domenica 30 dicembre 2007

LA SPAGNA IN PIAZZA PER DIFENDERE LA FAMIGLIA CRISTIANA

Cattolici in campo • Kiko Argüello: se si dissolve questo istituto è in gioco il futuro dell’umanitàdi Pier Luigi Fornari

Tratto da AVVENIRE del 29 dicembre 2007

«Bisogna promuovere un risveglio della fa­miglia cristiana in tutta Europa. La grande celebra­zione che si terrà domani a Madrid a Plaza de Colón, in occasione del­la Festa della sacra Famiglia, ha questo significato», spiega Kiko Argüello che insieme a Carmen Hernández è iniziatore del Cam­mino Neocatecumenale.



Dopo l’apporto dato al Family Day italia­no, si è esposto in prima persona per promuovere il grande raduno madrileno por la familia Cristiana, che si terrà domani. «A plaza de Colón – aggiunge – saranno pre­senti anche famiglie di Berlino per chiedere un aiuto. Perciò forse do­vremo organizzare nuovi incontri in altre grandi metropoli europee, Berlino, Vienna... L’evento di Ma­drid, comunque, sarà una luce per un’Europa, soprattutto del Nord nella quale la famiglia sembra scomparire. Farà presente la bel­lezza del matrimonio cristiano, del dono dei figli. Inoltre sarà impor­tantissimo l’aiuto che ci verrà dal­la liturgia della Parola, dall’omelia del cardinale Antonio María Rou­co Varela e soprattutto dal messag­gio che Benedetto XVI invierà per televisione».

Il quotidiano governativo «El Pais» l’ha definita «il grande mobilitato­re delle masse del cattolicesimo contemporaneo». Com’è nata l’i­dea di questo grande raduno di Madrid?

La verità è che la preparazione del­la grande celebrazione della paro­la di domenica, Festa della Sacra famiglia, in Plaza de Colón, è stata caratterizzata fin dall’inizio da una grande comunione di tutte le realtà ecclesiali spagnole. Abbiamo pre­sentato l’idea al cardinale Rouco Varela, che l’ha assunta come ini­ziativa dell’arcidiocesi di Madrid. Parteciperanno i cardinali spagnoli e circa 50 vescovi, con il presiden­te della Conferenza episcopale spagnola Ricardo Blázquez. Fare­mo un grande celebrazione della Parola, preceduta da testimonian­ze di coniugi, giovani e anziani e di alcuni esponenti delle realtà orga­nizzatrici, tra gli altri Andrea Ric­cardi di Sant’Egidio, Julián Carrón di Cl, e un messaggio di Chiara Lu­bich. Anch’io farò un intervento. Poi, prima che inizi la celebrazio­ne, Benedetto XVI, durante l’An­gelus da Roma, si rivolgerà attra­verso i maxischermi televisivi ai partecipanti. Credo che sia il primo intervento in diretta del Santo Pa­dre in un grande raduno che si svolge all’estero.

Anche la preparazione è stata ca­ratterizzata da questo clima?
Il Cardinale Rouco ha mandato una bellissima lettera a tutti i par­roci perché permettessero che fa­miglie con figli, domenica 23 ed il giorno di Natale, andassero a portare la loro testimonianza do­po le messe.


L’incontro si segnala per una spe­cifica attenzione al messaggio cri­stiano sulla famiglia
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Infatti il motto dell’incontro è pro­prio questo: «Per la famiglia cri­stiana ».

Non a caso domenica si ce­lebra il venticinquennale del gior­no in cui Giovanni Paolo II, nella stessa piazza, lanciò un messaggio alla Spagna e a tutta l’Europa, am­monendo che il futuro dell’uma­nità passa attraverso la famiglia cri­stiana. La celebrazione inizierà, tra l’altro, con una processione delle famiglie missionarie di Madrid che porteranno la Madonna dell’Al­mudena sul palco.

Com’è in Spagna la situazione del­la famiglia?

È stata molto attaccata. La istitu­zione del matrimonio tra omoses­suali ha stravolto il concetto di fa­miglia. Poi il cosiddetto divorzio «express», in 6 mesi, come hanno scritto i giornali, ha fulminato ben 90 mila famiglie. I divorzi sono au­mentati del 75%. Per non parlare poi dei contenuti della cosiddetta educazione alla cittadinanza. Ma è un problema di tutta l’Europa. In Germania il cancelliere Angela Merkel ha dovuto far ritirare i ma­nuali di educazione sessuale diffu­si nelle scuole di fronte alle prote­ste dei genitori.

Quale aiuto può dare il richiamo ai contenuti cristiani in questa si­tuazione?

Il problema è che manca una for­mazione cristiana profonda e di fronte alla pressione dell’ambien­te le famiglie vanno in crisi. Dato che un gran numero di coniugi che stanno loro accanto divorziano, sembra che questa sia una ten­denza inevitabile. Il mondo oggi è completamente disorientato, è co­me un transatlantico nell’oceano che non va da nessuna parte. Non c’è nessuna risposta alla sofferen­za, allora la risposta è il suicidio, la legalizzazione dell’eutanasia.
Di fronte a questa situazione noi dob­biamo dire con forza che non è ve­ro che la nostra vita non va da nes­suna parte. Questa «nave» va verso la Gerusalemme celeste.

Ma che effetto ha questo disorien­tamento sulla famiglia?

Se si dissolve la famiglia cristiana le conseguenze più gravi ricadono sui giovani. È in gioco il futuro dell’u­manità.
Solo la famiglia cristiana dà ai giovani un’identità profonda, la certezza che sono stati creati per amore, per volontà di Dio. Nasco­no dall’unione dei loro genitori (due in una sola carne). Del resto i figli, anche fisicamente, nei loro ca­ratteri somatici, fanno presente la loro unione. La famiglia cristiana dà ai giovani anche una morale e u­na fede. E più importante di tutto, conferisce loro un destino eterno. Se tutto questo viene distrutto, ven­gono distrutte le basi fondamenta­li della società.

È quello che sta avvenendo nel Nord Europa?

Infatti gli Stati sono preoccupati per l’enorme quantità di gente che vi­ve sola, con conseguenti indici al­tissimi di alcolismo e di suicidio. Ma questa situazione si sta diffon­dendo a grande velocità in Spagna, in Italia... Per questo è necessario e urgente riscoprire il valore della famiglia cristiana.



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