mercoledì 28 ottobre 2009

ATTENTI AL PERICOLOSO MITO DELLA TRASGRESSIONE

......Penso invece che ci sia una terapia utile e immediata per togliere questi personaggi dall’incubo della solitudine, raschiare via dalla loro testa le molteplici immagini che favoriscono l’individualismo e li alienano da tutti. La mente umana ha bisogno di ricevere amore per avere dentro di sé un sistema affettivo compensativo. Se è carente di questa umanizzazione, può rivolgersi alle droghe, allo sfogo dell’istintività sessuale. Lasciamoci quindi amare da chi ci sta vicino se vogliamo debellare la solitudine e scoprire la bellezza interiore, quella «che salva il mondo». Occorre però prendere coscienza dell’esistenza di questa «potenza dell’amore» che non si trova in un appartamento di trans, ma nella propria famiglia dove qualcuno ti attende ogni sera per darti un saluto, un bacio, un abbraccio. Poesia? No realtà!.....


Disagio - La droga o la ricerca del sesso estremo sono segnali di una profonda solitudine che minaccia le nostre famiglie
di Don Chino Pezzoli *
Tratto da Il Giornale del 27 ottobre 2009

Seguo con interesse alcune precisazioni su transessuali e droghe. Il caso Marrazzo riporta di attualità l’argomento. La droga serve anche per le prestazioni sessuali disordinate, dirompenti, eccitanti, omosessuali.

TORNIAMO PER PIETA' ALLA VERA QUESIONE MORALE

......Eppure il caso Marrazzo mi suscita infinita pena. Dello stesso tipo di pena che ho verso me stesso, la medesima abbandonata e irrimediabile pena. Se davvero la 'questione morale' fosse un momento per guardarsi in faccia, anche con le proprie debolezze, allora forse la politica e i suoi teatri ne riceverebbero una nuova tensione positiva, e un’aria meno ammalata. Se davvero fosse un’occasione per parlare tra uomini in carne e ossa, preoccupati per il decadere delle istituzioni politiche e di garanzia; insomma, se il disastro umano di questo o quel caso noto servisse per uscire un attimo dal teatro di 'bambocci' (cioè di pupi, d’uomini finti) a cui sembra ridursi spesso la politica italiana, allora penso che ne verrebbe un guadagno per tutti. Ridiscutendo di cosa sia la morale, che tensione sia, che necessità ci sia di non fissarsela da soli, di non rispondere soltanto – senza stile e senza sobrietà – alla propria immagine di potere o di pensiero.......


Torniamo per pietà alla vera questione morale

Riflessioni sul caso Marrazzo (e su noi uomini)
di Davide Rondoni
Tratto da Avvenire del 27 ottobre 2009

EDUCARE I GIOVANI AL SENTIMENTO

L’assenza di «educazione sentimentale» è stata una della grandi lacune della scuola moderna (non solo italiana) rispetto alle accademie educative dell’Occidente, a cominciare dall’Accademia di Platone, ad Atene, nella quale all’amore e al sentimento veniva prestata grande attenzione, considerandoli «saperi» decisivi nello sviluppo della vita e della personalità umana. È solo dalla rivoluzione industriale in poi che l’insegnamento si sposta sui saperi utilitari, trascurando in modo sempre più evidente quelli più sottili, dell’«anima».


di Claudio Risé
Tratto da Il Mattino di Napoli del 26 ottobre 2009
Tramite il blog di Claudio Risé

Un nuovo insegnamento di «educazione emotivo-sentimentale» (questa la proposta di legge dalle deputate Giulia Cosenza e Flavia Perina) nei già affollati programmi dell’ansimante scuola italiana?

martedì 27 ottobre 2009

APPUNTI SDC DI CARRON 21 OTTOBRE

Appunti dalla Scuola di comunità con Julián Carrón
Milano, 21 ottobre 2009
Testo di riferimento: J. Carrón, «Esperienza: lo strumento per un cammino umano», Assemblea
Internazionale Responsabili di Comunione e Liberazione, La Thuile, agosto 2009, suppl. a Tracce,
n. 8, settembre 2009, pp. 8-21.
• Canto “Le stoppie aride”
• Canto “Il mio volto”

lunedì 26 ottobre 2009

DON CARLO GNOCCHI BEATO

Comprese che la luce capace di dar senso al dolore innocente dei bambini viene dal mistero della Croce. Ogni mutilatino era per lui "una piccola reliquia della redenzione cristiana e un segnale che anticipa la gloria pasquale".

.......È proprio in questa tragica esperienza che, assistendo gli alpini feriti e morenti e raccogliendone le ultime volontà, matura in lui l'idea di realizzare una grande opera di carità che troverà compimento, dopo la guerra, nella Fondazione Pro Juventute.
Ritornato in Italia nel 1943, don Carlo inizia il suo pietoso pellegrinaggio, attraverso le vallate alpine, alla ricerca dei familiari dei caduti per dare loro un conforto morale e materiale.....


