domenica 15 gennaio 2012

ALL'INDIETRO PROGRESSIVAMENTE

.....Qualcuno potrebbe dire che la scristianizzazione della società è una conquista. Che si prosegue la strada che è già stata percorsa con il matrimonio civile, con l’abolizione del diritto d’asilo.
Io ricordo sommessamente che in realtà è una ri-conquista. Che è esistito un tempo in cui non c’erano santi patroni, che si lavorava ogni giorno della settimana, in cui ci si sbarazzava di nati ingombranti semplicemente sbattendoli in un fiume. Che queste stesse “conquiste” si possono trovare in altre società, presso altri popoli, che normalmente passano per meno civilizzati......


Berlicche socio di SamizdatOnLine

Forse lo avrete già sentito nominare, ma se ancora non lo sapete c’è uno spettacolo teatrale, in giro, dove il volto di Cristo viene fatto oggetto di lancio di escrementi, o almeno supposti tali.



Naturalmente c’è chi ha tentato di fermare lo show. Prima di tacciare di intolleranza pensate se al posto dell’immagine di Gesù ci fosse quello del vostro politico preferito, o quello di vostra madre. Non vi muovereste?
Lo farei anch’io, se pensassi che potrebbe servire a qualcosa. Se non sapessi che in fondo proprio queste reazioni è ciò che ci si aspetta, ciò che si vuole ottenere. Quanta pubblicità per un’opera che non meriterebbe neanche un minuto.
Vorrei portare alla vostra attenzione alcuni altri fatti.

Il primo di questi è l’istituzione, a Roma, di un cimitero per i bimbi non nati. Sì, i resti sanguinolenti di quegli aborti che altrimenti vengono smaltiti senza tanti complimenti, insieme ai cateteri usati. Anche qui c’è chi si è indignato. Non piace che venga richiamato alla mente che quei corpicini sono esseri umani.
Un secondo fatto è la (tentata) soppressione delle feste patronali, allo scopo di ottenere una maggiore efficienza produttiva.
E poi la liberalizzazione degli orari dei negozi, con il medesimo motivo.

Cosa hanno in comune tutte queste notizie?
E’ semplice: sarebbero impossibili in una società cattolica.

In una società cristiana si dà più valore alla persona che al denaro. Il riposo è parte integrante dell’uomo. Perfino Dio si è riposato. Il riposo è il momento in cui ci si trova con la famiglia e finalmente ci si parla, si fanno assieme le cose che le necessità gli altri giorni negano. Nel corso dei secoli il riposo settimanale è stato garantito anche ai più umili a discapito dei potenti padroni proprio dalla Chiesa.
Nella tradizione cattolica i santi patroni sono il legame tra lassù e quaggiù, il ricordare che non siamo soli ma facciamo parte di una comunità, una storia, e che l’unità di questa storia non è garantita dagli uomini ma dal cielo. Il fermarsi a ricordarlo dà dignità, rafforza questa verità. Non c’è da sperare nei prìncipi
I cristiani, fin dai primi secoli, si distinguevano perché proteggevano i bambini, compresi quelli non nati. E’ indicativo che quei cadaverini oggi ci possano essere.

Qualcuno potrebbe dire che la scristianizzazione della società è una conquista. Che si prosegue la strada che è già stata percorsa con il matrimonio civile, con l’abolizione del diritto d’asilo.
Io ricordo sommessamente che in realtà è una ri-conquista. Che è esistito un tempo in cui non c’erano santi patroni, che si lavorava ogni giorno della settimana, in cui ci si sbarazzava di nati ingombranti semplicemente sbattendoli in un fiume. Che queste stesse “conquiste” si possono trovare in altre società, presso altri popoli, che normalmente passano per meno civilizzati.

C’è da domandarsi perché, noi che siamo così orgogliosi della riuscita del nostro “modello occidentale” (chiamarlo così è un modo per dimenticare che si tratta in gran parte di “modello cristiano”), desideriamo così tanto disfarcene, pezzo a pezzo.

Così il prendersela con un volto a cui si vuole fare pagare tutte le sofferenze umane in fondo è il ritorno a quel momento della storia in cui il modello, l’originale fu preso a sputi e schiaffi e sì, si caricò proprio di tutte le sofferenze umane.
Oltrepassato quello, si avanzerà ancora all’indietro, dimenticando progressivamente quello che generazioni e generazioni hanno costruito. Ma che senza la sua pietra angolare non può che crollare.

Non avremo più niente di sacro, tranne soldi, potere e sesso. E, guardando stupiti lo sfacelo del nostro mondo, ci domanderemo come siamo arrivati fin qui.
Destiamoci. Non è tardi, non è difficile da capire, non è difficile da vedere. Chi cammina all’indietro senza guardare finisce per cadere.





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