lunedì 9 aprile 2012

Papa: auguri all'Italia, Cristo dia forza a progetti di bene

se "con la morte di Gesu' sembrava fallire la speranza di quanti confidavano in Lui", nella comunita' dei suoi discepoli "quella fede non venne mai meno del tutto: soprattutto nel cuore della Vergine Maria, la madre di Gesu', la fiammella e' rimasta accesa in modo vivo anche nel buio della notte". "All'alba del giorno dopo il sabato, il sepolcro - ha scandito il Papa teologo - viene trovato vuoto. Poi Gesu' si mostra alla Maddalena, alle altre donne, ai discepoli. La fede rinasce piu' viva e piu' forte che mai, ormai invincibile, perche' fondata su un'esperienza decisiva". "Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello.

Papa: auguri allItalia, Cristo dia forza a progetti di bene
13:00 08 APR 2012 

"Custodite nel cuore l'irradiazione di pace e di gioia proveniente dalla Risurrezione di Cristo che da' forza e significato ad ogni attesa ed ogni progetto di bene". E' stato questo l'augurio che Benedetto XVI ha rivolto all'Italia prima della benedizione Urbi et Orbi. " "Buona Pasqua - ha detto - a voi, uomini e donne di Roma e d'Italia! Ricercate sempre il Cristo Risorto, la luce della Verita', che ha squarciato le tenebre della morte e ha recato nel mondo lo splendore di Dio". Nel messaggio di Pasqua letto dalla Loggia della basilica di San Pietro prima di impartire la benedizione Urbi et Orbi, il Papa ha affermato che "La speranza, in questo mondo, non puo' non fare i conti con la durezza del male. Non e' soltanto il muro della morte a ostacolarla, ma piu' ancora sono le punte accuminate dell'invidia e dell'orgoglio, della menzogna e della violenza". Gesu' Cristo, ha ricordato, fu "rifiutato dai capi del popolo, catturato, flagellato, condannato a morte e crocifisso" sotto gli occhi dei suoi discepoli e di Maria Maddalena, alla quale aveva rimesso i peccati. "Dev'essere stato insopportabile - ha osservato l'ormai quasi 85enne Joseph Ratzinger - vedere la Bonta' in persona sottoposta alla cattiveria umana, la Verita' derisa dalla menzogna, la Misericordia ingiuriata dalla vendetta". "Gesu' - dunque - e' passato attraverso questo intreccio mortale, per aprirci il passaggio verso il Regno della vita".
08 APR 2012 C'e' stato un momento in cui Gesu' appariva sconfitto: le tenebre avevano invaso la terra, il silenzio di Dio era totale, la speranza una parola che sembrava ormai vana". Ma, ha aggiunto Joseph Ratzinger, se "con la morte di Gesu' sembrava fallire la speranza di quanti confidavano in Lui", nella comunita' dei suoi discepoli "quella fede non venne mai meno del tutto: soprattutto nel cuore della Vergine Maria, la madre di Gesu', la fiammella e' rimasta accesa in modo vivo anche nel buio della notte". "All'alba del giorno dopo il sabato, il sepolcro - ha scandito il Papa teologo - viene trovato vuoto. Poi Gesu' si mostra alla Maddalena, alle altre donne, ai discepoli. La fede rinasce piu' viva e piu' forte che mai, ormai invincibile, perche' fondata su un'esperienza decisiva". "Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto, ma ora, vivo, trionfa", ha ripetuto con le parole della tradizionale sequenza che era stata cantata nella messa di Pasqua prima del Vangelo. "I segni della risurrezione - ha continuato - attestano la vittoria della vita sulla morte, dell'amore sull'odio, della misericordia sulla vendetta". "Cari fratelli e sorelle - si e' quindi rivolto ai fedeli che affollavano piazza San Pietro e nel corso della messa hanno continuato ad affluire, riempiendo infine anche buona parte di via della Conciliazione - se Gesu' e' risorto, allora, e solo allora, e' avvenuto qualcosa di veramente nuovo, che cambia la condizione dell'uomo e del mondo. Allora Lui, Gesu', e' qualcuno di cui ci possiamo fidare in modo assoluto, e non soltanto confidare nel suo messaggio, ma proprio in Lui, perche' il Risorto non appartiene al passato, ma e' presente oggi, vivo". Condividi
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