lunedì 8 ottobre 2007

NON C'E' PACE SENZA LIBERTA' RELIGIOSA


Monsignor Mamberti all'Onu:

''Il rispetto della liberta' religiosa - ha sottolineato - deve smascherare la pretesa di certi terroristi di giustificare le loro ingiustificabili azioni su basi religiose''

CITTA’ DEL VATICANO - ''Non puo' esserci pace senza comprensione e cooperazione tra le religioni. Non puo' esserci comprensione e cooperazione tra le religioni senza la liberta' religiosa''. E' quanto ha affermato il 'ministro degli Esteri' vaticano, Monsignor Dominique Mamberti, intervenendo a New York alla 62/a assemblea generale dell'Onu sul dialogo interreligioso e interculturale e la cooperazione per la pace.

Ricordando in particolare le affermazioni dei capi religiosi riuniti negli ultimi due decenni negli incontri interreligiosi voluti da Giovanni Paolo II ad Assisi, Mamberti ha sottolineato che la violenza in nome della religione ''e' un'offesa contro Dio'', cosi' come ''la violenza e il terrorismo sono incompatibili con l'autentica religione''.

''La religione e' essenzialmente un messaggero di pace - ha detto il segretario per i rapporti con gli Stati -. L'uso della violenza non puo' essere attribuito alla religione in quanto tale, ma alle limitazioni culturali nelle quali le religioni sono vissute e si sono sviluppate''.

Secondo il rappresentante della Santa Sede, ''gli Stati e le organizzazioni internazionali sono chiamati ad aderire e a rafforzare i principi della Dichiarazione universale sui Diritti dell'uomo e dei relativi strumenti internazionali come la Dichiarazione sull'eliminazione di tutte le forme di intolleranza e discriminazione basate sulla religione''.
''Il rispetto della liberta' religiosa - ha sottolineato - deve smascherare la pretesa di certi terroristi di giustificare le loro ingiustificabili azioni su basi religiose''
. E ''se la violenza continua a nascere tra i gruppi religiosi, programmi di disincentivazione nella societa' civile devono essere supportati'', con attivita' di ''educazione, mobilitazione di leader religiosi, movimenti di massa contro inviti all'odio e altri atti pubblici programmati per combattere la violenza settaria''.


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