mercoledì 13 giugno 2007

LA DENUNCIA DI LORD WINSTON'STAR DELLA FECONDAZIONE IN VITRO


di William Ward
Tratto da IL FOGLIO del 6 giugno 2007
“Uno dei massimi problemi che dobbiamo affrontare noi che ci occupiamo di fertilità in Gran Bretagna, è che la fecondazione in vitro è diventata una immensa industria commerciale. E’ molto facile sfruttare la povera gente se hai la tecnologia che loro desiderano, anche se spesso non funziona”.


Londra. “Molti cosiddetti esperti della fertilità in Inghilterra fanno bassa cucina, non scienza, perché non capiscono quello che stanno facendo. E perseverano, pienamente coscienti della loro ignoranza.

A rimetterci, ovviamente, sono le coppie ansiose di avere un figlio a ogni costo. Molte delle cliniche britanniche che offrono servizi di fertilità sparano cifre assurde, derubano persone vulnerabili e disperate: sono avide e corrotte”. A rendere singolare questa dura denuncia contro la florida industria britannica dei bambini in provetta, di gran lunga la più importante in Europa, non è un esponente dei movimenti pro-life e contrari alla manipolazione tecnologica. Trattasi invece di Lord Robert Winston, il medico più famoso e mediatico del Regno Unito, amico personale di Tony Blair, che lo ha voluto baronetto, nonché “padre” carismatico e materiale dell’industria britannica della fecondazione in vitro. E’ lui, più di chiunque altro negli ultimi trent’anni, ad aver offerto alle coppie inglesi la possibilità di fare bimbi in provetta.

Quello di Winston, consegnato alla cronaca del Guardian di due giorni fa, suona quindi come un clamoroso, sebbene parziale (il medico non ha rinunziato alla provetta) mea culpa. Ma la sua denuncia ha avuto una forte eco, proprio perché proviene da un personaggio noto e stimato dal grande pubblico, beniamino dei media liberal, laicisti e scientisti. Come, per capirsi, in Italia avviene soltanto per una Rita Levi Montalcini o un Umberto Veronesi. Quando non indossa il camice bianco di Professor of Fertility Studies al prestigioso University College (seconda università, dopo Cambridge, per i suoi successi nel campo delle scienze), o nel suo studio all’Hammersmith Hospital a Londra, dove riceve i pazienti, Lord Winston presenta, alla Bbc, serie scientifiche e para-scientifiche di grande successo, alcune delle quali hanno fatto epoca, come “The Human Body” e “Super Human”. A Lord Winston, faccia simpatica e baffuta, non fa paura una certa fama di tuttologo disposto a qualsiasi amena trovata spettacolare. Una recente trasmissione lo vedeva impegnato, per quasi un’ora, nel tentativo (vano) di imparare a suonare il sassofono, un suo “sogno da bambino”. E però Lord Winston (nato in una famiglia di origini ebraiche e, per sua ammissione, “non grande credente”) non si è tirato indietro quando si è trattato di litigare sull’esistenza di Dio con i Richard Dawkins di turno.
Questa volta, però, la sua serissima sortita ha lasciato di stucco parecchi. L’ha fatta dal palcoscenico del Literary Festival sponsorizzato dal Guardian che si svolge ogni anno ad Hay, delizioso luogo di campagna celebre per i negozi di libri e per la qualità degli ospiti intellettuali e politici, tutti rigorosamente di tendenza liberal. L’anno scorso, un ruffianesco Bill Clinton aveva definito la kermesse letteraria di Hay una “Woodstock of the mind”, lusingando così un pubblico che più radical chic non si può. Ed è lì che Lord Winston ha sganciato la bomba: “Uno dei massimi problemi che dobbiamo affrontare noi che ci occupiamo di fertilità in Gran Bretagna, è che la fecondazione in vitro è diventata una immensa industria commerciale. E’ molto facile sfruttare la povera gente se hai la tecnologia che loro desiderano, anche se spesso non funziona”. Nel Regno Unito esistono ottantacinque cliniche ufficiali della fertilità, con un volume d’affari di ottocento milioni di euro l’anno. Secondo la Hfea, l’Authority che vigila sul settore, nel 2004 oltre trentamila pazienti si sono sottoposte a un totale di quarantamila cicli di trattamento, per una media di dodicimila euro a ciclo. Per Winston, però, molte di queste cliniche offrono servizi fasulli, come quella tecnica che visualizzerebbe con la fluorescenza i “difetti” cromosomici dell’embrione: “Anche la versione più avanzata di questa tecnica riesce a filtrare solo una piccolissima parte del genoma di un embrione, quindi è praticamente inutile. Ma questa tecnica viene venduta per duemila euro ai pazienti, che si sentono dire: ‘I vostri cromosomi vanno bene, quell’embrione può essere trasferito’”. Winston ha poi criticato la Hfea, perché non difende gli interessi delle donne: “L’Authority ha lavorato in modo pessimo. Non fa nulla per prevenire lo sfruttamento delle donne, non dà informazioni utili alle coppie, non mette nessun limite al numero o alla natura dei test poco scientifici offerti, non fa nulla per bloccare il processo pernicioso della scelta del sesso del nascituro”. Imbarazzata la risposta della Hfea: “Per quanto ne sappiamo, tutte le cliniche britanniche seguono le regole, e ogni paziente ha l’accesso a tutte le possibili informazioni”. Ma c’è chi giura che la denuncia di Lord Winston non passerà senza lasciare segni.

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