domenica 14 agosto 2011

LA BELLEZZA E' UNA FERITA





Ti fa accettare ed abbracciare dell’altro anche quello che non vorresti accettare.



Che sia più vero si capisce dal fatto che ti fa accettare e abbracciare dell’altro anche quello che non vorresti accettare. Mi viene in mente una cosa che forse non ho mai raccontato… l’ho raccontato sì, qualche volta. Appena detto Messa sono stato ammalato tre anni. Il primo anno sono stato all’ospedale di Desio per tre mesi e a un certo punto, nella camera vicino, han portato una bellissima bambina con il croup. Sono riusciti a salvarla, e allora c’erano ancora metodi non evoluti. Poi ho conosciuto il papà e la mamma. Nella mamma si intravedeva ancora la permanenza di un certo volto che aveva avuto, perché era una bellissima donna, bellissima. Poi le era venuta una malattia, per cui era ripugnante a vedersi. Il marito, dopo, parlando insieme, diceva tutta la delusione che aveva avuto, dapprima la ripugnanza… ma era riuscito a superarla ed era rimasto fedele: non per tutta la consapevolezza che a noi è stata data, e che perciò ci rende più responsabili, ma – caso eccezionale – per una lealtà naturale, per una religiosità naturale. Per una religiosità naturale che esprimeva come poteva, quell’uomo lì è stato fedele, ha accettato l’altro secondo un possesso così totale che l’ha accettato anche con quella malattia. Mentre se il rapporto fosse stato dettato come tutti i rapporti sono dettati, non sarebbe potuto sussistere.



Infatti, non esiste rapporto che non si crepi. Perché ad un certo punto qualcosa dell’altro non si porta, il che vuol dire che uno non possiede tutto l’altro.




Luigi Giussani, “Tu” o dell’amicizia, BUR 1997







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