Un prete che, nel mezzo delle macerie fisiche e spirituali lasciate dalla seconda guerra mondiale, non temeva di proclamare che "ogni restaurazione della persona umana, che non voglia essere parziale, effimera o dannosa, come quelle finora attuate dalla civiltà, non può essere che la restaurazione della persona di Cristo in ogni uomo".

Un uomo innamorato dell’uomo

E’ una vita, quella di don Carlo Gnocchi, sempre di corsa, che fosse in treno o con la sua Topolino o con il mitico Galletto, all’insegna dell’incontro con l’altro uomo, dell’amore a tutto l’uomo, la cui piena verità è la croce di Cristo. Quella croce che don Carlo ha voluto abbracciare fin dentro la tragedia della guerra, avendo scelto lui stesso di lasciare il suo incarico di assistente al liceo Gonzaga per condividere la tragedia della guerra, fino all’apocalisse della ritirata di Russia, dove egli vide in faccia la morte di centinaia dei suoi alpini e perfino la sua propria morte, dalla quale fu salvato per miracolo: un amico lo riconobbe, ormai abbandonato nel ghiaccio, e lo risollevò dal destino collettivo già incontrato da molti, di uno sfinimento per fame e gelo. Cristo tra gli alpini è il libro in cui don Carlo ha raccolto le sue memorie di quell’immane tragedia, che è anche all’origine della sua particolare, impressionante vocazione di carità.


all'interno trovate un po' di stpria di don Carlo Gnocchi
Biografia di don Carlo Gnocchi

giovedì 22 ottobre 2009

SDC

dal blog lettore sempre

Tutto così semplice, così … reale
21 Ottobre 2009 di smarzy
Stasera don Carron mi ha colpito per i commenti fatti alle esperienze della SdC: è tutto così semplice, basta essere aderenti all’esperienza che si fa e se non si fa essere leali; e il giudizio che ne viene se è vera esperienza , cioè risponde al cuore, non è faticoso ma viene spontaneo, anzi è un contraccolpo del reale.

Spesso in questi giorni ho fatto troppi ragionamenti, ho “letto” troppo il reale, invece di viverlo: è tutto più semplice .

Tornato a casa stavo preparando l’acqua per Helga e mi è venuto in mente come , è stato detto anche stasera, il male è che si dà tutto per scontato! Invece quanto è bello accorgersi della bellezza e del dono che posso ricevere dall’incontro con una persona, come mi è capitato oggi nel sorriso bello e da vecchio saggio pratese di un paziente che è venuto a farsi il vaccino!

DON CARLO GNOCCHI BEATO

Già esaurita piazza Duomo

Domenica prossima, a 53 anni dalla morte, don Carlo Gnocchi sarà proclamato beato con una cerimonia che richiamerà da tutta Italia davanti al Duomo almeno 40 mila persone: tanti saranno i posti a sedere allestiti e già prenotati sul sagrato, ma si prevede che la folla in piedi occuperà tutta la piazza e più. Un santo, don Gnocchi, ma anche un «imprenditore della carità»: così lo definisce l' odierno presidente della Fondazione, monsignor Angelo Bazzari.


Scrivi qui il riassunto del POST

DON CARLO GNOCCHI BEATO

di Francesco Canali

Domenica a Milano, nel giorno dell'anniversario della nascita, si svolgerà la cerimonia di beatificazione di Don Carlo Gnocchi.
Penne nere a Milano

Un evento importante per i fedeli della nostra provincia - Don Carlo fu seminarista alla scuola del Cardinale Andrea Ferrari - e per gli alpini della Sezione di Parma che andranno nel capoluogo lombardo per rendere omaggio al cappellano delle «penne nere», deceduto il 28 febbraio 1956.

LA SCHIETTA UMANITA’ DI PICCININI

NUOVO DIARIO MESSAGGERO - Venerdì 16/10/2009
Giovanni Bucchi
Schietto, sincero, spesso brusco ma con una grandissima umanità. Chi ha conosciuto Enzo Piccinini spesso lo racconta così, con un po' di nostalgia nelle parole e un sorriso malcelato tra le labbra, quasi a voler dire “che grazia per me averlo incontrato”. Piccinini, nato in provincia di Reggio Emilia nel 1951 e scomparso dieci anni fa in un incidente stradale, è stato tra i responsabili del movimento di Comunione e Liberazione, in particolare ha guidato per molti anni la comunità degli universitari bolognesi. Medico chirurgo affermato, per scrivere una sua completa biografia servirebbero chissà quante pagine.

FUNERALE DI DON GIORGIO PONTIGGIA

.....«Se non fossi tuo, mio Cristo, mi sentirei creatura finita. Sono nato e mi sento dissolvere. Mangio, dormo, riposo e cammino, mi ammalo e guarisco, mi assalgono senza numero brame e tormenti, godo del sole e di quanto la terra fruttifica. Poi io muoio e la carne diventa polvere come quella degli animali che non hanno peccati. Ma io cosa ho più di loro? Nulla, se non Dio. Se non fossi tuo, Cristo mio, mi sentirei creatura finita».......


