grazie Francesco di aver insistito, a volte si pensa che perdersi nella visione di un film sia tempo sprecato ma guardarlo, cercando il significato profondo che vuole lanciare, e' certamente di aiuto e sostegno.E' vero nel film ho ritrovato le parole della lettera che ci hai scritto il 30 novembre
GRAZIE mamma

"Up", l'ultima fatica della Pixar nelle sale in questi giorni, diretto
da Pete Docter (regista di Monsters & Co.), è un piccolo gioiello che
diverte, che commuove, fa volare e offre una varietà di letture.
Già l'incipit è desueto, circa 15 minuti iniziali scanditi da un
pianoforte e senza che i personaggi proferiscano parola.
Protagonisti di questa avventura sono Carl, un anziano piuttosto
burbero e Russell, un ragazzino esuberante che sogna di fare
l'esploratore. I due si troveranno uniti in un viaggio che li porterà
in Sudamerica a bordo di una casa volante trasportata da migliaia
di palloncini colorati.
Questa strana coppia sperimenterà insidie e pericoli, che porteranno
in superficie i valori della amicizia, della solidarietà, della tolleranza
reciproca, dell'entusiasmo per la vita anche quando pensi non ci sia
più nulla in cui credere.
Se avete visto "Gran Torino" di Eastwood,
troverete una serie di suggestioni che vi catturano nello stesso modo.
Questo lungometraggio è pieno di eleganza, di umorismo, e trasuda
poesia da tutti i pori.
Con "Up" ci si ferma a riflettere, a metabolizzare i suggerimenti su
temi seri e complicati, su modi diversi di prendere la vita, "sulle
cose noiose e semplici che poi ci ricordiamo meglio. "Up" ti riporta
all'elaborazione dolorosa del lutto, al valore dei sogni e dei ricordi
spesso legati agli oggetti, ai gesti ripetuti e condivisi per anni con
qualcuno di cui ti sei preso cura, che si è preso cura di te.
"Assieme all'umorismo c'è bisogno ci sia cuore - ha detto Lasseter -
Walt Disney ha sempre detto che per ogni risata ci deve essere una
lacrima e io ci credo."
Ci credo anche io. "Up" è un film che incanta, è leggero e delicato,
andate a vederlo, ne uscirete migliori,

Up! L’ultimo capolavoro della Pixar è, in effetti, un capolavoro
lunedì, 26 ottobre, 2009
By ancos
Immagino che ormai abbiate visto tutti Up, l’ultimo cartone animato in 3D prodotto dalla Pixar e distribuito dalla Disney.


ANTONIO SOCCI 3 DICEMBRE 2009

....‘Felice l’uomo che mi ascolta, vegliando alla mia porta ogni giorno’ (Prov 8, 34). Beato, dice Maria, chi ascolta i miei consigli e resta accanto alle porte della mia misericordia invocando la mia intercessione e il mio soccorso! (…)
Questo desidera Maria da noi, di essere sempre invocata e implorata, non per mendicare da noi omaggi e onori, troppo al di sotto dei suoi meriti, ma affinché così, crescendo la nostra fiducia e devozione, essa possa maggiormente soccorrerci e consolarci: ‘Ella cerca quei devoti, dice san Bonaventura, che ricorrono a lei con fervore e reverenza. Questi predilige, nutre, accoglie come figli’ ”.....


Molti di voi continuano, comprensibilmente, a chiedermi notizie di Caterina. Non posso scendere in particolari, ma naturalmente si tratta di una lotta drammatica.
Per questo vorrei sommessamente domandarvi un piccolo aiuto, che tuttavia è grande per Caterina e per me (già vi ringrazio dal profondo del cuore)….
Ma prima voglio ricordare che siamo nei giorni della Novena dell’Immacolata. Io ho riletto alcune pagine del libro di S. Alfonso M. de Liguori, “Le glorie di Maria”.

ANTONIO SOCCI 7 DICEMBRE 2009

....Ecco, nella festa dell’Immacolata Concezione, possiamo davvero pensare alle parole di Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”. E noi, mendicanti della bellezza, assetati dei suoi occhi buoni e delle sue consolazioni, abbiamo l’immenso privilegio di essere da lei confortati, abbracciati, carezzati, guariti…
Questo essere suoi figli ci spalanca davanti un grande compito…

http://www.antoniosocci.com/2009/12/come-fai-ad-essere-cosi-bella/
“Avendo volto lo sguardo verso quel lato, vidi la Santissima Vergine all’altezza del quadro di san Giuseppe. La sua statura era media e la sua bellezza tale che mi è impossibile descriverla”.
Così suor Caterina Labouré parlando delle apparizioni del 1830. Tutti i veggenti di tutte le apparizioni concordano sulla straordinaria bellezza della giovane Donna che appare loro.
Una bellezza che – dicono – è infinitamente superiore a quella di qualsiasi bellissima ragazza che si conosca e che – pure sui mass media, oggi – venga celebrata come bellissima.

