martedì 30 dicembre 2008

PADRE ALDO CI SCRIVE

PADRE ALDO TRENTO MAIL 28 DICEMBRE 2008
Carissimi amici,

oggi è la festa della Sacra Famiglia, e per noi della parrocchia è il giorno nel quale durante la Santa Messa dei bambini, alle 8 della mattina, benediciamo le scope (vedi foto) e le consegnamo ad ogni bambino. Il motivo è educativo.

Non dimenticate le tre regole fondamentali del cammino educativo che ha portato questo non-popolo a essere popolo, comunitá viva. Tre regole che nascono dalla coscienza di “Io sono Tu che mi fai” e che “la realtá è grande amica dell’Uomo” come ci ricorda ogni giorno Carron.


sabato 27 dicembre 2008

IL RICHIAMO DI BENEDETTO XVI

....Ma chi ha nel mondo l’autorevolezza per dire: teniamoci stretti? Per dire: senza solidarietà tutti finiamo a mare? Non possono dirlo in modo credibile coloro che hanno fatto di un modello egoistico il proprio spunto di vita e le proprie profezie di sviluppo. E nemmeno coloro che a un modello egoistico opponevano facili e irrealizzabili, e dunque pericolose, utopie.
Benedetto XVI lo può fare......



IL QUOTIDIANO SGUARDO DELLA SOLIDARIETÀ’

DAVIDE RONDONI
Avvenire, 27 dicembre 2008
Nei momenti di crisi occorre la voce credibile di un uomo che dica: teniamoci stretti. Come occorre, in una tempesta, un capitano che sapendo la rotta offra indicazioni buone. In questa crisi innescata in buona parte dall’egoismo, il modo peggiore per reagire sarebbe altro egoismo.

URBI ET ORBI

Buon Natale agli abitanti di Roma e dell’intera Italia! La grande festa della nascita di Cristo sia fonte di luce e di fiducia per la vita di tutti. In questo nostro tempo, segnato da una considerevole crisi economica, possa il Natale essere occasione di più grande solidarietà tra le famiglie e tra le comunità che compongono la cara Nazione italiana. Dalla povera e umile grotta di Betlemme si diffonda dappertutto la luce della speranza evangelica e risuoni l’annuncio che nessuno è estraneo all’amore del Redentore.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
"Apparuit gratia Dei Salvatoris nostri omnibus hominibus" (Tit 2,11).
Cari fratelli e sorelle, con le parole dell’apostolo Paolo rinnovo il gioioso annuncio del Natale di Cristo: sì, oggi, "è apparsa a tutti gli uomini la grazia di Dio nostro Salvatore"!

OMELIA SANTA MESSA DI MEZZANOTTE NATALE BENEDETTO XVI

.....Questa parola è una parola profetica. Nella notte di Betlemme, essa ha acquistato un significato completamente nuovo. Il chinarsi di Dio ha assunto un realismo inaudito e prima inimmaginabile. Egli si china – viene, proprio Lui, come bimbo giù fin nella miseria della stalla, simbolo di ogni necessità e stato di abbandono degli uomini. Dio scende realmente. Diventa un bambino e si mette nella condizione di dipendenza totale che è propria di un essere umano appena nato......

Basilica Vaticana
Giovedì, 25 dicembre 2008


Cari fratelli e sorelle!
"Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell'alto e si china a guardare nei cieli e sulla terra?" Così canta Israele in uno dei suoi Salmi (113 [112], 5s), in cui esalta insieme la grandezza di Dio e la sua benevola vicinanza agli uomini. Dio dimora nell’alto, ma si china verso il basso… Dio è immensamente grande e di gran lunga al di sopra di noi. È questa la prima esperienza dell’uomo. La distanza sembra infinita. Il Creatore dell’universo, Colui che guida il tutto, è molto lontano da noi: così sembra inizialmente. Ma poi viene l’esperienza sorprendente: Colui al quale nessuno è pari, che "siede nell’alto",

venerdì 26 dicembre 2008

UN NATALE ALL'INCONTRARIO

.....Vogliono farci fare un Natale all’incontrario. Non più una festa per Uno che nasce, ma per una che muore, che viene fatta morire di fame e sete. E vorrebbero pure che su tutto cali il silenzio – adesso - dicendo che è un fatto privato (ma chi è stato a renderlo pubblico?)......

di Assuntina Morresi*
Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 23 dicembre 2008

Un Natale all’incontrario, questo che ci vorrebbero far passare nel 2008. Un Natale all’incontrario, dove un ministro viene detto – giustamente! – coraggioso perché ricorda a tutti che bisogna dare da mangiare e da bere a chi non riesce più a farlo da solo. All’incontrario, perché lo stesso ministro deve pure spiegare che se in un ospedale italiano verrà lasciato morire di fame e sete un malato, quell’ospedale ne subirà le conseguenze.

BENEDETTO XVI LA FESTA SI PUO' ORGANIZZARE LA GIOIA NO

....“Parte integrante della festa è la gioia – ha affermato il Santo Padre –. La festa si può organizzare, la gioia no”.
“Essa può soltanto essere offerta in dono; e, di fatto, ci è stata donata in abbondanza: per questo siamo riconoscenti”.......

I suoi auspici per i fedeli in vista dell'anno nuovo
Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 24 dicembre 2008

In questi giorni di Natale, pieni di decorazioni e di regali, Benedetto XVI ha lasciato un consiglio per scoprire il senso della celebrazione: “la festa si può organizzare, la gioia no”.

E' questa una delle constatazioni alle quali è giunto nel discorso che ha rivolto il 22 dicembre ai membri della Curia Romana nella tradizionale udienza per lo scambio degli auguri in occasione della nascita di Gesù (cfr. ZENIT, 22 dicembre 2008).

UNA DOMANDA ALLA CORTE EUROPEA :MA I DIRITTI DEI CITTADINI SONO AFFARI PRIVATI?

Questo fatto non vi riguarda
da Il sussidiario
Assuntina Morresi
martedì 23 dicembre 2008

Questo fatto non vi riguarda: potremmo sintetizzare così la motivazione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per dichiarare inammissibile il ricorso con cui alcuni cittadini italiani ed associazioni di famiglie di disabili gravi hanno contestato l’autorizzazione dei giudici italiani a sospendere nutrizione ed idratazione artificiale ad Eluana Englaro.

mercoledì 24 dicembre 2008

ANNA E MICHELE I NIPOTINI DI BOSTON


BUON NATALE BELLISSIMI AUGURI ANCHE A MAMMA E BABBO E NATURALMENTE AL FRATELLINO ANCORA NELLA PANCIA DELLA MAMMA

NONNA E NONNO

VITO PIEPOLI CI PROPONE QUESTO SUO ARTICOLO

La questione morale e lo spirito del Natale

Alcune vicende stanno interessando diverse procure del paese, stiamo seguendo le vicissitudini che sta vivendo il comune di Firenze, abbiamo sofferto per la tragica fine di Giorgio Nugnes e assistiamo preoccupati al montare delle accuse alla classe politica che da anni governa Comune di Napoli e Regione campana, fino al coinvolgimento anche solo politico di Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino, nell’Italia del dopo-Tangentopoli.





BUON NATALE A TUTTI VOI GRAZIE PER GLI AUGURI

martedì 23 dicembre 2008

IL NATALE E LA SPERANZA

di Yulian Carron Pubblicato su La Repubblica del 23 Dicembre 2008
Caro direttore, sono stato colpito dalle letture che la Liturgia ambrosiana proponeva il lunedì della terza
settimana di Avvento. Come devono essere rimasti sconcertati i membri dell’antico popolo di Israele davanti
alle parole del profeta Geremia: «Divorerà le tue messi e il tuo pane; divorerà i tuoi figli e le tue figlie;
divorerà i greggi e gli armenti; distruggerà le città fortificate nelle quali riponevi la fiducia» (Ger 5,17).

lunedì 22 dicembre 2008

ROSA CORTESI MANDA GLI AUGURI


Egli si è mostrato. Egli personalmente.
E adesso è aperta la via verso di Lui.
La novità dell’annuncio cristiano non
consiste in un pensiero ma in un fatto:
Egli si è mostrato. Il fatto è ragionevole.
Certamente occorre sempre l’umiltà della ragione
per poter accoglierlo.
Occorre l’umiltà dell’uomo che risponde all’umiltà di Dio.

(S.S.Benedetto XVI)

L’avvenimento di Cristo diventa presente “ora” in un fenomeno di umanità diversa: un uomo vi si imbatte e vi sorprende un presentimento nuovo di vita, qualcosa che aumenta la sua possibilità di certezza, di positività, di speranza e di utilità nel vivere e lo muove a seguire. Gesù Cristo, quell’uomo di diecimila anni fa, si cela, diventa presente, sotto la tenda di una umanità diversa. L’incontro, l’impatto, è con una umanità diversa, che ci colpisce perché corrisponde alle esigenze strutturali del cuore più di qualsiasi modalità del nostro pensiero o della nostra fantasia: non ce lo aspettavamo, non ce lo saremmo mai sognato, era impossibile, non è reperibile altrove.

(Luigi Giussani)




I NIPOTINI DI CINCINNATI FANNO GLI AUGURI


CIAO SIETE BELLISSIMI AUGURI ANCHE A VOI:
LO ZIO ANTONIO STA TENTANDO DI RAGGIUNGERVI MA A NEWARK LO HANNO MANDATO A DORMIRE IN ALBERGO PERCHE' IL SUO VOLO PER CINCINNATI L'HANNO CANCELLATO
SIETE PROPRIO FUORI DAL MONDO!!!!!


venerdì 19 dicembre 2008

UDIENZA DEL MERCOLEDI' 17 DICEMBRE 2008

!.... In verità, però, le difficoltà, le incertezze e la stessa crisi economica che in questi mesi stanno vivendo tantissime famiglie, e che tocca l’intera umanità, possono essere uno stimolo a riscoprire il calore della semplicità, dell’amicizia e della solidarietà, valori tipici del Natale. Spogliato delle incrostazioni consumistiche e materialistiche, il Natale può diventare così un’occasione per accogliere, come regalo personale, il messaggio di speranza che promana dal mistero della nascita di Cristo”......

CITTA’ DEL VATICANO, 17 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell’ultima Udienza Generale del 2008, tenutasi nell’Aula Paolo VI, al Natale del Signore, che è “una festa universale”.


“Anche chi non si professa credente, infatti” - ha detto il Papa - “può percepire in questa annuale ricorrenza cristiana qualcosa di straordinario e di trascendente, qualcosa di intimo che parla al cuore. E’ la festa che canta il dono della vita. La nascita di un bambino dovrebbe essere sempre un evento che reca gioia”.

APPELLO

Da Il Foglio

Per aderire basta inviare una e-mail con i propri dati all'indirizzo appelloRu@ilfoglio.it

COSA E' LA PILLOLA RU486 E PERCHE' BISOGNA FERMARLA

La Ru486 non è una medicina. Non cura alcuna malattia. Non aiuta la vita, la stronca sul nascere.