Milano, parrocchia di S. Ignazio di Loyola, 21 Ottobre 2009
Omelia
Julián Carrón

Chi sei Tu, Cristo, che puoi appassionare così la vita di un uomo?
Chi sei Tu, che puoi attrarre tutto l’io, tutta la persona con tutta la sua capacità, immaginazione, intensità, per metterla al Tuo servizio, per poter comunicare agli uomini - non con parole, ma con la vibrazione e con quella intensità che solo Tu puoi introdurre nella vita - la Tua stessa vita?
Chi sei Tu, Cristo?

mercoledì 21 ottobre 2009

RICORDO COSI' DON GIORGIO PONTIGGIA PARLAVA A NOI RAGAZZI

Sempre in occasione del Triduo 2006, riprendendo don Giussani che aveva detto: “Dio ha risposto al grido dell’uomo con una presenza, non con un discorso”, don Giorgio incitava i ragazzi a “verificare se le cose dette migliorano la nostra vita, se rispondono alle esigenze del nostro cuore perché l’amore è lo spazio che diamo al volto che più corrisponde all’esigenza del mio cuore”.



Redazione martedì 20 ottobre 2009

“Se c’è il cuore, tutto ha significato”. È stato questo l’incipit con cui don Giorgio Pontiggia aprì il Triduo Pasquale del 2006 per i ragazzi di Gioventù Studentesca. Più di settemila giovanissimi provenienti da centinaia di scuole superiori italiane che non potevano non farsi catturare da quel carisma straordinario, capace di parlare al cuore e alla mente di tutti loro.

OGGI 3 ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO DI SABINA E LORENZO



AUGURI!AUGURI! AUGURI!

QUESTA SOCIETA' NON SA PIU' EDUCARE

Donati: una scuola fondata sull'esperienza • Al Consiglio nazionale dell'Agesc, il sociologo rilancia il protagonismo familiare negli istituti
di Stefano Andrini
Tratto da Avvenire del 18 ottobre 2009
«Negli Stati Uniti sem­pre più famiglie de­cidono di educare in proprio i figli. E sempre più stu­diosi sembrano convinti che sa­rebbe meglio chiudere scuole che hanno l’unico obiettivo di far sta­re insieme i ragazzi». Il sociologo Pierpaolo Donati lancia la provo­cazione al Consiglio nazionale del­l’Agesc convocato a Bologna. Nes­suna tentazione di iscriversi al «partito della descolarizzazione» di massa. Ma idee molto chiare sul vero significato dell’attuale emer­genza educativa. «Non abbiamo – spiega – solo qualche difficoltà ad educare. Il problema è che stiamo andando verso una società che dice che è strutturalmente impossibile edu­care e ci impedisce di farlo».

martedì 20 ottobre 2009

FAMIGLIE PER L'ACCOGLIENZA e DIESSE LOMBARDIA

(Didattica e Innovazione scolastica)

Invitano al Convegno

Il disabile a scuola :
occasione per l’apprendimento
provocazione all’accoglienza


Sabato 7 novembre 2009 : ore 9,00 – 13,30 Auditorium della Banca di Credito Cooperativo
V.le Gramsci – Sesto San Giovanni -Mi

Programma
Ore 9,00 : Iscrizione e presentazione del Convegno
Ore 9,30 : Disturbi di apprendimento nel disabile - dott ssa Mara Monetti (psicologa e psicoterapeuta)
Ore 9,55 : L’integrazione scolastica : norme,procedure,coordinamento delle risorse e lavoro con i servizi – Prof ssa Gina Scarito ( dirigente scolastico )
Ore 10,20 :Il docente di sostegno e il rapporto con il consiglio di classe –
prof. Marilena Pulieri ( scuola libera primaria di Lugano )
Ore 10,45 : Progetto “Passporto” : sistema sperimentale per valutare le diverse abilità dei ragazzi – dott ssa Monica Balestrini ( Psicologo clinico -Nostra Famiglia )
Ore 11,10 : Domande
Ore 11,30 : coffee break
Ore 12,00 : Sostenere lo sviluppo dell’autonomia e dell’orientamento del disabile in una scuola secondaria di primo grado – dott Silvestro Plumari (coordinatore dei servizi diurni “Enrico Beltrami “ di Vanzago)
Ore 12,25 : Rapporto scuola – famiglia : un’esperienza significativa (Associazione
“Sostieni il Sostegno “)
Ore 12,50 : Domande e conclusioni : Moderatore : Prof Franco Riva ( Insegnante )

Corso di Formazione . Verrà rilasciato attestato su richiesta
Iscrizione gratuita
E’ gradita preiscrizione. Possibile comunque iscriversi il giorno stesso.
Per informazioni e iscrizione rivolgersi a :
Associazione Famiglie per L’Accoglienza segreteria.nazionale@famiglieperaccoglienza.it
tel +39.02.70006152 – fax +39.02.70006156
Diesse Lombardia formazione@diesselombardia.it
tel +39.02.3658728 – fax + 39.02.45409013

DON GIORGIO PONTIGGIA

il costruttore di uomini
In morte di un prete viscerale che ha tirato grandi migliaia di ragazzi insegnando che o Dio è tutto, o non è niente

I funerali saranno celebrati mercoledì 21 ottobre alle h. 14.45 a Milano presso la parrocchia di Sant’Ignazio di Loyola (piazza Don Luigi Borotti 5 - ex via Pisani Dossi 25); il corteo funebre muoverà alle 14.00 dall'Istituto Sacro Cuore.

di Luigi Amicone
tempi 19 ottobre 2009

ROSARIO E FUNERALE DI DON GIORGIO PONTIGGIA

Stasera alle h. 21.00 ci sarà la recita del S. Rosario presso la Cappella dell'Istituto S. Cuore a Milano (V. Rombon 78) dove, a partire dalle h. 14.00 di domani 20 ottobre e fino alle h. 11.00 di mercoledì 21, sarà allestita la camera ardente.
I funerali saranno celebrati mercoledì 21 ottobre alle h. 14.45 a Milano presso la parrocchia di S. Ignazio di Loyola (P.zza don Luigi Borotti 5 - ex Via Pisani Dossi 25); il corteo funebre muoverà alle h. 14.00 dall'Istituto S. Cuore.
I sacerdoti che desiderassero concelebrare alla messa funebre sono pregati di munirsi di camice e stola viola.

Per il parcheggio delle auto sarà possibile utilizzare quello dell'adiacente Cimitero di Lambrate.

Un caro saluto.

Il Segretario
Giancarlo Martinelli

DON GIORGIO PONTIGGIA E' MORTO

Messaggio di don Julián Carrón


Il nostro carissimo don Giorgio Pontiggia ci ha lasciato. La sua dedizione totale all’educazione dei giovani nella sequela di don Giussani resterà sempre per noi una testimonianza unica.
Sono in tanti che oggi piangeranno la morte di un padre, uno che ha comunicato loro il significato del vivere. La sua passione per ciascuno di loro non potranno dimenticarla più. Quanti possono dire di avere incontrato attraverso di lui la fede come una cosa attrattiva e grande! Tutto in lui, fino al temperamento, diceva che essere cristiani significa essere uomini, senza censurare o dimenticare nulla.
Don Giorgio rimarrà per tutti noi un esempio di una sequela del carisma nell’oggi della vita del movimento: soprattutto negli ultimi anni, dopo la morte di don Giussani, era ancora più accanito nel volersi immedesimare coi passi che lo Spirito di Cristo continuava a indicare a ciascuno di noi per compiere la Sua opera nel mondo.
Domandiamo a don Giussani di ottenere per noi la stessa passione perché Cristo sia conosciuto e annunciato nel mondo che abbiamo visto in don Giorgio.

Milano, 19 ottobre 2009

INCONTRO SULL'EDUCAZIONE CON DON GIORGIO PONTIGGIA

Don Giorgio e' morto mentre lo preghiamo puo' far piacere a molti leggere alcuni incontri inediti non rivisti dall'autore

Seminario di Montericco
26 marzo 2004
Non c’è niente nella vita più importante dell’educazione! È lo sviluppo della generazione. L’uomo mette al mondo esseri umani che hanno uno scopo: non sono bestie! L’educazione è la realizzazione di ciò che è stato generato, non puramente procreato, addestrato. L’educazione è tirar fuori quello per cui quell’essere è nel mondo: non ammaestrarlo, ma farlo diventare se stesso.

'GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU'

da Toronto a Colonia
Roma 10-13 aprile 2003
Don Giorgio Pontiggia
Rettore dell'Istituto Sacro Cuore di Milano appunti non rivisti
I giovani di fronte a Cristo e alla Chiesa
Non ho trovato una descrizione più sintetica e immaginativa della situazione dei giovani d'oggi che quella emersa in un dialogo di don Giussani con un gruppo di universitari: " E' come se tutti i giovani d'oggi fossero stati investiti da una sorta di Cernobyl, di un' enorme esplosione nucleare: il loro organismo strutturalmente è come prima, ma dinamicamente non lo è più; vi è stato come un plagio fisiologico, operato dalla mentalità dominante.

DON GIORGIO PONTIGGIA

DON PONTIGGIA
21.04.07
MONTERICCO IMOLA
Appunti non rivisti dall’autore
My father sings to me
D.G.:Non c’è nessuna differenza tra me e voi come persona. Ci troviamo a questo mondo con dentro una domanda: perché? Ci sono nella vita momenti in cui è sollecitato di più! Perché abbiamo questa domanda? Noi siamo una speranza, una promessa, un seme! Siamo dei mendicanti, né barbari né scemi, coscienti di essere una promessa.

lunedì 19 ottobre 2009

S.S.BENEDETTO XVI:ANGELUS 18 ottobre 2009

....Invochiamo la sua intercessione, insieme con quella di san Francesco Saverio e di santa Teresa di Gesù Bambino, patroni delle missioni, e della Vergine Maria, affinché la Chiesa possa continuare a diffondere la luce di Cristo tra tutti i popoli. Vi chiedo, inoltre, di pregare per l’Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, che in queste settimane si sta svolgendo qui, in Vaticano.