ATTO DI VENERAZIONE ALL’IMMACOLATA A PIAZZA DI SPAGNA, 08.12.2009

.......C’è invece in ogni uomo il desiderio di essere accolto come persona e considerato una realtà sacra, perché ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto.

La città, cari fratelli e sorelle, siamo tutti noi! Ciascuno contribuisce alla sua vita e al suo clima morale, in bene o in male. Nel cuore di ognuno di noi passa il confine tra il bene e il male e nessuno di noi deve sentirsi in diritto di giudicare gli altri, ma piuttosto ciascuno deve sentire il dovere di migliorare se stesso!.....


OMELIA DEL SANTO PADRE

Cari fratelli e sorelle!

Nel cuore delle città cristiane, Maria costituisce una presenza dolce e rassicurante. Con il suo stile discreto dona a tutti pace e speranza nei momenti lieti e tristi dell’esistenza. Nelle chiese, nelle cappelle, sulle pareti dei palazzi: un dipinto, un mosaico, una statua ricorda la presenza della Madre che veglia costantemente sui suoi figli.
Anche qui, in Piazza di Spagna, Maria è posta in alto, quasi a vegliare su Roma.

Cosa dice Maria alla città? Cosa ricorda a tutti con la sua presenza? Ricorda che “dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia” (Rm 5,20) – come scrive l’apostolo Paolo. Ella è la Madre Immacolata che ripete anche agli uomini del nostro tempo: non abbiate paura, Gesù ha vinto il male; l’ha vinto alla radice, liberandoci dal suo dominio.
Quanto abbiamo bisogno di questa bella notizia!

Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono. Per questo la città ha bisogno di Maria, che con la sua presenza ci parla di Dio, ci ricorda la vittoria della Grazia sul peccato, e ci induce a sperare anche nelle situazioni umanamente più difficili.

domenica 6 dicembre 2009

ARCIDIOCESI DI BOLOGNA

........Il matrimonio e la famiglia fondata su di esso è l’istituto più
importante per promuovere il bene comune della nostra regione.
Dove sono erosi, la società è maggiormente esposta alle più gravi
patologie sociali.
La prima erosione avviene quando si pongono atti che
obbiettivamente possono far diminuire la stima soprattutto nella
coscienza delle giovani generazioni, dell’istituto del matrimonio e
della famiglia. E ciò accadrebbe se al matrimonio e alla famiglia, così
come sono costituzionalmente riconosciuti, venissero pubblicamente
equiparate convivenze di natura diversa. Vi prego di riflettere
seriamente sulla responsabilità che vi assumereste approvando quella
norma........


COMUNICATO

L’Arcivescovo di Bologna S. Em. il Card. Carlo Caffarra rivolge un appello
al Presidente della Regione Emilia–Romagna, ai Membri della Giunta
regionale e del Consiglio regionale affinché non si proceda alla
equiparazione alla famiglia di forme di convivenza di natura diversa.
Se ne trasmette il testo.

IL NOSTRO COMPIMENTO

....È la meta che domina la nostra vita e determina e illumina i passi di ogni giorno. Tutto ciò segna la differenza profonda fra ogni messianismo umano e il cristianesimo. Il messianismo umano, ogni ideale rivoluzionario, è costretto a cancellare il presente per affermare il futuro. “I morti di oggi, i sacrifici di oggi non contano, sono necessari al domani.” Nel cristianesimo, invece, la meta illumina e riscalda il presente, dà luce e giudizio su di esso e forza per viverlo......



Scritto da Massimo Camisasca il 2 dicembre 2009 ·
www.sancarlo.org

La nostra vita è definita da ciò che ci attrae e non dai nostri limiti. Quando uno cammina, ha in mente soprattutto la meta e questo pensiero determina anche il suo itinerario. Se uno deve andare in pellegrinaggio a Santiago di Compostela o a Czestochowa, o a Chartres, che cosa domina il suo cuore? Il desiderio di arrivare. Se risentissimo le testimonianze dei seminaristi che quest’anno hanno percorso il cammino verso Santiago de Compostela, saremmo sicuramente colpiti dal fatto che il momento più emozionante per loro è stato l’arrivo nella piazza davanti alla Cattedrale, dove si sono inginocchiati cantando il Non nobis Domine.

