giovedì 5 febbraio 2009

L'OSSESSIONE DEGLI EBREI DI SORVEGLIARE IL PAPA

Renato Farina Il dossier vaticano.

Adesso che le acque paiono essersi calmate( illuso..., ndr) vorrei chiedere umilmente agli intellettuali e ai rabbini ebrei, fratelli maggiori, di rinunciare a tenere perennemente sotto schiaffo Papa Ratzinger. Hanno torto, stavolta sbagliano proprio. Non si può addossare a Benedetto XVI l’errore e persino l’orrore imputabile a uno del suo popolo, fosse pure un vescovo. Non l’ha scelto lui. Gli è capitato. Se lo tiene. Non è lui il padrone della sua testa. Che cosa deve fare? Ri-scomunicarlo perché ha detto bestialità? Riaprire l’Inquisizione? Sarebbe come se gli italiani chiedessero al presidente della Romania di negare la cittadinanza romena agli stupratori. Si dirà: monsignor Richard Williamson è vescovo.
Ma non si può levare l’unzione episcopale, e nel diritto canonico non è prevista la riduzione allo stato laicale o il ripristino della scomunica per un giudizio aberrante, ma che riguarda un fatto storico non un dogma di fede.

Cari fratelli maggiori, ragionate laicamente. Prendetevela duramente con chi ha pronunciato sconcezze: il vescovo Williamson è maggiorenne e vaccinato. La responsabilità è sempre personale. Non si può sempre correre dalla mamma e dal papà chiedendo che punisca il figlio delinquente. Il guaio è che in realtà di Williamson in sé non importa a nessuno di voi che avete reagito alle sue farneticanti dichiarazioni. Anzi sembra quasi cascato a fagiolo per tenere il Papa sotto la lente di ingrandimento, pretendendo di fargli ogni settimana che passa l’esame del sangue per studiarne il Dna e vedere se si è infettato. Non va.

Senza fiducia, senza una mossa di simpatia e di credito reciproco non si costruisce niente, Il rapporto tra fratelli dev’essere libero e sincero, personale e non come se fossimo entità murate in appartenenze piramidali. La Chiesa non è uno Stato di polizia, un Moloch dove ciascuna cellula risponde a un cervello unico come una macchina infernale. Lasciateci essere santi e delinquenti senza tirare sempre in ballo il Papa. Wojtyla ha chiesto perdono per conto di tutti noi sin dal 1986, quando quella domenica di aprile si recò nella sinagoga di Roma. C’ero quel giorno. Chiese perdono. Mi ricordo la sua testa china quando infilò in una fessura del Muro del Pianto la sua preghiera in latino, ed era il 2000. Ora invece qualsiasi cosa accada Ratzinger diventa bersaglio di sospetto. È successo per la preghiera del venerdì santo, dove è stata soppressa la formula “perfidi giudei” ma non si è cessato di domandarne la conversione. La stessa che domandava Gesù nel Vangelo di Luca: «Se non vi convertirete, perirete tutti». Vale per i cristiani, per gli ebrei, per ogni uomo. Non c’era malizia, nessuna proprio. Chi conosce Ratzinger lo sa. Eppure: «I rapporti tra cattolici ed ebrei sono tornati indietro di 50 anni». Poi c’è stata la faccenda della beatificazione di Pio XII. Per rispetto a voi, Ratzinger l’ha rimandata. E ha dovuto sopportare offese cocenti. La fotografia di Papa Pacelli è posta accanto ai sostenitori di Hitler nel luogo della memoria dell’Olocausto a Gerusalemme, e i dirigenti di quel museo non vogliono sentir ragioni, per loro la Chiesa è colpevole e lo è nella persona fisica di Pio XII. Non per questo errore (è uno sbaglio offensivo, le prove delle sue azioni per la salvezza degli ebrei sono indiscutibili per qualunque studioso serio) Ratzinger ha minacciato alcunché. Peraltro non risulta che nessuno tra i rabbini e i grandi intellettuali di Israele abbia domandato una ritrattazione al Museo o almeno un po’ di prudenza. Ora ecco il caso del vescovo Williamson. I fatti sono presto raccontati.