Cari fratelli e sorelle!
Oggi, terza domenica di ottobre, si celebra la Giornata Missionaria Mondiale, che costituisce per ogni comunità ecclesiale e per ciascun cristiano un forte richiamo all’impegno di annunciare e testimoniare il Vangelo a tutti, in particolare a quanti ancora non lo conoscono.

PADRE ALDO TRENTO,

raccolta delle sue lettere e testimonianze
Aldo Trento: Per accettare i propri limiti ci vuole la coscienza dei miei malati
Come faccio ad accettare i miei limiti? È la domanda che per anni mi ha tormentato, e che mi capita di ascoltare spesso da coloro che incontro quotidianamente: giovani, adulti, anziani, sposati, consacrati, scapoli.

TEMPI 13 Ottobre 2009
di Aldo Trento

QUALCUNO DI TREVISO PUO' RISPONDERE A QUESTA MAIL?

Vicky ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "APPUNTI DELLA SCUOLA DI COMUNITA' DI DON CARRON DE...":

Cara Tiziana,
anche io sono celine, abito negli estati uniti, pero ho gia visuto in Treviso TV qualche anni fa, dove ho avuto degli amici in SoC. Pero ho perso la mia scheda del telefonnino italiano e anche l'email che utilizavo quando abitavo in Italia e cosi ho perso tutti i miei conttati. Maggari lei non sapeve come io posso avvere l'indirizzo email oppure un telefono da loro in Treviso? Non lo so dove chiedere. Grazia mille, Vittoria

sabato 17 ottobre 2009

giovedì 15 ottobre 2009

BUON COMPLEANNO GIOVANNI


Auguri carissimo Giovanni !
Oggi compi dodici anni! stai diventando un ometto!la tua mamma il tuo babbo i tuoi fratelli: Francesco, Marco, Lorenzo, Simona,Antonio,le tue cognate: Alessandra,Simona,Sabina,i tuoi nipotini:Michele,Anna,Paolo,Tommaso,Matteo,Alessandro,Habib,Sherin,Giacomo ti augurano tanta serenita'e sono felici di sapere che sarai festeggiato in compagnia dei tanti tuoi amici.

mercoledì 14 ottobre 2009

ANTONIO SOCCI IL DRAMMA E LA SPERANZA

"OJOS DE CIELO" CANTATA DA CATERINA SOCCI

COME E' BELLO IL MONDO COME E' GRANDE DIO

In questi giorni di grande dolore e sofferenza per il nostro amico Antonio Socci desidero riproporvi un suo libro e preghiamo che questo drammatico avvenimento non permetta di soffocare questa grande affermazione.
......Perché davvero in quella voce dal sen fuggita c’è tutta la bellezza dello sguardo cristiano sul creato e sulla storia. Grazie a lui, in questa notte ancora fredda e pungente d’inizio millennio, che fa intravedere le luci dell’aurora, perfino noi abbiamo imparato ad accorgerci quanto è bello il mondo e come è grande Dio,.......
“Il titolo del libro ha a che fare con un mattino pungente. Don Giussani era un bambino, viveva a Desio, in Brianza, dov’era nato. Era ancora buio, quel giorno, solo all’orizzonte si poteva cogliere qualche segno dell’aurora. Lui uscì di casa tenuto per mano dalla madre per andare con lei alla prima messa. E la donna, una povera madre intrisa di sapienza cristiana, in quell’immenso silenzio della campagna lombarda, se ne uscì con un’esclamazione spontanea che si scolpì letteralmente nel cuore del bambino: “Com’è bello il mondo! E com’è grande Dio!”.


Don Giussani ha raccontato molte volte, nel corso degli anni, questo episodio. Perché davvero in quella voce dal sen fuggita c’è tutta la bellezza dello sguardo cristiano sul creato e sulla storia. Grazie a lui, in questa notte ancora fredda e pungente d’inizio millennio, che fa intravedere le luci dell’aurora, perfino noi abbiamo imparato ad accorgerci quanto è bello il mondo e come è grande Dio, com’è immenso il Suo operare, come sono commoventi i segni della Sua presenza fra noi, nella vita dei mortali. Abbiamo sperimentato così una gratitudine che scoppia dentro al cuore”. Così si legge nell’introduzione di questo libro che raccoglie una serie di storie, commoventi, dolorose, luminose dove si coglie il grandioso “corpo a corpo” di ciascuno di noi con Gesù Salvatore .

martedì 13 ottobre 2009

APPUNTI DELLA SCUOLA DI COMUNITA' DI DON CARRON DEL 7 OTTOBRE

Milano, 7 ottobre 2009
Testo di riferimento: J. Carrón, «Esperienza: lo strumento per un cammino umano», Assemblea
Internazionale Responsabili di Comunione e Liberazione, La Thuile, agosto 2009, suppl. a Tracce,
n. 8, settembre 2009, pp. 3-21.
La vita è un viaggio, ma tante volte ci rendiamo conto che è diverso da quello che noi abbiamo
immaginato: «Non credevo che fosse così questo viaggio» e mi rendo conto di avere perso tempo e
«allora voglio con te continuare il mio viaggio».