IL MONDO HA BISOGNO DI BELLEZZA

Massimo Camisasca
ILSUSSIDIARIO.NET
giovedì 26 novembre 2009
L’arte e gli artisti hanno da sempre interessato la Chiesa. È per una ragione che ha attinenza profonda con il cuore stesso del Cristianesimo. Esso non è nient’altro che questo: Dio prende la carne di un uomo per raggiungere gli uomini di ogni tempo e di ogni spazio.

sabato 5 dicembre 2009

CARRON \RIOTTA:ALLE IMPRESE OCCORRE MENO INDIVIDUALISMO E PIU' EDUCAZIONE

venerdì 4 dicembre 2009

«Siamo davanti a due strade possibili: o il ritorno alla persona, ciascuna con la sua singolarità e dignità, oppure avanzare ognuno per conto nostro. È la deriva dell’individualismo, che solo un’educazione può sconfiggere». Gianni Riotta, direttore del Sole 24 Ore, interviene nel dibattito sulla lezione La tua opera è un bene per tutti di Julián Carrón. La crisi? «Siamo un paese più coeso di quello che ci immaginiamo».
Agli imprenditori convenuti per l’assemblea nazionale della Compagnia delle Opere, Julián Carrón ha detto che viviamo in un contesto culturale nel quale la risposta alla sfida del rapporto tra l’io e la comunità è l’individualismo. Condivide?

APPUNTI DELLA SCUOLA DI COMUNITA' DI DON CARRON DEL 2 DICEMBRE

Milano, 2 dicembre 2009
Testo di riferimento: L. Giussani, Si può vivere così?, Rizzoli, Milano 2007, pp. 259-270
• Canto “Favola”
• Canto “My Song is Love Unknown”
Cominciamo il nostro lavoro di Scuola di comunità; vi ricordo sempre di essere sintetici, con il giudizio dell’esperienza che facciamo.
Io parto da un’esperienza che ho fatto quest’estate. Durante un’assemblea con te, a un certo punto,mi sono messo a piangere perché è stato come se avessi avuto per la prima volta in maniera così chiara l’evidenza di chi sono, perché lì io mi sono detto: «Tu hai tutto. Questa è l’unica cosa vera della tua vita». Se ci fosse stato lì un mago e mi avesse detto: «Realizzo qualsiasi tuo desiderio», io
non avrei saputo cosa chiedere. Questo ha generato una commozione enorme, mai provata prima;


Lugo Avvento 2009 MEDITAZIONE di DON CARLO GRILLINI

.....Mi butto perché solo nella realtà posso trovare: fuori dalla realtà c’è il nulla. I sogni, per quanto belli, sono bruttissimi: perché non esistono. La realtà, per quanto drammatica è bellissima. Perché esiste. E cosa trovo da mattina a sera? Mille cose che mi provocano: che mi danno un briciolo di felicità … che non basta mai a farmi felice. Tutto mi provoca a desiderare di più. Sempre di più.....

....Perché quel che il santo trova non sazia la fame, anzi. Perché la fame è infinita ed insaziabile. Chi vive una giornata seriamente lo sa. Chi non lo sa è perché non vive. Poi perché l’oggetto del desiderio è infinito: e anche l’infinito è inesauribile. Sulla terra inizia il godimento: si chiama centuplo. Ma il centuplo non fa felice nessuno: san Paolo lo chiama caparra, un anticipo della quota totale: che ti fa venire voglia del totale.....

... Perché la missione non è un fare, ma un offrire e un domandare. E offrire e domandare si può sempre. Anche sulla croce: anzi, la croce fu il gesto che salvò il mondo perché fu una offerta totale e una domanda totale. Quando sei sulla croce, quando perdi tutto, finalmente puoi riconoscere che Lui è tutto e affidare tutto a Lui e domandare che Lui venga a colmare tutto il vuoto del cuore: questa è l’offerta e la domanda......

Ciascun confusamente un bene apprende nel qual si queti l'animo, e disira; per che di giugner lui ciascun contende. [Purg. XVII]

Ciascun apprende … ciascun contende.

Apprende, cerca di prendere, perché è tutto preso: arde per quel bene. E contende: va a contesa, è in contenzioso, in lotta, in guerra. Tutta la vita è una guerra per soddisfare quel desiderio, per raggiungere quel bene. Cos’è quel bene? Chi lotta per questo? L’uomo bravo, pio, religioso? No. Ciascun: ciascun uomo, senza differenze, di alcun tipo. L’avvento è un problema di ciascuno: dell’uomo, non del cristiano. E’ un problema di ragione, non di fede. E’ un problema di cuore: nel senso pieno.

venerdì 4 dicembre 2009

IS LIFE A TALE TOLD BY AN IDIOT?

Is life a tale told by an idiot?

