domenica 6 settembre 2009

SCUOLA DI COMUNITA' CON GLI AMMALATI TERMINALI DI PADRE ALDO

Padre Aldo: Abbiamo visto che ogni circostanza è positiva, anche quella che più ci disturba.
Perché facciamo questa cosa (catechesi degli ammalati)? Perché questa è la psicologia più grande della vita. Uno racconta come davanti all’HIV o del cancro, si può vivere tutto in un modo allegro, consegnandosi a Cristo. Queste testimonianze sono un motivo di speranza per tanta gente che in modo contrario si toglierebbe a vita. E’ buono che il mondo ascolti la testimonianza della gente che dice “ Noi abbiamo questo ma siamo grati al Signore”
TRADOTTA DALLA NOSTRA AMICA ENRICHETTA!)
mercoledì 29 luglio
La positività delle circostanze
Cynthia: Un giorno trovai Walter che era al pronto soccorso con tanto male, con il dolore della sua gamba, vidi che stava soffrendo molto, allora mi avvicinai, e spontaneamente pensai di parlargli. Tentai di assisterlo, man mano che passavano i giorni il mio entusiasmo cresceva: siccome lo vedevo in quello stato e non c’era gente nell’ospedale per aiutarlo, allora chiamai diversi posti, chiami il 911, alla ficcali, chiamai qui e contattai una dottoressa, che dopo prendere nota di tutti i dati circa di lui mi consigliò di aspettare

In quel periodo di tempo tutto era una lotta, perché come tutti sappiamo negli ospedali pubblici è molto difficile che vogliano occuparsi dei pazienti nella stessa forma che facciamo qui, e riuscire a portarli in questa Clinica. Un giorno rimase a casa mia, lo portai perché non potevo più vederlo per strada. Più tardi seppi che poteva entrare qui, con tutta l’assistenza necessaria, e immediatamente mi resi conto che quel poco che avevo potuto fare valse la pena, e mi sembrava impossibile, specialmente a me stessa, perché in quei momenti ero sola, mi mossi da sola, feci ricorso alle prime persone che mi trovai davanti, però vidi che veramente ne valse tanto la pena perché vedere lui cosi è fantastico, molto bello, mi incoraggia tantissimo, il suo recupero y che riuscì ad andare avanti. Mi fa sentire molto molto bene, con tanta soddisfazione. Fu una bella esperienza per me. Non so se lei vuole aggiungere altro.

Walter: IO voglio dirti tante grazie Cynthia, per tutto quello che hai fatto con me, per avermi ricevuto una volta a casa tua, per avermi aiutato a mettermi in contatto nuovamente con il Padre, dopo tanto tempo e per tutto quello che tante persone stanno facendo per me, devo morire e rinascere nuovamente e vivere tutta una vita per pagarvi ed anche così non ci arriverei, le parole non possono esprimere la gratitudine che io sento.

Padre Aldo: Questa è la prima domanda, Come stai vivendo la circostanza della tua malattia, come qualcosa che ti svela il Signore o…?

Cynthia: No veramente no, con molta convinzione perché sempre trovo le forze, fino adesso grazie a Dio no le ho chiesto perché mi succede a me, ne con quale scopo, ma vado accettando le cose come vanno accadendo, come ogni essere umano, a volte sento, come uno piccolo sfiancamento e dico che mi mancano un po’ di forze, pero sent ancora la forza di Dio che mi porta avanti e mi sostiene e mi dice, “ no, ci sono ancora speranze”, e mentre c’è vita si può continuare a lottare. Ed è per qualcosa. Lui sa perché fa le cose, questo ce l’ho sempre presente. O non provo nessun malessere nell’anima, al contrario, mi consegno totalmente a Lui e dico che se questa è la Sua volontà che continui a darmi la possibilità di continuare a lottare ed andare avanti e se no, va bene, quela è la Sua decisione. Trovo tanta fortezza, non so come spiegare con parole, è una strana sensazione, molto differente, molto speciale, perché sempre traggo forze in qualche modo, da qualche posto per andare avanti.

Vicente: La ringrazio Padre Aldo per essere in questo posto, mai avrei pensato di essere in questo posto, una dottoressa fece le pratiche, dato che per la mia disobbedienza, smisi di prendere le mie medicine e tornai a cadere in un brutto stato. Mi chiese se avevo una casa, e gli dissi di no, allora mi raccontò di un posto dove mi avrebbero aiutato ed io accettai senza dubbi al fatto di traslocare. Adesso mi sento meglio, grazie a Dio, ho una famiglia qui, con l’aiuto di Dio che mi da la forza, rendo le mie medicine, per questo ringrazio tutte le persone che sono qui, non pensavo che sarei arrivato a questo Paradiso che Dio mi aveva già preparato.

Padre Aldo: UN amico dice sempre che le circostanze, anche il cancro, l’HIV, il marito insopportabile, sono positive, perché sono il modo mediante il quale il Signore vuole avvicinarci a Lui, per te è così?

Vicente: Esattamente, per me è così, e adesso le chiedo a Dio che metta la mia vita nelle sue mani, perché non voglio più vivere per me per Lui. Che possa fare quello che vuole di me, se i alza io lo seguirò fino a quando Lui mi porti via.

Padre Aldo: La tua vita è stata sempre molto sacrificata, no? Lavoravi per strada...

Vicente: Andavo per strada, a volte andavo a casa del mio patrigno, dormivo un po’ dopo tornavo per strada, perché bevevo molto, molto poco tempo rimanevo li con lui e mia madre.

Padre Aldo: E,dove dormivi?