La Ru486 non è amichevole nei confronti delle donne. Non realizza in alcun modo un aborto indolore, posto che sia possibile realizzarlo. E' al contrario un sistema abortivo altamente controverso anche dal punto di vista della sua sicurezza ed efficienza clinica.

STATOLATRIA IN SPAGNA

Società - ven 19 dic
Il capo della Congregazione per le Cause dei Santi, Angelo Amato, ex Segretario della Congregazione della Fede, in un'intervista alla rivista "Consulente Re".

di Marco Tosatti
Tratto dal blog di Marco Tosatti San Pietro e dintorni il 18 dicembre 2008

In Spagna, e in tutta Europa, avanza la "statolatria": lo sostiene il prefetto della Congregazione vaticana per la causa dei santi, monsignor Angelo Amato, che, focalizzando l'attenzione in particolar modo sulla educazione civica introdotta da Zapatero nelle scuole spagnole, sottolinea, però, che "la Chiesa in Spagna è molto reattiva".

MIRABELLI IL DOCUMENTO SACCONI E' LEGITTIMO.LA SENTENZA ENGLARO CREATIVA

intervista a Cesare Mirabelli
Tratto da Il Sussidiario.net il 18 dicembre 2008

Il provvedimento del Ministro Maurizio Sacconi ha ricreato nella giornata di ieri i soliti schieramenti contrapposti tra i “sostenitori” del potere giudiziario e quelli del potere politico con reciproci scambi di accuse sulla liceità di provvedimenti o sentenze e accuse di invasioni di campo.

mercoledì 17 dicembre 2008

COMUNICATO STAMPA MEDICINA E PERSONA

17 dicembre 2008

COMUNICATO STAMPA
Esprimiamo il nostro sostegno all’atto di indirizzo del 16 dicembre del Ministro Maurizio Sacconi e dei sottosegretari Francesca Martini e Eugenia Roccella dal titolo “Stati vegetativi, nutrizione e idratazione”


Da medici impegnati tutti i giorni con il bisogno di salute non possiamo fare altro che ringraziare questo atto politico semplice ed efficace in quanto ricorda a tutti - tecnici e non - quali sono i criteri irrinunciabili di una assistenza ad ogni uomo che si trovi in uno stato di dipendenza totale da chi lo assiste.

E’ necessario un monito per tutti, quando si dimentica o si vuole snaturare come accade oggi, ciò che costituisce l’essenza della medicina e lo scopo per cui è nata.

La medicina è nata per “guarire qualche volta, curare spesso, assistere sempre”.

La semplice ragione ci fa dire che dare da mangiare e da bere è un atto eminentemente umano, a prescindere dalle modalità tecniche con cui esso è attuato, tanto più se è efficace per il paziente e non oneroso, cioè un atto dovuto.

Anche gli organismi citati nel breve documento del Ministro (il Comitato Nazionale di Bioetica e la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità del 2006) ribadiscono questo atteggiamento come essenziale e indiscutibile.

Ci si dovrebbe domandare piuttosto come mai nella nostra società civile occorra oggi che il livello politico debba indicare a noi cosa è meglio, quando dovrebbe essere coscienza e patrimonio di ciascuno, cioè cosa ovvia.

Se questo accade è probabilmente il segno di un limite che si sta travalicando e che va ritrovata una coscienza di cosa realmente è in gioco oggi nel nostro Paese.


Medicina e Persona

martedì 16 dicembre 2008

LETTERA APERTA

dai genitori di Holly Patterson

Da “La favola dell’aborto facile”, di Assuntina Morresi, Eugenia Roccella, ed. Franco Angeli (2006)
6 novembre 2003

“Gentili signori e signore,

il rapporto del coroner della contea di Alameda ha ratificato la verità che già sapevamo. Holly è morta a causa di un aborto chimico provocato dalla Ru486. Non esistono rimedi veloci o pillole magiche per interrompere una gravidanza. La nostra famiglia, gli amici, la nostra comunità è profondamente addolorata, e per sempre segnata dalla morte, tragica ed evitabile, di Holly.

lunedì 15 dicembre 2008

PADRE ALDO

padretrento@rieder.net.py;

Cari amici “puó una madre abbandonare i suoi figli?”

“Ebbene Io non ti dimenticheró mai” dici il profeta.

Un fatto accaduto nella clinica che mi ha riempito di gioia. Viene ricoverato un uomo anziano, ammalato grave di cancro alla prostata. Viveva in una sgabuzzino del famoso “Mercato 4” cosi chiamato e conosciuto in tutto il Paraguay per essere l´ inmondezzaio della vendita a poco costo di tutto e centro di qualunque traffico. Pericolosissimo passare di notte per quella zona.

DON CARRON RICEVUTO DA SUA SANTITA'

S.S.Benedetto XVI riceve don Julián Carrón. Intervista con il presidente di CL

S.S.Benedetto XVI ha ricevuto stamani, in Vaticano, don Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione. Al termine dell’udienza, il successore di don Giussani si è soffermato con Alessandro Gisotti sul significato di questo incontro con il Santo Padre:


R. – Un anno dopo l’incontro di Piazza San Pietro di tutto il movimento di Comunione e Liberazione con il Papa, abbiamo chiesto di poterlo rivedere per raccontargli quello che è successo e condividere con lui i frutti di quell’incontro.

D. – Sappiamo quanto Joseph Ratzinger prima e Benedetto XVI poi sia legato a CL e alla figura di don Giussani. Basti pensare alla rivista “Communio”... Questo, chiaramente è importante per voi…

R. – Assolutamente! Per la nostra storia è stato molto significativo per il rapporto che don Giussani ha sempre mantenuto con l’allora cardinale Ratzinger. Noi, soprattutto adesso, sentiamo il suo Magistero decisivo per la nostra vita di movimento, per la nostra storia. Siamo sempre molto attenti a quello che il Papa ci dice, per orientarci nella nostra strada.

D. – Sappiamo quanto Comunione e Liberazione sia impegnata nell’evangelizzazione nel mondo della cultura…

R. – Noi siamo attenti a tutto quanto il Papa dice riguardo alla presenza culturale della fede. Per esempio, noi abbiamo apprezzato tantissimo, oltre il grande discorso di Regensburg, il recente discorso fatto a Parigi, agli uomini di cultura, che noi abbiamo distribuito a tutto il movimento. Ci siamo impegnati a presentarlo ovunque. Diffondere questa perfezione della cultura che nasce dall’appartenenza all’esperienza cristiana, che è in grado di generare un’umanità con una razionalità tutta aperta, come il Papa ci testimonia in continuazione.

D. – Il tema dell’ultimo meeting di Rimini era “Protagonisti o nessuno”. Ecco, questo tema è particolarmente significativo in un periodo come l’Avvento, in cui aspettiamo Qualcuno, quel Qualcuno che cambia la vita di ogni uomo…

R. – Assolutamente! Per noi questo è decisivo perché è l’incontro con l’unico protagonista della storia a rendere gli uomini protagonisti, altrimenti siamo sazi, travolti dal torrente delle circostanze, dell’ideologia, dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti, e soltanto l’incontro con Lui che - per usare una parola grata a don Giussani - “calamita” tutto l’essere, tutta l’affezione, tutta la ragione, che può veramente far sì che un uomo sia un protagonista della vita, e perciò dia un contributo reale al rinnovamento della società, un contributo per una umanità diversa.


domenica 14 dicembre 2008

....La Arendt afferma inoltre: "la mia opinione è che il male non è mai 'radicale', ma soltanto estremo, e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo. Esso sfida come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare a radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua "banalità"... solo il bene ha profondità e può essere integrale....."

.... Eichmann ha introdotto il pericolo estremo della irriflessività. Ma il guaio del caso Eichmann era che di uomini come lui ce n'erano tanti e che quei tanti non erano né perversi né sadici, bensì erano, e sono tuttora, terribilmente normali. E questa normalità è più spaventosa di tutte le atrocità messe insieme, poiché implica - come fu detto e ripetuto a Norimberga dagli imputati e dai loro patroni - che questo nuovo tipo di criminale, realmente "hostis generis humani", "commette i suoi crimini in circostanze che quasi gli impediscono di accorgersi o di sentire che agisce male. " L'analisi delle interrelazioni fra la facoltà di pensare, la capacità di distinguere tra giusto e sbagliato, la facoltà di giudizio, e le loro implicazioni morali, come detto sopra rappresentano il nucleo tematico dell'opera . A questo proposito la Arendt si è chiesta se la facoltà di pensare, nella sua natura e nei suoi attributi intrinseci, coinvolge la possibilità di evitare di "fare il male"......

HANNAH ARENDT
A cura di Diego Fusaro
LA BANALITA' DEL MALE

giovedì 11 dicembre 2008

UDIENZA DEL MERCOLEDI' 10 DICEMBRE

..... Un autentico matrimonio sarà ben vissuto se nella costante crescita umana e affettiva resterà sempre legato all’efficacia della Parola e al significato del Battesimo. Cristo ha santificato la Chiesa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla Parola. La partecipazione al corpo e sangue del Signore non fa altro che cementare, oltre che rendere visibile una unione resa per grazia indissolubile........

.....il verbo battezzare è al passivo. Nessuno può battezzare se stesso, ha bisogno dell’altro. Nessuno può farsi cristiano da se stesso. Divenire cristiani è un passivo. Solo dall’altro possiamo essere fatti cristiani. E questo altro che ci fa cristiani, ci dà il dono della fede, è in prima istanza la comunità dei credenti, la Chiesa. Dalla Chiesa riceviamo la fede, il Battesimo. E senza lasciarci formare da questa comunità non diventiamo cristiani. Un cristianesimo autonomo - ha sottolineato Benedetto XVI - è una contraddizione in sé. In prima istanza questo altro è la comunità dei credenti, la Chiesa, ma in seconda istanza anche questa comunità non agisce da sé, secondo le proprie idee e desideri: solo Cristo può costituire la Chiesa.....

Alla teologia paolina dei sacramenti è stata dedicata la catechesi del Papa all’udienza generale di mercoledì 10 dicembre, nell’Aula Paolo VI. Seguendo san Paolo - ha esordito Benedetto XVI - abbiamo visto nella catechesi di mercoledì scorso due realtà. La prima è che la nostra storia umana dagli inizi è inquinata dall’abuso della libertà creata, che intende emanciparsi dalla volontà divina.

mercoledì 10 dicembre 2008

PERCHÉ CREDERE...NON È ROBA DA CRETINI

....«Non so cosa si dovrebbe fare, ma sono convinto della necessità di impegnarsi a partire dal livello personale ed individuale. Ciascuno si faccia la sua famiglia e cerchi di fare in modo che sia più cristiana possibile. Io, però, cerco di occuparmi di qualcosa che sta ancora prima; cioè della Fede, della possibilità di credere»......