Faced with the Director of Public Prosecutions’ consultation on assisted suicide – in other words, on when is it permissible to end a life deemed not worthwhile – we ask ourselves: what is life, who am I, is there anything that makes this life worthwhile?
Some say life is no longer life when an individual depends too much on someone else. But all life is dependence, structural dependence. We do not decide to be born. In order to remain alive we depend on eating, drinking, breathing, on the climate. All existence is dependence: the only possibility for it not to become slavery is that the giver of life makes himself our companion, someone we can encounter, a human presence who starts answering our heart’s desire for infinite love, for goodness, and for eternity.
Everyone needs to discover who is behind this gift that I am and that reality is. Otherwise, life becomes, as Shakespeare says, “a tale told by an idiot, full of sound and fury, signifying nothing”, and so ultimately, a lie. Our whole being cries out with the desire that life be forever, that relationships last, that the joy aroused by reality before our eyes stay with us forever. The simple existence of things, including the self, as “given” casts a promise of goodness, meaning and eternity on the horizon of life
How is it possible for a man to stay in front of pain, toil, and the apparent contradiction that a life of sorrow and suffering presents?
The claim of Christianity is that the Giver of life, the Creator, became flesh, like one of us; that he grew into a child, a youth, an adult; that he was not spared suffering, even death on a cross, but rose from the dead; and that he is present here and now.
This presence becomes someone we can meet through a human reality that contains something so exceptional that it can only be explained by introducing the word ‘divine’. Only this can introduce the possibility of not despairing in front of death – the ultimate contradiction – into human history. “Woman do not cry” (Lk 7:13), as Jesus said to the widow who had lost her only child.
Let’s be sincere and let’s answer what our heart is structurally looking for; but is it a human pity, somebody who is ready to terminate our sufferings at any moment should we so request, or is it somebody who loves us with a love so true that it can conquer time and space?

Communion and Liberation UK

LA VITA E' UNA FAVOLA RACCONTATA DA UN IDIOTA?


......Tutti noi abbiamo bisogno di scoprire chi sta dietro a questo dono che è ciascuno di noi, che è la realtà. In caso contrario, la vita diviene, con le parole di Shakespeare, “una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa nulla”, e quindi, ultimamente, una menzogna. Tutto il nostro essere grida il desiderio che la vita sia per sempre, che i rapporti permangano, che la gioia che la realtà che abbiamo davanti agli occhi suscita rimanga con noi per sempre. La semplice esistenza delle cose, e con esse dell’io, come “date” pone sull’orizzonte della vita una promessa di bene, di significato, di eternità......


Comunicato stampa comunione e liberazione
Sulla consultazione in merito al suicidio assistito

Di fronte alla consultazione indetta dal Procuratore Generale del Regno Unito sul suicidio assistito – in altre parole, su quando sia lecito porre fine a una vita giudicata non degna di essere vissuta – ci chiediamo: cosa è la vita, chi sono io, c’è qualcosa che rende questa vita degna di essere vissuta?
Qualcuno afferma che la vita non è più vita nel momento in cui un individuo dipende oltre misura da qualcun altro. Ma tutta la vita è dipendenza, strutturalmente dipendenza. Noi non decidiamo di nascere. Per rimanere in vita dipendiamo dal nostro mangiare, dal bere, dal respirare, dal clima.

mercoledì 2 dicembre 2009

IL VOLANTONE CHE CI AIUTA A PREPARARCI AL NATALE

La fede ha ancora in assoluto una sua possibilità di successo? … perché essa trova corrispondenza nella natura dell’uomo. Nell’uomo vi è un’inestinguibile aspirazione nostalgica verso l’infinito. Nessuna delle risposte che si sono cercate è sufficiente; solo il Dio che si è reso finito per lacerare la nostra finitezza e condurla nell’ampiezza della sua infinità, è in grado di venire incontro alle domande del nostro essere . Perciò anche oggi la fede cristiana tornerà a trovare l’uomo. (Joseph Ratzinger)

Ora con questi muscoli che non tengono, con questa stanchezza, con questa facilità alla malinconia, con questo masochismo strano che la vita di oggi tende a favorire o con questa indifferenza e questo cinismo che la vita di oggi rende, come rimedio necessario per non subire una fatica eccessiva e non voluta, come si fa ad accettare sé e gli altri in nome di un discorso? Non si può rimanere nell’amore a se stessi senza che Cristo sia una presenza come è una presenza una madre per il bambino. Senza che Cristo sia una presenza ora – ora! – io non posso amarmi ora e non posso amare te ora. (Luigi Giussani)


COMUNIONE E LIBERAZIONE

AUGURI ALESSANDRA E FRANCESCO BUON 9 ANNIVERSARIO



Carissimi
siamo felici di poter condividere con voi ,anche se l'oceano ci divide ,la gioia di festeggiare il vostro nono anno di matrimonio.
In questo giorno vi e' donata nuovamente la possibilita' di andare a fondo del significato sacramentale che vi unisce.
".... Due persone che vivono l’esperienza dell’amore vero “sospirano”, perché attraverso l’altro si affacciano all’infinito, tenendosi per mano si incamminano insieme verso il compimento di entrambi. Sperimentano che l’amore all’altro coincide con l’amore per il destino dell’altro. Hanno un comune destino e sono frutto di un amore che li ha preceduti....."
Quello che ci permette di non sentire che l'oceano crea una barriera fra noi e' che in posti diversi abbiamo affidato la vita a Colui che permettere che questa unita' sia per sempre.E' bello vedervi felici nelle foto,ancor piu' bello e' sapere che pregate per poter affrontare le difficolta' che la vita mette sul cammino di tutti noi.
Auguri carissimi e un bacione a Michele Anna e Paolo

martedì 1 dicembre 2009

CHI E' MARCO CALAMAI?

