giovedì 27 dicembre 2012

Il "sì" di Maria ripetuto fino alla Croce



MAGISTERO



Udienza generale di Benedetto XVI (Aula Paolo VI, 19 dicembre 2012)
19/12/2012
Cari fratelli e sorelle, nel cammino dell’Avvento la Vergine Maria occupa un posto
 particolare come colei che in modo unico ha atteso la realizzazione delle
 promesse di Dio, accogliendo nella fede e
 nella carne Gesù, il Figlio di Dio, in piena obbedienza alla volontà divina.
 Oggi vorrei riflettere brevemente con voi sulla fede di Maria a partire 
dal grande mistero dell’Annunciazione.
«Chaîre kecharitomene, ho Kyrios meta sou», 
«Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te» (Lc 1,28). Sono queste le parole - riportate 
dall’evangelista Luca – con cui l’arcangelo Gabriele si rivolge a Maria. A prima vista il termine 
chaîre, “rallegrati”, sembra un normale saluto, usuale nell’ambito greco, ma questa parola,
 se letta sullo sfondo della tradizione biblica, acquista un significato molto più profondo. 
Questo stesso termine
è presente quattro volte nella versione greca dell’Antico Testamento e sempre 
come annuncio di gioia per la venuta
 del Messia (cfr Sof 3,14; Gl 2,21; Zc 9,9;Lam 4,21). Il saluto dell’angelo a Maria è quindi 
un invito alla gioia,ad una gioia profonda, annuncia la fine della tristezza che 
c’è nel mondo di fronte al limite della vita, 
alla sofferenza, alla morte, alla cattiveria, al buio del male che sembra 
oscurare la luce della bontà divina.
 E’ un saluto che segna l’inizio del Vangelo, della Buona Novella...


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