sabato 5 novembre 2011

PAPA AI DISABILI

.....Non è il sano che va verso un malato per prestargli assistenza, ma l’incontro tra due malati che si riconoscono bisognosi di aiuto; non è il forte che si china verso il fragile per soccorrerlo, ma l’incontro tra due fragilità che si amano. “Considerato il momento di grande sofferenza, anche fisica, che il Papa sta vivendo - dice suor Liviana Trambajoli, direttore delle case di assistenza – non mi stupisce che abbia insistito per venire al Cottolengo, perché quando si sta male si è molto più vicini alla sofferenza altrui.”

Il momento più commovente della visita pastorale del pontefice a Torino è proprio il contatto con le disabilità fisiche ed intellettive presenti all’interno chiesa dedicata ai santi Antonio Abate e Vincenzo de Paoli. Il Papa si china e bacia un’anziana in carrozzina, una delle 400 ospiti disabili ed anziane della Piccola Casa della Divina Provvidenza. Poi si avvicina ad un bimbo disabile gravissimo, immobilizzato in barella, tenuto teneramente in braccio dalla madre; un bimbo che peserà in tutto 15 chili, non parla, non risponde, piange quando sente i rumori. Nella scuola pubblica nessuno lo voleva, perché troppo grave; ora frequenta la scuola dell’obbligo interna al Cottolengo, adorato e protetto dagli altri compagni. “Passio Christi - Passio hominis” (la passione di Cristo e la passione dell’uomo) non è solo quella impressa sul telo della Sindone, ma è tangibile all’interno della Piccola Casa della Divina Provvidenza.

“In questo luogo comprendiamo meglio che se la passione dell’uomo è stata assunta da Cristo nella sua passione nulla andrà perduto” - dice il Papa rivolgendosi alle centinaia di disabili, anziani e malati presenti in chiesa - “per questo non dovete sentirvi estranei al destino del mondo, ma tessere preziose di un bellissimo mosaico che Dio, come grande artista, va formando giorno per giorno anche attraverso il vostro contributo.”........

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