Marco Calamai premiato a Milano per il suo metodo

Il dodicesimo premio L’Altropallone verrà consegnato a Marco Calamai, tecnico fiorentino di basket in serie A, che ha deciso da tempo di dare una svolta alla sua carriera. Basta con le ricche panchine e le partite di cartello, basta col professionismo. Insegna basket da anni ai disabili, fisici e mentali, ed è felice, e loro con lui.

Calamai è stato allenatore nella serie A di pallacanestro per 12 stagioni con 365 partite dirette dal 1982 al 1995 (Ferrara, Pavia,Venezia, Firenze, Bologna, Livorno). Campione del mondo alla guida della nazionale militare italiana nel 1990. Da 14 anni è impegnato come tecnico nell´handicap psichico nelle sue varie forme (dall´autismo alla psicosi alla sindrome di Down) attraverso la proposta del gioco della pallacanestro come prima forma di scambio e di rapporto interpersonale. I risultati ottenuti sono incoraggianti e apprezzati in campo nazionale: molti dei ragazzi coinvolti sono arrivati ad una capacità importante di comunicazione e di relazione, non solo nell´ambito del gioco ma anche e soprattutto della vita quotidiana. La palla sa affascinare questi giocatori speciali, per i quali il canestro rappresenta una tensione alla speranza, il passaggio un´apertura verso gli altri, il palleggio uno strumento di conoscenza dello spazio. La finalità dell´attività è la comunicazione (che avviene attraverso la palla)e il gioco come diritto e divertimento. Gli strumenti sono la forza del gruppo e il puntare sulle qualità di ognuno senza fermarsi ai limiti.
La premiazione avverrà il prossimo 15 gennaio a Milano in via Dini al Centro Puecher.

PER GLI AMICI DI GIOVANNI

Come d'accordo riporto gli indirizzi di Marco Calamai
e' possibile contattarlo al numero 337 557767
per chi fosse interessato alla struttura di Cologno Monzese il contatto e' con
RossettiFerruccio 3294471918
per Milano il contatto e' Granata Laura 3471400290
per Rimini Manda Mandeschi 3471064518
o Bellariva Valerio per Prato 3355846454
per Reggio Emilia Grassi Alberto 3495318737

PADRE ALDO

.....non elimina nulla, non mi toglie dal fango, non elimina il dolore, non mi toglie la insonnia, non mi risolve i problemi (altrimenti che vita, che libertà sarebbe la mia?), però mette una luce nella mia vita, mi dona un criterio, mi indica un cammino per cui tutto diventa occasione per sperimentare cosa significa “dire tu al Mistero”, cosa significa dire “Cristo mio”......
30 NOVEMBRE 2009
Cari amici,

Mi stupisce l’insistenza con cui Carron ci richiama alla cosa che più mi commosse di Giussani quando abbracciandomi nel mio niente mi disse: “Tu non sei e non sarai mai il frutto del tuo passato, delle tue miserie, dei tuoi antecedenti biologici, psicologici, ereditari, etc… perchè tu sei relazione con l’Infinito”. Che commozione, da 20 anni a questa parte, vivere drammaticamente ogni istante con questa certezza: “Io sono tu che mi fai”. Non c’è depressione, momento difficile, ossessione, tentazione, dolore, accusa, odio, morte che possa definirmi, bloccarmi, paralizzarmi. “Io sono tu che mi fai”

AVVENTO

Benedetto XVI : "L’uomo, nella sua vita, è in costante attesa: quando è bambino vuole crescere, da adulto tende alla realizzazione e al successo, avanzando nell’età, aspira al meritato riposo. Ma arriva il tempo in cui egli scopre di aver sperato troppo poco se, al di là della professione o della posizione sociale, non gli rimane nient’altro da sperare. La speranza segna il cammino dell’umanità, ma per i cristiani essa è animata da una certezza: il Signore è presente nello scorrere della nostra vita, ci accompagna e un giorno asciugherà anche le nostre lacrime. Un giorno, non lontano, tutto troverà il suo compimento nel Regno di Dio, Regno di giustizia e di pace."


Avvento, "visita" di Dio che entra nella nostra vita

28/11/2009 (2:00)

Numerosissimi fedeli si sono raccolti nella Basilica di S. Pietro, sabato 28 novembre, per la celebrazione dei Primi Vespri della Prima domenica di Avvento presieduta da Benedetto XVI e

GRAZIE

Grazie per la bella lettera che ci hai mandato-
Fortunatamente me l'hai mandata anche per posta perche' non l'avrei vista,ieri non ho aperto il blog.
Le tue parole ci hanno molto commosso e ci sono sembrate immeritate.
Abbiamo cosi' pensato a quel lontano si e ci siamo resi conto che quell'adesione al sacramento del matrimonio e' stata veramente la nostra ancora di salvezza.
La nostra pochezza,i nostri limiti non avrebbero potuto generare nulla ma il Signore e' talmente grande che in tutti questi anni ci ha accompagnato,sorretto e soprattutto ci ha aiutato a renderci conto che solo affidandoci a Lui ,invocandolo,mendicando il suo aiuto e' possibile sperimentare il centuplo quaggiu'.

lunedì 30 novembre 2009

35 Anni di Testimonianza ...


Carissimi Mamma e Babbo,
auguri per il vostro 35mo anniversario di matrimonio.

