mercoledì 24 ottobre 2007

SCUOLA PARITARIA E RISORSE FINANZIARIE

DOSSIER IN VISTA DELLA FINANZIARIA 2008
Associazione Genitori Scuole Cattoliche – 5 ottobre 2007




Proseguendo nella tradizione formativa dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, intendiamo offrire con questo breve dossier un agile strumento per conoscere una realtà spesso misconosciuta, quando non distorta. Quella concernente le risorse economiche destinate dallo Stato per realizzare le condizioni per la libera di scelta educativa delle famiglie.
Il dossier, frutto della ricerca dell’Associazione, richiama le principali azioni realizzate dal centro-sinistra nel periodo 1996-2001 e dal centro-destra nel periodo 2001-2006. Si raffronta poi la spesa dello Stato per la scuola statale e per quella paritaria, determinando l’entità della spesa che lo Stato sarebbe chiamato a sostenere se tutti gli studenti della scuola paritaria (oltre un milione) frequentassero le scuole statali. Il dato che emerge è di grande rilevanza e dimostra un incredibile caso di sussidiarietà all’incontrario (le famiglie sussidiarie dello Stato), a danno delle famiglie di scuola paritaria. Si esaminano infine gli interventi minimi necessari nella Legge Finanziaria 2008 per rifinanziare i capitoli di spesa esistenti.

Queste pagine offrono un quadro conoscitivo utile per i genitori della scuola cattolica ma anche per i decisori politici e per la società civile. E’ evidente, come dimostra l’attuale grave situazione della scuola paritaria in Italia, che l’operato delle diverse maggioranze succedutesi al Governo del Paese è stato ampiamente insufficiente. Si noterà nel documento l’assenza di ogni giudizio sull’operato dei parlamenti e degli esecutivi che si sono succeduti. E’ una scelta per evitare ulteriori polemiche su un tema tanto “sensibile”. Offriamo così il nostro contributo affinché possa costituirsi un ampia maggioranza politica trasversale fra gli schieramenti, capace di fornire risposte concrete alle problematiche delle scuole paritarie e delle famiglie che queste scuole scelgono per i propri figli.

In Italia, come confermano tutte le indagini scientifiche, è urgente realizzare le condizioni per la libera scelta educativa delle famiglie. Per questo è necessario che nella prossima Legge Finanziaria 2008 possano reperirsi almeno 800 milioni di euro per rifinanziare i capitoli di spesa esistenti. Così facendo, si darebbe un primo segnale concreto, coerente con quanto indicato dal “Libro verde sulla spesa pubblica” presentato nei giorni scorsi dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa Schioppa; il segnale di cominciare a “spendere meglio”, almeno nel settore fondamentale dell’istruzione, le risorse della collettività.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche


1996/2001. Governo di centro-sinistra. Risorse per le scuole paritarie.
Con la Legge 62/2000, approvata durante il Governo D’Alema, vengono definiti i requisiti per il riconoscimento delle scuole paritarie, gestite dagli enti locali o da soggetti privati, che sono parte, insieme alle scuole statali, del sistema nazionale di istruzione. Se ne riconosce in tal modo la funzione pubblica.
La Legge 62/2000 introduce dunque la parità prevista dalla Costituzione, ma solo in termini giuridici, non realizzando contestualmente la parità economica, le condizioni, cioè, perché le famiglie possano scegliere liberamente, senza condizionamenti economici, fra scuole facenti parte del sistema nazionale di istruzione, statali o paritarie che siano. Questa Legge prevede comunque un incremento, seppure insufficiente, nelle assegnazioni alle scuole paritarie, nella seguente misura: per il sistema prescolastico integrato (scuole dell’infanzia) 280 mld (miliardi di lire); per le convenzioni di parifica (scuole elementari) 60 mld; per l’integrazione dell’handicap nelle scuole paritarie, 7 mld. Per un totale di 347 mld di lire. La medesima legge prevede inoltre un finanziamento di 300 mld di lire annuo, per il diritto allo studio.
Il quadro riepilogativo delle risorse assegnate al sistema paritario con la Legge 62/2000 è il seguente (in Euro):

Legge 62/2000 - Risorse assegnate al sistema paritario
sistema prescolastico integrato € 144.607.932
parifiche elementari € 30.987.414
Integrazione handicap € 3.615.198
Aumento complessivo nell'esercizio finanziario 2001 € 179.210.544

Antecedentemente, nell’Esercizio Finanziario 1998 era stato introdotto un aumento dei contributi alle scuole non statali, nella seguente misura: per le scuole dell’infanzia 200 mld di lire; per le scuole elementari parificate 60 mld di lire. Per un totale di 280 mld di lire (pari a circa 134 milioni di Euro).
Al termine del quinquennio di governo del centro-sinistra (1996-2001), nell’Esercizio Finanziario 2001 le risorse destinate al sistema delle scuole paritarie sono le seguenti:

Scuole paritarie. Finanziamenti esercizio finanziario 2001 (ultimo governo centro-sinistra periodo 1996-2001)

infanzia (materne) € 349.265.340
primarie (elementari) € 118.223.182
secondarie (medie e superiori) € 5.556.560
integrazione handicap € 3.615.198
TOTALE € 473.045.082


