lunedì 6 agosto 2007

LA RICCHEZZA SE NON E' CONDIVISA COMPROMETTE LA SALVEZZA DELL'UOMO

BENEDETTO XVI ALL'ANGELUS

05/08/2007 - 16:40 - La ricchezza non salva l’uomo: anzi, se non è condivisa con gli altri, ne compromette la salvezza. E’ quanto ha detto oggi Benedetto XVI all’Angelus a Castel Gandolfo, in una splendida giornata di sole.

Partendo dalle letture bibliche proposte dalla XVIII Domenica del Tempo Ordinario, il Papa ha ricordato quale debba essere il nostro rapporto con i beni materiali, che vanno condivisi con gli altri, in particolare con i più poveri: “La ricchezza, pur essendo in se un bene, non va considerata un bene assoluto. Soprattutto non assicura la salvezza, anzi potrebbe persino comprometterla seriamente”. E proprio da questo rischio Gesù mette in guardia i suoi discepoli: “E’ saggezza e virtù non attaccare il cuore ai beni di questo mondo, perché tutto passa, tutto può finire bruscamente. Il tesoro vero che dobbiamo ricercare senza sosta per noi cristiani sta nelle ‘cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra del Padre’”.


A volgere lo sguardo verso il Cielo – ha aggiunto il Papa - ci invita la Solennità della Trasfigurazione del Signore, che celebreremo domani. “Nel racconto evangelico della Trasfigurazione sul monte, ci è dato un segno premonitore, che ci permette di dare un fugace sguardo nel regno dei santi dove anche noi, al termine della nostra esistenza terrena, potremo partecipare alla gloria di Cristo, che sarà completa, totale e definitiva. Allora – ha affermato il Pontefice - tutto l'universo sarà trasfigurato e si compirà finalmente il disegno divino della salvezza”. Il Papa ha quindi ricordato che proprio nella solennità della Trasfigurazione, era il 1978, Paolo VI "fu chiamato ad entrare nella casa del Padre celeste", e ha aggiunto: “Il suo ricordo ci sia d’invito a guardare verso l’Alto ed a servire fedelmente il Signore e la Chiesa, come lui ha fatto in anni non facili del secolo scorso”.

Infine, il Papa ha rivolto il suo pensiero ai responsabili e ai fedeli della Chiesa Ortodossa Romena, a pochi giorni dalla scomparsa del Patriarca Teoctist. Alle solenni esequie, che hanno avuto luogo venerdì scorso nella Cattedrale patriarcale di Bucarest, Benedetto XVI ha inviato come suo rappresentante il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, con un’apposita delegazione: “Mi è caro ricordare con stima ed affetto - ha detto il Papa - questa nobile figura di Pastore, che ha amato la sua Chiesa e ha dato un positivo contributo alle relazioni tra cattolici ed ortodossi, incoraggiando costantemente la Commissione Mista Internazionale per il Dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme”. “Chiare testimonianze del suo impegno ecumenico” – ha proseguito il Santo Padre - sono anche le due visite che il Patriarca Teoctist ha reso a Giovanni Paolo II e l’accoglienza che, a sua volta, il Patriarca ha riservato a Papa Wojtyla nello “storico suo pellegrinaggio in Romania del 1999”. “’Eterna sia la sua memoria”, così – ha detto Benedetto XVI - la tradizione liturgica ortodossa chiude il servizio funebre di quanti si addormentano nel Signore. Facciamo nostra questa invocazione - ha concluso il Papa - chiedendo al Signore che accolga questo nostro Fratello nel suo regno di luce infinita e gli conceda il riposo e la pace promessi ai fedeli servitori del Vangelo”. (Fonte: Radio Vaticana)



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