Mi spiace non poter essere li con voi a festeggiare ma gioisco al ripensare a cosa abbia voluto dire per me il SI che voi avete detto davanti a Cristo e ai vostri amici 35 anni fa'.

Quel SI ha generato non solo me, ma tutti e 5 i miei fratelli (quasi 6 :-) ).

Quel SI non e' mai stato un ricordo lontano, un SI ripetuto ogni giorno, un SI sicuro e allo stesso tempo pieno di dramma.

Per gli scorsi 35 anni, mi avete testimoniato l'importanza di vivere il presente, di vivere il quotidiano.

A volte penso avranno dovuto lasciare da parte i loro sogni? E so che la risposta e' si, ed e' questo che per 34 dei miei anni mi avete insegnato.

I sogni sono importanti, a volte ti aiutano anche, ma la vera sfida, il vero dramma, la vera vita e' il presente, sono le circostanze che ci vengono messe davanti, sono circostanze piene di dramma che richiedono risposte vere, che richiedono il nostro SI.

Il presente a volta fa arrabbiare, a volte sembra incomprensibile, a volte crea incomprensioni ma un presente che voi avete sempre saputo o voluto accogliere.

I sogni e il futuro vivono nella nostra immaginazione e quindi possono essere malleati a nostro piacimento e non sono percio' drammatici, non richiedono alcuno sforzo ma non danno niente indietro.

Il vostro amore per me e' sempre stato preferenziale, e penso che gli altri fratelli potrebbero dire la stessa cosa pensando a se stessi. Ognuno di noi e' stato amato fino in fondo.

Il vostro SI, ogni giorno, per gli ultimi 35 anni ha toccato migliaia di persone direttamente ed indirettamente e son sicuro che il vostro amore per il quotidiano e' stato quello che ha sempre interessato gli altri, alcuni increduli, alcuni gelosi ed alcuni mendicanti della stessa posizione di fronte al reale.

Il vostro SI, ogni giorno, per gli ultimi 35 anni continua a generare, Io ed Ale ci avviciniamo al nostro nono anno di matrimonio ed e' nostra speranza di poter passare ai nostri figli lo stesso amore per il presente che voi continuate a testimoniarci.

Il vostro SI, ogni giorno, per gli ultimi 35 anni e' continua testimonianza che la vera sfida e' il reale.

Auguri Mamma e Babbo
Francesco

Auguri Tiziana e Claudio
Alessandra

Auguri Nonna e Nonno
Michele, Anna e Paolo

domenica 29 novembre 2009

GLI SCRITTI DI DON GIUSSANI IN RETE

sabato, 28 novembre 2009
Gli scritti di don Giussani in rete!
Tracce ci dà questa utilissima notizia:

Ci sono voluti sei anni di lavoro, che hanno coinvolto una decina persone. E finalmente è decollato il sito che permette di consultare in rete l’opera omnia di don Luigi Giussani. Su www.scritti.luigigiussani.org, sono disponibili tutti i suoi libri pubblicati in italiano - 57 volumi in edizione definitiva -, più alcune edizioni inglesi. Non solo: ogni testo è affiancato da una scheda che ne ripercorre la storia editoriale, fornendo le informazioni bibliografiche essenziali.
Un’idea che prende spunto dal desiderio di facilitare la lettura delle opere legate alla storia del movimento. Mettendo a disposizione di tutti, e in particolare dei ricercatori, alcuni strumenti essenziali per lo studio di don Giussani.
Qualche dettaglio tecnico: il sito conta oltre 3mila pagine, dove sono schedate circa 2mila voci bibliografiche tra libri, articoli e interviste nelle varie lingue. L’accesso è completamente libero e gratuito, ma è necessario registrarsi per accedere ad alcuni servizi, come la ricerca nei testi o la possibilità di memorizzare le ricerche o le schede preferite. Il sito, che viene continuamente aggiornato con nuove schede, rappresenta quindi una vera e propria biblioteca virtuale.

