mercoledì 7 marzo 2007

C'E' UN MENU' DIVERSO PER GLI ISLAMICI E NON PER NOI


"Mi sembra bello segnalare questo articolo.
I genitori si sono ribellati! Chissa' se si sono ribellati per il menu' o perche' per la prima volta si sono accorti che nella nostra cara Italia sono piu' gli stranieri a far rispettare i loro dettami alimentari?.
Forse dobbiamo fare un esame di coscienza!
Senza gli islamici ci saremmo accorti?
Abbiamo proprio necessita' di riprendere le nostre radici...

Ritengo sia necessario ricominciare a trasmettere ai nostri figli i nostri valori senza vergognarci ma fieri di poter trasmettere le nostre tradizioni.
Siamo un popolo Cristiano.
Ogni nostro paese e' segnalato da un campanile e un tempo le campane ritmavano le giornate.
Ogni rintocco ha un suo significato.
C'e' il suono che richiama al dolore di un morto.
C'e' il suono che avvisa che siamo a meta' della giornata (12)ci richiama a fermarci e recitare l'ANGELUS ...
Facciamo ascoltare questi suoni ai nostri bimbi!
Facciamo notare le strutture dei nostri paesi,
delle nostre citta', dei nostri ospedali, dei nostri nidi, delle scuole materne..
Tutto ci richiama alle nostre radici.
Quante opere i nostri padri ci hanno lasciato per indicarci la vera via.
Siamo di Cristo apparteniamo a LUI
E' questa radice cristiana che ci permette di abbracciare ancora gli altri che ancora ci aiuta a gridare SI alla vita.
Ma cosa sara' dei nostri figli se non trasmettiamo le ricchezze che i nostri genitori hanno trasmesso a noi.
Quanti ancora ricordano la recita del rosario ,la sera,insieme ai vicini!
Lo ricordano con nostalgia.
Magari ci si distraeva,si disturbava,ma piano piano in noi si e' creato un tessuto diverso.
Ora spesso ci vergognamo,preferiamo mostrarci "moderni" cioe' "autonomi"
Riteniamo che ormai fanno parte di riti passati che non possono far parte della nostra vita.
Cosi' lentamente ci allontaniamo,rincorriamo chimere,per trovarci poi soli quando la realta' ,che e' testarda,ci fa sbattere contro il nostro limite.
Tutti i valori che i nostri padri ci hanmno trasmesso lentamente senza che ce ne accorgiamo stanno allontanandosi dalla nostra vita.
Forse proprio grazie alla presenza di culture diverse rientra in noi la domanda.
CHI SIAMO? chi siamo noi? a chi apparteniamo? qual'e' la nostra cultura?
Cosa vogliamo dalla nostra vita? Cosa vogliamo trasmettere ai nostri figli?
Solo cosi' sara' possibile non temere piu' l'incontro con il diverso.
Ma chi e' il diverso?
Recuperando le nostre tradizioni ci accorgeremo che in CRISTO non c'e' diverso.
Cristo puo' permetterci questa unita'
Solo cosi' sapremo accogliere ogni vita come un dono.
Diverso da chi?
In Cristo e con Cristo c'e' posto per tutti "Malati,anziani,Down,spina bifida sla....
..."Dio attraverso suo figlio ha permesso che l'uomo possa decidere di riconcialiarsi con LUI.
Ha dato all'uomo la possibilita' di vivere la realta' tutta dentro un positivo.
L'articolo che riporto parla del venerdi' di quaresima.
Forse abbiamo bisogno di riprendere il venerdi' di tutto l'anno .
Un giorno alla settimana ci aiuterebbe,ci sarebbe di richiamo e sarebbe anche di testimonianza di una nostra appartenenza.
Penso che gli stessi islamici ci rispetterebbero di piu'.
Aiutiamo i nostri figli a possedere sempre di piu' una chiave di lettura e soprattutto cerchiamo questa chiave per noi per poter vivere meglio tutto il nostro quotidiano."
ARTICOLO
«C’è il menù diverso per gli islamici e non per noi. Non c’è rispetto della nostra fede»

di Marino Smiderle – IL GIORNALE 5 MARZO 2007
da Treviso


Venerdì scorso i bambini si sono trovati nei piatti uno spezzatino di manzo. Nei prossimi venerdì pre-pasquali previste pietanze a base di tacchino e pollo Carne agli alunni in Quaresima, scuola in rivolta Nel Trevigiano i genitori degli scolari di una media si ribellano: «C’è il menù diverso per gli islamici e non per noi. Non c’è rispetto della nostra fede»
di Marino Smiderle – IL GIORNALE 5 MARZO 2007
da Treviso

