sabato 4 luglio 2009

I GENITORI DI ANDREA ACHILLI SCRIVONO

Amici,
inviamo la lettera che Felice Achilli, insieme ai suoi familiari, ha
pubblicato sul giornale di Lecco, per poter raggiungere tutti coloro che
gli sono stati vicini nell'occasione della morte di Andrea, suo figlio
di 10 anni, avvenuta come penso ognuno di voi sappia, per incidente.
Inaspettata e violenta.
Oltre alla commozione grande che questa lettera suscita anche in chi non
sia loro amico, essa testimonia come la possibilità umana di stare di
fronte a un fatto come questo - che non è diverso da ciò che avviene
frequentemente nelle nostre circostanze professionali - emerga proprio
da una conoscenza nuova, prima che da una posizione etica o religiosa,
che inizia dal riconoscimento del Mistero che è dentro ogni piega
dell'esistenza, fino a poterLo identificare con il volto (buono) di Cristo.

Giorgio e Marco

Egr. direttore,
La ringrazio per l’opportunità che offre a me e alla mia famiglia di ringraziare tutti coloro che ci hanno testimoniato umana vicinanza, in questo momento di dolore indicibile e ineliminabile, per la separazione dal nostro amatissimo ultimo figlio Andrea. E’ infatti per noi impossibile raggiungere ognuno personalmente, come desidereremmo. In questi giorni, misteriosamente segnati per noi non solo dal dolore, ma anche da un’infinita dolcezza, non siamo mai stati soli: né di giorno né di notte, in ospedale prima, a casa poi. Abbiamo percepito di appartenere a un popolo, che vive nel nostro Paese, che ancora riconosce il Mistero di cui è fatta la vita di ogni persona, che “sente” irragionevole considerare la morte come la fine di tutto e percepisce la decisività per la vita della presenza di Dio.
È stato così più facile, per noi, credere alle parole che don Julian Carron ci ha detto nell’omelia: “Non guarderemmo adesso veramente Andrea, se non guardassimo alla totalità della sua vita. E qual è la totalità della sua vita? Non c’è un Andrea che non sia Andrea battezzato e cresimato cioè, un Andrea che è stato legato, per sempre, a Cristo! Non c’è, non c’è un’altra modalità, non c’è un’altra realtà, non c’è un’altra storia, non c’è un altro mondo, non c’è un’altra cosa che può far fuori il fatto che Cristo è risorto. Possiamo sentirlo vicino o lontano, possiamo far prevalere adesso il dolore e lo sconforto, ma la nostra fede non è un sentimento, la nostra fede è una conoscenza nuova”.
In questi giorni stiamo scoprendo un Andrea sconosciuto, con un desiderio infinito, una passione per le cose e le persone, sorprendenti per un bambino della sua età. Sono arrivate persone che lo avevano conosciuto, magari per poche ore o giorni.
Così anche noi abbiamo dovuto riconoscere (ri-conoscere) il fatto: Cristo l’ha afferrato per compiere il desiderio più segreto, più nascosto del suo cuore, il misterioso cuore del nostro amatissimo Andrea, che certamente riabbracceremo, anche se non sappiamo quando.
Non è vero che “Dio dà e Dio toglie”, Dio ci ha donato Andrea e ha poi compiuto il suo desiderio più vero, ciò che abbiamo visto e udito in questi giorni ce lo dimostra.
Per questo vogliamo ringraziare tutti.
Felice e Daniela, Federica, Chiara e Pietro Achilli
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