Linda Stroppa

sabato 28 novembre 2009

COMMENTO

"COSA INSEGNA LA SCIENZA IL CASO DEL RISVEGLIATO DA...":

Avevo sentito questo"avvenimento" nel TG 5, non ero riuscita a capire bene il fatto, ma mi aveva colpito che nessun altro notiziario in seratal'avesse dato,il giorno dopo sul quotidiano nazionale che leggo non c'era traccia. Scusate questa descrizione che può sembrare gratuita, ma è indicativa per capire come l'argomento della dignità della vita è legato alle "prestazioni". La scienza medica sembra non ammettere la categoria della possibilità e della speranza di fronte ad un organo complesso come il cervello. Questi fatti turbano l'iter culturale che si sta costruendo intorno al fine vita e pertanto vengono chiusi nell'ambito privato e affettivo della persona. Grazie a Marina Corradi che lo ha ripreso e ha dato la possibilità di capire che un' esperienza positiva è pedagogica per tutta la comunità o meglio la "cittadinanza"
Rita di Ostra

COSA INSEGNA LA SCIENZA IL CASO DEL RISVEGLIATO DAL COMA

giovedì, 26 novembre 2009

Da Avvenire un articolo di Marina Corradi:


L’umiltà di tornare al capezzale di malati etichettati come persi
Ventitré anni fa, dopo un incidente, i medici gli avevano diagnosticato uno stato vegetativo persistente. Tre anni fa Rom Houben, belga, è stato esaminato da un neurologo di fama internazionale. Con le tecniche di risonanza magnetica funzionale il professor Laureys dell’Università di Liegi ha accertato che l’uomo aveva attività cerebrale: un caso particolare di "sindrome locked-in", è la diagnosi, lo stato di chi dopo un trauma è paralizzato e "chiuso dentro" di sé. Oggi Houben riesce a comunicare indicando le lettere su una tastiera, e può leggere. Racconta come un incubo i ventitré anni di silenzio. Quando per i medici la sua attività cerebrale era "estinta".

IL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO

Ciao Michele Anna e Paolo
speriamo di potervi abbracciare presto!




martedì 24 novembre 2009

L'UNIVERSITA' CHE ODIA I RAGAZZI DI CL

In questi giorni a Milano si stanno palesando due Italie, anzi tre. La prima Italia è quella di alcuni studenti (di Comunione e Liberazione) dell’Università Statale di Milano. Raccontiamo cosa fanno. Lo fanno da tanti anni, dagli anni ’70. Invece di bruciare ciò che non gli va, costruiscono qualcosa. Studiano, sostengono i loro compagni di studi, aprono cooperative librarie, trovano appartamenti per i fuori sede, sono molto uniti, fanno anche politica, il tutto in nome di un ideale cristiano molto concreto. Lo dicono, ma si vede anche. Questo cattura fiducia, e anche molti risentimenti, c'est la vie. Fanno anche un’altra cosa: le prendono. Nel senso che sin da quarant’anni fa il metodo insegnato da don Giussani (essere presenti, essere se stessi, condividere i bisogni del prossimo) fa girare le scatole ai compagni, che menano. Spranghe eccetera. C’è stato qualche anno di tregua. Ma ora l’odio è ritornato, un odio tronfio, da picchiatori matricolati. Questa Italia numero 1 ha il sostegno del popolo che lavora, delle famiglie che fanno fatica a mandare i loro ragazzi a studiare, magari senza neanche troppe prospettive. Questi ragazzi somigliano a quelli che aprono le piccole fabbriche artigiane al mattino presto, e cercano di inventare le strade di un certo benessere e di una vita buona. Drammatica come è drammatica la vita, ma buona. Con il desiderio di essere utili.
Passiamo alla seconda Italia. Questa Italia è quella degli sfaccendati, e siccome l’ozio è il padre dei vizi, loro li hanno tutti, in primis l’invidia, l’ira e l’accidia. Ma anche l’avarizia: gli altri lavorano, loro insaccocciano. In questo caso si dicono anarchici (figuriamoci) di un collettivo che si chiama «La ringhiera». Costoro giorni fa hanno praticato un esproprio proletario, il più cretino di tutti, perché non ha avuto per vittime le multinazionali del commercio, ma i loro colleghi che però hanno il difetto di alzarsi prima dell’alba e tirare su le saracinesche. Giovani che hanno il torto di darsi da fare e di non ringhiare. Tutto ciò è insopportabile per questi pirati urbani, i quali sono entrati nella cartolibreria chiamata Cusl (Cooperativa universitaria studio e lavoro), si sono fatti 800 fotocopie, e hanno preteso di pagare come a Chicago: con i cazzotti, sbraitando alla Al Capone. Erano convinti di farla franca. Sicuri di esercitare il potere della paura. Invece i ragazzi di Cielle hanno fatto quello che i cittadini debbono: denuncia. Nessuna omertà. La polizia ha verbalizzato, compresi i nomi dei denuncianti; e sono seguiti gli arresti, presto peraltro seguiti da scarcerazioni. Se rapini qualcuno, càpita persino in Italia di finire in galera.
Risultato: i cinque coraggiosi che hanno spezzato la catena di soprusi, peraltro tollerati dalle autorità accademiche, si sono ritrovati loro a essere trattati da banditi, circondati da manifesti e lenzuoli da Far West, con scritte tipo: wanted vivo o morto. Una vera taglia su di loro, considerati infami da estirpare dalla vita civile. Come se l’Università fosse Corleone sono apparsi striscioni dove quei ragazzi venivano indicati come gente che «nuoce gravemente alla libertà». Certo: alla libertà di rubare, alla libertà di essere violenti, e alla libertà di essere impuniti.

