lunedì 10 marzo 2008

LAURA GAZZANIGA CI RACCONTA UNA SUA ESPERIENZA SCOLASTICA


Cara Tiziana,

ti racconto una delle mie esperienze a scuola. Un' esperienza, che ha dell'incredibile.

Quattro anni fa avevo una seconda media vivacissima, abbastanza maleducata, distraibile, poco motivata, caotica.

E’ stata inserita in classe una ragazza di 16 anni, che chiamo Maria, con una malattia degenerativa nervosa, proveniente da un’altra scuola media dalla quale i genitori l’avevano tolta, poiché passava tutto il suo tempo scolastico fuori dalla classe in un aula sola con la sua insegnante di sostegno. Era ormai in grado di tenere solo nella mano una matita.

Noi abbiamo deciso di tenerla invece sempre in classe, esclusi i momenti in cui si notava il suo desiderio di uscire o per seguire il suo PEI altamente differienziato: un obiettivo era ad esempio :lavarsi le mani da sola.

Maria era proprio brutta di aspetto: tutta piegata per una grossa gobba nella parte sinistra del corpo, e sproporzionata tra tronco e arti, un viso con denti sporgenti e bava continua, (chiedo scusa a Maria, ma faccio questa descrizione per far capire cosa è successo)

La sua presenza ha letteralmente cambiato la classe: dopo un anno tutti i ragazzi erano trasformati: tranquilli, ordinati, attenti, partecipi.

Il comportamento di noi insegnanti nei suoi confronti era di attenzione e di ascolto dei suoi bisogni: quando non c’erano né l’insegnante di sostegno, né l’assistente educatrice, la prendevo per mano e me la tenevo vicino sia quando spiegavo alla lavegna, sia quando correggevo gli esercizi della classe. La coinvolgevo nei miei atti spiegandole ad alta voce quello che stavo facendo e la classe, credimi, rimaneva zitta per non disturbare.
Quando giravo per i banchi con lei per controllare l’esecuzione dei compiti e magari lei prendeva un quaderno dei compagni e lo buttava involontariamente per terra, i ragazzi non facevano la minima reazione, ma la salutavano e lo raccoglievano, continuando poi a lavorare in silenzio.

Anche i ragazzi erano coinvolti: dopo poco tempo avevano imparato ad offririsi spontaneamente per starle fisicamente vicino e a farle compagnia . E quando non era presente a scuola erano preoccupati per la sua salute.
Nulla in classe avveniva se non dopo aver pensato a Maria.

Il giovedì era giorno di mercato vicino alla scuola. Maria usciva con la sua insegnante. Tutti la conoscevano e le regalavano mele e caramelle, che poi portava in classe e distribuiva ai compagni.

Ecco questa è la mia testimonianza di un fatto : un cambiamento nato dal mistero della diversità, che ha stupito e commosso tutti noi adulti. Ora attraverso la scuola di comunità riesco a dire: ecco un fatto eccezionale che ha creato stupore e che mi ha fatto dire : chi è costui? Io la risposta ce l'ho.
Ciao, grazie ancora perchè con il tuo blog mi fai riflettere e mi stimoli in continuazione.

Un bacio a Giò e un abbraccio a te.

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