2001/2006. Governo di centro-destra. Risorse per le scuole paritarie.
Nella prima Legge Finanziaria varata dal centro-destra (quella del 2002) le risorse assegnate alle scuole paritarie vengono incrementate di circa 54 milioni di Euro.
Nelle Leggi Finanziarie 2003 e 2004, con una innovazione significativa ma non adeguatamente finanziata, vengono poi stanziati di 90 milioni di euro (2003) e 100 milioni di euro (2004), da ripartirsi in un triennio; le risorse sono finalizzate ad un contributo a sgravio degli oneri sostenuti dalle famiglie con figli iscritti nelle scuole paritarie. In seguito, in ragione di un ricorso della Regione Emilia-Romagna alla Corte Costituzionale, lo stanziamento complessivo viene ridotto dai 190 milioni di euro iniziali a 110 milioni di Euro.
L’ultima Legge Finanziaria approvata dal centro-destra (2006) assegna alle scuole paritarie la somma complessiva di Euro 532.310 844. A queste risorse si aggiungono quelle destinate alle scuole paritarie dalla direttiva annuale attuativa della Legge 440/1997 (Euro 4.500.000 annui nell’ultimo triennio).
Il quadro dei finanziamenti alle scuole paritarie al termine del quinquennio di governo del centro destra (2001-2006), nell’Esercizio Finanziario 2006, è il seguente:

Scuole paritarie. Finanziamenti esercizio finanziario 2006 (ultimo governo centro-destra periodo 2001-2006)

infanzia (materne) € 355.115.016
primarie (elementari) € 160.201.665
secondarie (medie e superiori) € 6.994.163
Integrazione handicap € 10.000.000
legge 440 scuole secondarie paritarie € 4.500.000
bonus genitori a.s. 2005/06 € 30.000.000
TOTALE € 566.810.844

E’ bene rammentare che non tutte queste risorse vanno alle scuole paritarie gestite da soggetti privati. Una parte, infatti, va alle scuole paritarie comunali (soprattutto dell’infanzia), per una cifra complessiva stimabile attorno ai 90 milioni di euro, pari a circa il 16% del totale.

Quanto risparmia lo Stato sugli studenti che frequentano le scuole paritarie?
Ogni riduzione in Legge Finanziaria sul sistema paritario comporta in realtà un incremento di spesa per lo Stato di oltre 10 volte la cifra risparmiata. Come è possibile questa conseguenza apparantemente illogica?
Per rispondere vediamo innanzitutto, nella tabella seguente, quanto spende la Repubblica Italiana per ogni allievo, per tutti i servizi di insegnamento.

Spesa pubblica per allievo scuola statale scuola infanzia scuola primaria scuola secondaria primo grado scuola secondaria secondo grado
In euro € 6.116 € 7.366 € 7.688 € 8.108
Fonti: Censis 2006 e Ocse 2006, riferimento anno 2003 (cambio dollaro = euro)

Sottraendo a queste risorse quelle assegnate nell’esercizio finanziario 2006 per le scuole non statali (pari ad Euro 536.810.844, senza considerare il bonus per i genitori, ora non più finanziato) rapportato al numero di studenti frequentanti le scuole paritarie (in totale 1.009.286 nell’a.s. 2005/06) si ricava la spesa dello Stato per ciascun studente di scuola non statale:
Spesa per studente scuola paritaria scuola infanzia scuola primaria scuola secondaria primo grado Scuola secondaria secondo grado
Legge Finanziaria 2006 € 584 € 866 € 106 € 51
Fonti: Legge Finanziaria 2006 e MPI www.istruzione.it

Si può ora determinare il risparmio che le Finanze Pubbliche traggono dalla frequenza del sistema paritario di oltre un milione di studenti. Se questi infatti frequentassero le scuole statali, il maggior costo per la Repubblica sarebbe il seguente:
RISPARMIO FINANZE PUBBLICHE SU STUDENTI SCUOLE PARITARIE = MAGGIOR COSTO SE FREQUENTASSERO SCUOLE STATALI scuola infanzia scuola primaria scuola secondaria primo grado scuola second. secondo grado Totale risparmio
Risparmio della finanze pubbliche per ciascun studente di scuola paritaria € 5.532 € 6.500 € 7.582 € 8.057
Risparmio complessivo delle finanze pubbliche
per ciascun livello di scuola Milioni di € 3.436 Milioni di € 1.202 Milioni di € 496 Milioni di € 1.110 Milioni di € 6.245

Si omette in questa sede ogni richiamo circa l’opportunità di favorire la libertà di scelta educativa delle famiglie fra scuole statali e paritarie, che come tali fanno parte a pieno titolo del sistema nazionale di istruzione, come modalità per realizzare un fondamentale diritto civile e per elevare la qualità delle stesse scuole statali, come ampiamente documentato scientificamente.
Attenendosi ai soli dati numerici esposti, si sottolinea che l’entità della cifra di 6.245 milioni di Euro (oltre 12.000 miliardi delle vecchie lire) che lo Stato dovrebbe “spendere” per consentire la frequenza delle scuole statali agli studenti delle scuole paritarie, rende economicamente “conveniente” per lo Stato incrementare il proprio impegno in Legge Finanziaria a favore delle famiglie frequentanti il sistema paritario, così che queste non abbiano ad iscrivere i propri figli nelle scuole statali.
Il “collasso” economico del sistema non statale, infatti, comporterebbe un aggravio di spesa per lo Stato equivalente ad una manovra finanziaria. E’ dunque economicamente strategico per lo Stato incrementare le risorse economiche affinché il sistema paritario possa sostenersi e le famiglie italiane possano sceglierlo.

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