LE CHANCE DI UN CRISTIANESIMO VIVO OGGI

...Quali possibilità ha l’annuncio cristiano in un mondo che, per dirla con T.S. Eliot, avendo voltato le spalle alla Chiesa, «avanza all’indietro, progressivamente»? Detta in altri termini: come un cristiano di oggi può comunicare agli altri la propria identità?

....Lo può se sta nel reale fino in fondo e a 360 gradi, dentro tutti gli ambienti dell’umana esistenza, come colui che avendo avuto la grazia straordinaria di un incontro che gli permette di dare del tu a Cristo, lo comunica in tutta semplicità. Il resto è conseguenza. Non servono strategie e non servono progetti....


......Da dove ripartire per ricostituire un soggetto cristiano unito? Qui ritorniamo a quanto rilevato in precedenza: dato che nessuno si educa da sé - il discorso sull’auto-educazione è un discorso banale -, è necessario che qualcuno che già vive questa esperienza di unità si prenda cura dell’educando che gli è affidato. E questo generalmente può avvenire solo dentro comunità vitali. Per noi cristiani l’unità non è un traguardo da conquistare, ma il dono di un’Origine
(torniamo alla prima risposta) da riconoscere......


.....Non ci si può limitare a questo, che pur è una confortante occasione per la riscoperta del potente significato del Crocifisso per la cultura mondiale, ma ci si deve anche (e molto di più) interrogare sul bisogno di testimoni vitali del Crocifisso risorto e vivo come Salvatore, come Redentore, come compagnia guidata al destino dell’uomo. Il bisogno della testimonianza cristiana..
Alberto Savorana INT. Angelo Scola lunedì 23 novembre 2009

In questa intervista il patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, parla della situazione “precaria e traballante” in cui si trova l’uomo postmoderno e delle chances del cristianesimo. La sfida educativa, l’esperienza elementare, le neuroscienze, il crocifisso e il riaccadere dell’avvenimento cristiano dentro tutti gli ambiti dell’esistenza.

lunedì 23 novembre 2009

DAL BLOG DI BERLICCHE

Il cristianesimo è la religione più semplice che esista. Probabilmente perchè non è una religione, ma un avvenimento.
Non ci sono cose particolari da fare. Non ci sono cibi particolari da evitare o da mangiare. Non si devono avere comportamenti particolari, tagliarsi i capelli o lasciarseli crescere, indumenti da indossare o da non indossare, cosa da dire o da non dire. Non c'è niente di più semplice.

Ma allora cosa cambia tra l'essere cristiano e il non esserlo? Perchè allora farsi cristiano? In che modo cambia la vita?

Ve lo dirò.
Cambia la vita perchè quello che si fa assume senso e gusto, un senso e un gusto più grandi di quello che da soli potremmo immaginare.
E' la stessa differenza che c'è tra raccogliere un fiore e raccogliere un fiore per la persona amata.
E' la stessa differenza che c'è tra pulire escrementi e pulire gli escrementi di tuo figlio.
E' l'amore a Dio, che si riflette nell'amore a chi ti sta davanti, che si riflette in ogni cosa fai o non fai.

Mi ci è voluto un po' a capirlo. L'uomo cerca sempre manuali che gli insegnino cosa fare, libretti d'istruzioni che gli dicano come comportarsi. Tanto ha paura a guardare dentro a sè e capirsi, e cambiarsi.
Nel cristianesimo i precetti, l'ubbidienza sono il desiderare la persona amata, il cercarla, il seguirla, ascoltare quello che ci dice.

Ecco la differenza tra una religione e un avvenimento. La prima descrive delle regole, la seconda è la realtà che accade, una persona che impari a conoscere, un cuore che ama.

SDC CARRON APPUNTI

Appunti dalla Scuola di comunità con Julián Carrón
Milano, 18 novembre 2009
Testo di riferimento: L. Giussani, Si può vivere così?, Rizzoli, Milano 2007, pp. 271-277 e 255-259
• Canto “Mare nostre”
• Canto “Liberazione n.2”
Come ci siamo detti la volta scorsa, riprendiamo il testo Si può vivere così? a partire dal percorso dalla fede alla libertà che abbiamo indicato e l’inizio della povertà. Insieme a questo è successo qualcosa: abbiamo davanti a noi anche la vicenda dei crocifissi e il volantino pubblico che abbiamo fatto. Anche questa è un’occasione di verificare qual è stata l’esperienza, perché prima di arrivare al
volantino si era già scatenata la bagarre e ciascuno si è mosso in qualche modo. Che contraccolpo ha prodotto il volantino? Qual è la differenza di atteggiamento rispetto alla mentalità comune? Qual è la ragione della differenza che il volantino porta dentro e come l’abbiamo usato? Che cosa è successo quando l’abbiamo giocato nel reale?