mercoledì 11 marzo 2009

EDITORIALE CORRIERE DELLA SERA 3/ 03 /2009

.....Infatti, conclude Giussani, “se fosse accaduto, questa strada sarebbe l’unica… perché l’avrebbe tracciata Dio”.Cosicché “tutto si riduce a rispondere alla domanda: chi è Gesù?”. E’ lui infatti l’unico che abbia avanzato tale inaudita pretesa nella storia. E, per il solo fatto che questa notizia si propaga da duemila anni e ci ha raggiunto, non c’è niente di più importante che verificarne la fondatezza.Verifica che – ripeteva Giussani – è possibile fare solo mettendosi totalmente in gioco, con la propria stessa vita. “Vieni e vedi”. E’ l’avventura che un grande intellettuale, Agostino d’Ippona, ha vissuto e ha raccontato nelle “Confessioni”......



DAL BLOG DI ANTONIO SOCCI

Corriere del tramonto
In un editoriale sul Corriere della sera (15/2), intitolato “Una stagione al tramonto”, Ernesto Galli della Loggia ha tirato le somme, un po’ sconsolatamente, del dialogo fra laici e cattolici. Lo storico, che ironizza su certi prelati smaniosi di “mettersi in mostra”, segnala invece come interessante e promettente per i laici – ma purtroppo interrotto – il dialogo con alcuni “giovani intellettuali, quasi sempre cresciuti nei movimenti” e con quegli stessi movimenti, specialmente Comunione e liberazione.



Galli attribuisce al loro “radicalismo” e alla loro repentina “perdita di interesse” per gli interlocutori laici, la sospensione del dialogo.
Tale ripartizione di responsabilità è un po’ unilaterale.
Tuttavia Galli sembra nostalgico di quella stagione e forse rappresenta pure lo stato d’animo di una schiera di laici, diversi l’uno dall’altro (penso a Paolo Mieli, Pier Luigi Battista, Giuliano Ferrara), ma tutti uniti dall’essere usciti dal vecchio anticlericalismo e dall’aver “incontrato” CL.
Resta però un deficit di riflessione laica sul fenomeno CL che, fra l’altro, ha dei connotati pressoché unici: rappresenta una realtà culturale cattolica che interessa e attrae anche l’intelligentsia laica, che incide nel dibattito pubblico e nella vita sociale, che è pure una realtà di popolo, una viva comunità ecclesiale e che è profondamente radicata nell’ortodossia cattolica (e, si potrebbe aggiungere, nella devozione al papato).
Infine ha una proiezione mondiale che va dal Brasile alla Russia, dagli Stati Uniti all’Africa. Non varrebbe la pena fare i conti con l’origine di una simile “stranezza”, ossia don Luigi Giussani?

Una notizia

“Se c’è un delitto che una religione può compiere è quello di dire: ‘io sono l’unica strada’ ”.
E’ una frase sorprendente di don Giussani che, subito dopo, ancor più sorprendentemente, aggiungeva: “E’ esattamente ciò che pretende il cristianesimo”.
Quale conclusione trarne? Che Giussani giudicava “delittuoso” il cristianesimo? Non siate frettolosi.

Da vero maestro di razionalità egli spalanca un orizzonte affascinante. Dice infatti: “Non è ingiusto sentirsi ripugnare di fronte a tale affermazione (che, cioè, una religione si ponga come ‘unica strada’, nda). Ingiusto sarebbe non domandarsi il motivo di tale pretesa”.
Così – spiega Massimo Camisasca nel volume “Don Giussani”, appena uscito – il sacerdote lombardo “ci invita a porre la domanda adeguata: non dobbiamo chiederci che cosa sia giusto o ingiusto, ma che cosa sia accaduto”.Ovvero, è possibile che Dio si sia davvero incarnato e sia diventato una compagnia permanente per l’uomo?
Infatti, conclude Giussani, “se fosse accaduto, questa strada sarebbe l’unica… perché l’avrebbe tracciata Dio”.Cosicché “tutto si riduce a rispondere alla domanda: chi è Gesù?”. E’ lui infatti l’unico che abbia avanzato tale inaudita pretesa nella storia. E, per il solo fatto che questa notizia si propaga da duemila anni e ci ha raggiunto, non c’è niente di più importante che verificarne la fondatezza.Verifica che – ripeteva Giussani – è possibile fare solo mettendosi totalmente in gioco, con la propria stessa vita. “Vieni e vedi”. E’ l’avventura che un grande intellettuale, Agostino d’Ippona, ha vissuto e ha raccontato nelle “Confessioni”.

Sentieri interrotti?

Un acuto intellettuale laico di oggi, presentando nel 2001 proprio un libro di Giussani, fissava lo sguardo su Gesù, nell’episodio evangelico dell’adultera perdonata, e osservava: “Se Dio esiste, se esiste una rivelazione, è impossibile che non sia questa. Solo qui c’è questa commossa solidarietà con l’umano. Si può non credere, ma tutto questo è incomparabile”.


L’intellettuale che pronunciava queste parole, profonde e toccanti, era Ernesto Galli Della Loggia. Sarebbe bello riprendere il dialogo da qui. Perché qui sta anche il vertice della cultura occidentale.

Nessun commento: