giovedì 2 febbraio 2012

Neanche gli spaccavetrine si meritano la sommarietà con cui trattano Cl

Anticipiamo l'editoriale che sarà pubblicato sul numero 05/2012 di Tempi, in edicola da giovedì.

Chissà perché quelli di Cl non sono ancora rappresentati con la croce gialla cucita sul petto. Franco Monaco, che è un deputato bindiano intimo del cardinal Martini, sembra augurarselo dalle colonne di Repubblica. L’occasione è ghiotta: il nuovo cardinale e arcivescovo di Milano, Angelo Scola, che, consapevole di «darmi la zappa sui piedi», in un incontro con i giornalisti milanesi si è sentito in dovere di precisare che, pur essendo stato allievo di don Giussani, egli adesso non ha più nulla a che fare con quel movimento. Tanto meno con le eventuali “marachelle” di qualche suo aderente. Questa “presa di distanza” è spiegabile anche per i “segnali” che vengono da compitini sbagliati e ricicciati di cui abbiamo già scritto la settimana scorsa. Compitini, come quello di Sette, la cui attendibilità è già nella black list dei vescovi messi in quota Cl (uno è morto nel 1995) e nei titoli: “Comunione e Liberazione vanta una rete di 36 mila aziende per un giro d’affari di 70 miliardi” (l’articolo poi si corregge – in peggio – addebitando giro e affari alla Compagnia delle Opere, la quale però è un’associazione di imprese: è come scrivere che “Confindustria è una multinazionale”).


Detto ciò, è tutto serio. Serio l’attacco politico aRoberto Formigoni. Serio che L’Espresso legga carte d’inchiesta riguardanti persone con nomi e cognomi come “Cl”, così come negli anni Settenta scriveva che «Cl è pagata dalla Cia». Serio che non si arrivi nemmeno più a ricordare, come rispose don Carrón al Cazzullo inquisitorio, che la responsabilità dei propri atti è personale, e nessuno, neanche la buona stampa pisapiana, dovrebbe permettersi di criminalizzare un intero movimento. E poi, che strane cose accadono: chi sfascia tutto ha diritto a giudizi e giudici comprensivi. Chi costruisce quel poco di buono che resta in Italia, è un paria.
Twitter: @LuigiAmicone

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