...«Nei miei 22 libri ed in tutte le migliaia di articoli che ho scritto, non ho mai trattato di temi morali, né fatto prediche o lezioni di etica. La morale è importante, ma credo che, insieme all’impegno nella Carità, sia una conseguenza della Fede. Quello che oggi stiamo perdendo è la Fede, la consapevolezza che il Vangelo è vero».....

VITTORIO MESSORI LO SCRITTORE ITALIANO PIÙ LETTO NEL MONDO, PER LA PRIMA VOLTA RACCONTA LA SUA CONVERSIONE
venerdì 5 dicembre 2008 (fonte ??)

di Giuseppe Stabile

Attraverso i suoi scritti milioni di persone in tutto il mondo hanno ricevuto doni inestimabili. Nel suo ultimo libro, appena uscito, Vittorio Messori ci regala, però, il suo tesoro più intimo: le ragioni della sua fede ed i retroscena della sua miracolosa conversione.
Dalla quale sgorga ancora l’inesauribile desiderio di aiutare altri ad incontrare quel Gesù a cui prima era assolutamente indifferente.

DIRITTI UNIVERSALI MA NON PER TUTTI

....Io non sono d’accordo, io penso che la Chiesa è sì grande perché ha forza di popolo, si poggia sull’intuito di fede della folla dei fedeli, ma è grande anche per questa reductio ad unum che è il Papa......

...I diritti dei gay vanno bene se non diventano un attacco al matrimonio, il diritto per uomini e donne di condurre una vita libera va bene, ma non deve diventare uno scardinamento ideologico della nozione di famiglia.....


Giuliano Ferrara e una
Dichiarazione che spiega tutto degli uomini tranne che si tratta di persone

di Rodolfo Casadei
Sulle tematiche evocate dal 60esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, che si celebra il 10 dicembre prossimo, abbiamo dialogato col direttore del Foglio Giuliano Ferrara.

LA MIA FEDE LIBERALE

01 Dicembre 2008

Per Benedetto XVI ha scritto un libro di «fondamentale importanza». Marcello Pera spiega perché “deve” dirsi cristiano

di Emanuele Boffi


Diritti universali ma non per tutti
«In questi giorni ho potuto leggere il Suo nuovo libro Perché dobbiamo dirci cristiani. Era per me una lettura affascinante». Non sono le uniche parole d’elogio che Benedetto XVI ha rivolto tramite lettera all’ultima opera di Marcello Pera, filosofo e senatore Pdl che con l’attuale Pontefice ha una certa consuetudine intellettuale avendo già nel 2004, con l’allora cardinale Joseph Ratzinger, dato alle stampe Senza radici. Nella missiva all’ex presidente del Senato, il Papa scrive che «il libro è, a mio parere, di fondamentale importanza in quest’ora dell’Europa e del mondo» e lo ringrazia per aver contribuito a dimostrare che «un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non è possibile, mentre urge tanto più il dialogo interculturale che approfondisce le conseguenze culturali della decisione religiosa di fondo».

martedì 9 dicembre 2008

AVERE UN FIGLIO DOWN NON E' UNA VERGOGNA E QUESTO GLI INGLESI LO SANNO

.....L’aspetto interessante quindi non è tanto nelle cifre, difficili da interpretare in assenza di altri dati, quanto nelle testimonianze di chi ha risposto all’inchiesta affermando che ritiene la società più preparata ad accogliere le persone down.....

Cos'è normale?
La stampa inglese ha commentato la notizia dell’apparente incremento nel paese di nascite di bambini con Sindrome di Down enfatizzando la posizione dei genitori, apparentemente più serena che in passato.
di Paola Vitali
Tratto da L'Occidentale il 7 dicembre 2008

giovedì 4 dicembre 2008

IL SENSO DELLA VITA NASCOSTO NELLA DEPRESSIONE…

...Siamo sicuri che il benessere che inseguiamo, come meta unica e assoluta, sia veramente la felicità? Certi ripetitivi programmi di informazione fanno pensare a una battuta di Bruce Marshall: “Oggi la gente vive nel benessere senza gioia. In fondo a una lunga sfilata di bollette della luce, del telefono e del gas, non intravede altro che il conto delle Onoranze funebri”......

..... “ero impaurito… mi tremavano le gambe all’improvviso, un malessere continuo mi attraversava… come se fossi continuamente altrove”.

Quello di Buffon non è un caso strano. In forme diverse è quasi la normalità per i cosiddetti “uomini di successo”. Cesare Pavese diceva: “c’è qualcosa di peggio del fallire nei propri progetti: è riuscirci”. Perché è lì, quando sei “arrivato”, quando stringi fra le mani quello che volevi possedere, che avverti il nulla e ti scopri insoddisfatto, destabilizzato. Tanto da smarrirti......


Antonio Socci Da Libero, 16 novembre 2008

Cosa dà senso alla vita? Cosa le dà valore e gusto? Il soldi? Il successo? La salute? Per cosa vale la pena vivere? Mi ha colpito, in questi giorni, il casuale intrecciarsi sui giornali di storie apparentemente lontanissime. Tre storie.

AI LETTORI

Carissimi lettori
e' iniziato il tempo dell'avvento,dell'attesa.
Questo blog ,desidera aiutarmi ed aiutare a renderci ogni giorno piu' certi che la vera liberazione dell'uomo sta nel seguire Cristo.
Non una fantasia o un lontano ricordo ma tutti coloro che con la loro vita ci testimoniano che la vera letizia la si puo' sperimentare ubbidendo,seguendo cio' che un giorno ci ha stupito e pregando che questo stupore permanga e si rinnovi quotidianamente.
AUGURI BUON CAMMINO


IL PENSIERO DI BENEDETTO XVI SECONDO IL CARDINAL RATZINGER

Incontro con alcuni giornalisti dell’agenzia ZENIT
Da Agenzia ZENIT del 28 aprile 2005

MURCIA, giovedì, 28 aprile 2005 (ZENIT.org).- L’annuncio di Cristo e del suo Vangelo in un mondo relativista è per il nuovo Papa Benedetto XVI una delle sfide principali della Chiesa.

Lo ha spiegato il cardinal Joseph Ratzinger, Pefetto della Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede, in un incontro con i giornalisti – tra i quali erano presenti alcuni giornalisti di ZENIT – il 30 novembre 2002 presso l’Università Cattolica San Antonio di Murcia, in occasione della sua partecipazione al Congresso Internazionale di Cristologia.

ALLA VIGILIA DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE PROMOSSA DALLE NAZIONI UNITE

Vaticano: disabili, no a convenzione Onu

La Santa Sede conferma che non firmerà il documento, perché non contiene un divieto esplicito dell'aborto
www.Corriere.it 2 dicembre 2008


CITTA' DEL VATICANO - Dopo il «no» alla depenalizzazione dell'omosessualità da parte dell'Onu (il progetto di dichiarazione che la Francia intende presentare a nome dell’Unione europea alle Nazioni Unite), il Vaticano esprime il proprio dissenso anche nei confronti della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, entrata in vigore l’8 maggio scorso. Alla vigilia della giornata internazionale delle persone con disabilità, promossa dalle Nazioni Unite sul tema «Dignità e giustizia per tutti noi», la Santa Sede ha confermato, come aveva già annunciato, che non formerà il documento.

FERRARA DIRITTI UNIVERSALI MA NON PER TUTTI

....io penso che la Chiesa è sì grande perché ha forza di popolo, si poggia sull’intuito di fede della folla dei fedeli, ma è grande anche per questa reductio ad unum che è il Papa......

....Tutto questo la dichiarazione universale non lo affronta. Poi c’è la cosa che richiamava lei: oggi il diritto individuale come diritto universale si scontra con l’ideologia dei diritti umani, che è cosa diversa dalla teoria dei diritti umani. In Tom Payne e nella Costituzione americana i diritti sono fondati su una base creaturale, discendono dal modo in cui il Creatore ha fatto l’uomo. Oggi i diritti della differenza, cioè i diritti gay, i diritti di genere, l’affirmative action, sono fuori da quell’orizzonte e in parte lo contraddicono. Sono ideologia, sono falsa coscienza dei diritti umani......

Giuliano Ferrara e una Dichiarazione che spiega tutto degli uomini tranne che si tratta di persone
Tempi 01 Dicembre 2008

di Rodolfo Casadei

GAY P.LOMBARDI POSIZIONE VATICANA NON E' ISOLATA

Nel respingere la proposta francese in tema di discriminazione degli omosessuali ''la Santa Sede non e' sola''.
Lo sottolinea il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, sottolineando che ''meno di 50 stati membri delle Nazioni Unite hanno aderito alla proposta in questione, mentre piu' di 150 non vi hanno aderito''.

Secondo padre Lombardi, inoltre, ''l'intervista di mons. Migliore - che tante reazioni negative ha suscitato oggi - letta integralmente, dice cose chiare e del tutto condivisibili''.
''Ovviamente - spiega il direttore della Sala Stampa d'ella Santa Sede - nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali, come qualcuno vorrebbe far credere.

STORIE DI UNA BUFALA A MEZZO STAMPA

di Michele Brambilla
Il giornale 2 dicembre 2008

La fine è nota. Finirà che la sesquipedale bufala lanciata ieri dai media di mezzo mondo andrà ad aggiungersi alle tante leggende nere contro la Chiesa cattolica: diranno che il Vaticano vuole che l’omosessualità sia considerata un reato, che i gay finiscano in galera o meglio ancora sul patibolo come succede in certi Paesi islamici di cui Ratzinger (l’immancabile «papa nazista») vuole ora diventare alleato.
Già vediamo gli irresistibili sketch di Sabina Guzzanti, la satira di Dario Fo, le poesie incivili di Andrea Camilleri, gli indignati commenti di Augias e di MicroMega. Il voltairiano «calunniate calunniate qualcosa resterà» sarà così, ancora una volta, messo in pratica.


LA CHIESA SOTTO ACCUSA

di Andrea Tornielli
IL GIORNALE 2 DICEMBRE 2008

L'ennesima tempesta in un bicchier d'acqua ha fatto passare ieri il Vaticano come un regime autoritario e fondamentalista che vuole la criminalizzazione dell'omosessualità. A scatenarla, con parole peraltro inequivocabili che non si prestano ad ambigue interpretazioni, è stata l'intervista che l'agenzia cattolica francese I.Media ha fatto all'arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore permanente della Santa sede presso le Nazioni Unite, nella quale il diplomatico vaticano ha preso le distanze dal progetto di dichiarazione che la Francia, a nome dell'Unione europea, ha intenzione di presentare all'Onu per chiedere il pari trattamento di ogni orientamento sessuale e, fra l'altro, la depenalizzazione dell'omosessualità nei Paesi di tutto il mondo. «Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale»,

mercoledì 3 dicembre 2008

NESSUNO VUOLE PUNIRE I GAY

IL GIORNALE 2 DICEMBRE 2008
Il portavoce della Santa Sede: «Non siamo certo favorevoli alle condanne a morte e al carcere. Difendiamo solamente i diritti del matrimonio fra uomo e donna»
Il Vaticano per qualche ora viene fatto passare come fautore della penalizzazione degli omosessuali. Ma padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa sede non ci sta, e spiega come Oltretevere nessuno abbia pensato di allearsi con coloro che gettano in galera gli omosessuali o addirittura li condannano a morte magari sulla pubblica piazza, come peraltro già traspariva dalle parole di monsignor Migliore nell'intervista a I.Media, che sono state strumentalizzate.

martedì 2 dicembre 2008

BUON ANNIVERSARIO

AUGURI ALESSANDRA E FRANCESCO
BUON ANNIVERSARIO.
8 ANNI

"Perché la Chiesa ha eletto il matrimonio alla dignità di sacramento?