Vicente: Dove mi prendeva la notte, per strada. Sempre lavoravo raccogliendo lattine, per guadagnare qualcosa e poter mangiare. Io non ho nessun vizio, da qualche parte ho preso questa malattia, per la gloria di Dio sicuramente, per avvicinarmi a Lui, Dio sa.

Padre Aldo: Molto bello questo che dici che la malattia dell’HIV, è per la gloria del Signore, vero Fabiana? LO è anche per te. Una storia di dolore, di sofferenza, per la strada mangiare, vivere, raccogliendo lattine e adesso sei qui..

Vicente: Io preferisco rimanere in un posto così, protetto da Dio e dalle persone.

Padre Aldo: E l’importante è che, siccome avevi lasciato la tua terapia, continui adesso in modo tale che puoi continuare a vivere per la maggiore gloria di Dio come hai detto..

Walter, tu che sei stato un boemo come il nostro amico che morì, Dionisio che era un buon giornalista, scrittore, poeta, che morì come un mendicante ma in nostra compagnia. Una vita come la tua, cosa ti fece pensare questa cosa?

Walter: A me sinceramente mi sorprese e mi fece sentire molto male il fatto che sia morto accanto a me, senza che io me ne accorgesse. E penso che Dio ci portò qui per farci conoscere i limiti della gente, tutti moriremo prima o poi, tutti siamo molto fragili, io onestamente pensavo che ero ateo, che niente ce la faceva con me, io pensavo che mai mi sarebbe successo niente, tuttavia il vedere la sofferenza della gente, sapere che molte persone muoiono con tutti i sacramenti , mi ha fatto percepire che la vita se ne va in qualsiasi momento , che bisogna valutare la vita da una parte e dall’altra non avere paura della fede. Io do molto valore a questa clinica, tutti i giorni chiedo a Dio di non essere indifferente verso le persone che muoiono, perché ogni persona che muore mi involucra ed è molto strano come tutto intreccia, io conobbi Cynthia al pronto soccorso e fu lei che si mise in contatto con le persone per portarmi qui, ed io no avrei mai pensato che anche lei sarebbe arrivata qui , e questo mi mette allegro, le voglio molto bene, una buona amica che disinteressatamente mi aiutò, come tutti mi stanno aiutando qui. Ringrazio Dio ogni momento per tutte le benedizioni che mi da, a Dio e la Vergine. Tutto il tempo sto chiedendo di tornare a camminare, se posso, meglio o in tutti modi mi aiuti a poter sopportare le avversità. Se riesco ad uscire camminando da qui, vorrei poter fare qualcosa per questa clinica, perché è dentro il mio cuore tutta questa gente che ho conosciuto grazie a lei per tutto quello che ha fatto per me.

Padre Aldo: A lunga distanza no esistono circostanze negative, tutto porta alla positività ndi riconoscere che tutto ha un significato, è come se dopo anni di anestesia e pazzia, uno finalmente trova la rotta della vita, il significato della vita, il gusto della vita. Prima anestetizzato sia per ‘alcool, di un colpo solo, nonostante tu non o volevi, il Signore ti prende per i capelli, ti porta fin qui, dove tutt’un tratto accade il miracolo. Trovi il gusto della vita. Cynthia fu la mano di Cristo, una cagnolina che ti dava da mangiare, e come vedi Dio non abbandona mai nessuno. Perché dico che non ci sono circostanze negative, perché anche se quando tutti gli uomini ci abbandonano, Dio non ci abbandona.

Walter: Cynthia no la prendere male per favore quello che ti racconterò, che la cagnolina che mi dava da mangiare si chiamava anche lei Cynthia

Padre Aldo: Una era un animale e l’altra era una figlia di Dio in particolare, il Signore si serve di tutto per salvare i suoi figli. Come Vicente che prima stava per strada e adesso in un palazzo, pulito, bianco, e non più sporco come prima.

Jose:Ringrazio molto il Signore per quest’opportunità per essere qui, sono stato ricoverato un tempo, dopo sono tornato a casa vedendo molto lontano il mio recupero, no potevo camminare, ne ricevere sufficiente alimentazione, inizia ad avere allucinazioni, mi ricoverarono ancora, e grazie a Dio mi portarono a questo posto da quando sono qui vedo moto vicino il mio recupero e sono troppo felice, come di tutto, cose non mangiavo a casa, qui mangio fino all’ultimo boccone. E- per una benedizione di Dio, Dio è con me in ogni momento, io non scrivevo pi´, ne riuscivo a firmare, adesso faccio tutto , avevo perso la mobilità e adesso posso prendere una matita, un cucchiaio. Ringrazio molto il Padre ed a tutti, per come sono stato trattato, la comprensione y ci sarò fino a quando Dio mi dirà : “ Puoi andare”. Sono felice d essere qui ed spero nella mia pronta guarigione.

Padre Aldo: Hai avuto depressione?

Jose: Si, stavo male a casa, avevo quelle ricadute, e come li mi plagiavano molto, e mi facevano sentire che tutti i problemi erano per colpa mia, mi sentivo molto male, ma un po’ alla volta l’ho superato grazie alla mia mamma, che mai a smesso di accompagnarmi. Per opera di Dio e la Vergine, ho una seconda opportunità, stando qui potrò recuperarmi.

Padre Aldo: Abbiamo visto che ogni circostanza è positiva, anche quella che più ci disturba.
Perché facciamo questa cosa (catechesi degli ammalati)? Perché questa è la psicologia più grande della vita. Uno racconta come davanti all’HIV o del cancro, si può vivere tutto in un modo allegro, consegnandosi a Cristo. Queste testimonianze sono un motivo di speranza per tanta gente che in modo contrario si toglierebbe a vita. E’ buono che il mondo ascolti la testimonianza della gente che dice “ Noi abbiamo questo ma siamo grati al Signore”

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