Cominciamo il nostro gesto con due canti: Il viaggio di Claudio Chieffo e Noi non sappiamo chi
era.

BATTESIMO ALESSANDRO


Peccato non esservi accanto!!!
Un bacione ad Alessandro e ai suoi fratellini

Matteo il fonte battesimale ti nasconde ma la nonna ha intravisto la tua testolina
un bacione.

domenica 11 ottobre 2009

CIO' CHE DOVREBBE TREMARE NEI NOSTRI OCCHI TUTTI I GIORNI

.....Ma l’esperienza di quest’anno ha portato in primo piano anche il rischio di una superficialità, di una concezione ridotta, sentimentale, di ciò che significa «guardare al testimone». Si rischia di ridurre il testimone a un esempio positivo, qualcuno che mi fa provare un sentimento di esaltazione, o di consolazione precaria, un sentimento che però poi se ne va come è venuto, e perciò rimane una insoddisfazione, la sensazione di essere sempre al punto di partenza......

...La verità non è un pensiero, non è un concetto intellettuale. È una Presenza su cui posso stare piantato, su cui posso poggiare tutto il mio io. Una Presenza che mi permette di non sprofondare come dice il Salmo 40: «Mi ha tratto dal fango della palude, i miei piedi ha stabilito sulla roccia» (Sal 40,3). Il testimone è uno che vive tutto piantato sulla roccia. E per questo ti viene da attaccarti......

......Sapeva che non poteva aiutare nessuno se non metteva in moto l’io di quelle persone, che non bastava quello che lui diceva, non bastava nemmeno il suo essere testimone: era consapevole che poteva aiutare soltanto offrendo un metodo perché i suoi studenti potessero giudicare tutte le cose che diceva. Cioè, fin dall’inizio don Giussani sfida il cuore di quelli che il Signore gli mette davanti. È l’esaltazione della persona: tu sei in grado di giudicare perché c’è questo “pensiero dominante”, questa “torre” in mezzo al “naufragio universale” che ti consente di giudicare, di fare una strada per venire fuori dalla confusione. E aggiunge: «Il rispetto di questo metodo ha caratterizzato fin dall’inizio il nostro impegno educativo, indicandone con chiarezza lo scopo: mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita [cioè il desiderio di felicità].......


02/10/2009 - Appunti dagli interventi di Davide Prosperi e Julián Carrón alla Giornata d’inizio anno degli adulti e degli studenti universitari di Cl della Lombardia (Fiera Rho-Pero, 26 settembre 2009)
JULIÁN CARRÓN
Coscienti del nostro bisogno, domandiamo allo Spirito che porti a compimento - spalancandolo tutto - quel desiderio che ci ha portato fino qua.
Discendi Santo Spirito
Diamo a tutti il benvenuto e salutiamo i nostri amici che sono in collegamento dalle varie regioni d’Italia e dall’estero.

TESTIMONIANZA

La settimana si conclude con una gara emozionante dove ogni bambino, con o senza istruttore secondo il livello di autonomia, effettua la discesa tra gli incoraggiamenti di un pubblico entusiasta. Alla fine tutti sono premiati, perchÈ tutti hanno vinto la loro sfida contro l’handicap”. Giulia sorride, ama la vita, vuole vivere a dispetto delle prognosi, dei dati scientifici, delle sentenze senza appello.



Mariangela Fontanini e Riccardo Ribera sono una coppia italiana che dal 1989 vive a Bruxelles. Trasferitesi per lavoro, lÏ hanno costruito la loro famiglia, cresciuto due gemelle, Alessandra ed Elisabetta e la piccola Giulia. “Lavoriamo entrambi al Parlamento Europeo” dice Mariangela, “oramai il nostro esilio dura da circa vent’anni”. Una vita serena, fatta di soddisfazioni, interessi e amicizie. Potremmo dire comune a quella di molte altre famiglie. Tutto questo sino al 2002 quando Mariangela rimane incinta di Giulia.