Il sacramento del Matrimonio suggella l’esperienza umana dell’amore, dandole una solidità e una prospettiva di integrità, fedeltà e stabilità che da sola non avrebbe. È come se la natura diventasse sacra: un legame naturale viene sacralizzato. E in questa sacralizzazione la coppia trova anche la possibilità di superare le fragilità che appartengono alla natura umana e di continuare il suo percorso. Per questo Giussani definisce il Matrimonio come «il gesto sacramentale più valorizzatore dell’umano».

CHI E' PERSONA E CHI NON LO E'

di Carlo Valerio Bellieni*
Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 30 novembre 2008

Stiamo assistendo in Italia e all’estero al ritorno di un’antistorica divisione tra chi è “persona” e chi non lo è. A certe dichiarazioni di questo tenore rispondono sdegnati soprattutto le persone disabili che sentono sulla propria carne il peso della discriminazione e i genitori dei bambini prematuri che combattono giorno per giorno una lotta solitaria per far riconoscere il diritto alla piena assistenza ai loro piccoli.

L,EPOCA PIU, IMMORALE CHE SI SIA CONOSCIUTA

L’epoca più immorale che si sia conosciuta
È il tempo in cui si prende la fissazione per ragione, il narcisismo per amore, il suicidio per martirio. Chesterton e l’Ortodossia
di Ubaldo Casotto
Tempi 30 novembre 2008

S.S. BENEDETTO XVI ANGELUS

ANGELUS , 30.11.2008
Cari fratelli e sorelle!
Iniziamo oggi, con la prima Domenica di Avvento, un nuovo Anno liturgico.
Questo fatto ci invita a riflettere sulla dimensione del tempo, che esercita sempre su di noi un grande fascino. Sull’esempio di quanto amava fare Gesù, desidererei tuttavia partire da una constatazione molto concreta: tutti diciamo che "ci manca il tempo", perché il ritmo della vita quotidiana è diventato per tutti frenetico. Anche a tale riguardo la Chiesa ha una "buona notizia" da portare: Dio ci dona il suo tempo. Noi abbiamo sempre poco tempo;

venerdì 28 novembre 2008

IL MEDICO USCITO DAL SILENZIO

Da recordman di aborti a primo obiettore di coscienza serbo. La parabola di Stojan Adasevic
TEMPI 24 Novembre 2008
di Lorenzo Fazzini

Bimbo scampato ad un aborto chirurgico; medico conosciuto in tutto il paese come «recordman» di interruzioni di gravidanza (anche 35 operazioni al giorno, 9 ore quotidiane di «mortifera» sala operatoria); quindi cristiano ortodosso e attivista pro life convertito da San Tommaso d’Aquino. Se non fosse vera, la vicenda di Stojan Adasevic parrebbe uscita dalla fervida mente di uno sceneggiatore ipercattolico abituato a copioni strappalacrime. E invece la storia di questo medico serbo di Belgrado è tutt’altro che cinematografica. «Non voglio discutere i miei convincimenti teologici o quello che ho sognato, ma solo parlare dei fatti puramente materiali, come i metodi tecnici usati nelle interruzioni di gravidanza» ha scritto Adasevic su Saint Lazarus, pubblicazione della Chiesa ortodossa serba. Adasevic è cresciuto alla scuola marxista

PARLA BOBBY IL FRATELLO DI TERRY SCHIAVO:DATE A NOI ELUANA

Da ILSUSSIDIARIO
giovedì 27 novembre 2008

Eluana come Terri Schiavo. Fin dal giorno della sentenza, il dibattito sul caso Englaro è stato attraversato da questo continuo paragone: un accostamento forse improprio, per quanto riguarda alcuni aspetti più strettamente legali, ma che certo aiuta ad evocare e a far presagire quella che potrebbe essere la sorte che attende Eluana. Come per Terri, una morte per fame e per sete, resa “dolce” (!) dalla somministrazione di forti dosi di morfina.

mercoledì 26 novembre 2008

IL MEDIOEVO DIMENTICATO DEI PADRI DELLA CHIESA

CANNES PREMIA ROSE,UNA VITA CON I MALATI DI AIDS NEL CUORE DELL'AFRICA

GIOVEDI’ 4 DICEMBRE ore 20.45 nel salone della Collegiata si terrà la presentazione delle Tende 2008-2009 dal titolo “Lo sviluppo ha un volto”, con la partecipazione del regista Emmanuel Exitu premiato a Cannes da Spike Lee per il documentario Greater-Defeating HIV, sulla vita al Meeting Point di Kampala di Rose e delle sue donne. Durante la serata verrà proiettato anche il film.
Pertanto non sarà celebrata la S. Messa della Comunità.

sabato 24 maggio 2008

Rose ha il volto scavato dalla fatica, ma lo sguardo lieto di chi ha speranza. Le sue parole, i suoi sorrisi, i suoi gesti ci introducono nella vita delle donne e dei bambini di Kampala, toccati da quel male che in Africa assume sempre più i connotati di una strage, l'HIV.
Ma è lei, "zia" Rose, "mamma" Rose, come la chiamano nel villaggio, la vera protagonista di "Greater-Defeating HIV", il documentario scritto e diretto da Emmanuel Exitu, vincitore a Cannes del premio Babelgum (premiato in persona da Spike Lee).

martedì 25 novembre 2008

CLICCATE QUI SOTTO POTETE VEDERE ED ASCOLTARE TUTTO L'INCONTRO

Il tuo lavoro è un opera |

PERSONA TORNI AL CENTRO DEL LAVORO

La crisi finanziaria partita dagli Stati Uniti e che sta investendo le economie mondiali 'e' soprattutto una crisi dell'umano i cui esiti sono scaturiti da una concezione di lavoro che si e' posta come unico orizzonte il profitto fine a se stesso e i risultati a breve termine'.

E' quanto ha affermato nel corso dell'assemblea generale della Compagnia delle Opere, ribattezzata 'Il tuo lavoro e' un'opera', il suo presidente Bernard Scholz, secondo cui, nell'attuale situazione occorre 'rimettere la persona al centro del lavoro'.

UOMO PUO' SCEGLIERE TRA DIO E IL DIAVOLO TRA PERDONO E VENDETTA

Pubblicato il Novembre 23, 2008 di straniero
(ASCA) - Citta’ del Vaticano, 22 nov - Gli uomini e le donne hanno ”la facolta’ di scegliere con chi vogliamo allearci: se con Cristo e con i suoi angeli oppure con il diavolo e con i suoi adepti, per usare lo stesso linguaggio del Vangelo.

Sta a noi decidere se praticare la giustizia o l’iniquita’, se abbracciare l’amore e il perdono o la vendetta e l’odio omicida”: lo ha ricordato questa mattina papa Benedetto XVI, durante in udienza circa duemila pellegrini della dicoesi di Amalfi-Cava dei Tirreni, nella quale ha commentato il brano evangelico del giudizio universale.

CARRON:C'E' UN MISTERO DIETRO OGNI VITA

Un’evidenza che dà valore alla vita, a ciascuna vita, qualunque sia la sua condizione. « Nessuna vita – ha ricor­dato don Carron – ha un valore minore perché de­bole o fragile, perché cia­scuna vita è in rapporto col Mistero » .

DA LECCO
Lasciarsi provocare dalla realtà, metten­dosi di fronte ' a ciò che capita nella vita'. Con questo atteggiamento, i lecchesi hanno incontra­to l’altra sera il presidente della Fraternità di Comu­nione e Liberazione, Ju­lian Carron, invitato in città per parlare a una scuola di comunità sul ca­so di Eluana Englaro. L’in­contro è partito proprio da un volantino di giudizio sulla vicenda, intitolato «Caso Eluana. Carità o vio­lenza? », scritto a partire da una riflessione di don Giussani sulla « fatica del vivere » .

lunedì 24 novembre 2008

INDAGINE SU GESU'

domenica, 23 novembre 2008
di Antonio Socci
“Indagine su Gesù”
Cari amici,

molti di voi mi hanno scritto per saperne di più del mio libro “Indagine su Gesù” che la Rizzoli manderà in libreria dal 26 novembre. E’ un’impresa a cui lavoravo da anni così ho colto l’occasione anche per rispondere a tante corbellerie che in questi tempi sono state date alle stampe sull’argomento

IL SUICIDIO IN DIRETTA SU INTERNET DI UN DICIANNOVENNE AMERICANO

di Francesco Ognibene
Tratto da Avvenire del 23 novembre 2008

La solitudine più amara è quella che si consuma in mezzo alla folla. Non c’è di peggio del sentirsi trasparenti tra volti ignoti, gente anonima che nemmeno immagina quanto sia insostenibile la sofferenza trascinata come un giogo in mezzo a un prossimo indifferente.
Si grida un dolore – l’abbandono, l’affetto perduto, il futuro fattosi buio – ma nessuno sente.

SILVIA












Ciao Silvia sei bellissima un bacione dagli amici
Caggioni

PERCHE' L'UBBIDIENZA E' UN BENE NECESSARIO

Senza l'autorità non si può vivere
di Massimo Camisasca
Superiore generale
della Fraternità Sacerdotale dei Missionari
di San Carlo Borromeo
L'Osservatore Romano - 22 novembre 2008

Il rapporto con l'autorità e, più in generale, l'esperienza dell'obbedienza, sono ritenute oggi da molti impossibili a vivere o addirittura un male da rifuggire. Questo vale non solo nel mondo dell'educazione, della famiglia e del lavoro, ma anche talvolta all'interno della Chiesa.

Non sarebbe più facile vivere senza autorità?

Non sarebbe più bello obbedire soltanto a ciò che istintivamente può sembrarci utile e opportuno, di momento in momento?

sabato 22 novembre 2008

LE IMMAGINI PARLANO A VOLTE PIU' DELLE PAROLE






Cosa propone la nostra societa'?


Come li aiutiamo ?

Vogliamo dargli una mano?
NO! NON COSI'!!!!
BASTA NON FARLI NASCERE O SOPPRIMERLI QUANDO NON SONO UGUALI UGUALI!!!
MA A CHI?

