lunedì 7 aprile 2008

IL PAPA SULL'ABORTO "CHI L'HA FATTO VA AIUTATO"

di CATERINA MANIACI
Libero, 6 aprile 2008
Aborto, eutanasia, divorzio: autentiche piaghe sul corpo della società, e nell'anima di chi le ha scelte o lo ha subite. Soprattutto dei più piccoli, innocenti e indifesi. Errori, gravissimi, che minano e segnano indelebilmente, che bisogna condannare con forza, senza cedimenti, ma verso chi li ha commessi o li ha sopportati bisogna avere solo "misericordia". Papa Benedetto XVI torna a parlare dei "valori non discutibili", che non si possono "negoziare".


Lo fa con forza, come è sua abitudine, senza però dimenticare l'aspetto di perdono e accoglienza, nei confronti del peccatore, in occasione di due incontri dedicati entrambi alle difficoltà che si incontrano nella vita familiare: dall'aborto al divorzio, fino all'eutanasia.
I primi due aspetti sono stati affrontati nell'udienza ai partecipanti al Congresso "L'olio sulle ferite.
Una risposta alle piaghe dell'aborto e del divorzio", promosso dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia.
E poi nel discorso ai partecipanti all'assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, che ha avuto per tema. «I nonni: la loro testimonianza e presenza nella famiglia». Proprio affrontando la questione del ruolo dell'anziano nella nostra società, il Papa sostiene che l'eutanasia è un esempio della «cultura della morte», il cui avanzare «insidia» oggi «la stagione della terza età», tanto che «con crescente insistenza si giunge persino a proporre l'eutanasia come soluzione per risolvere certe situazioni difficili».

In questa cultura della morte hanno radici salde e profonde l'aborto e il divorzio, che sancisce la fine di un amore responsabile costruito come un progetto. Con conseguenze drammatiche per tutti. Si tratta di colpe gravi che implicano una profonda ingiustizia nei rapporti umani, sottolinea il Pontefice, tuttavia «la Chiesa, sull'esempio del suo Divino Maestro, ha sempre di fronte le persone concrete, soprattutto quelle più deboli e innocenti, che sono vittime delle ingiustizie e dei peccati, ed anche quegli altri uomini e donne, che avendo compiuto tali atti si sono macchiati di colpe e ne portano le ferite interiori, cercando la pace e la possibilità di una ripresa». A queste persone dolorosamente ferite - continua Benedetto XVI - «la Chiesa ha il dovere primario di accostarsi con amore e delicatezza, con premura e attenzione materna, per annunciare la vicinanza misericordiosa di Dio in Gesù Cristo. E' lui infatti, come insegnano i Padri, il vero Buon Samaritano, che si è fatto nostro prossimo, che versa l'olio e il vino sulle nostre piaghe e che ci conduce nella locanda, la Chiesa, in cui ci fa curare, affidandoci ai suoi ministri e pagando di persona in anticipo per la nostra guarigione».

Il Papa ricorda infatti che spesso aborto e divorzio sono scelte maturate in circostanze difficili e drammatiche, che comportano spesso traumi e sono fonte di profonde sofferenze per chi le compie. Per questo la Chiesa propone la ricetta dalla Misericordia perché «il Vangelo dell'amore e della vita è anche sempre Vangelo della misericordia, che si rivolge all'uomo concreto e peccatore che noi siamo, per risollevarlo da qualsiasi caduta, per ristabilirlo da qualsiasi ferita». Da qui, l'analisi dei traumi l'aborto procurato, «che lascia segni profondi, talvolta indelebili nella donna che lo compie e nelle persone che la circondano, e che produce conseguenze devastanti sulla famiglia e sulla società, anche per la mentalità materialistica di disprezzo della vita, che favorisce». In primo piano ci sono anche i "figli del divorzio", segnati da sofferenze «che rendono molto più difficile il cammino» della loro vita. Il Papa, a questo punto, indica concretamente una strada da seguire: «L'attenzione solidale e pastorale dovrà mirare a far sì che i figli non siano vittime innocenti dei conflitti tra i genitori che divorziano, che sia per quanto possibile assicurata la continuità del legame con i loro genitori ed anche quel rapporto con le loro origini familiari e sociali che è indispensabile per una equilibrata crescita psicologica e umana».

Queste parole hanno colpito molto, tanto che è intervenuto il presidente dell'Associazione matrimonialisti italiani, Gian Ettore Gassani, secondo il quale Il Papa ha pronunciato «parole importanti a tutela dei figli del divorzio. Oggi il mondo laico e il mondo e cattolico sono più vicini». Gassani ha sottolineato fra l'altro che «il Pontefice fa benissimo a difendere la bigenitorialità nelle vicende separative e divorzili. A maggior ragione oggi, momento storico in cui è certificato il quasi totale fallimento nell'applicazione della legge sull'affidamento condiviso». «Con il suo messaggio», ha proseguito, «Benedetto XVI ha sottolineato una verità spesso dimenticata: i figli non sono proprietà dei genitori, pur provenendo da essi. Religione e legge concordano nell'affermare chiaramente questo principio».


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