lunedì 21 maggio 2007

QUELL'EMBRIONE E' UNA BESTIA



"OCCHIO CON LA CLONAZIONE
RISCHIAMO GROSSO!!!
NON PIU' UNO MA DUE PRODI
NON ESAGERIAMO!!
La clonazione si dobbiamo temerla forse
meno la fobia dell'handicap!!! "


Giuliano Ferrara
Londra dà il via alla creazione di ibridi, nulla è più una chimera



Via libera dal governo inglese alla creazione degli ibridi, gli embrioni per il 99 per cento umani e per l’altro un per cento formati da materiale genetico animale. “Non bloccheremo la ricerca” ha detto sopraffatta dall’entusiasmo il ministro della Sanità, Caroline Flint.

Secondo Jeff McMahan dell’Università di Oxford, la manipolazione chimerica deve proseguire perché “l’antropocentrismo è morto”.
Dopo la selezione del sesso del figlio in vitro, dopo il cannibalismo terapeutico, dopo il “bebè farmaco”, Londra supera l’ultimo Rubicone del suo delirio biologico.

Nella tentazione ominide dell’uomo transgenico ci sono molti modi per chiamare gli ibridi: “parahumans”, “animalhuman”, o anche “geep”, l’embrione metà capra metà uomo. L’avventura scientista, che qui ha il volto di un pandemonio straziante, è tale da aver spinto anche Jeremy Rifkin ad affermare che “con la tecnologia chimerica gli scienziati hanno il potere di riscrivere la saga evoluzionistica”. Lo scienziato Panayiotis Zavos è andato oltre capre e buoi, creando un embrione con materiale genetico di una donna viva e di un cadavere di uomo.

E proseguono le ricerche sull’utero artificiale. Dal meraviglioso mondo della fabbricazione genetica si è tirato fuori un grande esperto di ibridi come Stuart Newman, che ha abiurato vent’anni di ricerche davanti al Congresso americano: “Così si spalanca la porta alla produzione sperimentale sugli esseri umani”. Trasformando le tube di Falloppio nelle “fogne degli incubi concepiti in laboratorio”.
Il Foglio 18 maggio 2007



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