QUELLO SFAVORE PER LA VITA CHE CI RENDE IRRICONOSCIBILI

...Sospendere acqua e nutrimento a Eluana Englaro è giudicato, da un gran numero di persone in buona fede, misericordioso. Che cosa sia la pietà, cioè il volere il bene di un altro più debole, pare oggi dunque l’oggetto di una metamorfosi profonda della modernità....

..... La vita al suo presentarsi si accetta con beneficio di inventario; e alla sua fine ci si premura di poter praticare il 'diritto di morte' (in genere finché si è sani, perché da malati spesso si ragiona diversamente). E quand’anche una come la Englaro, pure in stato vegetativo, vive senza alcuna 'spina' artificiale, si pretende di farla morire, e questa viene chiamato pietà.....


Radicale metamorfosi della nostra civiltà
di Marina Corradi
Tratto da Avvenire del 20 novembre 2008

Secondo molti – lo senti dire alla radio e in tv, e ripetere nei bar – la pietà 'vera' sarebbe recidere quella vita incosciente in un letto d’ospedale.

BENEDETTO XVI CHIEDE AI RELIGIOSI DI NON ANTEPORRE NULLA ALL'AMORE DI CRISTO

Discorso a un'assemblea sul monachesimo
Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 20 novembre 2008

I monasteri indicano al mondo l'essenziale: "cercare Cristo e nulla anteporre al suo amore", sostiene Benedetto XVI.

Il Papa lo ha affermato questo giovedì ricevendo in udienza i partecipanti all'assemblea plenaria della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, che quest'anno commemora i suoi 100 anni di vita.

MICHELE SCRIVE

ciao Tiziana.
non avevo mai visto il blog.
riesci ad essere più prolissa che di persona.
ciao Michele


Ciao non so chi tu sia
se dopo due anni di blog sei capitato per la prima volta cerca di non rientrare cosi'non ti annoierai.
Tiziana


prolìsso: prolìsso
agg., che protrae troppo a lungo discorsi o scritti
eccessivamente lungo e quindi snervato, fiacco, noioso.

venerdì 21 novembre 2008

SDC

J. Carron, Appunti dalla presentazione di Si può vivere così? (Roma), Tracce luglio-agosto 2008

"Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo." (Matteo 13, 44)

« "Di fronte al fatto eccezionale di quell'uomo che parla sempre [e agisce sempre e mi guarda sempre e mi abbraccia e ha questa tenerezza verso di me] in modo corrispondente al cuore come mai nessun altro, la conseguenza più immediata e logica è quella di seguirlo, come ha detto san Pietro: «Se andiamo via da te, dove andiamo?»" (Si può vivere così?, pag. 139).

QUALCOSA CHE VIENE PRIMA

Prima di tutto, una corrispondenza

La modalità con cui il movimento - l'avvenimento cristiano - diventa presente è l'imbattersi in una diversità umana, in una realtà umana diversa, che ci colpisce e ci attrae perchè - sotterraneamente, confusamente, oppure chiaramente - corrisponde a un'attesa costitutiva del nostro essere, alle esigenze originali del cuore umano.

SABATO 29 NOVEMBRE LA GIORNATA DEL BANCO ALIMENTARE

....”La durezza del tempo presente – dice l’appello del Banco Alimentare in occasione della Giornata - colpisce ormai tutto il nostro popolo. La solitudine e la fragilità dei legami familiari e sociali rendono le persone ancora più povere, in uno scenario economico già allarmante. In questa situazione, il semplice gesto di carità cristiana, che è il condividere la propria spesa con il più povero, è come ‘accendere un accendino nel buio’. L'estraneità e la paura sono sconfitte, può nascere un'amicizia che rilancia nella realtà col gusto di essere nuovamente protagonisti, sostenendosi nella quotidiana fatica del vivere”.....

“Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”: sabato 29 novembre dalle ore 8 alle 19,30 si terrà la consueta raccolta di cibi, vivande e prodotti di prima necessità in occasione della Giornata nazionale dedicata alla Colletta del Banco Alimentare. Saranno coinvolti tutti i supermercati cittadini che saranno pacificamente presidiati dai volontari incaricati di raccogliere quello che i cittadini vorranno donare.

ELUANA

Guizzetti: altro che morti, i pazienti in stato neurovegetativo vegliano, dormono e possono interagire
INT. Giovan Battista Guizzetti giovedì 20 novembre 2008

LA POVERTA' NELLA LUCE DELLA FELICITA'

Ringrazio Valeria per la segnalazione dell'articolo
...Noi cristiani siamo sconosciuti e ben noti, siamo sempre lì lì per morire eppure viviamo, siamo castigati dal mondo ma non ci lasciamo abbattere, pieni di tristezza e di gioia assieme, e infine – ed è su questa espressione che voglio fermarmi – non abbiamo nulla eppure possediamo tutto. Anzi, possiamo rendere ricchi gli altri.E' l’esperienza della povertà.....

di Massimo Camisasca 28/10/2008
Nella seconda lettera ai cristiani di Corinto, san Paolo descrive ai suoi interlocutori, in termini molto vivi e drammatici, la sua realtà di apostolo. In questo modo non fa altro che parlarci dell’uomo nuovo che è nato da Cristo (cfr. 2Cor 6,5-17). Quindi parla di noi.

CIAO MICHELE E ANNA


CHE BELLO ARRIVA UN FRATELLINO? O UNA SORELLINA?
Speriamo di potervi venire a trovare presto ciao
i nonni

CIAO TOMMASO E MATTEO


I nonni vi aspettano.

giovedì 20 novembre 2008

NON SI UCCIDONO COSI' NEANCHE I CAVALLI

...è solo per colpa di quella gente cattiva che l’ha accudita e che le ha voluto bene ora dopo ora, giorno dopo giorno, notte dopo notte. Se non è ancora morta così, Eluana, è solo per colpa di gente che ha torturato la sua non vita, il suo non essere sana e dignitosa, il suo non apparirci una fatina, il suo non aderire all’immaginario collettivo che la vorrebbe sempre giovane e carina. Finalmente si può farla morire, per sete e per fame.....

....Ps: Così parla il nuovo Zarathustra: «Orsù, scaldate i nuovi farmaci e le nuove cliniche della morte buona! Orsù, le risorse della terra si stanno esaurendo! Orsù, datevi da fare per convincere la gente a rendere finalmente reddittiva la carne umana! Orsù, industrializzate il filtraggio della vita in entrata e in uscita! Orsù, siate buoni ecologisti e salvate il pianeta! Orsù, convincete l’Opinione Pubblica che gli animali biondi e le foreste azzurre vanno salvaguardate dalla rogna degli esseri umani, esseri immondi e inferiori! Orsù, aborto ed eutanasia siano le vostre stelle polari! Orsù, buona RU486! Buone cliniche Exit! Buona autodeterminazione!» ....
di Luigi Amicone

Avete sentito quanti fiumi di retorica e pane di buone intenzioni si sprecano per rivoltare la frittata e negare l’evidenza elementare che hanno deciso di far morire di sete e di fame una persona umana. Eluana deve morire così. Come già venne amorevolmente fatta morire di sete e di fame Terry Schiavo dal suo maritino che gli voleva così tanto bene da convolare subito in secondo nozze non appena sbrigata l’amorevole pratica. Eluana deve morire così. Perché così ha deciso un giudice amorevole. Perché da quel giorno che è andata da un’altra parte della vita, da un’altra parte di una vita che crediamo di conoscere, che crediamo di possedere, che crediamo in nostro potere, così crede di amarla un padre.

CARO ANONIMO TI SCRIVO.....

Non serve una risposta al tuo commento!
Leggi il libro "la banalita' del male" ti accorgerai di essere anche tu preso da una mentalita'che non ti permette piu' di guardare la realta' con obiettivita'.
ciao

ANONIMO SCRIVE

Scrivere che viviamo in una società pagana è qualcosa di aberrante: se affermate questo siete fuori dalla realtà e da ogni pretesa di venir presi sul serio. Il vuoto del mondo di oggi non è causato da un riflusso di paganesimo, ma dal crollo di tutte le risposte che la Chiesa ha fornito in due millenni e che sono risultate o false o insufficienti.
Scaricare le colpe su fantasmi inesistenti può essere comodo e facile, assumersi un po' di responsabilità invece pare troppo faticoso per il vostro moralismo ipocrita e benpensante.

LA MORTE PIETOSA DI ELUANA

Prima di Auschwitz Hitler pensò all’eutanasia e al “modo umanitario” con cui porre fine alla vita delle “persone incurabili”. Una pagina profetica della grande filosofa e scrittrice Hannah Arendt

di Hannah Arendt

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della procura di Milano in merito alla decisione della Corte d’Appello del capoluogo lombardo di sospendere l’alimentazione e l’idratazione di Eluana Englaro, la donna di Lecco in stato vegetativo persistente. Pubblichiamo uno stralcio del capitolo “La soluzione finale: sterminio”, tratto da La banalità del male di Hannah Arendt, Feltrinelli, Milano, 2001.

mercoledì 19 novembre 2008

ELUANA

....la Chiesa non si limita a indicare ciò che è bene e ciò che è male, ma quella stessa Chiesa, a immagine di Cristo, prende su di sé il peso e il dolore di queste situazioni. Qui abbiamo una famiglia che vive tutto il suo dramma e il suo dolore, ma che al tempo stesso non è sola in questa tragedia. Mi pare che sia una cosa eccezionale: al di là delle dispute filosofiche o accademiche, il vero miracolo, la cosa veramente grandiosa con cui tutti dovremmo fare i conti è che nel mondo c’è una presenza misericordiosa, fatta di persone in carne ed ossa, che con umiltà e semplicità, nel silenzio, senza che nessuno le gratifichi, si fanno carico dei nostri figli amandoli come padri e come madri. E questa presenza è la Chiesa......


......Un’ultima domanda: qual è la mancanza, il difetto di una società che non accetta un’esistenza come quella di Eluana?

Il fatto che è una società pagana. Il documento diffuso da Comunione e Liberazione sul caso di Eluana dice proprio: «che società è quella che chiama la vita “un inferno” e la morte “una liberazione”?». È la società pagana, la società che non ha conosciuto Cristo. E anche una società in cui non è abituale fare i conti con la condizione umana vera. Dopo la strage di Nassirya don Giussani disse che «ci vorrebbe un’educazione del popolo». Quello che è auspicabile è proprio il fatto di poter godere di un’educazione capace di farci capire che cosa vale e che cosa no, per cosa vale la pena vivere e cosa ha veramente valore. Questo è il punto di positività da cui ripartire......


Socci: la testimonianza delle suore che la accudiscono vale più di ogni discorso INT. Antonio Socci mercoledì 19 novembre 2008

Non un’occasione di scontro ideologico, ma un fatto che fa emergere, nella sua essenzialità insondabile, tutto il «mistero che noi siamo»: questa, per il giornalista e scrittore Antonio Socci, è la vera portata di tutta la vicenda di Eluana Englaro. Una situazione resa ancor più grande e significativa dalla testimonianza silenziosa di chi da quattordici anni si occupa di una persona che, nonostante tutto, continua a vivere.

