sabato 23 gennaio 2010

IL MEETING PER LA PRIMA VOLTA A NEW YORK

“Non ho mai visto nulla di simile” ha raccontato il professore Brad Gregory, docente di Storia Europea all’Università di Notre Dame, intervenuto nell’edizione 2008 sul tema dell’educazione. “Se in molti pensano che bisogna avere il buon gusto di praticare la propria fede privatamente senza interferenze con la società, il Meeting è esattamente l’esempio contrario . E’ la dimostrazione di una fede vissuta in pubblico. E’ una festa che dura una intera settimana. E cosa ancora più incredibile - ha aggiunto con enfasi - è l’esercito di volontari che pagano apposta per lavorare al Meeting”.


Un migliaio di persone in Times Square ad ascoltare l’esperienza del Meeting come esempio di cosa significhi vivere la fede pubblicamente

Per la prima volta nella sua storia il 16 gennaio il Meeting ha raccontato di sé a New York, presso il prestigioso Marriot Marquis Hotel, a Times Square, nel cuore della grande mela.




Un migliaio di persone erano presenti all’incontro intitolato “Rimini Meeting for Friendship Among Peoples: An Extraordinary Example of Faith Lived in the Public Square”, all’interno del festival culturale New York Encounter, organizzato dal Centro Culturale Crossroads e Comunione e Liberazione. A raccontare la propria esperienza il presidente del Meeting, Emilia Guarnieri, affiancata da alcuni illustri professori del mondo accademico americano che hanno partecipato in qualità di ospiti alle edizioni precedenti della rassegna riminese.

“Eravamo stanchi delle ideologie, dei dibattiti, delle analisi” ha raccontato Emilia Guarnieri “avevamo imparato attraverso la nostra esperienza che ciò di cui noi e tutti gli uomini hanno bisogno è un avvenimento di liberazione, un presente già salvato e non l’utopia di un futuro da costruire. Questa liberazione già noi la vivevamo, nell’amicizia con don Giussani e volevamo veramente “metterla in piazza" perché tutti potessero conoscerla ed incontrarla”. Ad aprire il convegno è stato John Sexton, President of New York University, uno dei più importanti personaggi del mondo accademico.

“Non ho mai visto nulla di simile” ha raccontato il professore Brad Gregory, docente di Storia Europea all’Università di Notre Dame, intervenuto nell’edizione 2008 sul tema dell’educazione. “Se in molti pensano che bisogna avere il buon gusto di praticare la propria fede privatamente senza interferenze con la società, il Meeting è esattamente l’esempio contrario . E’ la dimostrazione di una fede vissuta in pubblico. E’ una festa che dura una intera settimana. E cosa ancora più incredibile - ha aggiunto con enfasi - è l’esercito di volontari che pagano apposta per lavorare al Meeting”.

Per il prof Daniel Sulmasy, professore di medicina ed etica dell’Università di Chicago, invitato nel 2004 per una testimonianza sulla sua professione medica, “il Meeting è come un negozio di dolciumi” una gioia agli occhi e al cuore, dove trovi tanti eventi e mostre interessanti, oltre al cibo che e’ sempre squisito”.

“Il Meeting?” Se non stai attento ne diventi dipendente. Non riesci più a farne a meno” ha ironizzato Joseph H.H. Weiler, ebreo e docente di diritto alla New York University. “E’ un luogo veramente “prolife”, nel senso che si incontrano così tante famiglie con bambini. “Questa gente”, ha concluso rivolgendosi al pubblico presente in sale “non ha paura del confronto, lo desidera, ed è veramente aperta”.

Gli appuntamenti all’estero del Meeting continuano con una presentazione a Madrid il 15 febbraio.

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