Rispetto massimo per la religione musulmana, ci mancherebbe, con tanto di scrupoli sulla realizzazione del presepe nelle scuole. Per non parlare della mensa scolastica, che prevede un’apposita casella da barrare per evitare di incappare in una fettina di prosciutto o in una costata di maiale. Poi succede, come è successo venerdì scorso, primo venerdì di Quaresima, che alla maggioranza cattolica degli alunni della scuola media di Ponzano Veneto (in provincia di Treviso) venga servito un succulento piatto di spezzatino di manzo con polenta, senza che nessuno abbia fatto un plissé.
Due pesi e due misure, insomma. Perché se ai musulmani viene usata l’accortezza di preparare un menù adeguato con i dettami alimentari del Corano, per i cattolici simili premure non sono neanche ipotizzate. D’accordo, la laicità dovrebbe essere il principio guida delle scuole di Stato, per quanto un crocifisso o un presepe, ormai simboli laici di una tradizione consolidata, non dovrebbero neanche essere presi in considerazione quali possibili oggetti del contendere. Ma se ognuno è libero, ci mancherebbe, di praticare e rispettare i precetti della propria religione, qualsiasi essa sia, forse non sarebbe male ricordare che in Quaresima i cattolici dovrebbero mangiare di magro, ovvero niente carne.
I genitori degli alunni della scuola media trevigiana non l’hanno presa bene. Non è questione di integralismo, dicono, ma questione di rispetto per il proprio credo religioso. «Mi hanno telefonato diversi genitori - ha confermato al Gazzettino Stefano Lecca, membro del comitato mensa della scuola - ma penso che molti altri sono sul punto di fare altrettanto. Tutti hanno fatto il medesimo ragionamento: facciamo di tutto per preparare menù speciali per i bambini di fede musulmana e poi ai nostri figli diamo da magiare la carne durante i venerdì di Quaresima. Facile immaginare che le famiglie siano infastidite».
Più che infastidite, le famiglie di Ponzano sono imbufalite. E qualcuno ha messo sul banco degli imputati la ditta che si occupa del servizio mensa, la Trevigi Ristorazione di Vidor (in provincia di Treviso). All’inizio dell’anno è proprio il gestore della mensa che si occupa della compilazione dei menù, dopo aver consultato le Unità sanitarie locali e il dietologo. «Il regolamento - osserva Lecca - prevede che possano essere predisposti menù speciali, in considerazioni di possibili allergie alimentari e, appunto, di prescrizione dei rispettivi credi religiosi».
Il punto è che le istituzioni italiane, in questo caso la scuola, quando prevedono queste alternative hanno in mente gli «altri», quelli cioè che hanno diverse culture, diverse religioni, diverse tradizioni. Ma diverse da che, se poi sparisce addirittura la possibilità di tutelare le legittime usanze della maggioranza?
Forse ai cattolici converrebbe chiedere di essere declassati alla categoria «altri», visto che il menù della scuola media di Ponzano Veneto prevede carne anche per i prossimi venerdì di Quaresima. Per la precisione, venerdì 16 marzo la Trevigi Ristorazione, sulla cui qualità dei pasti nessuno ha mai avuto da ridire, ha messo tra i secondi la fesa di tacchino, mentre venerdì 23 ci sarà coscia di pollo. «Solo per fine mese - concede Lecca - si è pensato di mettere pesce, ma credo che dipenda dalle esigenze di variare, piuttosto che da motivi religiosi».
Dalla scuola, al momento, non giungono reazioni particolari, anche perché non c’è ancora stato il tempo, per i genitori, di inoltrare protesta formale. Per ora si è trattato di un tam tam, di qualche telefonata inviperita ai rappresentanti del comitato mensa. Considerata la levata di scudi, però, è facile supporre che nei prossimi giorni ci sarà una riunione tra autorità scolastiche e rappresentanti dei genitori per stabilire almeno una parità di trattamento tra cattolici e musulmani




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