LIBERTA’ E BENE COMUNE, TESTIMONIANZE CONCLUSIVE.

Lunedì 24 novembre p.v. ore 21.00 Bergamo Centro Congressi Giovanni XXIII – Sala Alabastro
Convegno conclusivo della Scuola di Sussidiarietà
LIBERTA’ E BENE COMUNE, TESTIMONIANZE CONCLUSIVE.

Interverrnno:
Gianmaria Martini, professore di Economia Politica presso l'Università degli Studi di Bergamo
Bernhard Scholz, Presidente della Compagnia delle Opere.

A pochi giorni dall’assemblea nazionale della Compagnia delle Opere che ha proposto un giudizio sorprendente sulla grave crisi economica e umana abbiamo la grande occasione di avere per la prima volta a Bergamo il nuovo presidente della Compagnia delle Opere.

Siamo tutti invitati a partecipare e a invitare chiunque sia interessato a cercare una modalità veramente umana per stare di fronte all’attuale situazione.

Il convegno è gratuito.



Segreteria Cl Bergamo

LA DIGNITA' UMANA E'UN DATO OGGETTIVO E RICONOSCIUTO O NO?

di Carlo Casini
Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 17 novembre 2008

In merito alla valutazione della richiesta di Peppino Englaro di far morire sua figlia, la Cassazione ha detto che dobbiamo tener conto di ciò che uno pensa della propria dignità. Nel caso di Eluana bisognerebbe “tener conto della sua personalità e del suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, dell’idea stessa di dignità della persona, alla luce dei suoi valori di riferimento e dei convincimenti etici, religiosi, culturali e filosofici” (punto n. 9 delle motivazioni).

martedì 18 novembre 2008

PADRE TRENTO CHE DOLORE E CHE BARBARIE UCCIDERE ELUANA

Che dolore e che barbarie uccidere Eluana. Guardate il mio piccolo Victor. Soffre e offre perché Dio perdoni questo omicidio.

I suoi gemiti sono il grido di un corpo, il corpo mistico di Cristo che ogni istante si offre come ostia di espiazione per le nostre atrocità contro gli innocenti. Non avrei mai pensato che un tribunale del mio paese potesse raggiungere tanta disumanità, come che ci potesse essere un padre che chiede la morte della figlia. Lo dico con immenso dolore perché io sono di fatto il papà di Victor e di Celeste, di Andrea (tutto deformato di 22 anni e pesa 15 kg), di Cristina e di Aldo.

Guardateli: Eluana è viva e i miei figli sono lei viva.

Con affetto

P.Aldo


ELUANA

E poi anche il concetto quasi di “proprietà” che un padre ha nei confronti della figlia, per cui decide lui. Queste sono tutte cose che vanno dette, come si è soliti fare, “con tutto il rispetto”; però il rispetto personale adesso deve lasciare spazio anche a un concetto più universale della vita. La vita vale a prescindere dai loro “proprietari”: nessuno è proprietario della vita, neanche un padre. E allora io dico che se qualcuno vuole accudire questa ragazza, che è viva e vegeta (come dice la mia pubblicità: “Vivo e vegeto – ma soprattutto vivo!”), si dia a queste persone la possibilità di farlo.

Bergonzoni: vi spiego il mio no al dogmatismo della scienza e del diritto
INT. Alessandro Bergonzoni martedì 18 novembre 2008

Andando sul sito dell’associazione “Amici di Luca”, oltre alla foto del piccolo Luca De Nigris alla memoria del quale il padre Fulvio ha dedicato la sua opera a favore delle persone in coma e stato vegetativo, campeggia anche la foto dell’attore comico Alessandro Bergonzoni. Testimonial ufficiale dell’associazione da ormai otto anni, Bergonzoni ha una forte sensibilità per le tematiche sollevate dal caso Englaro. E su tutta la vicenda, e le problematiche ad essa collegate, ha le idee molto chiare.


lunedì 17 novembre 2008

LA RICETTA ANTICRISI

«Puntare tutto sul capitale umano»
Andrea Tornielli lunedì 17 novembre 2008

La grave crisi che stiamo attraversando non è soltanto una crisi economica e finanziaria, ma ha a che fare col venir meno della coscienza che l’uomo ha di se stesso, con una concezione di lavoro che si è posta come unico orizzonte il profitto fine a se stesso e risultati a breve termine.

ROSA CI MANDA QUESTA PREGHIERA

Cari amici vi giro una bellissima preghiera che Don Leo ha letto giovedì scorso alla S.Messa della Comunità:


""Ho l’anima piena di amarezza e rischio di essere sopraffatto dallo sconforto.

Eppure tu avevi previsto questa mia sofferenza e vado allora chiedendomi perché non sei ricorso alla tua onnipotenza per evitarmela.

Subito ripenso al fatto che per salvare il mondo tu stesso hai scelto tra mille formule a tua disposizione quella del dolore e hai pagato di persona in misura incredibile.

Se il dolore non avesse in te un potere immenso di redenzione e di bene Tu non l’avresti scelto per l’azione del tuo piano di amore e tanto meno l’avresti riservato a noi.

Indubbiamente è una legge strana quasi sconcertante , ma tu mi assicuri che è legge di vita e di salvezza.

Dammi allora , o Signore, la forza di accettarla nella visione chiara di questa sua inestimabile prerogativa.

Dammi la convinzione profonda che questa mia sofferenza si fonde con la Tua passione e con il Tuo dolore ed acquista così valore incalcolabile.

Se in un istante di debolezza mi dovesse sfuggire un gesto di ribellione professando la mia innocenza , ricordami Signore che Tu stesso, pur essendo infinitamente buono, sei stato crocefisso e rinnova in me il coraggio di aspettare quanto mi riserva questa legge misteriosa del dolore che giorno per giorno va restaurando nel mondo il diritto a sperare.

Così sia.""



STEFANO ED ESTERINA RACCONTANO

Come siamo arrivati qui.www.liberinsieme.net
Probabilmente la cosa comincia qualche anno fa, quando un giorno un amico chiede a me e mia moglie di incontrare i genitori di una bambina nata da pochi giorni con la Sindrome di Down.
Ci siamo conosciuti così e poi abbiamo trovato occasioni per incontrarci di nuovo, tanto che io e mia moglie abbiamo deciso di frequentare anche il loro gruppo di amici.

Nel frattempo nel gruppo scout Pescara 3, per la sensibilità e anche l’impegno dei responsabili, si erano venuti a trovare diversi bambini trisomici e le famiglie avevano avuto modo di conoscersi, ovviamente di più le mamme che sono sempre all’opera con questi figli.

BENEDETTO XVI ANGELUS

L’atteggiamento sbagliato è quello della paura: il servo che ha paura del suo padrone e ne teme il ritorno, nasconde la moneta sotto terra ed essa non produce alcun frutto. Questo accade, per esempio, a chi avendo ricevuto il Battesimo, la Comunione, la Cresima seppellisce poi tali doni sotto una coltre di pregiudizi, sotto una falsa immagine di Dio che paralizza la fede e le opere, così da tradire le attese del Signore.

Piazza San Pietro
Domenica, 16 novembre 2008

Cari fratelli e sorelle!
La Parola di Dio di questa domenica – la penultima dell’anno liturgico – ci invita ad essere vigilanti e operosi, nell’attesa del ritorno del Signore Gesù alla fine dei tempi. La pagina evangelica narra la celebre parabola dei talenti, riportata da san Matteo (25,14-30).

domenica 16 novembre 2008

ANCH'IO MANGIO GRAZIE A UN SONDINO E DICO CHE QUESTA SENTENZA E' UN OMICIDIO

venerdì, 14 novembre 2008

Intervista a Mario Melazzini Presidente della Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (AISLA), e malato di Sla dal 2002:

Dottor Melazzini, che cos’ha provato sentendo questa ultima sentenza?

Enorme tristezza. Anche se da qualcuno potrà essere vissuta come una vittoria, io dico che in queste situazioni non ci possono essere né vinti né vincitori, ma solo sconfitti. E una cosa esce sconfitta in particolare: la vita. Sentendo dichiarazioni di vittoria fatte anche da persone non direttamente coinvolte, mi vien da dire che forse dobbiamo interrogarci, come società che si dice civile, su quale sia il valore che diamo alla vita. È o no un valore assoluto? Alcuni dicono che è stata fatta la volontà di Eluana: ma come si fa a desumere la volontà, come accade nella sentenza, in base solo ed esclusivamente a modelli di vita? A me come cittadino, come persona e anche come malato questa cosa fa molto, molto male: la vita vista come accettabile solo se adeguata a certi modelli.

NON VINCE LA SCIENZA, VINCE L'AMORE

Editoriale a cura di C. Isimbaldi , F.Achilli

Al prof Veronesi che su La Repubblica (Non vince la scienza, 14/11/08) considera una posizione di fede quella di chi chiama omicidio lo stop dell’assistenza a Eluana, ricordiamo da cittadini italiani che nel nostro Paese esiste un Codice Penale che definisce omicidio quello che si sta perpetrando a suo carico (Art. 579, 580). E ricordiamo anche una celebre frase di Leopardi che non era affatto un fervente cattolico, ma uomo intero, cioè con una domanda costante dentro. Diceva Leopardi ne Lo Zibaldone
“Questo malato è assolutamente sfidato e morrà di certo…. I suoi parenti per alimentarlo, come richiede la malattia, si scomoderanno realmente nelle sostanze: essi ne soffriranno danno vero, anche dopo morto il malato….Che cosa dice la nuda e secca ragione? Sei un pazzo se l’alimenti. Che cosa dice la natura? Sei un barbaro e uno scellerato se per alimentarlo non fai e non soffri il possibile”.
Noi diciamo che questa è una posizione da uomini: si vuole eliminare Eluana perché ci obbliga a questa domanda di senso, ci obbliga a una fatica.

S.S.BENEDETTO XVI : UDIENZA AI PARTECIPANTI ALLA XXIII CONFERENZA INTERNAZIONALE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER GLI OPERATORI SANITARI (PER LA PASTORALE

...."La pastorale nella cura dei bambini malati". Sono certo che questi giorni di riflessione e confronto su un tema tanto attuale contribuiranno a sensibilizzare la pubblica opinione sul dovere di riservare ai bambini tutte le attenzioni necessarie per il loro armonico sviluppo fisico e spirituale. Se questo vale per tutti i bambini, ancor più ha valore per quelli ammalati e bisognosi di cure mediche speciali....

DISCORSO DEL SANTO PADRE

Signor Cardinale,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
illustri Professori,cari fratelli e sorelle!Sono lieto di incontrarvi, in occasione dell’annuale Conferenza Internazionale organizzata del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, giunta alla sua 23.ma edizione.