Nega l’Olocausto, o almeno ne ridimensiona incresciosamente le dimensioni. Ma non c’entra nulla questo con il suo essere stato scomunicato prima ed essere vescovo legittimo oggi. Ero ad Ecône quando nel giugno del 1988 l’arcivescovo Marcel Lefebvre ordinò vescovi quattro suoi sacerdoti senza il permesso di Papa Wojtyla. La scomunica fu inevitabile. Essa non fu causata dai contenuti teologici, anche se i dissensi sul Concilio Vaticano II mossero Lefebvre a scegliere la via scismatica. La scomunica fu dovuta alla disobbedienza, al fatto di erigersi una Chiesa a sua propria misura, interpretando se stesso come unico caposaldo della dottrina di Cristo. Lefebvre aveva rifiutato il documento Nostra aetate (che pure aveva sottoscritto a suo tempo), dedicato dal Concilio ai rapporti con l’ebraismo. Un documento che però non contiene dogmi. Da subito Ratzinger iniziò, d’accordo con Giovanni Paolo II, a cercare motivi di comprensione e di riconciliazione, sin da una conferenza in Cile nel luglio dell’88, in cui spiegava che Lefebvre sulla liturgia aveva le sue buone ragioni (la pubblicai senza il suo permesso sul settimanale Il Sabato, e si arrabbiò: la mia traduzione non lo aveva soddisfatto). Poi dopo la morte del fondatore la situazione scismatica era diventata intollerabile per i fedeli che si riconoscevano nelle posizioni tradizionaliste. Finché c’è stata da parte del loro nuovo capo, il vescovo Fellay, l’umile richiesta di essere riammessi. Concessa. L’ultimo pensiero era di esaminarli sulle camere a gas. Del resto pochi tra loro la pensano così. Ma ciò non li fa essere non-cattolici. Così come Marx resta un ebreo anche se ha scritto infamie sulla questione ebraica. Il battesimo è un sigillo che il Papa non può levare per un’opinione sia pure oscena. Il problema a questo punto credo non stia nel Papa e nei cattolici (salvo pochissimi stolti). Non sta lì l’antisemitismo. A furia di cercarlo e di vederlo nelle stanze del Papa dove non c’è, si finirà per non vederlo dove prospera davvero (vedi la sinistra europea). Ratzinger ha detto che chi nega l’Olocausto nega la Croce, il cardinale Giovan Battista Re, che ha firmato il decreto di riammissione dei lefebvriani, ha condannato con energia Williamson. Più di così… P.S. Avevo scritto che le acque si sono calmate. Ed invece c’è la minaccia di una rottura dei rapporti diplomatici tra Israele ed il Vaticano. Sul settimanale tedesco Der Spiegel il ministro israeliano per le questioni religiose, Jizchak Cohen, raccomanda di «interrompere completamente i rapporti con un’istituzione di cui fanno parte negazionisti dell’Olocausto ed antisemiti». Fratelli maggiori, questa sarebbe una decisione gravissima e ingiusta. Avrebbe allora davvero ragione il grande storico Sal Baron, citato da Ariel Toaff, a denunciare «una concezione piagnucolosa della storia ebraica» che domina anche i rapporti personali di molti dirigenti con chi li stima e li ama ma è diverso da loro. Libero, 1 febbraio 2009



Il famoso dossier "segreto" che gira in Vaticano, su tutta la vicenda.

Mons. Williamson è stato intervistato su tematiche religiose (tradizionalismo e VaticanoII) presso il seminario Bavarese della SSXP (in modo tale da poterlo accusare di negazionismo, crimine in Germania) il 1 Novembre 2008, dunque molto prima rispetto ad oggi. Il giornalista Ali Fegan della trasmissione Uppgrad Gransking (Missione Ricerca) gli chiese lumi riguardo un suo discorso che ha avuto luogo in Canada alcuni anni fa ed in cui il Mons. parlava delle camere a gas durante la II guerra mondiale. Tutti noi conosciamo la trappola in cui il Vescovo ha posto se stesso in modo piuttosto ingenuo, forse troppo confidente nell'opportunità di divulgare le sue idee di nicchia sull'olocausto, che in quella di proteggere la Chiesa dalle gravi conseguenze delle sue affermazioni. In ogni caso si è esposto ingenuamente ad un evidente tentativo di condanna di un "vescovo cattolico" per negazionismo in Germania (nella stessa intervista Williamson afferma: "per le cose che dico potreste portarmi in carcere visto che siamo in Germania...mi auguro non sia l'intenzione di questa intervista"). Questa trappola tuttavia è stata preparata anche e soprattutto per Sua Santità Benedetto XVI.