BERGAMO INCONTRA

.....La presentazione di ''Qui e ora''.«La carità è la via maestra dell’azione sociale della Chiesa. Ma se la carità ha una forza di liberazione lo deve alla verità». Altrimenti anch’essa finisce per chiudersi in un’esperienza privata: «Senza la verità, c’è solo la mia verità; che, guarda caso, finisce per coincidere poi quasi sempre con il mio interesse».....

di Carlo Dignola
06/10/2009 - Cinque giorni di incontri, testimonianze e mostre. Cronaca dalla kermesse bergamasca che ha aperto i battenti con un grande regalo: la presenza del vescovo Francesco Beschi. E tanti altri ospiti...

sabato 10 ottobre 2009

TOMMASO MATTEO E ALESSANDRO DA CINCINNATI



2007 2008 2009

COMMENTO

In questo periodo mi soffermo molto su due notizie in particolare:la malattia di Caterina e le lettere di Padre Aldo.Perche?
Credo che ci possano aiutare a vivere con un'intensita' differente il nostro quotidiano.
Siamo gia' frastornati da mille notizie e credo sia importante porre il nostro sguardo sul valore e la grandezza della vita,sulla positivita' di ogni avvenimento anche se all'apparenza nemico.
Ho bisogno di sentirmi ripetere e testimoniare che la vita vale la pena viverla da protagonisti senza censurare nulla.

cito una frase sempre di Antonio Socci:
.....Ci affanniamo sempre per mille cause, obiettivi, ambizioni che ci sembrano così importanti da farci trascurare i figli. Ma oggi come appare tutto senza alcun valore al confronto dello sguardo di una figlia, alla sua giovinezza in piena fioritura…

Un gran dono ha fatto Dio agli uomini rendendoli padri e madri: così tutti possono sperimentare che significhi amare un’altra creatura più di se stessi. E così abbiamo una pallida idea del suo amore e della sua compassione per noi…

E' importante che l'esperienza di uno diventi tesoro per molti

LETTERA DI ANTONIO SOCCI AL DIRETTORE DI LIBERO

.....Lì, quando ti si spalanca davanti quell’abisso improvviso che ti fa urlare uno sconfinato “nooooo!!!”, cominci a capire: è la cosa meno scontata del mondo che in questo preciso istante il cuore dei tuoi bimbi, il mio cuore o il tuo, amico lettore, batta.

Quante volte ho sentito don Giussani stupirci con questa evidenza: che nessuno fa battere volontariamente il proprio cuore. E’ come un dono che si riceve di continuo, senza accorgersi. Istante per istante dipendiamo da Qualcun Altro che ci dà vita…



Caro Direttore,

la mia Caterina ha occhi bellissimi. La sua giovinezza ora è distesa su un letto di luce e di dolore. E’ come una Bella addormentata. Ma crocifissa. Mi trovo involontariamente “inviato” nelle regioni del dolore estremo e in questo panorama dolente – se un angelo tiene a guinzaglio l’angoscia – ci sono diverse cose che mi pare di cominciare a capire.

ANTONIO SOCCI 6 OTTOBRE 2009 LA MIA SPERANZA PER CATERINA

Domani porteremo Caterina in un altro centro ospedaliero per iniziare la fase del risveglio (dopo che i bravissimi medici di Firenze le hanno salvato la vita). Abbiamo grande fiducia anche nei medici a cui la affidiamo. Ma sarà il momento più delicato e davvero avremo tanto tanto bisogno del soccorso della Madonna perché Caterina si svegli e stia bene.

NEL SILENZIO UNA PAROLA CHE SALVA

....Lui sorride: «“In interiore homine habitat Deus”, ha detto Agostino».
Ma, come si scava, con quali trivelle, come si arriva all’acqua del pozzo?, insisti. Borgna: «La preghiera, in cosa consiste se non in parole riempite di silenzio, che ci immettono in un dialogo infinito?». Il pozzo è in noi, colmo di acqua sorgiva. Ma «bisogna sapere ascoltare le parole della grazia – aggiunge il professore – perché tutto è grazia infine, come diceva Bernanos».
E, insisti ancora, capendo e non capendo: la gioia, quella gioia inesplicabile di cui parla Etty Hillesum nel lager, incalzata dalla morte eppure felice di «uno spicchio di cielo», quella cos’è, che roba è? «Quella gioia, è speranza già in atto. La speranza è qualcosa che ancora non c’è, pure già illuminando il futuro. La gioia di Etty Hillesum nel lager è invece speranza incarnata»......
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Corradi:
Lo psichiatra Eugenio Borgna cita, come maestra di silenzio, Etty Hillesum, la ragazza ebrea morta ad Auschwitz che osò scrivere, dal lager in cui attendeva la morte: «Eppure la vita è straordinariamente buona»TEMPI 07 Ottobre 2009
di Marina Corradi

FUNERALI DI DON GIANCARLO UGOLINI PREDICA DI DON CARRON

.....Proprio perché la paternità non è un tenere per sé le persone, ma la passione affinché il figlio si incammini sulla strada che il padre per primo segue. Questa è l’autorità di cui tutti noi abbiamo bisogno: uno che ci testimonia ciò che è in grado di riempire il cuore e così ci educa a riconoscere Cristo, «ciò che dovrebbe tremare nei nostri occhi tutti i giorni» (don Giussani). Questo riconoscimento è avvenuto in don Giancarlo a prezzo di una
fedeltà più forte del limite e delle incoerenze che tutti ci portiamo addosso a causa del peccato originale e che Gesù ha vinto con la Sua resurrezione.....