FATELE UN'INIEZIONE LETALE

La pena di morte, per quanto controversa o perfino odiosa, è un tentativo di giustizia retributiva. Qui è un abbandono, piuttosto. Qui è un uccidere per eccesso di amore o per eccesso di disamore. Fa lo stesso. Qui la giustizia non c`entra. Qui si eliminano persone vive teorizzando il loro diritto al suicidio assistito, anticipato da presunte o vere dichiarazioni. Giuliano Ferrara

Spero che adesso prendano Eluana Englaro e le facciano fare una morte dolce, visto che di questo si tratta. Mi auguro che non la lascino morire di fame e di sete, per giorni e giorni. Non dovesse essere lei a soffrirne, e ne dubito, ne soffrirebbe un sacco di gente semplicemente buona. Mi sembra meno ipocrita l`idea di iniezioni di morfina fino al collasso terminale di quel corpo reso infelice dalla mancanza della coscienza vigile e della relazione con gli altri, e tuttavia vivo e vegeto, come si dice con espressione infallibilmente antieutanasica.

LO SPIRITO DEL TEMPO

Non c’è più un bene in sé da tutelare. Se, come sostengono i cultori della bioetica utilitaristica, bene è ciò che fa bene a me (singolo o gruppo), ciò che considero utile per me sulla base della mia autonoma e insindacabile decisione, allora anche la vita diventa uno strumento per qualche altra cosa.

La Stampa, 15 novembre 2008

MARCELLO PERA
Il caso Eluana non è giudiziario, e perciò la pratica a tutela del Consiglio superiore della magistratura non ha ragion d’essere. Non è neanche giuridico, perché i supremi giudici non sono entrati nell’argomento e hanno rinviato la palla ai giudici di merito, come già aveva fatto la Corte costituzionale. E neppure si tratta di un caso politico, se non nel senso che la natura aborre il vuoto e se il Parlamento non previene qualche altro organo interviene.

Il caso è culturale. I giudici di Milano prima e la Cassazione poi non hanno consultato i codici, hanno ascoltato lo «spirito del tempo». E questo spirito soffia in quella direzione. Anni e anni di individualismo, edonismo, nichilismo, relativismo e utilitarismo hanno preparato il terreno alle sentenze. E siccome i giudici hanno il naso fine, e talvolta così fine che anticipano persino il vento, hanno deciso nel modo in cui oggi in gran parte del mondo occidentale si sente e desidera.

sabato 15 novembre 2008

L'ESTREMO SALUTO A MONSIGNOR MAGGIOLINI CORAGGIOSO DIFENSORE DELLA FEDE

Luigi Negri
giovedì 13 novembre 2008
Rilascio la mia testimonianza in memoria di Sua Eccellenza Monsignor Maggiolini.
“Don Sandro”, come lo chiamavo da quando l'ho conosciuto tanti anni fa, appena uscito dal seminario, era un grande uomo di Chiesa. È stato un grande uomo di Chiesa perché era un grande uomo in sé e di enorme cultura. Egli ha ininterrottamente tenuta aperta nel suo cuore la domanda di senso, di bellezza, di giustizia e di bene. E per questo motivo era scattata, anni e anni prima, ancora in seminario, la sintonia profonda con Monsignor Giussani.

CARO SALVO TI SCRIVO

mi dispiace per te,non capire che si sta uccidendo una persona e' un meno per te.
17 anni fa questa ragazza non ha espresso un giudizio sulla vita.
Chi di tutti noi di fronte ad un amico reduce da un incidente non avrebbe detto a caldo la stessa frase?
Certo nessuno si augura di trovarsi nella stessa condizione di Eluana,quanti invece desidererebbero poter fruire dello stesso amore che le suore le danno?
Certo che Eluana interroga le persone che la circondano.
Eluana e' o non e' una persona ora?Non c'e' stato in lei nessun cambiamento?
E' rimasta ancora della stessa idea?
Perche' sorride ,la mattina ,quando si sveglia?Potrebbe rimanere inerme lasciando un muro fra lei e il mondo.
Non voglio giudicare il povero padre.Certamente e' circondato da gente che lo vuole usare per suoi interessi.
Fra qualche giorno si ritrovera' solo e dimmi al funerale di sua figlia gli faranno le condoglianze o si congratuleranno per la vittoria?
Pover'uomo!imprigionato da quell'avvenimento che lo terra' schiavo per sempre.
Tu lo chiami libero un padre che continuera' a domandarsi il senso di tutto cio' che gli e' accaduto.
"la vita e' arcigna con chi le mette il muso"
lo diceva Mounier e aveva tutto il diritto di dirlo.
Lui padre di Francoise,ragazza celebrolesa,si era reso conto che vivere significava abbracciare quel fatto.
Abbracciare diventava ogni giorno possibilita' di vita piu' vera.
La fatica del quotidiano non gli era tolta ma il poter vivere con maggior consapevolezza era per lui origine di ricchezza.
Eluana ora non sta soffrendo fra pochi giorni si.
Sara' privata di cibo e acqua e certamente dovra' affrontare una morte che non si augura a nessuno.

SALVO SCRIVE

sono completamente in disaccordo con questo articolo.Mi sa che abbiamo un'idea diversa di giustizia.Tanti punti da te sottolineati,non stanno assolutamente in piedi.Lo stato e la nostra costituzione devono sempre garantirmi il diritto di poter scegliere se sottopormi o meno a una cura;questo diritto non mi si può levare solo perchè sono incapace d'intendere e di volere!Dalle tue parole,lo stato di diritto con tutte le sue implicazioni e sfumature si va a fare benededire.Non prevale la logica del più forte sul più debole,questa è una inammissibile forzatura dell'argomento;allo stesso modo potrei dire che lasciando in vita una persona che si era espressa in modo contrario a certe forme di terapia,potrebbe essere ugualmente crudele e contro ogni logica etica e giuridica.Che non esista una legge in Italia che mi possa permettere in totale coscienza e libertà di scegliere della mia vita,questo è assurdo e inconcepibile.
Cari saluti.Salvo

CASO ELUANA

Carità o violenza?

«Capire le ragioni della fatica è la suprema cosa nella vita,
perché l’obiezione più grande alla vita è la morte e l’obiezione più grande
al vivere è la fatica del vivere; l’obiezione più grande alla gioia sono
i sacrifici… Il sacrificio più grande è la morte»
(
don Giussani).

Che società è quella che chiama la vita “un inferno” e la morte “una liberazione”?

Dov’è il punto di origine di una ragione impazzita, capace di ribaltare bene e male e, quindi, incapace di dare alle cose il loro vero nome?

L’annunciata sospensione dell’alimentazione di Eluana è un omicidio. La cosa è
tanto più grave in quanto impedisce l’esercizio della carità, perché c’è chi si è preso cura di lei e continuerebbe a farlo.


Nella lunga storia della medicina il suo sviluppo è diventato più fecondo quando,
in epoca cristiana, è cominciata l’assistenza proprio agli “inguaribili”, che prima venivano espulsi dalla comunità degli uomini “sani”, lasciati morire fuori dalle mura
della città o eliminati.


Chi se ne fosse occupato avrebbe messo a rischio la propria vita. Per questo chi cominciò a prendersi cura degli inguaribili lo fece per una ragione che era più potente della vita stessa: una passione per il destino dell’altro uomo, per il suo valore infinito perché immagine di Dio creatore.

Così il caso Eluana ci mette davanti alla prima evidenza che emerge nella nostra
vita: non ci facciamo da soli. Siamo voluti da un Altro. Siamo strappati al nulla da
Qualcuno che ci ama e che ha detto: «Persino i capelli del vostro capo sono contati».
Rifiutare questa evidenza vuol dire, prima o poi, rifiutare la realtà. Persino quando
questa realtà ha il volto delle persone che amiamo.


Ecco perché arrivare fino a riconoscere Chi ci sta donando la presenza di Eluana
non è un’aggiunta “spirituale” per chi ha fede. È una necessità per tutti coloro che,
avendo la ragione, cercano un significato. Senza questo riconoscimento diventa impossibile abbracciare Eluana e vivere il sacrificio di accompagnarla; anzi, diventa
possibile ucciderla e scambiare questo gesto, in buona fede, per amore.


Il cristianesimo è nato precisamente come passione per l’uomo: Dio si è fatto
uomo per rispondere all’esigenza drammatica - che ognuno avverte, credente o no
- di un significato per vivere e per morire; Cristo ha avuto pietà del nostro niente
fino a dare la vita per affermare il valore infinito di ciascuno di noi, qualunque sia la nostra condizione.
Abbiamo bisogno di Lui, per essere noi stessi. E abbiamo bisogno di essere educati
a riconoscerLo, per vivere.


Comunione e Liberazione

venerdì 14 novembre 2008

ELUANA ENGLARO: IL PRIMO CASO DI OMICIDIO LEGALE IN ITALIA

C O M U N I C A T O S T A M P A
DI MEDICINA E PERSONA
13 NOVEMBRE

Non può essere che questo il titolo di un comunicato stampa che dica la verità sulla intera vicenda di Eluana. Non esistendo in Italia una legge sull’eutanasia, quello di Eluana è un omicidio perpetrato per via legale, ottenuto cioè con l’autorizzazione dei giudici. Da oggi nel nostro paese si potrà uccidere - quando si vorrà - malati stabili, cronici, inguaribili: pazienti in stato vegetativo, pazienti in condizioni terminali, anziani non più utili alla società, insomma chiunque abbia “presumibilmente” chiesto di poter morire e in condizioni di non poter più cambiare idea o di chiedere aiuto, mediante la sospensione di acqua e cibo, magari dopo aver consultato un giudice.

giovedì 13 novembre 2008

MAGGIOLINI IL VESCOVO CHE TEMEVA LA MORTE

....Alla morte aveva dedicato un libro, intitolato «La santa paura». Nell’ottobre 2006, rispondendo a una domanda del Giornale, aveva detto: «Sì, ho paura di morire. Ho paura perché di là incontro il giudizio divino, il Crocifisso che ti perdona se ti lasci perdonare. Ho paura perché morire ti costringe all’incontro inevitabile con un dolore. Un dolore che in vita provi una sola e unica volta. Certo, se poi uno non crede, può puntare la canna di una rivoltella alla tempia e illudersi di aver risolto tutti i problemi»......



Tratto da Il Giornale del 12 novembre 2008

Qualche anno fa, nel corso di un intervento chirurgico, aveva rischiato seriamente la vita e quando al risveglio dall’anestesia gli era stato comunicato che aveva quasi varcato la soglia alla quale tutti siamo destinati si era arrabbiato moltissimo: «Ma come, stavo per morire, e non lo sapevo?». Ora Alessandro Maggiolini, vescovo emerito di Como, se n’è andato davvero, consumato dal Parkinson e da un tumore ai polmoni.

