domenica 21 settembre 2008

DA PADRE ALDO TRENTO

....Da parte mia, non conosco stanchezza nè un orario per rispondervi, per dirvi i miracoli che vedo tutti i giorni. Vi auguro solo di essere semplici e di non avere paura della vostra umanità e non cercate mai i mediocri, gli “intellettuali”, gli “esperti” o i “direttori spirituali” cioè quelli che vi ricevono solo su appuntamento per darvi consigli...cercate uomini veri......

Cari amici,

sono ogni giorno più sorpreso per un popolo che il Signore ha fatto sorgere, dopo quelle povere ma sincere parole dette al Meeting di Rimini, intorno alla mia insignificante persona. Centinaia di e-mail, a cui tento di rispondere e non posso non farlo, perchè ogni lettera è un grido, è una ferita, è l’umano nella sua verità più profonda, più vera, più drammatica. Tutte lettere che non hanno bisogno di risposta, di discorsi, ma di una compagnia umana, la stessa compagnia che Giussani ha fatto a me, che P.Alberto ha fatto a me.




Quella compagnia che non ha bisogno di appuntamenti, di segretarie, di colloqui, ma di un affetto che abbraccia tutto dell’altro nelle 24 ore del giorno. Rileggendo più volte i vostri scritti, o meglio, il vostro grido, rivivo quel dramma terribile e bello di quando Giussani nel Maggio 1989 a Riva del Garda mi disse: “Come sarebbe bello che qualcuno ti facesse compagnia durante i prossimi mesi”. Alzai la testa, sorpreso e pieno di dolore gli dissi: “Ma don Giuss dove incontrerei un prete, un laico, che dicono di avere tanto da fare sempre, disposto a fare compagnia a un depresso?”. Ricordo i suoi occhi pieni di tenerezza e le sue parole: “ebbene ti porto via con me e ti pagherò tutto.” Ma capite, cari amici che soffrite, voi che nelle vostre e-mail piene di dolore, di ferite, di quell’umanità che ognuno, seriamente compromesso con il proprio io, si porta dentro, cosa vuol dire incontrare un uomo che ti dice così?

Dopo il Giuss ho trovato solo P.Alberto di Forlì, oggi in Equador, del quale Giussani ha detto: “è un uomo intelligente e umile”. Ecco io vorrei, e ve lo dico con il cuore in mano, essere per ognuno di voi che soffrite, un po’ come questi uomini, di cui Dio si è servito per fare di me un uomo.

Sento la mia impotenza che offro tutte le mattine, alzandomi alle 4:45 per stare con voi davanti al Santissimo, in Sua compagnia perchè Lui si occupi di ognuno di voi. E poi, tutti abbiamo dei testimoni a cui guardare, piccoli o grandi che siano. Chiediamo la grazia di accorgerci dove sono perchè il clericalismo (invidia, gelosia, schematismo) può fregarci tutti. In particolare guardiamo a Julian Carron, la persona che più vive, sente, ama facendoci vibrare, il carisma di don Giussani. Da subito, come l’ho sentito parlare, ho detto come quelli che ascoltavano Gesù: “questo sì che parla con autorità”. Ricordo bene la prima volta che l’ho sentito: mi sembrava di sentire il Giuss. Ed era il mio cuore a dirmelo, tant’è vero che sono poi tornato a casa come quei due di Emmaus dicendo: “non ci ardeva il cuore mentre parlavamo con Lui?” A lui dobbiamo guardare, perchè non è un “prete”, ma un uomo e solo un uomo può fare compagnia all’uomo. Ed oggi, guardando ad ognuno di voi, sento che non mi cercate perchè sono un “prete”, ma un povero uomo, però uomo, consegnato a Gesù. Nella sofferenza più acuta com’è quella che Pavese definiva “il male del vivere”, Dio mi ha fatto conoscere tutta la mia umanità che per anni mi ha fatto schifo e paura, perchè è terribile scoprirsi quello che di fatto si è, un misto di fango e di grandezza,...però attraverso questa disperazione, ho incontrato una grande compagnia e mi sono affidato completamente.

Dopo quasi 20 anni posso gridare dalla gioia di vivere. Gioia che non ha nulla di emotivo, ma che è la certezza di essere ogni istante scelto da Gesù. Vivo commosso pensando ogni giorno a quell’uomo che a dispetto di mio fratello e di tutti gli esperti e, forse anche di formatori di coscenze, invece di mandarmi al neuro di Feltre mi ha mandato in Paraguay dicendomi: “adesso mi sento sicuro di te”. Ed io incredulo più dell’apostolo Tommaso ho obbedito e guardate cosa Dio sta facendo con questo depresso.

Per questo soffro molto quando leggo o ascolto certi commentari nello scegliere una persona per un lavoro o per qualunque iniziativa. Vedo un abisso fra la posizione di come Giussani mi ha guardato e la maggioranza di coloro che scelgono le persone per un lavoro. Dico sempre: immaginatevi nelle mie condizioni che io avessi presentato il progetto di quello che Dio qui ha fatto a chi di dovere...mi avrebbero messo in manicomio con una ragione in più: “ma tu che già sei schizzato non vorrai mica lasciarti prendere dall’immaginazione facendo un’opera impossibile e che costa milioni di Euro?”

Qualunque persona che mi avesse visto in quelle condizioni avrebbe reagito in questo modo. Ma Dio, una volta in più, ha voluto mostrare che “se ne frega” dei nostri pensieri, dei nostri equilibri, dei nostri progetti. E la mia storia è un’evidenza. Per questo quando mi dicono: “devi riposarti, devi, devi etc...” rispondo: “scusate, ma io non faccio niente, io riposo.

E’ Lui che fa e mi chiede solo di annunciare a quanti incontro ciò che Lui è per me. Io non ho rapporti economici, politici o sociali, ho solo rapporti missionari: comunicare la bellezza di Cristo a tutti”.

Cari amici, desidero per ognuno quell’abbraccio con cui Giussani mi ha fatto rivivere, desidero per tutti voi che mi scrivete, spesso lacerati dal dolore, che possiate incontrare un prete che sia un uomo, o un laico che sia un uomo che accogliendovi come io sono accolto da quando ho incontrato Giussani, vi permetta di scoprire la bellezza drammatica della vita.

Da parte mia, non conosco stanchezza nè un orario per rispondervi, per dirvi i miracoli che vedo tutti i giorni. Vi auguro solo di essere semplici e di non avere paura della vostra umanità e non cercate mai i mediocri, gli “intellettuali”, gli “esperti” o i “direttori spirituali” cioè quelli che vi ricevono solo su appuntamento per darvi consigli...cercate uomini veri.

Non dite: è difficile, perchè tutto dipende dalle domande che uno ha. Domande piccole, risposte piccole, uomini piccoli. Quando uno sta male, cerca il meglio per guarire.

Grazie a tutti per l’amicizia che mi testimoniate.

P.Aldo

Padre Aldo Trento









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