martedì 17 aprile 2012

Il cardinale Caffarra: “La questione educativa è decisiva”


....La conclusione è affidata al Cardinale: "La questione educativa è decisiva. Perché si aiuta la persona umana a divenire soggetto protagonista nel bene, senza lasciarsi condurre da altre forze. L'errore più grande a cui la nostra società ha creduto è che la crescita più importante sia quella economica. Ma non è così. La crescita fondamentale consiste nel creare umanità. Il rapporto intergenerazionale deve saper trasmettere, attraverso l'esperienza di fede, la verità della persona".....

Tratto da Tempi del 15 aprile 2012
"La questione educativa oggi", in mille persone a Barzanò all'incontro promosso da Costruiamo il Futuro con Maurizio Lupi, Bruno Vespa e il cardinale di Bologna: "L'errore più grande a cui la nostra società ha creduto è che la crescita più importante sia quella economica. Ma non è così. La crescita fondamentale consiste nel creare umanità".
Oltre 1000 persone hanno partecipato venerdì sera a Barzanò all'incontro promosso dalla Fondazione Costruiamo il Futuro dedicato ad un tema oggi più che mai attuale: "La questione educativa oggi". Il presidente di Costruiamo il Futuro, Maurizio Lupi, ha lasciato spazio agli interventi di due illustri ospiti: il Cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, e il giornalista e conduttore Bruno Vespa.



Il cardinale ha voluto far riflettere i presenti sul valore dell'educazione, in particolare nel mondo di oggi, dove l'uomo sembra essere guidato da una logica prettamente utilitaristica ed economica. "Guardando i giovani inquieta la loro incapacità di progettare un futuro. Ma questo è il risultato di un processo storico che ha portato ad educare le persone a non pensare, privandole della libertà – afferma Caffarra - tutto questo non si può cambiare nel giro di qualche settimana. Serve una svolta culturale, alla quale io sono chiamato in prima persona, in quanto arcivescovo, con il compito di portare una rievangelizzazione. La scristianizzazione della cultura europea è un processo, difatti, già compiuto".
Bruno Vespa si rivolge alla folta platea di brianzoli: "Siamo in una delle zone più ricche d'Italia, eppure questa gente ha guadagnato con il lavoro tutto quello che ha. Io credo invece che i nostri figli stiano ricevendo un'educazione troppo confortevole. La crisi che stiamo vivendo è forse più dura, anche per questo, del tragico periodo vissuto durante e dopo la guerra. Allora c'era la speranza di ricostruire, oggi invece manca qualsiasi ipotesi di futuro. Io credo invece che occorra vivere questa crisi come occasione di crescita economica, civile e morale".
E poi chiama in causa la politica: "Pensiamo alla riforma del lavoro: è una grande occasione che i politici stanno perdendo, perché continuano a pensare alle prossime elezioni. Oggi invece è necessaria una svolta, che può essere messa in atto solo da uno statista, ovvero uno che sa guardare oltre il consenso popolare".
Il vicepresidente della Camera risponde alle riflessioni dei relatori non fermandosi all'ambito della politica: "Io capisco che la mia responsabilità come politico è grande. Ci sono due alternative: o il potere è uno strumento per servire il bene comune, oppure diventa affermazione di sè. E questa posizione prima o poi ti fa cadere. Noi politici dobbiamo offrire una testimonianza capace di comunicare la ragione dell'impegno civile. Ma la questione riguarda tutti: siamo di fronte ad un bivio, tra una concezione dell'uomo utilitaristica ed una concezione che lo vede invece come tensione, desiderio, ed esigenza di verità".
La conclusione è affidata al Cardinale: "La questione educativa è decisiva. Perché si aiuta la persona umana a divenire soggetto protagonista nel bene, senza lasciarsi condurre da altre forze. L'errore più grande a cui la nostra società ha creduto è che la crescita più importante sia quella economica. Ma non è così. La crescita fondamentale consiste nel creare umanità. Il rapporto intergenerazionale deve saper trasmettere, attraverso l'esperienza di fede, la verità della persona".
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