IL CORAGGIO DELL'AMORE

....Ma intanto, mentre si prega che un de­stino misericordioso riporti a casa le due suore, il pensiero si sofferma ancora, con stupore, su quei loro oltre ses­sant’anni. L’età in cui 'noi' andiamo in pensione, ci curiamo gli acciacchi e non ci spingiamo, nei viaggi, oltre la riviera adriatica. E queste donne invece, e tan­te come loro, ancora nel cuore della bat­taglia. Non madri, eppure più madri di molte. A El Wak e nelle altre buie terre di nessuno il mistero più grande non è il rapimento: ma donne e uomini, che vogliono restare.....

di Marina Corradi
Tratto da Avvenire del 11 novembre 2008

Un commando di uomini armati che piomba come uno stormo di rapa­ci, nella notte, su un villaggio al confine tra Kenya e Somalia. Spari, razzie, grida, stridore di pneumatici d’auto che par­tono a tutto gas.

MARTINI NON SA QUANDO INIZIA E QUANDO FINISCE LA VITA(anche lui)

• da Il Foglio del 10 novembre 2008, pag. 1
di Giuliano Ferrara

Sentite qui. "Siccome credo nella vita eterna, su quella temporale, fisica, di questa terra, posso transigere, sfumare, variare a seconda dei tempi e della storia e delle culture, e alla fine nascere e morire sono misteri sui quali ciascuno può e deve giudicare secondo la propria sensibilità. Contro un’etica non negoziabile della vita, dal concepimento alla morte naturale, c’è il relativismo cristiano della libertà che decide". L’altro giorno ho letto queste cose, che mi sono permesso di parafrasare e mettere tra virgolette, in una pagina di giornale. E ho visto che erano firmate dal cardinal Martini. Sabato prossimo devo parlare del "concepito" a una riunione di medici cattolici che mi hanno gentilmente invitato. Dovrò dire che il concepito è un essere misterioso di cui è difficile stabilire lo status di "persona" o "individuo", come dice il cardinale? E se dirò il contrario, se dirò di sapere perfettamente che cosa sia un concepito, e che è una persona, un individuo, andrò contro il pensiero dì un principe della chiesa? Sarò giudicato un oltraggioso ateo devoto che predica una religione civile, non sa niente della vita eterna, e vuole ridurre il cristianesimo a una banale teoria etica?

UDIENZA DEL MERCOLEDI'

.....In altre parole, l’attesa della parusia di Gesù non dispensa dall’impegno in questo mondo, ma al contrario crea responsabilità davanti al Giudice divino circa il nostro agire in questo mondo. Proprio così cresce la nostra responsabilità di lavorare in e per questo mondo. Vedremo la stessa cosa domenica prossima nel Vangelo dei talenti, dove il Signore ci dice che ha affidato talenti a tutti e il Giudice chiederà conto di essi dicendo: Avete portato frutto? Quindi l’attesa del ritorno implica responsabilità per questo mondo.....

Piazza San Pietro
Mercoledì, 12 novembre 2008

San Paolo (12).
Cari fratelli e sorelle,
il tema della risurrezione, sul quale ci siamo soffermati la scorsa settimana, apre una nuova prospettiva, quella dell'attesa del ritorno del Signore, e perciò ci porta a riflettere sul rapporto tra il tempo presente, tempo della Chiesa e del Regno di Cristo, e il futuro (éschaton) che ci attende, quando Cristo consegnerà il Regno al Padre (cfr 1 Cor 15,24).

SI SONO PRESI MIO MARITO

.....«Nella vicenda di Giuseppe e di Margherita c’è una risposta alla guerra che non conoscevo, che non smentisce quello che di peggio si pensa di essa, ma afferma una capacità per me non immaginabile di trascenderlo e superarlo… Giuseppe Coletta era andato in Iraq in missione di pace. E mai definizione appare più vera… Nel carabiniere Coletta c’è una normalità nell’abnegazione e una semplicità nel dono della vita che supera l’eroismo, o meglio lo riconduce alla normalità della vita. Margherita, sua moglie, è una donna cui la fede ha dato una saggezza che è, per chi scrive, inspiegabile, e quindi specialissima… Dalla guerra – ci dicono – si può uscire migliori, si può trovare la ragione per fare del bene. Ecco, questo non lo sapevo e neppure lo immaginavo. E questo mi sembra davvero un miracolo»........

Si sono presi mio marito. E io, signora Coletta, ora aiuto i loro figli
Cinque anni fa stupì l’Italia perdonando i terroristi che a Nasiriyah le avevano portato via Giuseppe. Oggi porta avanti la missione di pace del “brigadiere dei bambini” nel mondo. A cominciare dall’Iraq

di Lucia Bellaspiga

Don Giussani al tg2 nel giorno dei funerali
«Se amate quelli che vi amano che merito avete? Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori».
Chi pronunciava queste parole davanti alle telecamere dei giornalisti che affollavano la sua casa di San Vitaliano (Napoli) a poche ore dalla strage di Nasiriyah era Margherita Coletta. Era il 12 novembre del 2003. In braccio teneva Maria, 2 anni appena, e da poche ore aveva saputo che suo marito, il vicebrigadiere dei Carabinieri Giuseppe Coletta, era tra i morti del sanguinoso attentato in Iraq. L’abisso le si leggeva in faccia, il suo era il volto del dolore, palpabile, disumano, ma in quel momento la sua fede di granito, più forte dei trecento chili di tritolo che avevano squassato la sua esistenza e quella di altre diciotto famiglie italiane, reggeva di fronte alla prova: «La nostra vita è tutta qua dentro», diceva a se stessa e ai giornalisti indicando il Vangelo.
Una prova che Margherita, 33 anni soltanto, aveva già dovuto affrontare: poco tempo prima il loro bambino, Paolo, era morto di leucemia. Giuseppe allora era arrabbiato con Dio, per un anno non era più entrato in chiesa, Margherita no, lei anche in quei giorni era la più forte: «Noi non possiamo conoscere i disegni di Dio, ma abbiamo un’unica grande certezza ed è che Dio ci ama. Lui non può volere il nostro male, dunque se ha permesso questo è per darci un giorno un bene maggiore. Io non posso capire, ma mi fido e mi affido».

PADRE ALDO TRENTO

Cari amici,
Novembre ci ricorda una “massima” cristiana che mi é famigliare fin da piccolo “memorare novisima tua et in aetevnum non pecabis”. Ricordati dei novissimi e non peccherai mai. E i novissimi sono 4: morte, giuduzio, paradiso e inferno. Questo pensiero che fin da piccolo mi accompagna, da alcuni anni é la costante che domina i miei pensieri regalandomi una grande pace, un dinamismo che non ha tregua, una creativitá incessante e un amore impressionante all´istante in cui gioco il mio destino qui e dopo.

martedì 11 novembre 2008

FRANCESCO RISPONDE ALL'ANONIMO

Prima di tutto, NON penso che i tuoi commenti siano fastidiosi.

Secondo, concordo pienamente sul fatto che la Chiesa non debba aver paura di far sentire la sua posizione.

La scelta del nuovo papa sembra proprio stata fatta per un ritorno all'Ontologia cattolica.

Non credo che la chiesa debba includere la modernita' o la diversita' perche' questo e' quello che alcuni sembrano volere, o perche' questo sembra essere quello che anche i politici vogliano, credo anch' io che possa modernizzarsi nel lanciare un messaggio che l'uomo moderno possa capire meglio.

La paura, o le leggi non hanno mai cambiato un popolo, l'abbraccio e l'amore invece si.

Il "comandamento" NON ABORTIRE, sicuramente non deve risuonare per l'uomo moderno come la condanna "Se abortisci vai all'inferno".
Il pianto di una madre che perde un bambino, il sorriso di un padre che porta per mano suo figlio sono cose che stupiscono l'uomo moderno come hanno sempre stupito l'uomo nel passato.

Il protestantesimo e il moralismo hanno certamente preso piede nella societa' e hanno sgretolato quello che era l'uomo morale.
E' piu' facile seguire una regola come "Non Abortire"o non seguirla, piuttosto che drammaticamente giocarsi la propria liberta' di fronte ad una scelta tanto grande.

Personalmente potrei trovare milioni di esempi dove "la chiesa" avrebbe potuto fare diversamente, e mi piacerebbe trovare tutti gli errori della "chiesa". Sfortunatamente, mi rendo conto che io sono la chiesa, e la capacita' di portare testimonianza del volto di Cristo in questo mondo e' data a me prima di tutto.

Ciao

11 novembre 2008 3.44


CHI PUO' RISPONDERE A MASSIMO

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "SCUOLA DI COMUNITA' DI DON ANTONIO E EMI":

Hai degli appunti su questo incontro ? Me li puoi inviare ? Grazie, ciao
Massimo, Il Fromboliere

ANONIMO SCRIVE

Come vedi pubblico il tuo scritto e lascio ai lettori la possibilita' di risponderti

Anonimo ha detto...
Salve. Sono cattolico e credente, o almeno spero di esserlo. Ho letto con attenzione questo articolo e vorrei che il mio intervento fosse pubblicato.
Sono d'accordo nel pensare che Cristo sia il centro della nostra vita e che noi dobbiamo pensare e agire di conseguenza, tuttavia mi pare che non possiamo trincerarci dietro un muro di perbenismo e moralismo solo per poter pensare di avere sempre ragione a prescindere da tutto.
Mi spiego meglio e la metto anche sul personale: la Verità, qualunque essa sia, può davvero essere conosciuta, insegnata e spiegata in tutti i suoi risvolti da una religione di cui apprezzo le direttive morali, ma che risulta essa stessa un po' troppo limitante e restrittiva per ciò che riguarda le mie apirazioni e convizioni più intime? Se la Chiesa può darmi dei punti di riferimento morali di cui non farò mai a meno e che non metterò mai in dubbio, è altrettanto vero che NESSUNO possiede in toto la Verità e pretendere di poterla conoscere e spiegare tutta ,dall'inizio alla fine, mi sembra un compito non solo molto arduo, ma addirittura IMPOSSIBILE per me come per chiunque altro cristiano (papa incluso) o musulmano, induista, ateo, credente o non credente, insomma per chiunque è vissuto, vive o vivrà nel mondo fino alla fine. Dio è l'Unico a conoscere la Storia in tutto ciò che è realmente e Cristo (che riconosco come Dio) di certo è Padrone non solo della Chiesa, ma anche di tutto ciò che sta fuori o oltre la Chiesa, conoscendo il bene ed il male di ciascuno e la verità o menzogna di qualunque cosa esista o esisterà mai nel mondo. La figura di Cristo è fondamentale nella mia vita e in questo io concordo pienamente con quest'articolo, tuttavia so che lo stesso Cristo è di certo più Grande, Sapiente e Glorioso di quanto ciascuno di noi possa pensare (io compreso) e il Piano di Dio sull'umanità di cui è Unico Signore noi non lo vedremo MAI in tutta la Sua chiarezza e misteriosità. Dio ha piani non solo per i Suoi figli cattolici ma anche per tutti gli altri uomini del mondo che non Lo conoscono o che non riusciranno mai a sentir parlare di Suo Figlio Gesù. Se non credessi questo farei torto al Mio Dio, proprio Gesù, che è Dio di ciascuno degli esseri umani.