Ma chi ha detto al giornalista della SVT (l'emittente nazionale svedese) che Williamson (un vescovo sconosciuto ai più) aveva parlato di camere a gas in Canada molti anni fa? Se si osserva la trasmissione del 21 gennaio 2009 si troverà che i suggerimenti provenivano da una giornalista francese: tal Fiammetta Venner. Chi è costei? E' una molto nota attivista lesbica francese. Attivista non solo del movimento omossessuale, ma anche di quello abortista, laicista, ateo, ecc. Lavora assieme alla sua compagna Caroline Fourest (si può controllare il loro profilo qui: http://fr.wikipedia.org/wiki/Fiammetta_Venner ; http://fr.wikipedia.org/wiki/Caroline_Fourest). La coppia di lesbiche ha dato alle stampe un nuovo volume a settembre del 2008 (in concomitanza con la visita del Papa in Francia). Titolo del volume: Les Nouveaux Soldats du pape — Légion du Christ, Opus Dei, traditionalistes . Se ne può leggere di più sul sito della coppia: http://nouveauxsoldatsdupape.wordpress.com/ . Nell'intervista la signora Venner accusa la SSPX di connessioni con l'ambiente politico dell'estrema destra francese, un opportuno preambolo alle accuse di fascismo ed antisemitismo verso Williamson.

Ora abbiamo trovato chi ha suggerito la trama. Ma chi la ha guidata in modo da aver pronto il programma fino al momento in cui sarebbe stata annunciata la firma del decreto di rimozione della scomunica dei vescovi della SSPX? Sicuramente qualcuno in Vaticano che ha cercato di colpire il Papa e il suo entourage e di indebolire le ambizioni ad una prelatura personale della SSPX.

Abbiamo dunque un triangolo fra Francia Svezia e Vaticano. Cosa lega la Francia alla Svezia? Un legame molto forte e secolare è quello che lega la Massoneria francese a quella svedese. Il Grande Oriente di Francia ha infatti fondato quello Svedese. Stupisce allora sapere che le signore lesbiche francesi sono assidue conferenziere dei convegni sulla laicità del GOF? No di certo. Ecco i link: http://www.godf.org/actu_detail.asp?num=118 ; http://www.godf.org/actu_detail.asp?num=70 ; http://www.prochoix.org/cgi/blog/index.php/2007/09/26/1746-le-grand-orient-de-france-sinquiete-d-un-possible-recensement-sur-criteres-ethniques-et-religieux. Specifico che www.prochoix.org è il sito web delle giornaliste lesbiche, un sito estremamente proabortista. Non stupirà inoltre che la signora Fourest sia membro della commissione massonica del GODF sulla conservazione della legge 1905: http://www.godf.org/commission1905/commission1905.html

Dunque il legame è evidente. La Svezia è stata utilizzata perchè probabilmente provocata dalla SSPX che ha lanciato recentemente la "crociata del rosario per la ricattolicizzazione della Svezia" ed inoltre per non attirare l'attenzione direttamente sulla Francia. Inoltre gli sparuti membri della SSPX in Svezia (non più di 30) sono invisi a qualcuno per la loro assidua frequentazione di chiese anche protestanti, usate per celebrare secondo il Rito Tridentino.
Nel video viene anche intervistato il Vescovo di Svezia, Anders Arborelius OCD. Costui parla nel video riguardo all'inclusività come principio cristiano opposto a razzismo e intolleranza (di cui sembra accusare la SSPX). In ogni caso nell'agosto 2007 un comunicato di Mons. Arborelius lo mostrò particolarmente favorevole al Motu Proprio Summorum Pontificum.

Chi ha informato quindi gli Svedesi della firma del decreto di rimozione della scomunica da parte del Santo Padre? Possiamo soltanto affermare con certezza che il primo mezzo di informazione a rilasciare questa notizia è stato il blog del giornalista spagnolo Francisco Jose Fernandez de la Cigona. Costui la ha riportata il 17 gennaio, come notizia confidenziale del Cardinal Re: http://blogs.periodistadigital.com/laciguena.php/2009/01/17/noticia-bomba.

Eppure lo stesso giornalista aveva annunciato che il decreto della Pontificia Commissione per i testi legislativi era sulla scrivania del Santo Padre. Lo aveva fatto il 3 Novembre 2008: http://blogs.periodistadigital.com/laciguena.php/2008/11/02/iesta-proximo-a-resolverse-el-problema-l . Le date coincidono: il decreto viene approntato la settimana prima del 3 (da considerare le festività) da Mons. Coccopalmerio. Ciò consente di fare una soffiata ai giornalisti svedesi perchè intervistino Williamson che - coincidenza fortunata - si trova proprio in Baviera (non bisognerà andare in Argentina per scomodarlo). Basta controllare le date dei suoi post sul suo blog personale per rendersi conto che una settimana prima era a Lourdes e quella dopo in Argentina. Infatti a Williamson non è stata chiesta un'intervista con largo anticipo, ma è stata organizzata in concomitanza col suo viaggio in Germania. Poi il 17, tre giorni prima della trasmissione, viene dato l'annuncio che il Papa ha firmato. Il 24 viene pubblicato il decreto. Chi ha dunque tradito il Santo Padre?



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