Duomo di Rimini, 6 ottobre 2009
Julián Carrón

«Uno non può essere padre, se non ha nessuno come padre. Non se “non ha avuto”, ma se “non ha” nessuno come padre. Perché se non ha nessuno come padre, vuol dire che non si tratta di un avvenimento, non è un incontro, non è una generazione. La generazione è un atto presente. (…) Nessuno genera, se non è generato».
Queste parole di don Giussani sono le prime che mi sono venute in mente appena ho cominciato a pensare a don Giancarlo.

martedì 6 ottobre 2009

UN ALTRO CANTO DI CATERINA, UN ALTRO PRESAGIO

1 OTTOBRE 2009 Antonio Socci In questi giorni

sto “scoprendo” la vita di Caterina nei cinque anni di università a Firenze. Soprattutto ascoltando i canti che faceva, dove esprimeva ciò che aveva dentro) sento vibrare la sua anima.C’è stato specialmente un canto – insieme a “Ojos de cielo” (che ho già messo qui nel mio blog e potete sentirlo) – che mi ha colpito e anch’esso è un canto per la Madonna, anzi è il suo stesso pianto su Gesù deposto dalla Croce, si intitola “Voi ch’amate lo Criatore” ed è tratto dal laudario di Cortona, del XIII secolo.

PADRE ALDO TRENTO 2 OTTOBRE 2009

.....E Veronica ogni volta mi ripete: "allora tu mi vuoi veramente bene perchè porti sempre con te il dado che ti ho regalato"Amici che bello: Veronica con questo domanda continua a Jazmin ci fa capire che ognuno di noi scopre se stesso quando è amato, abbracciato. Un semplice dado che Jazmin porta con se è per Veronica il segno dell'abbraccio del "Tu che la fa ci fa" ed ogni istante......



Cari amici, ogni settimana con la mamma e i membri della nostra famiglia "Casita de Belen" ci troviamo per verificare il cammino della conoscenza, della verifica della fede nella concretezza della responsabilità educativa rispetto ai nostri figli, tutti un tempo vittima della violenza piu disumana che esista ed ora sorridenti, felici perche figli del "Tu che mi fai".Ma come i nostri figli prendono coscienza di questo abbraccio divino, l'unico che permette al bambino di uscire vittorioso dalle violenze sessuali ed altre patite già nel momento di essere concepiti?

giovedì 1 ottobre 2009

GIOVANNI


La visita in anestesia di Giovanni e' andata abbastanza bene il valore della pressione e' quasi nella norma,aggiungiamo qualche goccia e speriamo che alla prossima visita lo trovino meglio.

PREGHIERA DI BERNARDO DI CHIARAVALLE

“O tu che sei immerso nelle vicissitudini della vita e, più che camminare sulla solida terra, hai l’impressione di essere sballottato fra tempeste e uragani: se non vuoi finire travolto dall’infuriare dei flutti, non distogliere Io sguardo dal chiarore di questa stella!

Se insorgono i venti delle tentazioni, se t’imbatti negli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria!

Se vieni assalito dalle onde della superbia, dell’ambizione, della calunnia, dell’invidia, della gelosia: guarda la stella, invoca Maria. Se l’ira, l’avarizia o le lusinghe della carne scuotono la navicella della tua anima: guarda la stella, invoca Maria.

Se turbato dall’enormità dei tuoi peccati, confuso per le brutture della tua coscienza, atterrito dal rigore del giudizio stai per venire
risucchiato dal baratro della tristezza e dall’abisso della disperazione, guarda la stella, invoca Maria.

Nei pericoli, nelle difficoltà e nei momenti di incertezza, guarda la stella, invoca Maria. Abbi il suo nome sempre sulle labbra, abbila sempre nel cuore e se vuoi ottenere l’aiuto della sua preghiera, non tralasciare di imitarne gli esempi.

Seguendo lei non andrai fuori strada, pregandola non dispererai, pensando a lei non sbaglierai.

Se ella ti sostiene non cadrai, se ella ti protegge non avrai nulla da temere, se ella ti guida non ti affaticherai, se ti sarà favorevole giungerai alla mèta e così potrai sperimentare tu stesso quanto giustamente sia stato detto: ‘e il nome della vergine era Maria’ “.

CATERINA......IN SOSPESO

...Mi è tornato in mente quanto diceva santa Bernardette, nella sua semplicità: “la Madonna ama farsi pregare”. Perché la Madonna ama farsi pregare? La ragione è profonda: penso che sia perché pregare, aprendo il cuore a Lei, serve a noi, perché così può cambiarci e stringerci a sé, ottenerci grandi grazie e soprattutto convertirci. Farci ritrovare noi stessi....


Cari amici, ormai Caterina è figlia, sorella e amica di tutti voi. Tantissimi di voi mi scrivono accoratamente per avere notizie di lei. Purtroppo in questi drammi le cose evolvono con enorme lentezza.

Con angosciante e impercettibile lentezza. E talora c’è il rischio che evolvano verso il peggio anziché verso il meglio. O facendo passi avanti e passi indietro. Quindi si cammina sull’abisso…