sabato 14 aprile 2012

Benedetto XVI: “Gesù Risorto ribalta le pietre che chiudono il cuore dell'uomo”


.......È per questo che Gesù sceglie per prima cosa di apparire ai suoi discepoli a porte chiuse, pronunciando una frase che, per il papa, non è certo “solo un saluto”: “'Pace a voi'... È il saluto pasquale, che fa superare ogni paura ai discepoli”.
Questa pace, ha spiegato papa Ratzinger, “è un dono, il dono che il Risorto vuole fare ai suoi amici, ed è al tempo stesso una consegna: questa pace, acquistata da Cristo col suo sangue, è per loro ma anche per tutti, e i discepoli dovranno portarla in tutto il mondo... Questa novità di una vita che non muore, portata dalla Pasqua, va diffusa ovunque, perché le spine del peccato che feriscono il cuore dell’uomo, lascino il posto ai germogli della Grazia”........

Giunto da Castelgandolfo a Roma per l'udienza del mercoledì, il Pontefice ha dedicato la sua catechesi ai temi della pasqua

di Alessandro Speciale
Tratto da Vatican Insider l'11 aprile 2012
Papa Benedetto XVI sta passando qualche giorno di riposo a Castel Gandolfo, dopo il viaggio in America Latina e la "maratona" liturgica della Settimana Santa. Ma non ha voluto mancare all'appuntamento del mercoledì con i fedeli per l'udienza generale.
Arrivato in elicottero dalla villa pontificia sui Colli Albani, papa Ratzinger ha trovato ad attenderlo, malgrado il “cielo grigio” che pesa oggi su Roma, circa 25mila fedeli, tra cui 6mila ragazzi arrivati da Milano per la professione di fede.
Il pontefice si è soffermato sul significato cristiano della Pasqua appena trascorsa, soffermandosi soprattutto sull'effetto della morte e risurrezione di Gesù sulla prima comunità degli apostoli.




La sera della risurrezione, ha ricordato Benedetto XVI - il Cenacolo dove gli apostoli sono rifugiati è una stanza piena di paura e di angoscia: “Il timore stringe il cuore e impedisce di andare incontro agli altri, incontro alla vita - ha affermato -. Il Maestro non c'è più. Il ricordo della sua Passione alimenta l’incertezza”.
È per questo che Gesù sceglie per prima cosa di apparire ai suoi discepoli a porte chiuse, pronunciando una frase che, per il papa, non è certo “solo un saluto”: “'Pace a voi'... È il saluto pasquale, che fa superare ogni paura ai discepoli”.
Questa pace, ha spiegato papa Ratzinger, “è un dono, il dono che il Risorto vuole fare ai suoi amici, ed è al tempo stesso una consegna: questa pace, acquistata da Cristo col suo sangue, è per loro ma anche per tutti, e i discepoli dovranno portarla in tutto il mondo... Questa novità di una vita che non muore, portata dalla Pasqua, va diffusa ovunque, perché le spine del peccato che feriscono il cuore dell’uomo, lascino il posto ai germogli della Grazia”.
Anche oggi, ha proseguito il pontefice, quando il Risorto prova a entrare “nelle nostre case e nei nostri cuori” si trova a volte di fronte a delle porte “chiuse”. Eppure, ha sottolineato il papa, entra lo stesso, “donando gioia e pace, vita e speranza, doni di cui abbiamo bisogno per la nostra rinascita umana e spirituale”.
“Solo Lui – ha proseguito - può ribaltare quelle pietre sepolcrali che l’uomo spesso pone sui propri sentimenti, sulle proprie relazioni, sui propri comportamenti; pietre che sanciscono la morte: divisioni, inimicizie, rancori, invidie, diffidenze, indifferenze. Solo Lui, il Vivente, può dare senso all’esistenza e far riprendere il cammino a chi è stanco e triste, sfiduciato e privo di speranza”.
Di qui, dopo aver rievocato l'episodio dei discepoli di Emmaus, Benedetto XVI ha concluso riassumendo quello che per lui è il senso del tempo pasquale: una “occasione propizia per riscoprire con gioia ed entusiasmo le sorgenti della fede” perché “la fede in Lui trasforma la nostra vita: la libera dalla paura, le dà ferma speranza, la rende animata da ciò che dona pieno senso all’esistenza, l’amore di Dio”.
Prima dell'udienza, Benedetto XVI ha benedetto questa mattina la grande icona della Sacra Famiglia, che partirà adesso in pellegrinaggio nelle case di Milano in vista dell'Incontro mondiale delle famiglie del prossimo maggio.
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